Amica mia

africa 2

VORREI

AMICA MIA

NON PARTIRE

VORREI

AVVINGHIARMI ALLA TUA MALIA

UBRIACARMI DEL CALORE CHE T’AVVAMPA

SPOGLIARMI

SVOLAZZARE SINUOSA

RAMPICARE LA CORRENTE RITROSA

VORREI

TUFFARMI

NELL’ACQUE SPIROSE

AVVOLGERMI

NEL VENTO SALIENTE DALLE CAVITA’ VITROSE

ALEGGIATO

IN VERDI SCIACQUII

DA UN OCEANO INDIANO FATATO

VORREI

NON SPRECARE ATTIMI PREZIOSI

EMPIRE L’ANIMA MIA DI SUONI IMPETUOSI

SOPORIRE

I VAPORI VOLUTTUOSI DELL’ ATALANTINO

IN CIMA ALLO SPERONE PALADINO

GRIDARE ALL’ECO

TRASLOCA IL MULINO

DEL CUORE

NEL REGNO FORASTIO DEL DESIO

VORREI

ROTANDO LO SGUARDO

ABBRACCIARE LA FORESTA LUSSURIOSA

VALICARE

I CANCELLI DELL’ORDINARIO

INEBRIARMI

DÌ VITA ANTICA MISTERIOSA

PELLE FUMIGATA DA SOLI COCENTI

SUDORI ARDENTI SPALMATI IN DIAMANTI

PIOGGE VELIERE

SERRATE TRA ROSACEE SCOGLIERE

VORREI

ESPLORARE LE VISCERE VULCANE

INCONTRARE L’IGNOTO UMANDIO

LASCIARTI SENZA ADDIO

VORREI

CIRCUNNAVIGARE IL MARE CHE T’ABBIGLIA

CARPIRE L ’ENERGIA DI TERRA AMICA

CHIUSA

IN SUOLO OCARINO DÌ FATICA

SFERZATA DA RUGGITO D’ONORATO CRINIERO

BARRITO TONANTE MORZO D’ AVVENTURIERO

SFIORATA

DA PETALI DI FRONDE NERE

BAMBINI BALZELLANTI SU GRANI STRANIERI

SCROSCIATI DA INSODATI SENTIERI

QUAL FIORI SINGOLARI D’ABBAGLI SENSUALI

GIUNTI DA PARADISI ANCESTRALI

VORREI AMICA MIA

ANDARE LONTANO SENZA MALINCONIA

CAVALCANDO I TRAMONTI INFERINI

ARCHETIPI FUOCHI USURPATI A DEI ALATI

INFIAMMATI DA CIELI SCATENATI

VORREI

IN TUA COMPAGNIA

SALTARE NEI PRATI SCONFINATI

SAZIARE I DESERTI DESOLATI

PIANTARE UN FIORE NUOVO D’ARMONIA

LASCIARE UN PIZZICO D’ANIMA MIA

VORREI

PORTAR CON ME LA TUA MAGIA

CULLARLA OGNI MATTINA

DESTARLA

SUL PETTO ANSANTE D’AMORE E MERAVIGLIA

BLOCCARLA NEL PUGNO

SCOLPIRLA NELL’OCCHIO

RITROVARLA

NEI CASSETTI DELLA MEMORIA FRESCA DÌ SAPORE

SCORRAZZARLA IN OGNI DOVE

FIN QUANDO

EVAPORANDO IN STELLA

RICADRO’

LUCCICANDO SU LINFA DI FOGLIA

SDEBITANDO’ IL FAVORE CON VIRTU’ DI CIGLIA

AD AMICA PRODIGA CHE M’EMPI’ DI GIOIA

e.r

africa

Grazie Lucy!

dif

Quando la natura decide di dar spettacolo

fiori atacama

Quando la natura decide di dar spettacolo, è fenomenale nel trovare il modo d’irrompere sulla scena e strabiliare. Non v’è al mondo nessuno che possa arrestare i suoi irruenti impulsi, men che meno competere per eguagliarla in meraviglie espressive. Ma, lo spettacolo che con i suoi segretissimi meccanismi offre è sempre idilliaco, placo, irresistibilmente magico, condiscendente e sintonizzato ai desideri umani? Si e no! A volte, come la fata buona, usa i suoi poteri straordinari per regalare avvincenti sorprese che riempono gli occhi di incomparabili apparizioni di forme e tinteggi e l’animo di emozionanti sinfoniche bellezze, tipo le aurore boreali o, in questo periodo, le “rose” di Atacama. Cioè una mirabile multicolore visione fiorita nel deserto cileno di Atacama, uno dei luoghi più asciutti e inospitali del mondo, da sembrar miracolosa. È 50 volte più desertico della Death Valley californiano! Il tutto “pregio” di esibizioni con forti piogge che penetrato il terreno arido immagazzinano quell’umidità essenziale da far ascendere alla luce e sbocciare semi e bulbi regalando una incredibile quanto spettacolare panoramica apparizione variegata, di forme e colori, da lasciar a bocca aperta chi, per volere o caso, vi capita.

flowers atacama cile

A volte fa la strega cattiva e usa le sue forze occulte in modo crudele e violento che riempono gli occhi di visioni spaventose e l’animo di allibito sgomento da togliere fiato e sorriso. L’ ha fatto nel “cuore” dell’Italia l’anno scorso, in recenti giorni in Messico, scatenando una serie di sussulti da creare inaspettati scenari angosciosi.

imm terrQuest’anno, nelle isole Caraibiche, Cuba, Stati Uniti con Harvey e Irma, purtroppo pure a Livorno aizzando furiosamente vento e vomitando tanta di quell’acqua da offrire agli occhi umani sconvolgenti immagini di desolazione.

Hawaii 1

Esplicitamente, atteggiamenti estemporanei opposti della natura, ovvi spettacoli contrari. Quello della fioritura delle “rose” nel deserto: fatato, stupefacente e piacevole da gustare con tutti i sensi. Da applausi.

rose di atacama

Quello di terremoto, uragano, o inondazione: horror, quanto mai perverso, dal sapore tragico da far rizzare i capelli e accapponare ogni poro della pelle. Decisamente recital da fischi.

