Lettera di un soldato

 

dich. guerra

Oggi ricorre il centenario - 1915-2015 - dell’entrata in guerra dell’Italia. Per quante parole  potrei trovare, per descrivere gli orrori, il biasimo e le sofferenze umane che portò con se quella guerra, nessuna suonerebbe veritiera, tutte assomiglierebbero a un assemblaggio retorico, un po’ perché non l’ho vissuta sulla mia pelle, un po’ per il tempo che nel suo trascorrere inesorabile inghiotte anche i ricordi più scolpiti tramandati da chi c’era. Inoltre, mai potrei con le parole mie dare il senso giusto alle emozioni e ai travagli intimi di quei uomini -soldati di trincea, più o meno coraggiosi e più o meno arditi e consapevoli del perché erano lì ma comunque combattevano fino all’estremo limite. Credo, anzi sono certa che la sottostante lettera, allora censurata e riportata come fu vergata dallo sconosciuto soldato, non solo onorerà la memoria di chi mai rivide il sole nascere da quelle trincee della 1 guerra mondiale, ma illuminerà menti e cuori a vedere ognuno di quei ragazzi, uomini, alpini combattenti oltre ogni oratoria prolissa celebrativa.

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lettera di soldato dal cognome ignoto del 10 gennaio 1916 da Zona di Guerra a Sassuolo di Modena. Censurata.

Stimatissimo signore

Mi affretto a scriverci questa mia la quale gli darrò spiegazione della mia vita. Ora senta la civiltà della nostra bella Italia gli dirò che noi stiamo trattati come cani, ed in servizio siamo in tutte lore. Quando ripenzo mi si speza il quore, trovandomi nei pianti e nei dolori, gli dirò che fra gli morti, cioè i nostri frattelli, passeggiamo come passeggiare sopra gli sassi in un fiume, questa è la civiltà della nostra Italia. Gli dirò che qua siamo in mezzo nei disagi ed alle passioni ripensando alle famiglie nostre care. Qua riposiamo come le belve alla foresta e del mangiare sidanno poco e niente, qua si troviamo privi di ogni sorte e sofrire siamo noi già stanchi. Dunque mio buon signore, ora gli debbo tralaziare di farmi la mia pace desisederata perché mi chiamo e ecco in servizio bisogna ritornare. Qui ammalati non ne conoscono per niente, ammalati è come sani, sempre in servisio, siamo sensa mai avere una piccola oretta di libertà qua tutto e nero e sangue che se lui vedesse la nostra vita come e trattata, non la può giudicare altro chi non la provata. Dover pensare alle famiglie cari che si sta bene, bisogna piangere come i bambini alla sua madre, penzare che qua cia laziato la pelle tanti padri di famiglia lasiando le sue molie e figlie nel dolore, lasio giudire a lui che cosa daranno mancando chigli mantiene il pane. Ora gli dirò che io mi trovo al fronte di cordilana, dove a macello della carne Umana. Quante  famiglie fra i dolori e pianti, Morto che gli sarà il suo caro guerreggiante povere spose e figli tutti quanti. Noi stiamo giornalmente tribulanti, li chi perderà il marito e gli amanti, brutte giornate noi stiamo qui passando, Nel mezzo amaro pianto e le passioni con tanto furore e poi tribolazione. Solo di me spiegato una piccola passione che soltanto e simile di questa vita infame. Firmandomi rispettoso. Saluti ed addio perché di qui non si salva baciandomi tutti i miei cari.

elmetti 1 g. m.

mai dimenticare che la strada della libertà va percorsa ogni giorno con gli occhi aperti  impedisce, forse, simili orrori

Bydif

 le foto le ho scaricate dal web

RITA: SANTA DELL’AMORE E DEL PERDONO

 

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Nella cultura popolare, Maggio è il mese delle rose e dell’amore. Dedicato alla vergine Maria, tintinni di rosari e profumi inconfondibili lo rendono speciale, un vero toccasana per rincuorare lo spirito smarrito dai grigiori invernali e ridare, con fede e speranza, slancio energico alla vita quotidiana. Ma Maggio è anche il mese di Rita, santa dell’amore e del perdono, a me cara, invocata e venerata in moltissime parti del mondo per le sue qualità taumaturgiche e le indiscutibili doti di avvocata paciera delle cause ultradifficili dell’uman andare. Tant’è che popolarmente è detta la “santa degli impossibili”. Devozionalmente si ritiene che fin dal giorno della sua morte Rita si è schierata dalla parte dei più bisognosi, realizzando per loro quei miracoli prodigiosconsiderati dalla logica comune irrealizzabili. SANTA RITA conosciuta, sulla base di racconti, anche come:Santa della Rosa” – Ancora oggi si dice che ogni qualvolta Rita interceda per un miracolo il suo corpo, conservato all’interno della basilica emana un intenso profumo di rose e le rose benedette ogni 22 maggio, per la sua festa, oltre che essere fonte di protezione per la famiglia, conservano tutta la fragranza di una rosa fresca. – “Santa della Spina” - Unica santa nella storia cristiana a ricevere in fronte la stigma spina che le produsse una profonda piaga purulenta e fetida che la costrinse alla segregazione. – “Santa delle Api”-Si racconta che già a 5 giorni operò il suo primo miracolo, conosciuto come delle Api Bianche guarendo un contadino, feritosi gravemente con la falce a una mano. Questi, passandole vicino, per andare a medicarsi, nel vedere delle api che ronzavano sul suo volto cercò di scacciarle proprio con la mano ferita che guarì immediatamente. Mentre il giorno della morte venne avvistato uno sciame di api nere, dette murarieche ancora oggi hanno dei nidi nel convento.- Api, rose e spina sono infatti gli attributi iconografici che contraddistinguono la santa, una santa che dopo san Francesco e sant’Antonio sia per la quantità di miracoli attribuitole, sia per la sua storia umana è la santa più amata. In molti paesi è venerata anche come santa della misericordia e del soccorso per il racconto della donna di Spoleto che fuggita per maltrattamenti dal marito, derubata e aggredita curò, rivestì, e tranquillizzò assicurandole che tornata dal marito questi convertito non avrebbe più abusato di lei con violenze e ingiustizie, inoltre per essere stimata come migliore avvocata e confidente delle donne in difficoltà.

