Amica mia

africa 2

VORREI

AMICA MIA

NON PARTIRE

VORREI

AVVINGHIARMI ALLA TUA MALIA

UBRIACARMI DEL CALORE CHE T’AVVAMPA

SPOGLIARMI

SVOLAZZARE SINUOSA

RAMPICARE LA CORRENTE RITROSA

VORREI

TUFFARMI

NELL’ACQUE SPIROSE

AVVOLGERMI

NEL VENTO SALIENTE DALLE CAVITA’ VITROSE

ALEGGIATO

IN VERDI SCIACQUII

DA UN OCEANO INDIANO FATATO

VORREI

NON SPRECARE ATTIMI PREZIOSI

EMPIRE L’ANIMA MIA DI SUONI IMPETUOSI

SOPORIRE

I VAPORI VOLUTTUOSI DELL’ ATALANTINO

IN CIMA ALLO SPERONE PALADINO

GRIDARE ALL’ECO

TRASLOCA IL MULINO

DEL CUORE

NEL REGNO FORASTIO DEL DESIO

VORREI

ROTANDO LO SGUARDO

ABBRACCIARE LA FORESTA LUSSURIOSA

VALICARE

I CANCELLI DELL’ORDINARIO

INEBRIARMI

DÌ VITA ANTICA MISTERIOSA

PELLE FUMIGATA DA SOLI COCENTI

SUDORI ARDENTI SPALMATI IN DIAMANTI

PIOGGE VELIERE

SERRATE TRA ROSACEE SCOGLIERE

VORREI

ESPLORARE LE VISCERE VULCANE

INCONTRARE L’IGNOTO UMANDIO

LASCIARTI SENZA ADDIO

VORREI

CIRCUNNAVIGARE IL MARE CHE T’ABBIGLIA

CARPIRE L ’ENERGIA DI TERRA AMICA

CHIUSA

IN SUOLO OCARINO DÌ FATICA

SFERZATA DA RUGGITO D’ONORATO CRINIERO

BARRITO TONANTE MORZO D’ AVVENTURIERO

SFIORATA

DA PETALI DI FRONDE NERE

BAMBINI BALZELLANTI SU GRANI STRANIERI

SCROSCIATI DA INSODATI SENTIERI

QUAL FIORI SINGOLARI D’ABBAGLI SENSUALI

GIUNTI DA PARADISI ANCESTRALI

VORREI AMICA MIA

ANDARE LONTANO SENZA MALINCONIA

CAVALCANDO I TRAMONTI INFERINI

ARCHETIPI FUOCHI USURPATI A DEI ALATI

INFIAMMATI DA CIELI SCATENATI

VORREI

IN TUA COMPAGNIA

SALTARE NEI PRATI SCONFINATI

SAZIARE I DESERTI DESOLATI

PIANTARE UN FIORE NUOVO D’ARMONIA

LASCIARE UN PIZZICO D’ANIMA MIA

VORREI

PORTAR CON ME LA TUA MAGIA

CULLARLA OGNI MATTINA

DESTARLA

SUL PETTO ANSANTE D’AMORE E MERAVIGLIA

BLOCCARLA NEL PUGNO

SCOLPIRLA NELL’OCCHIO

RITROVARLA

NEI CASSETTI DELLA MEMORIA FRESCA DÌ SAPORE

SCORRAZZARLA IN OGNI DOVE

FIN QUANDO

EVAPORANDO IN STELLA

RICADRO’

LUCCICANDO SU LINFA DI FOGLIA

SDEBITANDO’ IL FAVORE CON VIRTU’ DI CIGLIA

AD AMICA PRODIGA CHE M’EMPI’ DI GIOIA

e.r

africa

Grazie Lucy!

dif

Più amico di così…

Il 13 agosto pony boys alias cavallino pazzo, alias musicaio, alias baffer, alias doctor helterskelter alias nano maefico alias………..blogger storico che tanto ha animato questa piattaforma virtuale è volato in cielo lasciando nel mio cuore un grande e triste vuoto.