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Per quale ragione la natura, quando decide di dar spettacolo, ora è fata buona ora strega malvagia? Difficile arrivare all’origine delle sue scelte comportamentali per dare una risposta precisa. Per come asseriva il filosofo Aristotele, fondatore di una scienza complessiva della natura : La natura è un principio e una causa del movimento e della quiete in tutto ciò che esiste di per sé e non per accidente” Quindi, è fata o strega non a caso, per precisa logica introspettiva!

Un nesso vita, luce bellezza, una connessione causa, effetto bruttezza? Beh, nella totalità dei fenomeni che manifesta, delle energie che sprigiona in modo dolce o aggressivo, da sotto, da sopra e in superficie, un legame non è da escludere. D’altronde se qualcuno ha scritto: Natura! Noi ne siamo circondati e stretti, incapaci di uscirne e di penetrarla più a fondo. Ci afferra nel giro della sua danza senza invitarci o avvertirci, e se ne va alla deriva con noi finché siamo stanchi e il suo braccio ci sfugge…Essa ha pensato e tramato incessantemente; ma non come un uomo bensì come natura…Non ha linguaggio né parole ma crea lingue e cuori attraverso i quali parla e sente”

Indubbiamente la natura ha un sentire e dire cosciente che esprime e rende fruibile, a volte in modo plateale altre in modo sommesso. Il complesso sta nel recepire e interpretare esattamente ciò che comunica. Per quanto l’uomo la studi, cerchi di rubarle i sistemi, i segreti, di entrare nel suo spirito, a ogni rivelazione che riesce a strappare essa ne contrappone un’altra ignota, a ogni conquista comprensiva dei suoi fenomeni ne fa susseguire altri mille. Cosicché l’uomo non riesce mai a giungere a decifrare tutte le incognite fenomenologiche del suo essere. Anche se…anche se talvolta ci arriva eccome l’uomo a decifrare i suoi messaggi e cogliere le finalità ma per comodo egoistico fa lo gnorri. Se poi paga i risvolti che ha da lamentarsi? Vero che la natura si attiva a suo piacimento e si concede in base a sue leggi quietando o scombussolando il contesto, ma si comporta da natura semmai è l’uomo che non fa altrettanto!

In tutti i casi, quando la natura decide di dar spettacolo, le esibizioni sono esclusive e eccezionali e nessun recital umano può reggere a suo paragone o emulare l’esecuzione. È unica nel trovare il modo, sia in bene che in male, tempi e metodi, per sorprendere e stupire.

Buon weekend e piacevoli sogni in “maree fiorite” super colorate e risvegli  “extraterrestri” in luci variopinte!

fioriaurora

bydif

…le immagini illustrative le ho prese dal weeb, ringrazio chi le ha fornite

“ Una piccola matita nelle mani di Dio”

 

matite

 

“Sono come una piccola matita

nelle Sue mani, nient’altro.

È Lui che pensa.

È Lui che scrive.

La matita non ha nulla

a che fare con tutto questo.

La matita deve solo

poter essere usata.”

Madre Teresa di Calcutta

Non so se quella minuscola suora, missionaria di carità a Calcutta,  era la matita col quale il Padreterno disegnava sulla terra alcuni Suoi progetti. Se lo era, quella matita di certo si è resa una grafite malleabile e tenera, sempre disposta a cedere parte del suo guscio esteriore, lasciandosi temperare “il legno duro” per rendersi efficiente punta, pronta da usare, per eseguire abbozzi, scrivere, con un bel segno visibile, nei fogli di tante vite umane, sicura che ogni linea, punto, tratto, parola che tracciava era espressione palese del pensiero dell’Onnipotente. Se invece non lo era, madre Teresa  ha comunque agito come se lo fosse. Con la sua piccola matita esistenziale  ha tracciato linee di altruismo, compassione, dedizione dove nessun altro osava. Abbozzato piccoli sentieri di attenzione alla sofferenza, al dolore, all’abbandono in terre sociali dove nessun altro si avventurava che si sono riempiti di esseri umani, trasformandosi in ampie vie umanitarie di conforto, assistenza, aiuto agli ultimi, agli scartati, ai bisognosi. Scritto pagine e pagine di carità e di storia di amore per il prossimo, in tutto il globo. Con la sua piccola matita di donna ispirata da una inesauribile fonte di amorevolezza assistenziale estrema. Da un audace opinione di anteporre gli altri a se stessa, da un incondizionato senso di giustizia sociale e diritto alla dignità e alla vita, la piccola madre Teresa ha disegnato, occhi, mani, cuori ricchi di abnegazione. Li ha riempiti di colori accesi azzurri come il cielo, bianchi come la verità, rossi come la passione. Li ha animati di spirito di pazienza estrema senza confini. Fatti camminare nel mondo per stampare col sorriso, la fede, il coraggio, la convinzione in tanti poverissimi altri occhi di orfani, malati terminali, anziani, madri, conforto, sostegno, tenerezza.

Nei fatti, la piccola matita, o da strumento attuativo di un progetto divino o da libera professionista secolare, egregiamente e senza risparmio, ha consumato la sua “grafite” vitale, nelle strade di Calcutta e nel resto del pianeta, fino all’ultimo granello.

A vent’anni dalla sua scomparsa è innegabile che madre Teresa con la sua piccola matita, da suora, donna, essere umano,  ha tracciato tanti tanti fili alla pietà. Intrecciato tanti tanti sguardi alla generosità. Legato indissolubilmente tanti cuori al sacrificio. Dato vita e suono a punti invisibili della società com’anche ammutato giganti statue nei palazzi del potere. Portato luce nei vicoli tetri dell’indifferenza. Elargito senza incertezze carezze, parole, sguardi, speranza, colmato vuoti di solitudine disperata. Lasciato ampie e ben delineate linee guida all’inclusione, alla disponibilità, alla fratellanza, all’uguaglianza, alla pace, al bene senza contropartita interessata, senza demarcazione etnica e senza frontiere dottrinali a tantissime piccole matite colorate. Matite missionarie di carità, sorelle nelle difficoltà, volontarie stracolme di umana dolcezza.

madre teresa

MI sovviene, se con una minuscola matita madre Teresa è riuscita a lasciare un “museo di capolavori “di umanesimo, con quella gigantesca di Santa che farà? Farà meraviglie! Ne sono certissima. Disegnerà gioielli, di grazie e intercessioni, da donare a tutti quegli umani emarginati, scherniti, relegati nel dimenticatoio socio-economico. Da matita assai perspicace però veglierà e si accerterà che le sue matite colorate risplendano nei “musei filantropi “ poveri di apparenza ma ricchi di fede. Invece lascerà che la polvere si ammucchi nei musei delle cere, tanto ricchi di vesti pompose quanto privi di comunicazione animica.