Rita, ovvero Margherita Lotti, nacque  a Roccaporena, una frazione dell’umbro comune di Cascia, in provincia di Perugia, presumibilmente nel 1381, da Antonio Lotti ed Amata Ferri, due anziani benestanti “pacieri di Cristo”, per meglio dire conciliatori nelle lotte tra guelfi e ghibellini, oggi si direbbe che svolgevano il ruolo di “mediatori civili”. Non è facile tracciare un profilo storico di santa Rita. Ci sono molti punti oscuri, e spesso le notizie di una certa attendibilità si mescolano alle leggende, che si formarono durante i secoli in diverse stratificazioni. Margherita, chiamata da tutti Rita, amatissima dai genitori crebbe nella campagna umbra in serenità e bellezza. Da ragazza mite, umile, ubbidiente e ben educata anche nel leggere e scrivere), fin da giovanissima si appassionò alla famiglia Agostiniana, San GiovanniSant’Agostino e San Nicola da Tolentino, tanto da voler prendere i voti e da  frequentare assiduamente il monastero Santa Maria Maddalena di Cascia e la chiesa di San Giovanni Battista. Ma come usanza dell’epoca, i genitori, a 13 anni la promisero sposa a Paolo di Ferdinando, della potente famiglia Mancini, uomo piuttosto irruente, dal carattere violento.  3 anni dopo sposò. Dal matrimonio nacquero  Giangiacomo Antonio e Paolo Maria. Dopo 18 anni lunione, piuttosto burrascosa per le differenze caratteriali e spirituali, proprio nel momento, che dopo tante sofferenze, preghiere e sopportazioni di Rita, con la conversione di Paolo a una vita di pace e fede, aveva trovato la serenità venne brutalmente interrotta con l’assassinio di Paolo da parte di ex compagni di odi, vendette, scontri e violenze partitiche. Come ovvio la famiglia Mancini voleva vendetta, ma Rita no. Invocando il perdono non rivelò i nomi degli assassini, e supplicò i figli di onorare la memoria del padre con l’onore dell’onestà e non con la spirale del sangue. Invano fu il suo supplicare e come voce popolare riporta, quando comprese che i suoi 2 figli seguivano l’odio chiese a Dio di interrompere i loro scopi sanguinari. Da lì a poco i due fratelli si ammalarono e morirono. A 36 anni distrutta dal dolore e rimasta sola, Rita chiese di entrare nel Monastero Agostiniano Santa Maria Maddalena di Cascia che già da giovanissima agognava per dedicarsi alla vita claustrale. Ma, per la sua condizione civile e perché nel monastero c’era una suora parente della famiglia Mancini, offesa per la reticenza di Rita a rivelare i colpevoli, per ben 3 volte venne rifiutata. Da qui, secondo la leggenda, i suoi 3 santi protettori Sant’Agostino, San Giovanni Battista e San Nicola da Tolentino la portarono, dallo scoglio di Roccaporena dove Rita si recava per pregare, direttamente dentro al Coro del monastero imponendo alle suore incredule la sua accoglienza. In realtà sembra che dopo aver pacificato le due famiglie duellanti Rita nel 1407 ottenne di entrare nel Monasterodove vi rimarrà, alternando la preghiera e la contemplazione a visite a malati e lebbrosi, e cercando spesso di pacificare le fazioni che si combattevano nella cittadina umbra, in dedizione totale a Gesù per 40 anni. Umile e obbediente alle regole Rita mai scansò fatiche o prove vessatorie tuttavia il cuore della sua giornata claustrale era intensa meditazione della Passione di Cristo. Tanto che un giorno del 1432, mentre era in estasi davanti al Crocefisso, una spina si staccò dalla corona del Cristo e si conficcò nella sua fronte. L’immedesimazione alla Croce di Cristo di Rita era totale, e in croce, a eccezione di un suo trasferimento a Roma per la canonizzazione di san Nicola da Tolentino in cui la ferita si rimarginò per riapparire al suo ritorno a Cascia, visse gli ultimi 15 anni di vita. Si narra che prima di morire la santa abbia compiuto almeno 5 prodigi tra cui quello della vite morta che fruttificò e ancora oggi è presente all’interno del monastero, e quello della rosa fiorita in pieno inverno sotto la neve e due fichi maturi chiesti e trovati dalla cugina nell‘orto della casa paterna e interpretati come la salvezza ed il candore dell’anima di suo marito e dei suoi figli. La rosa piccola e rossa è il simbolo per eccellenza, di questa esile ed umile donna riuscita a fiorire nonostante le spine che la vita le aveva riservato, donando il buon profumo di Cristo e sciogliendo il gelido inverno di tanti cuori. Il primo miracolo da defunta fu invece quello del falegname, Cicco Barbari, da poco diventato invalido alle mani, non potendo più lavorare, vedendo la salma di Rita, disse:“Oh, se non fossi ‘struppiato’, la farei io questa cassa!”. Inspiegabilmente il falegname guarì immediatamente, e le suore lo incaricarono della costruzione dellumile cassa. Tante le leggende, i racconti, le meraviglie prodigiose fiorite intorno alla santa come quella dello scampanio improvviso e spontaneo di tutte le campane del circondario al momento della sua morte sopraggiunta a 76 anni nella notte del 22 Maggio, più o meno, intorno al 1457La venerazione di Rita iniziò subito dopo la morte,e fu caratterizzata dall’alto numero e qualità degli eventi prodigiosi, dovuti alla sua intercessione. Tuttavia fu proclamata beata 180 anni dopo la sua morte, nel 1627 sotto il pontificato di Urbano VII, e venne canonizzata da Leone XIII durante il Giubileo del 1900. Nel firmamento dei santi e delle sante della Chiesa, Rita è certamente una stella di prima grandezza. Vissuta ben sei secoli fa, ancora oggi ricordata, invocata, pregata nei casi più disperati da migliaia di devoti non solo in Italia ma in varie parti del mondo. “Ma quale è il messaggio che questa santa ci lascia?” Si chiese, nel primo centenario della canonizzazione, durante il Giubileo del 2000 davanti ad una grande folla di devoti della santa in Piazza San Pietro Giovanni Paolo II. Disse “È un messaggio che emerge dalla sua vita: umiltà e obbedienza sono state la via sulla quale Rita ha camminato verso un’assimilazione sempre più perfetta al Crocefisso. La stigmate che brilla sulla sua fronte è l’autenticazione della sua maturità cristiana. Sulla Croce con Gesù, ella si è in un certo senso laureata in quell’amore, che aveva già conosciuto ed espresso in modo eroico tra le mura di casa e nella partecipazione alle vicende della sua città” cioè cercando di portare pace fra le varie fazioni contrapposte e in lotta fra loro” Sebbene il tempo logora tutto non ha logorato il ricordo di questa santa italiana. Oggi come ieri, Rita è viva ed è soprattutto il segno d’amore che nelle crisi della vita può dare coraggio e forza per ricominciare, l’esempio per ciascuno della sollecitudine al perdono pacificante e al rigetto incondizionato della violenza sanguinaria che non porta mai nessuno a nulla di proficuo. Per la gente comune Rita è la santa capace di capire e interpretare le loro necessità, la ama e l’invoca perché la sente simile e vicina in ogni difficoltà estrema dell’esistenza. Come Giovanni Paolo II disse ancora: “La santa di Cascia appartiene alla grande schiera delle donne cristiane che «hanno avuto significativa incidenza sulla vita della Chiesa, come anche su quella della società». Rita ha bene interpretato il «genio femminile»: l’ha vissuto intensamente sia nella maternità fisica che in quella spirituale”. Forse la migliore definizione della santità di Rita da Cascia la troviamo nella iscrizione che è stata posta sull’urna contenente i suoi resti mortali: “Tucta allui se diete”. “Si diede tutta a Lui” cioè a Cristo, anche nel momento della crocifissione, che è la cosa più difficile. 

