UNA POESIA PER AMICA

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Per quanto sta in te

E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole e in un viavai frenetico.

Non sciuparla portandola in giro
in balía del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,
fino a farne una stucchevole estranea.

Costantinos Kavafis

Ogni volta che nella vita mi sento smarrita, i problemi si fanno pressanti fin quasi a risucchiarmi, perdo  il senso della misura lasciandomi trasportare dagli eventi,  corro come una pazza per fronteggiare ogni imprevisto finché non crollo di stanchezza, oppure  gli altri mi zavorrano con i loro intrighi, cercano di coinvolgermi nel loro informe  marasma,  insomma c’è qualcosa che non va come vorrei,  mi siedo sul divano, chiudo gli occhi, col  pensiero scorro lentamente   le parole di questa   poesia e  subito  ritrovo l’ equilibrio  necessario per impedire  ai valori fasulli e alle  persone  di ingoiarsi   la mia vita obbligandomi a mettermi una maschera  per sopportarla. Attraverso le parole di Kavafis comprendo che sta in me correggere le distorsioni del quotidiano e se non posso vivere come vorrei di sicuro posso evitare di vivere secondo i capricci altrui lasciando agli altri di viverla al mio posto. Considero questa poesia un’amica cara che mi soccorre nei momenti che traballo o arranco con fatica nel percorso temporale.

CRISTIANA E MUSULMANA

 

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Donna Musulmana non mi sento diversa da te

Se indosso un Crocifisso emblema di fede cristiana

Non mi faccio panegiri vedendoti avvolta nel burqa 

Ch’ impedisce di confrontarti a viso aperto con me

Farti  inondare dall’energia solare

Correre lasciandoti carezzare da frescura

Farti  ammirare in splendor di  natura

Vedo una donna simile a me

Di cultura e tradizioni secolari

C’han molto da insegnare

Non lasciamoci ingannare da sofismi  sacerdotali

Pastoie  di ideologie immateriali

Partoriamo i nostri figli con pari travagli

Li allattiamo con  l’ideale di vederli crescer sani

Prosperare dandosi da fare in libertà mentale

Subiamo gli stessi soprusi da padroni sopraffattori

Soverchiatori di generosa elargizione

Pronta ad  appagare ogni loro aspirazione

Nulla ci divide

Solo  un inezia di umane vanità

Infiammata  da questioni estranee a nostra  volontà

Lesiva a dignità di madri e  donne

Cristiane o Musulmane  che differenza fa?     

Calpestano  lo stesso globo

Si cibano degli stessi desideri

Finiscono in polvere eterna alimentando l’Infinito

Che

Non domanda su che parte di terra han transitato

Valuta solo l’operato, la lealtà, i diritti che han fissato.

Donna Musulmana non giudicarmi diversa da te.

Se sbandiero i miei seni, mi crogiolo al sole lasciandomi brunire

Approdo alle tue spiagge per assaporare il profumo marino

Mi carezzo all’onda  corallina

Al vento monsone         

Non vengo per offendere la vista e la  religione

Vengo a carpire lo sguardo fiero

Seguire la scia speziata

Assaporare l’emozione nella meraviglia  d’un bimbo

C’ama la sua terra e parla anche la mia lingua

Empirmi di storia, di  tradizione c’han fatto la mia

Non lasciamoci abbindolare da frenesie brutali

Da chi per  quattro soldi ci rende  schiave ignare

Da menti contorte con visioni apparenti contrarie

Donna Musulmana, sono Cristiana ma uguale a te

Veniamo dallo stesso ignoto assoggettate al fato

Con la stessa apprensione dell’andare zavorrando

Incontro al dolore e all’ esultanza  appaiate come gemelle

Gemelle   stellari di fede universale

Libere  di  meditare l’ideologia che gli pare

Spoglie di pregiudizi, storia e potere,

Malversa interpretazione di leggi e dettame

Mai esortati da nessun Creatore

Donna Musulmana non aver timore d’ una Croce Cristiana

Io, non ho sbigottimento per il chador paludale

Due legni incrociati  o un velo sono  convenzionali

Una forma di rispetto d’un Credo ideale praticato

Ch’io porto per non scordarmi un Cristo Salvatore

Che tu porti in onore d’un Allah  che  ti scampi  dall’orrore                         

Cosa possono far di male?  Nulla.  Solo aizzarci al terrore

Contenderci  il primato d’una Verità collegiale

D’usanze e credenze dottrinali improclamate

Dal  Padreterno

Solo da feticci imbevuti d’idolatria

Profittatori ipocriti della tua e

Della mia innocenza confessionale.

 

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E.P.F.

                                                         

Da: cielochiaro- 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                       

MIGRAR DI GENTI

In questi giorni arrivano terribili notizie sull’odissea di tanti emigranti e purtroppo anche di vite ingoiate dal mare. Mi sembra un modo carino di ricordarli postando un breve scritto di riflessione tratto dal sito:http//xoomer.alice.it/eldar e naturalmente per gentile concessione dell’autrice.

MOTI ONDULATORI

ONDE RIFRANTE

MAROSI ALTALENANTI

TREMENDI SFASCI

BARCHE GALLEGGIANTI

LACRIME NEBBIOSE

VOLTI BLUMI

VISTE STRANCE

FIUMI STRARIPANTI

VANEGGI LIQUOSI

FOLLE DONDOLANTI

COZZI ASCELLARI

FIGURE ANNODATE

ORBITE SROTATE

SCHELETRI ERRANTI

DESERTI ACCECANTI

ESCREMENTO FETALE

SPRUZZO DI FATICA

BUDELLA SVOTATE

ARIDITA’ MENTALE

VELI TRASPARENTI

CRAMPI TRIBALI

BOCCHE DIGIUNE

CONVESSI SALIVALI

RUTTI TONANTI

VOMITO DI MARI

TERRE ROMBATE

FRAGORI COLLUSI

TUNNEL INCOMPIUTI

ORIENTAMENTI BALZANI

OSSA DISSACRATE

INGOZZI CARNALI

MOTI OSCILLATORI

FURORI DI CUORI

SEBIANZE ADUSE

RIPULSE SEDATE

CORSE DISPERATE

SPERANZE CREPATE

ANDARE TORNARE

MIGRAR DI GENTI

OCCHI NERI

DENTI BIANCHI

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