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bydif

per la cronaca:

la piccola suora al secolo Anjezë Gonxhe Bojaxhiu ma conosciutissima come madre Teresa di Calcutta era nata il 26 agosto 1910 a Skopje in una benestante famiglia albanese. il 5 settembre 1997 concluse la sua vita terrena a Calcutta dove è sepolta. Proclamata beata il 19 ottobre 2003 da papa Giovanni Paolo II, il 5 settembre 2016 è stata innalzata agli onori di Santa da papa Bergoglio.
Madre Teresa, la piccola matita di Dio, con la parola, l’esempio la spiritualità carismatica in vita si è adoperata e spesa senza soste diventando una celebrità mondiale. Ha ricevuto tante onoroficenze, attestati, premi, enormi riconoscimenti internazionali legati alla sua opera umanitaria, tra cui il Nobel per la pace. Veramente anche tante critiche con dubbi assai millantatori e controversi sulla sua attività di carità agli ultimi degli ultimi. Con umiltà e grandissimo senso di tolleranza nonchè di intelligenza, madre Teresa ha saputo andare oltre a opinioni contrarie senza mai abbassare lo sguardo o modificare il suo stile di suora, di donna di fede, di missionaria soccorritrice dei malati, dei “poveri più poveri” , gli esclusi, o come dice papa Francesco gli scartati.
Nel 1950 ha fondato l’ordine delle suore missionarie che nel loro bianco saio colorato da una striscia blu oggi continuano con lo stesso spirito gioioso la sua missione altruista in ogni continente.

Lady Diana: Una stella di prima grandezza

Lady-Diana

A guardare la foto su si potrebbe pensare: che c’è di strano da mostrarla?
è solo l’immagine di una mamma strafelice di divertirsi insieme ai propri figli !

Vero, è una mamma sorridente con i figli, il fatto è che è una principessa, è Lady Diana e i ragazzini dal sorriso smagliante di gioia sono i principini William e Harry, figli dell’erede al trono d’Inghilterra. Poco cambierebbe tuttavia al guardare l’immagine se quella mamma principessa oggi non può fisicamente ne carezzare ne abbracciare e divertirsi con quei ragazzini. La mano invisibile di agosto del 1997 nell”ultima sera, come fosse una farfalla l’ha “catturata” in un tunnel di Parigi e portata con se.

Son passati 20 anni da quella sera di Parigi in cui drammaticamente la luce terrena sparì dagli occhi di Lady Diana e un enorme dolore entrò nei cuori dei figli, allora adolescenti William e Harry e sconvolse tantissimi, in ogni parte del mondo. A distanza, volendo dedicare a questa principessa un pensiero, è difficile trovare e scrivere parole che non siano già note. Prima e dopo quel 31 agosto, è stata fulcro di attenzioni e di esplosive rivelazioni. Di questa donna, madre e principessa, con credito e discreto, luci e ombre, moralismo e cinismo in migliaia e migliaia in ogni angolo del mondo hanno scandagliato i meandri di psiche, indole e comportamento, creato buchi neri, detto e ridetto cercando di inghiottire immagine e memoria. Prima e dopo la tragedia, gossippari rivistaioli, fotografi scooppisti, lingue velenose, divulgatori traditori, scrittori rivelatori, violatori di privacy, l’hanno rivoltata come un calzino per strapparne segreti e fragilità. In tutti i modi e le maniere più o meno corrette è stata offerta sui media come “cibo” prelibato a voci commenti, opinioni, lucri. Esposta a mo di trofeo di conquista di assolute verità su vita e morte da questo e quel salotto confidenziale, da questo o quel presunto amante, maggiordomo, conoscente e…Insomma da quando la Favola pubblica di lady Diana iniziò non si contano coloro che l’hanno sezionata, smembrata, ricostruito su libri, in documentari e tutto quello che si può ciò che pensava, immaginava, desiderava, mangiava… e quasi fosse un cristallo trasparente descritto e informato il come era dentro e fuori.
Già come era veramente nel profondo dell’essere Diana? La mamma dal sorriso espansivo e fragoroso. La donna complessa che girava il mondo, carezzava i bimbi malati, incontrava Madre teresa di Calcutta, andava in campi minati? Ecchi lo sa. Nessuno. Chi dice di saperlo mente spudoratamente. Per quanto taluni hanno bombardato di averlo scoperto e spettegolato ai quattro punti cardinali del globo, la principessa Diana chi era veramente se l’è tenuto ben stretto e portato con se. Dove? Dove la verità è e non può essere. Nel mondo chiaro e cristallino come i suoi occhi, dolce e gioioso come il suo sorriso, sconfinato come il cuore generoso e altruista.