bydif

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70 anni di LIBERTÀ’

25 aprile

Fiumi di parole sono state dette, scritte, rievocate, da noti e meno noti, pro e contro la resistenza, in questi 70 anni, perciò non starò ad aggiungerne altre. Ciò che invece mi sembra opportuno e doveroso è avere MEMORIA. Quella MEMORIA che con tanto amore mi è stata inculcata e con tanta accuratezza morale tramandata, per evitare che figli, nipoti e pronipoti commettano gli stessi errori di padri, nonni, trisavoli. Oggi, in cui tutto va veloce, tutto si consuma e tutto si disperde in una frazione di secondo, tutto è globalizzato e tutto è socialsovraesposto, la MEMORIA può sembrare superflua ma non è così. No, non lo è e non può esserlo se MEMORIA È LIBERTÀ. Perché la memoria-libertà è un bene che non piove dal cielo, non è un self  e non si acquista con un clic sul PC. La libertà è come una nuvola bianca, come il vento, come il mare, come una melodia, come un sorriso, come l’amore, come il respiro, come il pensiero, come la poesia, come la perfezione, come la luce, come un fiore profumato sbocciato su una pietra che trovi, ammiri, annusi, vivi la sua bellezza se cammini veloce e non perdi mai di vista il sentiero maestro. Se lo perdi ti perdi e in un baleno potresti perdere la vita. Avere MEMORIA è importante nella vita di tutti i giorni, non se ne può fare a meno, se si perde, si perde l’autonomia, l’indipendenza, la libertà di scegliere e di agire, si è in balia degli altri, per questo si cerca di conservarla e preservarla con ogni mezzo. Ma se è indispensabile avere memoria per rimanere efficienti, e continuare la propria esistenza, ancor più indispensabile è avere MEMORIA-LIBERTÀ. Chi la sotterra, la ignora, o per incoscienza  la  butta nei rifiuti non sa che si sbarazza di un eredità preziosa di vite, lacrime, sangue, coraggio, stoicismo, sofferenza, umanità, paure, sospiri, fede, ideali, soprattutto significa che getta irreversibilmente la speranza. Quella speranza libera capace di salvare vite, futuri, sogni di uomini, donne, bambini in ogni parte del mondo. 70 anni di libertà sono un eredità inestimabile. Qualcuno ha scritto che “ la libertà è il virus più contagioso che l’umanità abbia mai conosciuto” Non conviene giocarsela con un antibiotico!

 tulipani

buon  anniversario 

by dif

 

 