E’ strano? No se il blogger è diventato un amico, ancor meno se all’amicizia si da un valore. che esula l’ordinario. Credo che ciò che ha scritto lui stesso sull’amicizia di meglio non ci sia che chiarisca quello che intendo : “se l’amicizia è vista come una relazione normale tra due persone, si perde di vista la sua essenza, ossia la sua eccezionalità. Nell’amicizia, vi è una dimensione di sacralità. E’ una relazione che scandisce un tempo sacro. Dire un segreto nell’orecchio di un amico significa deporlo in una custodia sacra, dalla quale sarebbe sacrilego l’atto di estrarlo e dirlo ad estranei. Gesù diceva «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici »Generoso e altruista come era penso che lui avrebbe dato la vita per un amico. Perciò se perdere un amico è sempre triste, perderne uno con tali sentimenti è tristissimo, se poi l’amico ti rallegrava le giornate con le sue trovate creative e ti pungolava con i suoi modi scatenati lo è ancor di più e seppoi sapeva cogliere l’attimo per donarti quella parola gentile o brusca che ti ci voleva per rimetterti in carreggiata la sua mancanza diventa un vuoto incolmabile. Si potrebbe pensare che esagero considerato che i blogger difficilmente hanno contatti reali, invece no, perchè si stabilisce un legame, come ha detto pony sacrale, ossia di pura energia che non ha bisogno di fisicità in quanto viaggia su una lunghezza d’onda inusuale tanto che posso affermare che ho percepito l’attimo in cui lasciava questo suolo per trasferirirsi in quello più vasto. Veramente quando ho avuto conferma che non era un ghiribizzo della mia mente o una strampalata sensazione dovuta all’afa che qui è sempre impietosa sono rimasta sconvolta, anche se non avrei dovuto. Certe “trasmissioni ultrasensoriali” potrei dire che sono il mio pane quotidiano. Razionalmente le rifiuto sempre questa però mi ha fatto riflettere assai, mi è parsa come un saluto spirituale dell’amico e al contempo un esplicito messaggio. Perchè? Perchè la nostra grande amicizia è iniziata proprio su una questione di tale tipo e in privato mi aveva suggerito di non scartare quello che a rigor di logica reputo impossibile o come direbbe uno scienziato incomprovabile poiché, nella vastità cosmica, esiste l’ inspiegabile all’umana conoscenza. In più perchè questo blog è nato sotto la spinta di trovare risposte e, come ho già detto un di, ancor prima trovare il coraggio di mettere nero su bianco per averle. Ancora non so quanto coraggio troverò e fin dove mi spingerò a raccontare. Di certo so che la comunicazione psicosinergica è stata un atto d’amore di un amico nell’attimo estremo per fornirmi almeno una risposta utile a farmi comprendere che devo accettare quella parte di me che per codardia o testardaggine evito o riduco a una mera bizzarria del mio cervello. Far finta di niente sarebbe un po’ come tradire la nostra amicizia. Come lui ha scritto: il tradimento dell’amicizia può prendere varie forme. La forma più grave e meschina è nuocere intenzionalmente e con premeditazione all’amico dopo che, tra i due amici, si è stabilito un grado di confidenza tale da instaurare una totale apertura e una completa fiducia. Poco meno grave è il caso dell’amicizia improvvisamente respinta per motivi più vari con l’amico che di noi si fida.”

Ti sei fidato a tal punto di me da trasmetterm iil tuo ultimo alito? Veeeeeeeeeeeeeee più amico di così non potevi essere pony boys, alias…alias…alias… per me musicaio magico!