Evocando il suo ricordo, quello che si può dire di Diana, senza cadere nella retorica è che era prima di tutto una donna vera e capace di esteriorizzare le emozioni senza reticenze. In molti hanno detto che era fragile e contraddittoria se non addirittura senza alcuna personalità stabile e concreta. Puifff puiff, falsità da quattro soldi.
È che Diana Spencer era un anima libera. uno spirito altruista e aperto all’affezione che entrava con disinvoltura negli altri e li conquistava.
E’ che Lady Diana sapeva guardare oltre il palazzo e andare oltre le ragioni della propria convenienza.
E’ che Diana era una stella, non una qualunque stella, una stella di prima grandezza e destinata, nel firmamento dell’esistenza, alla visibilità. Chi la voleva o la vuole invisibile si illude. Possedeva un fascino che scuoteva l’indifferenza e accentrava l’attenzione. Un carisma luminoso e irraggiungibile con un nucleo enigmatico che solo certe stelle hanno. Diana Invisibile? Impossibile! In quel suo faccino paffuto e sorridente, di principessa da fiaba strappacuore, era evidente quanto il sole che si sarebbe fatta luce nel mondo Aveva negli occhi una luce, una energia elettrizzante che “bucava” e in un modo e nell’altro quella energia esplodeva e la consacrava a un destino di ribalta mondiale. Ah, se Carlo avesse scrutato i suoi occhi! Avrebbe visto che dentro avevano un faro stellare particolare che la rendevano unica nel suo genere e che mai Lui poteva ne gestire ne spegnere a suo piacere.
Demolire l’immagine di Diana? Impresa impossibile a chiunque perché quel suo cuore per quanto può risultare contraddittorio conteneva in se un qualcosa di trasmissibile esclusivo che inondava e affascinava. Il suo segreto? Un umanità vera, un amore incondizionato verso i fragili, un anelare a equità, giustizia e armonia, un palese altruismo senza fini e scopi egoistici, un mostrare se stessa con difetti e virtù, un mai nascondere per convenienza emozione e passione. Debolezze? Certo. Ma chiunque l’avvicinava percepiva che erano integranti alla personalità, producevano attrattiva, seduzione, coinvolgimento.
Da che la principessa Diana ha chiuso gli occhi al sole terreno per aprirli a quelli del sole eterno son passati vent’anni ma è come fosse ieri tanto è viva nell’immaginario collettivo, tanto è amata, discussa e tanto, tanto fa paura a chi allora era scomoda da negare un attimo di tempo a memoria che neanche la faccia pubblica si salva! Eppure..
Paradossalmente son proprio quelli che più Le devono! Se attualmente la corona è salva, forte e popolare come non mai lo devono a Diana che si è fatta amare dalla nazione e oltre senza riserve, riaccendendo la sfocata immagine pubblica e innovando l’idea popolare di regno e regnanti. Quantunque freddezza e ingrato annullo di memoria sono miserrime quisquilie inutili, non scalfiscono la dimensione gigantesca raggiunta dalla figura di Diana, forse, suo malgrado, cedendo la vita.
Diana era e rimane una stella di prima grandezza con una luce irraggiante inesauribile. Anzi più dicono, annebbiano, smemorano, più Lei brilla, risplende, si radica e come un grandissimo albero del mistero universale espande il fogliame, allarga l’ intensità delle tenebre a chi la vuole espellere dal suo ruolo terreno di principessa, mamma, icona di stile e di sentimento.
D’altronde se è entrata in tanti cuori, e vi rimane , il suo essere di donna sicuramente celava un magnetismo carismatico, un qualcosa di unico e speciale difficile da extrapolare e ancor più da esporre in modo verace al piazzame in cerca di morbosi inediti speculativi su lady D.
Oggi, certuni gnorrano e volutamente si mantengono a distanza da quella principessa, da quella madre dal sorriso contagioso. E’ sterile! Ci sono i figli, i suoi amatissimi principi Williams e Harry. Non più ragazzini smarriti in una improvvisa tragedia ma consapevoli. adulti dentro una storia di vita. E Loro non dimenticano. Come ogni figlio al mondo non possono dimenticare la madre, la luminosa stella che li ha generati, che amavano e amano nel profondo e troppo presto è andata a brillare altrove lasciandogli in eredità l’umanità senza pregiudizi.