DIVINA MISERICORDIA

divina miseri

La festa della Divina Misericordia,legata indissolubilmente al carisma di Santa Faustina Kowalska, che ne fu l’apostola, e San Giovanni Paolo II, che la introdusse, è la più importante di tutte le forme di devozione alla Divina Misericordia.Secondo i diari di Suor Faustina fu Gesù stesso a esprimere il desiderio di istituire questa festa in ragione di : “Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione.. Se non adoreranno la Mia misericordia, periranno per sempre”. Per la prima volta Gesù ne parlò nel 1931, durante una apparizione. “Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l’immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia”Successivamente, lo chiese ancora in altre apparizioni, ben 14 secondo dati storici, definendo con precisione il giorno della festa nel calendario liturgico della Chiesa, la causa e lo scopo della sua istituzione, il modo di prepararla e di celebrarla come pure le grazie ad essa legate. “che il quadro della Misericordia sia quel giorno solennemente benedetto e pubblicamente, cioè liturgicamente, venerato; che i sacerdoti parlino alle anime di questa grande e insondabile misericordia Divina e in tal modo risveglino nei fedeli la fiducia”. “in quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto” La scelta della prima domenica dopo Pasqua non fu casuale. Come già notò Suor Faustina, ha un suo profondo senso teologico, indica lo stretto legame tra il mistero pasquale della Redenzione e la festa della Misericordia: “Ora vedo che l’opera della Redenzione è collegata con l’opera della Misericordia richiesta dal Signore” scrisse. Questo legame è ulteriormente sottolineato dalla novena preparatoria che deve iniziare il Venerdì Santo. Tale preparazione alla festa consiste nella recita di una particolare forma di rosario-preghiera. Quando Gesù trasmise alla santa polacca la sua volontà su come doveva essere figurativamente la misericordia, 1935, chiese, sempre secondo quanto riportato nel diario, di recitare la preghiera, oggi detta Coroncina alla Divina Misericordia, e particolari grazie sarebbero state concesse a chi l’avrebbe recitata con speranza e fiducia davanti alla immagine .“La mia misericordia avvolgerà in vita e specialmente nell’ora della morte le anime che reciteranno questa coroncina” Come si può notare nella rappresentazione iconografica della Divina Misericordia, eseguita in base alle visioni di suor Faustina, Gesù, vestito con una tunica bianca contornata da luce, su sfondo blu, ha la mano destra alzata e due raggi, avvolgenti, che escono dal cuore, uno bianco e uno rosso, rappresentanti rispettivamente l’acqua ed il sangue e, in basso, la frase “Jezu, ufam tobie” ovvero “Gesù, confido in te” L’immagine, si racconta,, dipinta per la prima volta a Vlnius in Lituania dall’artista Eugenius Zkazimirowski dopo che don Michele Sopockogli, vicino di casa nonché direttore spirituale di suor Faustina, aveva parzialmente aderito alla missione che suor Faustina aveva ricevuto dal Signore,al pittore richiese circa sei mesi di lavoro in quanto Suor Faustina, sempre presente, era particolarmente esigente e domandava continuamente correzioni o aggiunte di dettagli, per ottenere un’immagine fedele alla visione. La novena della coroncina, desiderata da Gesù e di cui egli ha specificato che a chi la reciterà “ elargirà grazie di ogni genere” in breve consiste:dopo il segno di croce-  recita un Padre, un Ave e il Credo nella versione del simbolo degli apostoli. Poi, sui cinque grani maggiori del rosario si dice: “Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l’Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e Signore Nostro, Gesù Cristo, in espiazione dei miei peccati e di quelli del mondo intero. Sui cinquanta grani minori si dice: “Per la Tua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero”. Al termine si dice per tre volte: “Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero. La preghiera termina con la seguente invocazione: “O Sangue ed Acqua che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in te!”; ed infine nuovamente il segno croceMa Gesù nelle sue richieste alla devozione non ha limitato la sua generosità ha detto: Per la recita di questa coroncina Mi piace concedere tutto ciò che Mi chiederanno”. Gesù nel giorno della divina misericordia regala agli uomini non solo le grazie salvificanti, “riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia misericordia” ma anche benefici terreni, sia alle singole persone sia ad intere comunità. Infatti tutte le grazie e benefici sono in questo giorno accessibili a tutti, a patto che siano chieste con grande fiducia. Dal diario di suor Faustina si sa che fu la prima a celebrare il culto della Divina Misericordia nella prima domenica dopo Pasqua e nel santuario di Cracovia – Lagiewniki è presente dal 1944 con una tale partecipazione alle funzioni che la Congregazione ha ottenuto nel 1951 l’indulgenza plenaria. Si deve però al Sommo Pontefice Giovanni Paolo II l’istituzione del culto in quanto ha benignamente disposto che nel Messale Romano innanzi al titolo della II Domenica di Pasqua sia aggiunta la dizione “o della Divina Misericordia”, prescrivendo anche che, per quanto concerne la celebrazione liturgica della stessa Domenica, siano da adoperare sempre i testi che per quel giorno si trovano nello stesso Messale e nella Liturgia delle Ore di Rito Romano. Invece, come ormai noto e ufficializzato nella  ”bolla papale”, l’attuale papa Francesco 1° in continuità col pensiero della mistica e di San Giovanni Paolo 2° ha indetto l’anno santo della Misericordia che inizierà l’8 dicembre prossimo, giorno dell’Immacolata. Considerati i numerosi avvenimenti che assillano l’umanità direi che anche la scelta di papa Bergoglio non è casuale. 

Con un saluto speciale buona serata a tutti

dif

suor faustina

Pietà e tenerezza è il Signore, il quale per il grande amore con il quale ci ha amati, ci ha donato con indicibile bontà il suo unico Figlio, nostro Redentore, affinché attraverso la sua morte e risurrezione aprisse al genere umano le porte della vita eterna, e affinché, accogliendo la sua misericordia dentro il suo tempio, i figli dell’adozione esaltassero la sua gloria fino ai confini della terra”

Dove abiti

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Sono anni che cammino per trovarti.

Dove abiti?

Non riesco a trovarti.

Dimmi dove sei

e verrò a cercarti.

Fossanche in cima al vulcano

o nel mare più lontano

Nel deserto desolato

o nel fiume infocato

ti raggiungerò.

Ragazza mia

la tua domanda mi sconcerta!

Non devi traversare l’oceano e il mare

scalare montagne e vulcani

viaggiare …camminare …penare

Io, abito

oltre la siepe che limita il tuo vedere

Oltre il muro che ostruisce il tuo ascoltare

Oltre l’orgoglio che t’impedisce di perdonare

Oltre le pietre incollate al tuo piede

Io abito

ovunque il tuo sguardo si posa::

negli occhi di un bimbo

Nel cuore di un fratello

Nella stanchezza di una donna

Nel dolore e nella gioia

Non hai capito?