Ciao

la tua amica

dif o sdiffies

 ***

amicizia,perdita,medianità,contatti

Alcuni sanno il suo nome reale, per rispetto ho preferito mantenere  quelli usati da blogger però tanto per mantenermi in linea col suo  modo eccentrico di presentarsi e di interagire nel mondo virtuale vi lascio  un suo salutino…

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ STATO DIVERSO…

 La primavera è una stagione di risveglio e rinascita che di solito mi predispone a pensieri leggeri e gioiosi, eccita la mia volontà, stimola la mia voglia di fare, mi toglie la pesantezza e il grigiore dell’inverno, ridona a sguardo e sorriso un qualcosa di fanciullesco.

Quest’anno è stato diverso. Un mattino spalancando le finestre per far entrare luce e colore, guardare la forsythia, l’albicocco in fiore, le primule e le viole con l’animo di salutare il giorno e la stagione con un bel sorriso, non ho provato il solito entusiasmo, niente mi appariva invitante, fiori e cose mi sembravano sbiaditi, spenti, come se mancasse loro la solita “anima” Non so se l’impressione d’una visione così scialba è stata per il silenzio che aleggiava intorno o per non aver visto il solito uccellino beccare nel prato e la farfalla azzurrina, che da qualche giorno si posava tra le violette appena mi affacciavo, o ero impredisposta a vedere le cose con la consueta briosa meraviglia. Sta di fatto che invece d’una sensazione radiosa mi ha percorso un brivido, per un attimo mi son sentita così smarrita e incredula che un attacco di panico ha attraversato la mente creandomi un disagio fastidioso. Ho reagito subito parlando dal balcone ai fiorellini, lo faccio sempre, recepiscono pensieri e parole e crescono meglio se sentono l’umano che non li tratta con indifferenza, forse perché hanno in loro la ipersensibilità dei bambini, ma: o ero poco convinta o non abbastanza coinvolgente mi è sembrato che fossero quasi infastiditi, che fiori e foglioline avessero un peso che impediva loro di mostrarsi in tutta la loro fresca bellezza di una mattina tiepida e assolata di primavera. Un tantino perplessa sono scesa a farmi un caffè, dicendomi che forse il mio umore era in ribasso e con l’occhio assonnato travisavo la realtà. Mi serviva una carica di energia positiva per ridare un senso realistico a quello che guardavo e sicuramente poi tutto mi sarebbe apparso bello come al solito, anzi ancor più splendente. Così per aumentare il buonumore ho messo nel caffè un po’ di cannella, l’ho sorseggiato lentamente, ho mangiato 5 cioccolatini, ho sfogliato i giornali, senza però leggere nulla che potesse togliermi la serenità e poi sono scesa in giardino straconvinta che mi bastava accarezzare i fiori, camminare a piedi nudi nel prato, stare un po’ a contatto con il colore e la luce per far sparire le sensazioni di disagio e riacquistare la solita vivacità. Invece…Invece stare a contatto con tutto quello splendore di rigoglio è stato come ricevere una zaffata di vapori velenosi che mi hanno penetrano l’anima e annientato all’istante la volontà di combattere, di credere, di agire, di andare oltre, sempre e comunque. Involontariamente un pensiero mi si è accavallato a un volto, a un affetto importante, mi ha estrapolato una comparazione e son rimasta annichilita, direi ibernata considerato il tempo che è passato. Ciò che mi circondava spietatamente mi metteva sotto gli occhi quello che disperatamente nell’intimo cercavo, volevo con tutte le mie forze, per meglio dire con tutto il mio cuore di madre desideravo e non era. Ora? Ora l’albicocco è verde e ha piccoli frutti, violette e primule sono sfiorite e han fatto posto a gerani e petunie, la pasqua è scivolata via insieme ai giorni come se e io fossi su un altro pianeta, domani è la festa della mamma e sarà un’altro giorno di metà  primavera. Faticosamente sto tentando di scrollarmi di dosso l’apatia che da quella mattina mi si è appiccicata come una sanguisuga vampira. Per farla breve ancor tento di uscire da una quarantena forzata per riprendere in mano la vita reagendo a un dolore intenso e quanto mai macerante perché dovuto alla dura condizione umana che tutto può ottenere con la volontà, eccetto modificare uno stato di fatto, cioè trasformare un grigio inverno in una primavera di luce feconda a chi si ama. Mi è difficile in questo momento andare oltre con le parole anche se in cuore e nel pensiero ne ho molte. Credo che ormai sapete che detesto affliggere gli altri, ho questo terribile difetto,  mi piace essere portatrice di aura energica e positiva , ancor più a chi mi è caro e voi lo siete tutti. Non nascondo che alcuni li porto nel cuore con un sentimento di spirituale fratellanza, così  profondo che valica tempo e spazio e sono gemme preziose per me, in questo momento più che mai. Ma son qua per dire a loro e voi grazie. Grazie infinite dell’affetto, l’amicizia o le parole di stima e di incitamento a dare un guizzo. Non è retorica o formalismo relazionale seppur virtuale. E’ un grazie sentito che scaturisce dal profondo del mio essere madre che  sa percepire oltre le barriere e  riconosce la sincerità  di una parola anche se come donna sono  un pochetto squinternata. 