w e h
Oggi, quei due ragazzi-uomini , Williams e Harry, soffrendo, con garbo e dignità, soli, tanto soli da suscitare tenerezza, son principi mica esseri insensibili e senza sentimenti, loro omaggiano la luce di quegli occhi , il sorriso di mamma, soprattutto Loro rispettano l’esistenza, breve ma incancellabile di una donna. Purtroppo anche costretti a difenderla dal facile sciacallaggio divulgativo della sua essenza femminile, dallo stravolgimento falsificativo della sua anima di donna.
Eppoi, oggi c’è il popolo. Popolo che non dimentica. Silenzioso l’omaggia con un fiore. un bigliettino, un raccoglimento, una preghiera. C’è la gente del mondo che ha sognato e si è innamorato di quella principessa, di quella stella magnetica.

by dif

Quella stella di prima grandezza, LADY D, mi piace ricordarla così: umana!

Princess Diana greets patients and visitors while

……

le foto le ho prese dal web e ringrazio le proprietà.

Ripensando

 ora sisma
Ripensando a un anno o giù di lì…
Il cielo è terso, le stelle brillano, i grilli cantano, le lucciole si rincorrono, l’aria fresca che scende giù dai monti sibillini accarezza la pelle, l’orologio del San Pellegrino coi suoi rintocchi marca il tempo. Nel borgo la vita scorre placa e regolare. Nelle strette stradine il brusio scivola dalle finestre aperte e lieve, come freschi torrentelli, sfiora le case addossate, le porte annerite dal tempo, i gradini sbrecciati, i cocci di gerani, menta, basilico erba cipollina. In questa sera estiva niente turba i pensieri, i sogni a occhi aperti, i desideri, i progetti per l’indomani. Tutto è così solito, rassicurante, avvolgente pacioso che te ne staresti seduta sul ripo a goderti la quiete ascetica, i profumi pungenti, il silenzio profondo e misterioso, i profili nitidi e suggestivi abbracciata alla notte, finché l’aurora ti sfiora, il sole riapre il giorno e riprendi il solito via vai della vita. Poi…Poi… chissà da dove un boato sbrana la dolce quiete e t’assorda. T’arriva una violenta quanto inaspettata zaffata che ti fa oscillare come un pendolo impazzito, ti sgretola la terra sotto i piedi, ti scaraventa su tegole, mattoni, ferrame, urla, lacrime, suoni ermetici, cumuli e cumuli di macerie. Tutto ribalta, sconvolge, ruba la magia e l’incanto dello ieri e negli occhi sbarrati da paura e sbigottimento dissolve ogni traccia di un oggi o di un domani e in turbinio di polvere materializza un enorme punto interrogativo. Un punto interrogativo senza domanda che diventa sempre più grande, sempre più grande a ogni sussulto della terra. Tanto grande che ti ceca la vista e blocca il cervello. Nell’essere tuo niente più obbedisce alla ragione. Con la lingua secca, la parola che manca, l’orecchio rintronato da rimbombi ignoti, i piedi non vanno ne avanti ne indietro. La terra trema, tu tremi. Trema e sussulta e sotto gli occhi inebetiti, come tessere di un domino impazzito, una dietro l’altra le case crollano, gli animali scappano, la luce della sicurezza capofitta nel buio e nelle viscere fluisce solo quell’angoscia che come un mostro perfido abbranca e stritola tutto il vissuto fino a quell’istante. Ogni punto di riferimento sfoca, il conosciuto frantuma, impalata a stoccafisso a quel suolo che sussulta una voragine di panico ti inghiotte. Poi…poi l‘orologio non rintocca, l’ora, la mezz’ora, perdi il ritmo, la prospettiva bilica, entri in una dimensione assurda. Colline, valli, prati, borghi, volti mulinellano senza identità. Strade e ponti s’ammassano sui rupi, i telefoni s’ammutano, i mezzi non circolano. Voci indistinte si rincorrono, si accavallano, qualcuna strattona, qualche altra spinge, altra consola. Una donna senza età scruta le mani, una suora a terra cerca la sua corona, un fratello si trascina un fratello, l’adagia piano, per non svegliarlo, sotto un albero e poi veloce corre da un altro, un altro, un altro. Un cane guaisce, qualcuno lo chiama, un bambino bianco da sembrare un angelo, vaga, cerca papà e mamma tra pietre sconnesse, porte divelte, bambole rotte, indistinti cumuli di chissà quali volti, di chissà quali storie, non piange, chiede e domanda. La terra trema, emozioni, speranze e sentimenti confusi s’aggrovigliano, volti seri e mani affannose, cercano, scavano, trovano, piangono, sussultano con la terra, non si arrendono, scavano, scavano, battono il tempo la fatica, strappano al buio fiaccole di vita. Qualcuno felice le ringrazia, altro muto le guarda, altro implora quelle mani abili di quei volti sconosciuti di scavare e trovare, il resto cigola, sospira, prega, s’appella alla Madonna. La voce circola, lo strazio arriva lontano, c’è chi appronta lumini e chi si mobilita. Taluno parte, accorre, giunge e senza sosta soccorre e salva; talaltro arriva ciarla, fotografa, racconta e intralcia; altro dettaglia, rassicura, organizza, ripara e sazia; altro gira, ti guarda contrito, promette, stringe mani, non muove e sai già che non muoverà un dito, ma ai flash narra tutt’altra storia. Nomi e nomi si cercano, si chiamano, corpi inerti sì allineano, nomi e nomi si stampano, si piangono, qualcuno li conta, qualcuno a chi resta giura e spergiura che sarà lesto nel ridargli ciò che ha perso, altro accusa e ricusa ogni colpa del disastro Poi…poi nonostante tutto il tempo transita, viene l’autunno la terra trema ancora e fa passo all’ inverno, tutto s’agghiaccia e le promesse vanno in letargo, la primavera fiorisce le lacrime, i prati si colorano di promesse mancate, le polemiche di rimpallo vanno all’estate e le macerie sotto il sole cocente son tutte lì che ti guardano. Poi…poi una bella fiaccolata, qualche parola di circostanza e una grigliata di facce tostate che passa sotto il naso e ti fumiga l’odorato. Ripensando a come hai passato un anno o giù di li senza più niente di certo e concreto, con ancora addosso la paura che a ogni scricciolo sobbalzi, con ancora negli occhi quel turbinio di sirene, di muri crollati, di tanta, tanta brava gente silenziosa che aiuta, rischia la vita, conforta e incoraggia, con ancora volti, occhi straniti e voci stentate t’accorgi che, malgrado sciacalli, mercenari della parola e ammassi di macerie che cuociono al sole anni e anni di sacrifici e di vite, l‘estate cammina.
È sera, la vita nel borgo lentamente transita. Il cielo è sempre terso, le stelle brillano, i grilli cantano, le lucciole si rincorrono, l’aria fresca scende giù dai monti sibillini e accarezza la pelle stanca. Seduta sul ripo, a contemplare la natura, ripensando, la notte mi balla quel punto d’incognita che allora, nella violenza dei sussulti, del tremare brutale della terra, mi spaventò, nel mentre era solo il punto variabile sospeso su ogni esistenza Certo, è un punto che non avvisa, arriva e cambia radicalmente la vita. se poi è un terremoto logico che terrorizza. Alzo gli occhi su, su e al biancore di luna l‘orologio di San Pellegrino fisso su quell’ora, quei minuti mi spiaccica un polverone di rammenti e comprendo che devo essere grata al fato. Ripensando devo, anzi ognuno del borgo oltre il caso deve un grazie, un grazie di cuore a quegli eroi in divisa o volontari in camicia che silenziosi hanno agito e caparbiamente scavato, cercato, tranquillizzato. Ripensando, ripensando la sera è diventata notte. Una notte così gradevole, carica di mistero, di magia, di auspici di inizi che mi affascina. Seduta sul ripo resto incantata a guardarla e nel silenzio eremitico della montagna aspetto l’alba.

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Un dolce pensiero a tutti!
bydif