Io

Sono colomba e falco

Sole e buio

Vento e quiete

Abito

sul viottolo di casa tua

Mi trovi

oltre il recinto che frena il tuo cuore.

 magritte

Un grandissimo augurio di letizia a tutti

byDif

l’immagine in alto è un affresco di Giotto::resurrezione di Cristo

l’immagine in basso è un dipinto di Magritte

Solo eclissato

wormole

DA QUANDO SEI PARTITO

NULLA IN ME È CAMBIATO

IL PENSIERO TI HA SEGUITO

IL CUORE HA PALPITATO

SPESSO

IL CONSIGLIO TUO

MI È MANCATO

MA

NEI MOMENTI BUI

LA MANO HO SENTITO

SFIORARMI IL VISO

FINCHÈ

NON MI TORNAVA IL SORRISO

LO SO

PAPÀ

NON MI HAI ABBANDONATO

SEGUENDO IL VOLERE DEL DESTINO

CON SGUARDO FIERO

TI SEI

SOLO ECLISSATO

UN GIORNO CI RITROVEREMO  

1)

un pensiero …al mio e a tutti i papà eclissati

bydif

Woman’s Day 

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Woman’s Day ? Ovvero giornata internazionale della donna. Una perdita di memoria storica!  La celebrazione, nata, nel 1909 negli stati uniti su iniziativa del partito socialista con nobili presupposti di lotta per la conquista sociale politica e economica delle donne, nel tempo, ridotta a una serie di melense celebrazioni, frasi stucchevoli, banali auguri, frivoli spettacoli, business di mimose, raduni più o meno nostalgici contro discriminazioni e violenze sulle donne, non fa onore ne rende giustizia vera alle innumerevoli donne morte nel tentativo di acquisire un minimissimo diritto umano se non di parità almeno di dignitosa condizione di lavoratrici. A tutt’oggi, la ricorrenza diventata giornata mondiale della donna, che sia scaturita dopo il rogo, in cui persero la vita 126 donne operaie tessili scioperanti, della Cotton di cui non ci sono riferimenti attendibili, o per l’incendio divampato il 25 marzo del 1911 alla Triangle Shirtwaist Company di cui invece esiste eccome terrificante testimonianza al Museum of the city of New York di 146 donne, 39 erano italiane, sfracellate al suolo nel tentativo di scampare alle fiamme in un posto di lavoro in cui non esistevano diritti e sicurezza ma solo massacrante sfruttamento ai limiti dell’umana sopportazione, poco importa. Ciò che importa alle donne morte e vive è che i sacrifici eroici passati e le lotte del presente per un diritto inalienabile di qualunque essere di questo girevole globo non sia mero consumismo con sciorinamento di vanesio parolaio, ipocrisia festaiola, stereotipati fiorellini, caramellosi link augurali. A nessuna donna giovane, vecchia, bianca o colorata, impegnata nel sociale o nella sopravvivenza giornaliera interessa un Woman’s Day celebrativo del nulla. Interessa di non dover più, mai più subire umiliazioni fisiche e morali da parte di chicchessia; interessa la dignità di vivere e essere artefice del suo futuro in una società equa, di non essere mai, mai più considerata, oggetto da trastullo, merce di scambio, contenitore riproduttivo. Soprattutto interessa che la memoria storica dell’8 marzo non sia polvere brillantinata da cospargere qua e la per coprire fatti e misfatti di una ingiustificabile sperequazione di trattamento umano. Interessa non essere diversa da quelle che è per sopravvivere in una società fasulla.  Sa, come lo sa ogni altra donna pragmatica che oggi si parla di loro come un valore della vita comunitaria da apprezzare e riconoscere a livello mondiale e domani se le mette sotto i piedi negandogli il valore di farne parte a piena condizione.

guy bourdin fotografo pubblicitario

Forza donne, malgrado tutto possiamo farcela !

 by dif

le foto sono di Gui Bourdin fotografo pubblicitario di fama mondiale

Recepire oltre

 

4 - 2014-11-04 18.11.54

Razionalmente non riesco a comprendere ne a spiegarmi il perché il mio occhio a volte capta immagini immateriali. Eppure succede. Succede in tanti modi, a volte attraverso uno schermo, altre attraverso pietre, altre ancora attraverso flash visivi su ciò che sto osservando tipo un cielo, un albero ecc. Quando succede da un lato mi stupisco e prendo la cosa come fosse una rifrazione della luce, un gioco di specchi che mi fa sorridere, dall’altro la registro mentalmente e poi l’accantono, tranne se è legata a “presenze incorporee”, in tal caso infastidita la rifiuto a priori. Ultimamente, il ripetersi troppo spesso di un fenomeno diciamo “visionale?” mi ha posto qualche interrogativo a livello emotivo e anche ragionativo. A livello emotivo perché l’intromissione ottica capita nei momenti in cui sono lontanissima da qualsiasi sensazione comunicativa di transfert. Quindi mi chiedo: è forse un modo del mio inconscio di scombussolare le mie certezze del reale per farmi approfondire volente o nolente tematiche spirituali che considero distrattamente? È una proiezione involontaria di un mio disagio intimo? O, è una manifestazione subconscia di un desiderio di contatto con qualcuno o qualcosa che non so esplicitare ma che tuttavia cerco? A livello ragionativo, invece prima mi dico: è da matti allucinati o poco ci manca credere possibile reale e concreto vedere ciò che non esiste. Dopo mi dico: eppure lo vedo, perché? Poi, ma lo vedo veramente o per qualche strano gioco della fantasia me lo immagino? Cerco di convincermi con un no, no, non lo vedo, è impossibile una cosa del genere. Ma ..allora.. com’è che li, davanti ai miei occhi lo vedo… e, se non sono rintronata o folle, come avviene e perché avviene? Infine non sapendo dare risposte certe ai miei interrogativi penso: almeno una cosa posso farla per accertarmi se è un “miraggio” visivo o li, sullo schermo del TV durante il rosario in diretta da Lourdes, c’è o non c’è tangibilmente ciò che vedo, posso scattare una foto col cellulare. Se c’è compare, se è un invenzione no. Come potete constatare, nelle due foto, eccome se c’è impresso qualcosa che non ci dovrebbe essere. Debbo dire che ormai, ogni volta che mi collego, per seguire il santo rosario, se intercetto un anomalia, anche se è difficile cogliere l’attimo attraverso uno schermo, scatto una foto. Mi serve a rassicurare la razionalità perché, se è vero che mi è sempre successo di captare cose insolite e ricevere messaggi anticipatori è altrettanto vero che un continuum così non è mai capitato. So che c’è sempre un valido motivo anche quando non lo afferro all’istante, anzi a dire sincero stavolta lo afferro, il messaggio è chiarissimo ma vigliaccamente lo accantono. Una carissima amica, l’unica alla quale fino ad ora ho mostrato tutte le foto, mi ha detto che è venuto il momento di affrontare la mia realtà sensitiva del vedere oltre, di tuffarmici dentro e ascoltare anche chi non voglio. Ha ragione, questo ripetersi non posso ignorarlo, devo assolvere il mio compito di ricetrasmittente. Il messaggio è un avvertimento che devo divulgare. Al momento non riesco a soffocare la ragione materialista, sto lottando aspramente con me stessa per riuscirci. Devo far presto, il tempo stringe. Perché? Beh…in una foto, a fianco della grotta dell’Immacolata c’è impressa una sigla rossa che dire terrorizzante è poco.