Un bacione grandissimo a tutti e buon week end di gioia

dif
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Abbraccio tutte le mamme

 in particolare quelle che soffrono o sono in ansia per i loro “cuccioli”


 

STASERA CALDARROSTE!!!

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Eh si, stasera caldarroste e burlenghi per tutti !!!

Si festeggia alla grande San Martino, non si possono ignorare le tradizioni di sempre con la scusa del progresso. Sarebbe come gettar via la memoria di cose buone e  semplici, odori e sapori con le quali sei cresciuta e ti hanno allietato tante serate. Oggi il tam tam degli amici non è più una voce da finestra a finestra allegra e caciarrona  per trovarsi dalla famiglia di turno a cuocere marroni e borlenghi tra l’allegria generale;  è una sequela di messaggini impersonali  e abbreviati, con ora e luogo del raduno, m..x..k..7.. una vera equazione di  tristezza che evito. Con gli amici si sta bene sempre ma nessun ristorante crea quel calore e quell’intima complicità di festa e chiacchiericcio di un ambiente familiare.  Con un  bel fuoco acceso, i ragazzi che si rincorrono, le bicchierate, il profumo delle caldarroste che si insinua ovunque, i borlenghi o burleng che se non stai attenta a girarli con rapidità diventano delle carte bruciacchiate immangiabili, le risate, gli scherzi, le baggianate suggerite dai vinelli, i racconti pieni di tutto e di niente ti si  allarga il cuore,  non pensi agli affanni di oggi e domani.

Eh si, l’atmosfera in casa  diventa magica, e come si dice qui ” fai il tuo Sa’ Martén” alla grande 

Al ristorante è diverso, non puoi sbracarti, neanche puoi bere un bicchiere di vinello senza pensare, c’è lo spauracchio del tornare a casa, di trovarsi al primo incrocio appostati, quelli che ti fermano e subito ti tolgono i punti dalla patente, sanno bene che è una serata ideale per coglierti in fallo. Macchè, macchè ristorante, non posso togliermi il piacere e il gusto di passare una serata in piacevole compagnia,  a mangiare le caldarroste sorseggiando un buon  vino novello. Più che l’estate di  San Martino mi sembrerebbe un inverno freddino se devo rinunciare ad assaggiare il primo vino!!!! Ci vuole però un look adeguato all’occasione per dare alla serata casalinga  quel tocco d’eleganza  genuina che impreziosisce e trasforma la tradizione. Mi metto  in ghingheri e…poi via di corsa  a preparar legna, pastella, i marron sennò mi saltano come mortaretti, naturalmentei  bicchieri e novellino son già in bella vista. Come un tempo, stasera  tutti in cerchio davanti al fuoco le  caldarroste avranno il sapore del bosco e i burlenghi arrotolati con dentro la nutella, ricotta e canditi, sembreranno crepes d’uno chef parigino. Mi par già di sentire nell’aria un profumino stuzzicante, risate e risatine, un ardivieni che ti toglie la foschia del quotidiano. Insomma respiro un’atmosfera festaiola che sa di radici, sani valori morali e affettivi, tramandati per insegnarci a  vivere in armonia con gli altri. 