Il Sole Nero

eclissi solare totale

Ci siamo quasi, noi tutti, amanti del “sole nero” potremo iniziare a goderci il fascinoso spettacolo offerto dal “ cielo” dell’eclissi solare totale e magari fantasticare sulla temporale “rottura” dell’ordine naturale cosmico” di ipotetici effetti e sublimali messaggi. Dove, come ? Negli Stati Uniti intorno alle 9, più o meno ora di colazione, col naso allo insù, in Italia, dopo le 18, con gli occhi fissi su uno schermo. Vis a vis o via web nel seguire “l’annerimento” del sole potremo sbizzarrirci a immaginare cause e risvolti sul nostro stato d’animo nonchè sulla futura esistenza se quel disco,  che ci emoziona, affascina e richiama, da distanze galattiche a osservarlo, rimanesse nero. Se da “signore” della luce diventasse per sempre “signore” delle tenebre”. Chi ci sguazzerebbe? Li per li gli amanti del mistero, del truce, dei mostri, delle sventure, poi..poi nessuno! Per questo non mi stupirei stasera se, in qualche parte del mondo alla scomparsa progressiva del sole, qualcuno batta pentole e coperchi, faccia un rumore assordante per spaventare demoni diabolici, esorcizzare inconscie paure ancestrali; qualche altro percuota a più non posso tamburi per confondere e scacciare esseri indesiderati; taluno reciti formule magiche per proteggere case, animali e raccolti, talaltro ricorra a scongiuri per bandire l’essere invisibile che vampirescamente sta divorando il sole , certuno “legga” indizi da ora e luogo dell’avvenimento, deduca conclusioni dal modo di scomparire e ricomparire del sole e profetizzi futuri più o meno apocalittici. Non mi stupirei perché come ha ben detto il direttore del Griffith Observatory di Los Angeles “L’uomo dipende dal movimento del Sole. É regolare, affidabile, non lo si può manomettere”. Poi, all’improvviso, ecco la tragedia: il tempo va fuori sesto, il Sole si comporta come non dovrebbe”. Quindi… Quindi come dire non v’è niente di eccezionale se l’essere umano ha reazioni strampalate ogni qual volta succede che il movimento solare gli sballa! Ma non mi stupirei in quanto è da sempre che la scomparsa del disco luminoso, nell’uomo suscita quel magico fascino che gli desta l’attenzione con un misto di incanto emotivo e inquietudine razionale, e negli animali crea una ricettività sensoriale alterata da renderli, ancor prima dell’uomo, irrequieti. A riflettere, l’eclisse, fosse di sole fosse di luna, con quel suo spezzare la luce e velar di nero l’occhio, con quello oscurare tutto, con quel buio surreale, con quello sconvolgere all’improvviso l’ordine costituito, ha sempre così suggestionato, colpito la fantasia e sbrigliato la creatività popolare a cercare cause e trovare risposte rassicuranti a un fenomeno astrale “ magico” inghiottitore del suo assesto visivo, un tempo incomprensibile oggi scientificamente noto, da fomentare una infinità di leggende di ombre e luci , mostri infernali, draghi e vampiri, miti e eroi, da soddisfare tutti i gusti, le curiosità e le credenze.
In questo 21 agosto, lo spettacolo dell’oscuramento totale della nostra stella che ci garantisce luce e vita di sicuro sarà un successo planetario. Lo sarà, un po’ perché è assai raro che un fenomeno astronomico del genere attraversi un territorio tanto ampio e popolato; un po’ perché da mesi la Nasa lo pubblicizza e fornisce dettagliate informazioni sul come, dove e quando, tanto che la divulgazione mediatica da mesi ha reso impossibile trovare un buco nell’aree interessate e ha scatenato negli States un vero bussines di iniziative, viaggi, partie e quant’altro era possibile ideare per far usufruire al pubblico lo spettacolo naturale guadagnandoci un bel pochetto di dollari; e, un po’ perché è impossibile ignorare l’evento in quanto, da settimane, l’eclissi solare che torna dopo quasi centanni, 99, sui cieli americani , tiene banco su canali televisivi e principali giornali.
L‘ odierna eclisse con “il sole nero” che sfrecciando  da ovest a est, “coast to coast” degli Usa sarà, come dire tanto spazialmente elettromagnetico, attraente e coinvolgente e impossibile da ignorare da farsi seguire e contemplare da milioni di appassionati, curiosi, studiosi e scienziati di tutto il mondo.
Ovviamente le reazioni umane all’esibizione di questo allineamento perfetto, Terra Luna Sole, saranno variegate e diverse da una cultura all’altra, da un interesse all’all’altro, da una sensibilità percettiva all’altra. In alcuni la vista che s’abbuia produrrà brividi e sconcerto, in altri riflessione e considerazioni del valore della vita nell’immenso, in altri l’anello vermiglio o bianco, l’esplosione improvvisa di bolle di luce, susciterà incanto e ammirazione, in altri farà scattare entusiasmo e manie profetiche, negli studiosi chiarirà dubbi o confermerà tesi, tuttavia, sempre che il tempo non rovini l’osservazione, a chiunque l’evento naturale sidereo più attrattivo e meraviglioso regalerà un attimo di affascinante visione.
Comunque lo si vedrà “il sole nero” di stasera non v’è dubbio : sarà il più ammirato di sempre! 
by difeclis 2017 8
Per la cronaca, l’eclissi solare totale di oggi interesserà il nord America. Il cono d’ombra toccherà 14 stati ma il best eclipse site, ossia il miglior punto di osservazione in assoluto se lo godranno i cittadini di Casper nel Wyoming. Nel resto degli USA come in molte altre aree del globo si osserverà un’eclissi solare parziale. In Europa, solo Irlanda, Islanda e parte settentrionale del Regno Unito avranno la possibilità di ammirare un lieve oscuramento del disco solare. Purtroppo, nemmeno parzialmente, si potrà usufruire della visione dell’eclissi che a partire dalle 19,17, raggiungerà l’apice di “sole nero” – con gran giubilo dei numerologi- verso le 21,00- del 21, si potrà gustare solo IN DIRETTA STREAMING ATTRAVERSO LA NASA che da un sito, dedicato all’evento, ne garantisce la completa visione , oppure si potrà seguire l’evoluzione del fenomeno, terra, luna, sole, tramite l’app creata ad hoc dall’EXPLORATORIUM DI SAN FRANCISCO. In Italia, il sole nero, sarà osservabile viso a viso, ovviamente perchì ci sarà, il 3 settembre del 2081.

 

 

Ferragosto

ferragosto

Oggi è Ferragosto, giornata di relax speciale in cui è obbligo divertirsi e abbuffarsi, sbarazzarsi dei soliti pensieri di lavoro e vita quotidiana e tuffarsi nel dolce far niente. Non importa dove e come, mare, monti, il greto di un fiume, un prato spelacchiato o il bordo di una piscina comunale, oggi ci si spaparanza e ci si rimpingua, ci si sballa con gli amici di sempre o si passa una giornata spensierata in compagnia di allegroni compagni occasionali.

Eh si! Come ai tempi d’Ottaviano, oggi ci si gode le feriae augusti, il sacrosanto diritto a un giusto meritato premio a un anno di lavoro!

Non v’è dubbio che ferragosto è il giorno di mezza estate più libertino, colorato, chiassoso e sopra le righe, tuttavia considerarlo solo una giornata di gavettoni, anguriate, bagordi feticci è riduttivo.

Perché? Perché il 15 di agosto è anche altro, è una festa mariologica molto antica: è l’Assunta. Ovvero, come risulta dalla narrazione dei pellegrini a Gerusalemme, è il giorno in cui la Vergine Maria fu “ Assunta, dal Figlio, alla gloria celeste”

Assunta_Bellini

Una volta, L’assunta, era la festa dentro la festa. Oggi, a giudicare dalle numerosissime feste di tipo pagano-godereccio è diverso, tranne rare eccezioni, la festa celebrazione dell’Assunta, è marginale.

Eppure per i cristiani dovrebbe essere un giorno da passare in armonia con se stessi e gli altri in quanto l’Assunzione esprime si un privilegio, di anticipata glorificazione, in anima e corpo concesso, a Maria, ma anche il privilegio esteso da Dio al genere umano. Come dire, Maria, il capolavoro di Dio, Assunta è la porta del cielo, l’icona dinamica mediatrice tra terra e cielo, tra fisico e metafisico, tra genere umano e Dio.Quindi, almeno per un credente, festeggiare la Sua glorificazione, non è altro che un modo simbiotico per dire grazie.