4 - 2014-11-04 18.10.18

by dif

A CHI PORTERÀ FORTUNA LA CAPRA ?

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È appena arrivata ma a chi sarà più favorevole la capretta? Bee bee vediamo un po’..l’anno sarà propizio un po’ a tutti i segni zodiacali cinesi ma i favoriti della pecora-capra sono quelli con cui ha più affinità. Per ottenere i benefici di questo segno, iper femminile, affettuosa e altruista, amante dell’armonia e la quieta coesistenza, il buon gusto e la natura basta sintonizzarsi sulle caratteristiche che simboleggia. In generale appoggia i nuovi progetti, le idee creative, le trattative pacifiste. Sul piano lavorativo aiuta a trovare sostenitori di idee e finanziatori per progetti ambiziosi in equipe. A chi cerca lavoro o vuol cambiarlo troverà la via giusta per farsi apprezzare o raccomandare. Economicamente, essendo molto fortunata e generosa, incrementa i guadagni e attenua le difficoltà con qualche provvidenziale introito extra. Nei rapporti sociali, con la sua gentilezza, crea condizioni ambientali per armonizzare e rilassarsi e trova amici influenti. Spiritualmente allontana malumori e tristezze dannosi alla salute. In amore unisce, pacifica, mette in cantiere figli. Alle coppie dona un tetto, ai single fa incontrare la pecorella smarrita per condividere il tempo, agli irriducibili solitari trova pane per i denti sulle montagne impervie. Finanziariamente investe e ricava dal mattone, l’arte, l’agroalimentare, la ricerca, l’innovazione. Gioca con moderazione per vincere sempre. Da saggia capretta, evita i lupi, famelici invidiosi intriganti, agisce con tatto e discrezione in ogni ambiente e situazione, e si ricorda che il buon gusto si accorda con tutti e tutto. Nel commercio, in politica e diplomazia se incoccia in un caprone rozzo e volgare lo tallona con attenzione, impedendogli di essere l’ abile guastafeste profittatore che sottrae denari, tranquillità e meriti. Armonizza e collabora ottimamente con la lepre-coniglio-gatto, le altre capre, il cinghiale-maiale. Si trova a suo agio e interagisce profittevolmente con cavallo, scimmia, topo. Dialoga a scatti ma non tradisce il bufalo, il cane e il serpente. Difficilmente sintonizza con idee e azioni di tigre, drago, gallo.

1 topo

Topo: per voi inizia un nuovo ciclo. Non spaventatevi se in qualche momento le acque vi sembreranno torbide e agitate entro l’anno, le tante angosce e gli affanni degli ultimi 12 anni avranno la parola fine. Un anno favorevole per programmare il futuro e riorganizzare l’esistenza su basi congeniali alle attitudini e alle aspirazioni. Eccellente anno per il lavoro, ritrovare stimoli positivi per progetti creativi utili alla carriera e al prestigio personale in campo sociale. Miglioramenti nel settore economico e in quello affettivo sproneranno volontà e ottimismo. – nati: 1936 – 48 -60 -72- 84- 96 -

 2 bueBufalo o bue: un anno delicato con progressi altalenanti e tanta irritabilità, tuttavia la capra non mancherà di regalarvi qualche zuccherino di consolazione. In carriera e nell’ambiente socio-professionale facilmente potrete perdere le staffe e se esagerate con esse giocarvi pure il cavallo su cui faticosamente avete investito negli ultimi tre anni tempo, intelligenza e denari La prudenza in ogni campo eviterà di finire impantanati e isolati come una rana gracchiante. Non ostinatevi su nulla e non prendete decisioni drastiche impulsive. In amore sarà saggio non fare a cornate. – nati 1937 – 49 – 61- 73 – 85 – 97 -

 3 tigreTigre: un rapporto difficile che ridimensiona un po’ la grandeur. Un anno scarsamente gratificante, contrastato da incompatibilità sia sul piano ideologico, sia nella rapidità d’azione tuttavia, nel complesso, utile per accrescere in saggezza. In carriera le molte tensioni nervose saranno deleterie al mantenimento dell’armonia in ogni rapporto interpersonale. Previste accentuazioni di conflitti nell’ambito lavorativo per la supremazia nel comando. Più che ostinarvi a fare per salire in cima alla scala sociale per soddisfare la vostra estrema ambizione, quest’anno è meglio se vi impuntate a progettare una ritirata sabbatica. Arrampicarvi umilmente sulle montagne tibetane vi eviterà collisioni e rovinose cadute di stile che il vostro orgoglio mai vi perdonerà. Sotto pressione la sfera affettiva. In famiglia dribblate le incursioni dell’ira, la situazione potrebbe esplodere. – nati 1938 – 50 – 62 – 74 – 86 – 98 -

4 Coniglio

Coniglio-Gatto o lepre: molto simili e collaborativi, ecco un anno veramente favorevole a ogni iniziativa, anche la più ardita. Datevi da fare senza incertezze per renderlo eccellente. Un progetto ideale confinato nel cassetto entro l’autunno rinascerà a nuova vita regalandovi tante soddisfazioni e qualche motivo per sfoggiarlo con orgoglio in società. Calma e serenità saranno le armi vincenti in tutti i settori. Attraverso un evento imprevisto ritroverete l’armonia con voi stessi e la fiducia nel prossimo. Introiti più copiosi e regolari vi toglieranno le castagne dal fuoco e rafforzeranno il coraggio per non mollare mai. In amore qualche soddisfazione in più per tutti. I single possono trovare i compagni ideali e accasarsi. Introiti più copiosi e regolari vi toglieranno le castagne dal fuoco e rafforzeranno il coraggio per non mollare mai. – nati 1939 – 51 – 63 – 75 87 – 99 -