 Eh si, stasera  caldarroste, borlenghi e novellino per tutti!!! e

come recita in vernacolo un vecchio proverbio alla fine :

<< Par S’ Martén u s’imbariega grend e znén>

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BUON SAN MARTINO AMICI E VISITATORI!!!!

>< 

DIF 

  ><

Per la cronaca: San Martino di Tours si festeggia l’11 novembre. Favorisce il rinnovamento interiore, i traslochi, i contratti, i viaggi anche d’amore se imprevisti, la spartizione dei beni nei divorzi.

I burlenghi sono una specie di crepes che  si cuociono su una piastra apposita; fatti con acqua farina e sale, farciti un tempo solo con lardo aglio rosmarino e parmigiano, oggi con nutella, ricotta, canditi e pancetta. Sono un tipico cibo di antichissima tradizione legato alla povertà. Ci sono varie leggende legate alle sue origini, le evito per non annoiare, sembra comunque che il suo nome derivi da ” burla”

COME UN FIORE

 

Ieri sono andata a fare un giro e ho incontrato una vecchia amica.

Sono rimasta impressionata tanto era diversa da come la ricordavo.

Era così smortaccina da toglierti il fiato!

Per nascondere l’imbarazzo ho buttato lì qualche cavolata sui vecchi

tempi e l’ho invitata a prendere un caffè. Non sono brava a

mascherare le sensazioni immediate e ha compreso il mio

sbalordimento. In mezzo a una bolgia assordante, si è ingoiata in

fretta il suo caffè ha farfugliato qualcosa su una rottura sentimentale

che non riusciva a metabolizzare poi se l’he squagliata di tutta fretta

lasciandomi una sensazione di melanconia e di disagio incredibili.

Ho continuato il mio giro cercando di smaltire l’impatto visivo

concentrandomi sulle vetrine che esponevano la nuova moda

autunno inverno. Ero ancora troppo intorpidita, niente di ciò che

vedevo mi attraeva, anzi in ogni vetrina al posto di scarpe, borsette

e maglioni mi sembrava di vedere il viso luttuoso della Ceci.

Ad un certo punto mi si para davanti uno di quei sud americani che

sbarca il lunario vendendo fiori ai passanti. Di solito ringrazio

dell’offerta e tiro dritto, ieri, con somma gioia del venditore, ben tre

mazzi di fiori mi son presa, mi sembrava che quelle macchie di

colore vivaci scacciassero dal mio pensiero l’ impressione mesta

dipinta sul volto della mia amica.

Arrivata a casa senza aver concluso nulla di utile, mentre disponevo

i fiori nei vasi per conservare il più a lungo possibile la freschezza e

la fragranza ho compreso il perchè la Ceci era l’opposto di come la

ricordavo.

L’ho riassunto così :

 un fiore sboccia

è un miracolo d’ armonia

bellezza

fragrante emanazione

stupore colorato

 

Un fiore muore

è profonda tristezza

delusione

insipìa

di vita e impressioni

 

Un amore nasce

è grandiosa gioia

furore passionale

luminia negli occhi

dolce morbidezza

splendore

che riempie l’anima

 

Un amore muore

smarrisci la spinta motrice

la speranza

i sogni

ti assale la tristezza

l’inerzia

il buio

svuoti la ragione

Muori come fiore

incolore

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SOTTO LE STELLE

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MENTRE FACEVO IL BAGNO DI…STELLE  
HO PENSATO A TUTTI VOI CHE PASSATE DA QUI E HO ESPRESSO UN DESIDERIO …
” OGNI VOSTRO DESIDERIO SEGRETO DIVENTI REALTA’ “
OH… L’ HO GRIDATO A SQUARCIAGOLA…
ALMENO UNA STELLA DEVE AVERMI SENTITO!
*
BUON RISVEGLIO A TUTTI
DIF

E…DUE…

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Se il primo anno di blog  era passato in fretta, il secondo è volato grazie ai tanti amici che ho incontrato e che  ringrazio  di vero cuore per avermi dato affetto,  simpatia e calore umano, qualcosa di se attraverso  un saluto, un sorriso, una battuta scherzosa.