Al dunque, passare il ferragosto in festa è ultra necessario per scrollar di dosso le angustie e ricaricar le batterie, per chi ha fede, è anche necessario immergersi nei festeggiamenti senza troppo scordarsi di Maria e che non siamo fatti solo di materia!

Detto ciò, a tutti auguro una serena e lieta giornata di festa in compagnia di amici e cari e a chi è costretto a lavorare, per garantire servizi, rivolgo un grazie di cuore con l’ augurio di passare un ferragosto se non spensierato, almeno intimamente sereno e senza eccessivo stress.

BYDIF

….

In Occidente, la data  della festa della  Madonna Assunta in cielo fu stabilita il 15 Agosto dall’imperatore Maurizio

 

Canto alle stelle

Notte di San lorenzo, notte magica delle stelle cadenti dei desideri e sospiri che trovano grazia nei misteri galattici con il “canto alle stelle! 

cielo stellato

Stella Che Passi

Su La Via Celeste

Dammi Speranza

Stella Che Vaghi

Sulla Nuvola Ribelle

Dammi Fortezza

Stella Che Cavalchi

I Pensieri Della Perfezione

Dammi Decisione

Stella Che Cammini

Nei Vicoli Del Silenzio

Dammi Fede

Stella Che Solchi

L’acqueo Sconfinato

Dammi Trasparenza

Stella Che Migri

Su Galassie Polverose

Dammi Luce

Stella Che Sosti

Sul Soffio Del Vento

Dammi Prudenza

Stella Che Illumini

I Giardini Dell’infinito

Dammi Passione

Stella Che Sciami

Su Picchi Eterei

Dammi Fervore

Stella Che Brilli

Sulle Ali Del Tempo

Dammi Amore

Stella Che Lacrimi

San Lorenzo Martire

Dammi La Fiamma

Per Riscaldare

L’umanità Intera

***

by dif

Nel mio paese, nella notte di san Lorenzo, è antica tradizione cantare o recitare la filastrocca con gli occhi rivolti al cielo, in quanto è credenza che cantandola si“parla” con le stelle ed esse rispondono facendosi vedere più copiose e splendendo di più, ci donano tante virtù, leggono nel pensiero e esaudiscono anche i desideri più bizzarri che ci frullano in testa. Funziona ! Anche se si aggiunge altro che ci sta a cuore purchè si “parla” con sincerità. Provare per credere non costa nulla quindi…

Notte stellare a tutti!

 

“Vengo da na partitella in spiaggia”.

festa pd villalunga

Arriva a la Festa, con po’ de trambusto sale sul palco, l’applauso è deboluccio ma co sto caldo che te scioglie è già tanto, ce guarda, nun semo tanti ma ce sorride, e te inizia col di: “vengo da na partitella in spiaggia”. Me pare dav’è sentì da Cervia e giù di li. E, mostrandoce il su manufatto “Avanti” te showfavella è ora de…de…de..
Tel di mi che ora! 
Ora che te se’ sbracicchignato alla “festa” a dicce e ridicce le cosucce tue come se fossimo alieni, che te ce hai erudito che sgabellando Letta non po più dì a nessuno “stai sereno” senza che te piova una gragnola de uhhhuhhh, che ce hai abbuffignato con la cantilena che non molli manco se te butteno nel VIII° girone dell’averno, di quanto sei figo a associà al tu pensiero chi te confuta. Ora che tutto ammollato de egosudore te hai finito de promove la tu scrittura pro-memoria, beh ora, nun pe “guardà il dito al posto della luna”, per capì se te avvoi lascià a qualcuno la mano libera de puntallo dove meglio la su luna gira o troncaielo, ora ce potresti pure istruì che te intendi fa pe’ accalappià el credito de fatte votà pe’ giocà la premier-partitella.
Tanto pe’ dì, ce piacerebbe tanto sapé, ora che Macron si fa i cavoli suoi a muso duro, se ie dici en marches o dietrofront. Se ancora te esulti o te vai a cenerarti a Canossa. Ora che per fregarci nazionalizza i cantieri navali sapé se glie dici bravo, marcia marcia senza guardare niuno in faccia o te vai a gettà na monetina nel pozzo de San Patrizio con la speranza che nessuno se ricordi la tu esultanza. Ora che col cavillo degli emigranti vuol mettere la zampa in Libia, proprio in quella libia che con la scusa del cattivone Gheddafi il buono Sarkozy bombardò per prendersi il petrolio e l’ha ridotta un colabrodo geopolitico e un marasma di traffici umani creando un sacco di guai All’Italia e agli italiani, se te vai a digliene quattro per difendere gli interessi nostrani, o te vai a sfoggià la tu diplomazia con un Twitter spot-moina. Ora che Macron col dito puntato all’ingiù contro l’Italia nell’arena UE rugge da leone con la Merkellina per riscrivere le regolette di Schengen e blindare tutti i confini, se te vai nell’arena a lottà per non facce recintà, o vestito da gladiatore te continui andà col myterivalutizzo sorrisino sui palchetti a orà Avanti, avanti populino. Ora che il tuo idoletto liberal euro-pista te en marcia dritto dritto su la su nazional-pista e te pensa che il tunnel Euralpin Lyon-Turin non è priorità e se possa congelà come se l’Italia non esista, se gli e te vai a dì che è un menzognero opportunista e l’Italia non è la su servetta ma una nazione che si rispetta, o te metti la camiciola da doméstiques e glie vai a infilà lo stivale per facce meglio calpestà la nazional-dignità.  Ora dicce…
Se sente qualcuno sghignazzà, la mi vicina sospirà, Lu se agguarda, se beve un sorsetto e addice: ora ve devo salutà amici, ievo andà a autografà, eppoi te sta a governà Gentiloni. Ah, se devi annà nun te potemo mica sequestrà. Se sente uno dì: almeno ce poi rimembrà da quando te sta lui a governà? Ce sta..ce sta…un rombo de motocicletta glie risucchia la vocetta, nun se sente na mazza. Deve annà, tra il caldo torrido e la selfie-confusione va.
Va, va tanto…
Tanto assussurra Gigino, el più accanito de sapè, pare de vedè un ingrippato de macronismo en marche che non te dice e manco te fa proprio nulla per contrastà gli su scippi e neanche i su arragionà sovranisti. Ma glie voglio appuntà: “noi avemo tanta fame” e semo gente de balera che non molla, ma…devi assapè che pe’ mettese in gioco e ballà cotu pensier ce vo’ che la orchestrina attua smette de sonà la solita solfarina. Nun vorrei dì ma mesà che se te continui a autogràfà, a dribblà e ripete che “l’Italia ce la po’ fa se noi non passamo il tempo a mugugnà” ce affai solo de noia sbadiglià. Glie fa eco un dal volto arrostato, ie appunti ben compagno, tra i banchetti e i fumi de grigliate ho sentito sfrigolà che da la su boccuccia gli ha smollato un bravo lodaiolo de sapesse fa i interessi soa che pareva udì i su contrari. E tra na bicchierata e l’altra de lambrusco doc dicere che da quando s’è messo a recità la litania Avanti Avanti in tutti i giardinetti le spiaggette e le festine s‘è perso la bussoletta da boy scout da non sapesse più orientà e s‘è empassato su la route da somiglià più a un totem spurdutino che a un advance boy leaderino. Ahia, tarriva de rincalzo un gruppetto de accaniti sui a di…Uh meio allontanasse e annà a curiosà a la “festa”..anzi annà a magnà na patabomba e sorbì na fresca birretta casareccia.
Mentre me te gusto ecco che t’arriva la Cesarina, mi vicina, a sventolamme felice il su libro con tanto de autografo, mostrà un renziselfie sgriffignato, aggiornamme che s’è ito in maremma ma nun sa se po’ aggiocasse naltra partitella perchè là mica  lascino fa’ come qua. È gente che nun vole esse molestà. Oh!
Beh, te penso guardando la copertina de “Avanti” che co’ su colori spentarelli, la su strada a saltelli me pare un tantino tristina e poco azzeccatina e più che a camminà in avanti fa pensà de stassene a rimembrà, glie andrà come glie andrà, tanto na cosa ia detta  certa: “l’Italia nun se ferma”.
Me auguro sia chiaro con o senza…la su lancetta Avanti marcia e mai indietreggia.
Te capì…très bien…
Che goduria, vien su un arietta dal Secchia da facce rinvenì. T’ho iarriva pure na musichetta cubana. Wow. Ora si che se fa “festa”!
bydif