 5 dragoDrago: ne amici ne nemici, solo due che mal si accordano nell’armonizzare tempi e modi nelle azioni quotidiane comunque con un minimo di accortezza possono trovare un punto in comune e collaborare proficuamente, specie nell’ambiente professionale, trasformando un anno insipido in anno saporito di successi. Le finanze non brilleranno ma gli eventi altalenanti neppure bruceranno le riserve auree. In amore pochi slanci focosi tanta noiosa tranquillità. Vacanze e relax in luoghi ricchi di iodio vi caricheranno di energia positiva e a fine anno rendervi felicemente elettrizzanti per progettare nuove sfide. – nati 1940 – 52 – 64 – 76 – 88 – 2000 -

6 serpente

Serpente: un anno che non vi cambierà pelle ma neppure vi stresserà con improvvidi e indesiderati interventi plastici! Progetti e idee nuove stenteranno a partorire ma alla fine saranno parti plurigemellari che vi porteranno un fiume di denaro e tante gratificazioni morali. In carriera e in società poche le novità ma assai abbondanti i raccolti prestigiosi e i consensi onorifici. In amore e in famiglia vivete l’armonia ritrovata e non isolatevi, si può riflettere anche in lieta compagnia. Coltivare le amicizie sarà il saggio modo per ottenere proficue soddisfazioni e creare una cerchia di fedelissimi, utile e necessaria per togliere dalla via indesiderate manguste. Date spazio allo spirito, allargherà gli orizzonti mentali e affinerà la capacità di comprendere anticipatamente come muoversi nell’intricata foresta umana. – nati 1941 – 53 – 65 – 77 – 89 – 2001 -

 

7 cavallo

Cavallo: un anno propizio in tutto con tanti eventi favorevoli al progresso materiale e al benessere morale . Tantissime le opportunità di migliorie in campo professionale. Nuove iniziative stabilizzeranno la posizione e porteranno offerte e svolte nella carriera. Positivi avanzamenti nel settore economico con entrate di un certo rilievo che sprinteranno la volontà e permetteranno di progettare investimenti. Amicizie vecchie e nuove invece stimoleranno la fantasia e inciteranno l’azione pratica a cimentarsi in competizioni sociali vantaggiose alla popolarità. Correre in praterie diverse dalle solite donerà energia per tagliare traguardi esistenziali importanti. La sfera affettiva consolidata appare maggiormente tranquilla di quella, per così dire, in prova. Qualche bizzarria in amori passeggeri rinfocolerà la passione. Nati 1930 – 42 – 54 – 66 -78 -90 -2002 

8 capra

Capra: è il vostro anno, la fortuna vi sorriderà con nuovi progetti e tanto ottimismo in più. Sul lavoro, tramite un appoggio salirete di grado. Essere pratici e realisti vi eviterà in ogni settore di inciampare in qualche sgradito sassolino. In amore si rafforzeranno le unioni stabili e decolleranno quelle in partenza. Se l’amor non c’è, si potrà incontrare quello che rende la vita un lieto andar. Probabile arrivo di un figlio da tempo desiderato ma anche perchì non lo cerca o lo rimanda. L’estate sarà il momento clou in ogni campo, godetela senza timidezza, sgombrate mente e spirito da dubbi e incertezze e il ricavo sarà abbondante. Miglioramenti economici in vista matureranno acquisti immobiliari, fateli sono protetti dal fato. – nati 1931 – 43 – 55 – 67 – 79 – 91 -2003 -

9 scimmia

Scimmia: un anno contraddittorio. Da una parte riceverete molto dalla capra, con soddisfazioni che vi tireranno su morale e grinta. Dall’altra butterà qualche sassolino nello stagno che impedirà di godersi appieno i successi ottenuti. In particolare, senza dover fare tanti sforzi e incontrare specifiche difficoltà, offrirà opportunità vantaggiose per sviluppare e portare al pieno successo tutti i progetti e le iniziative sia nell’attività svolta, sia nella vita quotidiana. Ma nell’ambiente professionale, non smonterà del tutto invidie, ingratitudini e slealtà per cui ci sarà qualche inconveniente che mette a rischio l’operato svolto e il grande prestigio ottenuto. Tuttavia, con un minimo di destrezza e intelligenza avrete il modo di fiutare il pericolo e arginare il “nemico”. Economicamente ve la caverete bene, e potete accedere facilmente a un credito per investire in una casa. In amore il cuore batterà forte, aggrappatevi al ramo e troverete felicità duratura. -nati-1932 – 44 – 56 – 68 – 80 – 92 – 2004 -

10 gallo

Gallo: non c’è che dire, un anno in cui vi sentirete a vostro agio e avrete tanta voglia di primeggiare nell’aia della vita. Dateci sotto e senza particolari difficoltà in qualsiasi settore arriverete a cantar vittoria sull’albero più alto. Ma non perdetevi in vanità e evitate i pollai affollati di gente facinorosa, altrimenti risse e zuffe vi faranno perdere tempo prezioso e beccare scarso mangime finanziario.Comunque sono previsti progressi nella sfera professionale e gratificazioni rilassanti in quella individuale. Non date spazio all’inerzia e non perdete il sorriso se qualcuno cercherà di tagliarvi la cresta, vi vendicherete senza muovere un’ala. Economicamente tutto tranquillo fino all’autunno, dopo più movimento e qualche evento imprevisto favorirà nuovi guadagni. In amore, pescherete la persona giusta tra le tante amicizie allegre e spiritose. Non siate spavaldi se volete tenervela. -nati 1933 – 45 – 57 – 69 – 81 – 93 - 