Ringrazio anche coloro che sono passati al volo e hanno letto i miei sfoghi o quanto istintivamente mi suggeriva il momento e la mia bizzarria e non ho avuto modo di rintracciarli per ringraziarli di persona.

In questo anno ho veramente potuto apprezzare quanto un blog non sia una cosa sterile ma viva e piena di partecipazione attiva, soprattutto quanta solidarietà scaturisce dai cuori con spontaneità e in certi casi diventa salda amicizia, almeno per me.

Direi che  in questo secondo anno ho fatto pochi  progressi,  i miei “recinti” li ho sfiorati ma non varcati.  Però  ho avuto l’opportunità di  constatare  quanto  avevo percepito nel primo anno, cioè che è possibile  stabilire una compartecipazione spirituale con alcuni blogger attraverso il contatto virtuale,  le  idee, i suggerimenti,  i linguaggi espressi nei post  che ai miei occhi li rendono  reali, percepibili ad un livello di massima empatia. Non dico tutti ma quasi  mi  hanno trasmesso  sensazioni forti  di  amicizia sincera, di valori e di attenzione, di  disponibilità umana che   nei momenti tristi  sono  stati un valido supporto per ritrovare fiducia e  buonumore.   Difficilmente ho riscontrato superficialità, al contrario  molta profondità di pensiero, gentilezza, varietà espressiva  e  competenza. Anche  nelle  considerazioni  critiche  ho avvertito una  comunicazione  umana attenta, piena di valori e buon senso.  Essenzialmente, a parte qualche raro caso,  gli amici blogger mi  han fatto comprendere che  sanno guardare avanti senza  ipocrisia perché  sganciati da pregiudizi e apatie  conformiste, non sono fossilizzati su  considerazioni banali quando  sfoghi i tuoi crucci o  sei un po’ stramba. Quindi i miei recinti li salterò e non ho nessun rammarico. 

Grazie al blog ho scoperto un mondo pieno di belle persone.

Ho capito che ho tanto da imparare, tuttavia ho già avuto  la certezza che in caso di bisogno c’è sempre qualcuno disposto ad aiutarmi, anche a sopportare le mie stravaganze e i miei tempi da lumachella e questo mi rende felice. Mi scuso se inavvertitamente non ho saputo comprendere, ho urtato la suscettibilità, ho dato l’impressione di scarsa partecipazione alle discussioni. Con il vostro aiuto migliorerò.

E’ con profonda gratitudine che oggi  spengo insieme a voi le due candeline

Un bacio a tutti

Dif

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LIETO NATALE A TUTTI

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NATALE, UN GIORNO
Perché
dappertutto ci sono cosi tanti recinti?
In fondo tutto il mondo é un grande recinto.
Perché
la gente parla lingue diverse?
In fondo tutti diciamo le stesse cose.
Perché
il colore della pelle non è indifferente?
In fondo siamo tutti diversi.
Perché
gli adulti fanno la guerra?
Dio certamente non lo vuole.
Perché
avvelenano la terra?
Abbiamo solo quella.
A Natale – un giorno – gli uomini andranno d’accordo in tutto il mondo.
Allora ci sarà un enorme albero di Natale con milioni di candele.
Ognuno ne terrà una in mano, e nessuno riuscirà a vedere l’enorme albero fino alla punta.
Allora tutti si diranno “Buon Natale!” a Natale, un giorno