avanti

Quei ragazzi d’oro che…

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Quei ragazzi d’oro che… è bello constatare che esistono. Non sono miraggi. Sono ragazze e ragazzi veri e straordinari. E, in un mondo dove spesso, troppo spesso, si vedono giovani che consumano le vite fra noia, droga, e movida o osannano i loro corpi su social o vengono esaltati per nullità o finiscono nelle cronache per scelleratezze, questi ragazzi e ragazze sono bagliori di una gioventù rassicurante che rincuora. Ma chi sono? Sono, citando gli ultimi, quei normalissimi ragazzi e ragazze che si chiamano Gregorio, Federica, Gabriele, Matteo, Arianna, Mario, Giovanni, Alessandro, Rachele, Simona, Giulia, Lena, Federico Mariangela, Giorgio, di cui si parla poco, a volte per nulla e tanto invece regalano. Sono quelli che rinunciano all’insignificante e abbracciano un idea, che si concentrano su un obiettivo e lo perseguono giorno dopo giorno, che sono disponibili a fare durissimi sacrifici per ricavati incerti, non si arrendono alle difficoltà, ridono e piangono ma non si piegano alle loro fragilità, lottano e superano le sfighe, e intascano pochissimo. Sono quei ragazzi e ragazze che scommettono su stessi, talvolta riescono a centrare il successo talaltra si devono rimettere a incresciosi verdetti. Sono quelle e quegli, tranne rare eccezioni, ignorati e i cui visi e storie rimbalzano in prima pagina e sui titoli dei TG solo quando hanno al collo una medaglia che porta lustro all’Italia. Per dirla chiaramente, sono quei ragazzi e ragazze italiani di cui ci si ricorda e si narra solo quando s’alza la bandiera e risuona l’inno di Mameli per spartir e quasi usurpar onore, merito e vittoria per poi farli tornar negletti, relegarli nel dimenticatoio e rispolverarli in caso d’altra loro nazional vittoria. È amaro ammetterlo ma funziona così. Perché? Perché nell’Italia del pallone solo i calcio-pallonari fanno notizia e hanno il posto d’onore sui media tutto l’anno! I ragazzi e le ragazze che si fanno onore in giro per il mondo senza rincorrere un pallone, non sono appetibili ne alla grande massa dei gossippari, ne ai fan cazzettosi ne alla miriade di siren-fantoccine, quindi perché spenderci tempo e parole. Solo quando si conquistano un alloro meritano attenzione pubblica, ma che sia d’oro, altrimenti…altrimenti se è d’argento o di bronzo già l’interesse cala e a meno che non ci sia un primato italico da smerciare a malapena si citano nei media. È aspro constatare quanto poco spazio ci sia per le ragazze e i ragazze italiani che praticano sport a livelli competitivi internazionali, oggi altissimi che richiedono veramente tempi di impegno continui per non dire stoici, oltreché intelligenza, coraggio e rinunce. Pochissimi di loro raggiungono l’olimpo notiziaiolo mediatico nazionale e quando avviene per lo più è legato a tutt’altro che al valore agonistico. Purtroppo per cambiare il sistema ci vorrebbe un cambio di passo culturale, temo che per trend e tanti intrecci di interessi il cambio passo non sia alle porte. Riconosco che in forma sporadica qualcosa si è mosso, ma è troppo poco in confronto ai sacrifici che questi ragazzi e ragazze affrontano per regalarci emozioni indimenticabili e dar lustro al paese. Talvolta non hanno neppure in loco le strutture per allenarsi e devono spostarsi con gravi disagi per se e le famiglie. Anzi, va detto che proprio per questo quasi tutti gli atleti d’eccellenza extra pallone, basket e tennis trovano un ancora di salvezza nei corpi speciali tipo: carabinieri, fiamme gialle, esercito, marina, ecc.. raramente in qualche club d’élite. Per concludere, sono ragazzi e ragazzi d’oro anche quando quell’oro agognato non arriva mai, anche quando il metallo è meno pregiato o rimane un sogno.

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Grazie ragazzi!

Un applauso a voi, tutti i vostri compagni d’avventura e anche a tutti gli altri.

bydif