11 cane

Cane: si potrebbe definire un anno senza lode e senza infamia, quindi piatto. Ma non sarà del tutto così. Vero che la capra regalerà la possibilità di stabilizzarsi sia nella posizione sia nelle idee, ma con il suo andare placido e paziente verso gli obiettivi desiderati creerà un po’ di affanno intimo. Se non vi lasciate troppo coinvolgere dalle reazioni emotive a fine anno constaterete che aveva ragione, mordere i tempi sarebbe stato controproducente a inquadrare le idee e le azioni in modo produttivo e conseguentemente gli sporadici successi raccolti alla fine non davano la vittoria ambita. Inoltre, anche le gratificazioni economiche pur consistenti non avrebbero fruttato equamente rispetto all’impegno e ai sacrifici fatti nell’attività svolta. Qualche evento improvviso qua e la movimenterà le giornate e vi preoccuperà più del dovuto, infatti se ne andrà prima ancor di tirar fuori il fiato. in amore come solito la diffidenza prevarrà sul lasciarsi andare. Quest’anno fidatevi nessuno vi ferirà o vi metterà una catena al collo. -nati – 1934 – 46 – 58 – 70 – 82 – 94 -

12 maiale

Cinghiale o maiale: ottimo anno in tutto. Utile per allargare l’orizzonte dell’ambizione e approfondire in un clima sereno e disteso conoscenze e interessi personali. Adatto a preparare i progetti professionali futuri e a studiare le strategie migliori per ottenere risultati concreti. Concentrarsi senza perdere di vista gli obiettivi più fattibili al momento sarà il miglior modo per arrivare al successo ricavando un guadagno adeguato alle esigenze e accantonare un gruzzoletto che garantisce sicurezza. Un periodo adatto anche per nuove conoscenze, condividere passioni e hobby con gli amici, prendersi una pausa rigenerante magari andando a distendersi in qualche angolino fiorito e tranquillo. Negli affetti una maggiore collaborazione creerà una atmosfera armoniosa rafforzando i legami. In famiglia e in società i conflitti verteranno sempre su piccole questioni per cui non metteranno in pericolo le unioni e non causeranno rotture di rapporti interpersonali. – nati -- 1935 – 47 – 59 – 71 – 83 -95 

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Auguro a tutti un anno sereno,  fortunato e  dolce  come la capretta.

bydif

Di figuracce ne ho piene le tasche.

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Da qualche parte ho letto che il consiglio di sicurezza dell’ONU, riunitosi per discutere su come intervenire per impedire l’avanzata dell’ISIS in Libia, dopo aver deciso che al momento l’intervento politico è preferibile a quello militare, ha invitato il rappresentante italiano, l‘ambasciatore S. Cardi, a dire quale ruolo l’Italia avrebbe assunto nella delicata e intrigatissima trattativa. Non so se è vero. Ma se lo è, è una roba da non credere. Sapete cosa gli è saltato nel falloppio cervellotico di dire: “L’Italia è pronta ad un ruolo guida nella missione in Libia”. Se non fosse una roba serissima riderei a crepapelle. Siccome lo è, più di quanto vorrei, perché sento il busso alla porta dell’ISIS, mi son chiesta: ma dove credeva di stare l’ ambasciatore per proporre ‘na roba del genere, su scherzi a parte o su ‘na nuvoletta marziana? Non sa che l’Italia son tre anni che si fa prendere per i fondelli dall’India nella trattativa dei nostri marò. Che da 4 e oltre tratta e ritratta in EU non è arrivata a una conclusione equa ma è diventata ostaggio di velati diktat che ci hanno ridotto un mucchio di precari sbarca lunario sopravvissuti per un minimo di dignità personale. E se non è riuscita a cavare un ragno da un buco in queste, diciamo quisquilie, come può l’Italia essere pronta a guidare una diplomatic mission almost impossible per la miriade di attori che vi satellinano, i numerosi interessi che vi ruotano, le fasulle motivazioni ideologiche che l’animano? Dica come ambasciatore perché, se ancora non lo sa, l’Italia al momento non è pronta nemmeno a gestire decorosamente un gruppetto di imbecilli, maleducati ragazzotti d’oltre frontiera armati di bottiglie di birra, qualche eccitante pastiglietta, un po’ di palloncini e un sacchetto di fumogeni colorati. Figurarsi se è pronta per una masnada di feroci sanguinari tagliagole. Non è pessimismo, è la realtà dei fatti. Se ha saputo ho visto, è bastata una manciata di ragazzotti a mandare in tilt la gestione della sicurezza della capitale d’Italia. Vero ubriachi fraccichi ma pur sempre ragazzotti che solo pisciando, vomitando, lanciando insulti e bottiglie vuote, hanno devastato la piazza più bella e famosa al mondo, ci han fatto fare una mondiale figura di m…a, ops di pori tapini disorganizzati, e pure cretini, se qualcuno dei loro capoccia si è permesso di dire che le 48 ore di panico e casino erano colpa nostra. Lei non so, io, neppure oso formulare un pensiero di quel che sarebbe successo se a scorrazzare per Roma invece di 500 hooligans olandesi, farciti solo d’inciviltà, c’erano 500 musi incappucciati, con bandiere nere, farciti di coltelli, bombe e kalashnikov. Minimo, minimo una carneficina. Mi creda, meglio affidarla a qualcun altro se esiste! Il pericolo che si corre è orribile. Non si può rischiare. Mi rincresce dire ciò, perché l’Italia ha tanti uomini e donne di valore, dai cervelli sopraffini, in grado di comprendere, argomentare, unire, debellare un mostro di barbarie, se non al 100% pacificamente almeno all’80%. È anche probabile che abbia proposto l’Italia proprio contando sulla nomina di uno di loro. Il fatto è che di solito chi ha il merito e la capacità o non fa parte dei “circoli” giusti o per i vizietti clientelari all’italiana è declassato o per qualche malato di protagonismo viene escluso. Siccome la posta in gioco è altissima, a malincuore, ribadisco che stando ai fatti l’Italia non è pronta per un compito del genere. Anzi, l’Italia sarebbe prontissima se chi “pesca” nel mucchio pescasse….ma siccome……e di #figuracce ne ho piene le tasche# per me non lo è. Da gregaria? Forse.

Bydif

isis

 le foto le ho scaricate dal weeb