di Hirokazu Ogura

albero gubbio 2009.jpg
Auguro a tutti gli amici un Natale gioioso
Auguro a tutti i blogger e lo staff un Natale  lieto…
Auguro a tutti i sofferenti nello spirito un Natale di luce
Auguro a tutti i dimenticati un Natale di affetto festoso…
Auguro a tutti i bambini maltrattati un Natale di amore..
Auguro a tutte le mamme che soffrono per i figli scomparsi un Natale di vicinanza
Auguro a tutti gli operatori di pace un Natale di comunanza
Auguro a tutti gli operatori di giustizia un Natale di solidarietà
Auguro a tutti quelli che hanno perso il lavoro un Natale di speranza
Auguro a tutti quelli che sono in carcere un Natale illuminante
Auguro a tutti coloro che hanno in cuore l’odio un Natale conciliante
Auguro a tutti i maltrattati un Natale di tenerezza
Auguro a tutti i tormentati e depressi un Natale di ottimismo
Auguro a tutti i disperati un Natale di rinascita
Auguro a tutti i politicanti un Natale di coscienza sociale
Auguro a tutti gli uomini un Natale di equità sociale
Auguro a tutti i giovani un Natale di conquista e innovazione
Auguro a tutti quelli che sono soli un Natale di abbracci e  incontri
Auguro a tutti gli intolleranti razziali un Natale di comprensione
Auguro a tutti quelli che hanno disperso la fede di ritrovarla
Auguro a tutti gli atei un Natale di cammino e ricerca spaziale
Auguro a tuttii vigili del fuoco un Natale di calore umano
Auguro a tutti gli operatori volontari un Natale ricco di serenità
Auguro a tutti i malati nel corpo e nello spirito un Natale di coraggio e fede
Auguro a tutti gli oppressori un Natale di carità
Auguro a tutti i giornalisti un Natale di verità
Auguro a tutta l’umanità un Natale di pace, tolleranza, felicità e abbondanza
Auguro a tutti di andare oltre i loro “recinti” e di passare un Natale  di eguaglianza, perdono e fratellanza
L’albero della foto è il più grande del mondo, le 700 luci sono state  accese il 7 dicembre a Gubbio da Bertolaso  tra una folla cosmopolita.

Simbiosi

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I legami d’amore e d’amicizia profondi  sono una perfetta simbiosi come  l’incontro fra quest’ape e la margherita. Rimangono  indistruttibili quando si alimentano vicendevolmente, non prevale, in uno dei due, egoismo e possessività  e per dirla con Karhil Gibran:
“nel piacere si distingue ciò che è bene da ciò che non è bene “
 “Basta girovagare  fra i campi e i giardini e si impara che è piacere dell’ape raccogliere miele dai fiori, ma è anche piacere del fiore cedere miele all’ape. Per l’ape infatti il fiore è fontana di vita, e per il fiore l’ape è messaggero d’amore, e per entrambi, ape e fiore, dare e ricevere è piacere e necessità ed estasi. Siate nei vostri piaceri come i fiori e le api. “
 
La bellissima foto è un connubio delicato e al tempo stesso appassionato tra due nature diverse, una vegetale e una animale.  Osservandola mi emoziona per la  complicità che trasmette.   Mi  fa riflettere  quanto sia  semplice per questi due “esseri” intendersi e   scambiarsi un reciproco favore, senza perdere leggerezza e armonia; quanto invece fra esseri umani è complicato, pesante  ed a volte impossibile intendersi, collaborare  e scambiarsi un minimo di favore!
E’stata scattata ed appartiene a Gegè

LA SALVIA MIRACOLOSA

L’altra sera  il caldo aveva stimolato le mie voglie di socializzazione, così ho telefonato ad una mia amica e le ho chiesto se aveva voglia di frescura,  di trovarci  in piazza Scansione0003.JPGper fare quattro passi e aggiornarci sui progetti vacanzieri. La mia proposta cadeva a fagiolo, anche lei stava pensando di chiamarmi, aveva delle novità importanti e gli serviva un consiglio. Incuriosita le ho chiesto qualche indizio ma con la scusa che si faceva tardi non mi ha anticipato niente. Dopo mezz’ora di strada e un quarto d’ora di giri per trovare un parcheggio ad una distanza decente, arrivo trafelata al punto concordato,  cioè il bar gelateria all’angolo della piazza. Naturalmente sembrava che tutti avevano qualcosa da dirsi o necessità di rinfrescarsi perchè era strapieno di bambini che si rincorrevano, mamme che ciarlavano, papà che sbuffavano come vaporetti,  nonni allegri di tanta compagnia,  adolescenti che si scrutavano per capire come sgaiattolare. In mezzo al frastuono ci ho messo un po’ prima di trovare  la mia amica, s’era piazzata in un tavolino un po’ lontano con marito e figli e stava già gustandosi un bel gelato alla frutta. Dopo il solito rituale di complimenti e aver ordinato un caffè freddo con panna,  per me è il massimo quando ho caldo, ho chiesto di non tenermi sulla corda, di dirmi le novità. Avevo fatto un sacco di congetture ma non mi aspettavo che il tutto riguardasse una candidatura alle prossime elezioni amministrative. Sapevo che era impegnata in politica dal tempo delle primarie con Veltroni, ma dopo la delusione delle sue dimissioni e  il caos che aveva creato non avevo mai approfondito l’argomento anche perchè, in questo settore, le nostre posizioni viaggiano su frequenze diverse e di solito ci scontriamo. Svanita la sorpresa le ho fatto i complimenti e le ho chiesto come si era organizzata per promuovere le sue idee, come il partito la sosteneva, insomma come procedeva. Qui è venuto il bello!! In effetti lei è una persona valida,  seria e preparata, si prende gli impegni solo dopo aver valutato se è in grado di assolverli con competenza,  entusiasmo, e sacrificio e il fatto che aveva bisogno di un consiglio da una pasticciona come me non mi quadrava. Dopo un po’ ho compreso che il partito l’aveva mandata allo sbaraglio, non c’era alcun supporto organizzativo per programmare interventi e neanche un euro per fare un volantino di propaganda, inoltre l’ha candidata in un collegio ostico, dove storicamente la sinistra fatica assai ad accumulare voti. Non ripeto quello che ho pensato fra me e me mentre  chiedeva le mie impressioni di streghetta premonitrice, dirò  la cosa più carina su quello che il “partito” deve aver ipotizzato: ” la sua faccia pulita, nuova, e credibile ci può portare voti. Se perde è sua  colpa,  se vince è merito nostro che ci mettiamo il simbolo.” Le sue confidenze mi avevano talmente raggelato che il caffè sembrava un pezzo di ghiaccio e la panna un cristallo.  Comunque l’ho rincuorata e ho avvertito che a dispetto di tutto riuscirà a intascare un bel risultato personale. Per aiutarla mi è venuto in mente un vecchio detto di mia nonna: -Se vuoi  abbondanza la salvia ti finanzia. – Specificava che secondo una antica usanza quando una persona voleva aumentare il prestigio o attirare l’abbondanza dalla gente bisognava piantare la salvia, collocarla in un posto al sole, nasconderci  un bigliettino fra le foglie con su scritto quello che si voleva. Se la salvia non appassiva entro le 24 ore il desiderio o la richiesta si sarebbe avverata, inoltre  più foglie crescevano e migliore  era il risultato. Vincendo la mia avversione partitica,  per affetto ho piantato la salvia, ho composto un volantino, l’ho appeso  tra le foglie,  ho controllato la reazione. Debbo dire che non solo non è appassita ma ha già messo una nuova fogliolina. Altro che supporto d’un partito traballante che sa solo  chiedere alla gente  l’elemosina di un consenso  per non far stravincere Berlusconi!! Ho messo in gioco le energie cosmiche!! Di solito la natura premia chi ha intenti sinceri…si rivolta a chi la manipola. La mia amica lo è e la salvia farà il miracolo strabiliando i quattro ipocriti politicanti!!