Una sofferenza dover…

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A volte le persone non si conoscono direttamente ma si amano. Perderle turba profondamente l’animo. È successo in questi giorni. Una sofferenza dover dire ciao a Ennio Morricone. Sebbene mai Ha avuto la minima consapevolezza della mia esistenza il Suo “andarsene” mi ha profondamente scosso. Con Lui andava un “pezzo” di vita! Vero che non ho mai incontrato la persona ma ho incontrato la sua musica. E che musica! Unica e indimenticabile. Sempre immaginativa, “divinamente” vibrante, a volte con toni struggenti altri elettrizzanti, ha costellato di momenti di indimenticabile sensazione emotiva il mio vissuto, tanto da “amarlo” come e più di quelli di assidua relazione. Per omaggiarlo e porgergli l’ultimo saluto, siccome, data la notorietà mondiale, in tanti han magistralmente detto e scritto che altro potrei aggiungere? Credo poco se non ripetere il già stigmatizzato da altri. Per cui per onorare l’ artista cantore del suono, dell’arte, della bellezza, ringraziare il cesellatore di attimi musicali inimitabili, dir ciao all’ “amato amico di sensazioni d’ascolto” rasserenanti il mio inquieto circostanziale, riferire un po’ sull’ uomo, popolarissimo e stimato in tutto il mondo, giacché per “andarsene” ha preferito il silenzio al clamore, ho concluso che non v’era nulla di meglio che farlo attraverso alcuni Suoi dire…  

L’uomo: “non voglio disturbare”
le abitudini: “Mi alzo prestissimo, intorno alle 4.30, faccio ginnastica, leggo i giornali e alle 8.30 sono già al lavoro”.
Lo spirito: “Io prego un’ ora al giorno, ma anche di più. La prima cosa che faccio. Anche durante la giornata, per caso”.
Ia filosofia: “ Ama gli altri come ami te stesso; ecco, questo per me è un modo normale di essere”.”Identifica una persona onesta, altruista, rispettosa di Dio e del prossimo. Amare gli altri, anche se la parola amare può sembrare forte; però è così. Questo è importante. Io penso veramente al bene degli altri, che il prossimo non abbia il male dal mio modo di fare. Mi è perfettamente normale che debba fare una cosa per rispetto della persona che incontro”.
La riflessione: “La musica mi ha salvato da fame e guerra. Ma l’arte è puro talento, la sofferenza non c’entra”.
L’orgoglio, “A chi mi chiede di parlare di “western all’italiana” rispondo che parleremo un’altra volta. Odio quel termine: lo trovo riduttivo, superficiale, provinciale.”
la responsabilità: “Non facevo concerti quando i miei figli erano piccoli.”
la coerenza :“Ho sposato una siciliana, il che mi ha permesso di conoscere da vicino la sicilianità. Ma grazie all’arte di Tornatore ho avuto la conferma delle mie sensazioni su questa terra che è bella anche per le sue contraddizioni oltre che per la sua umanità”.
la fermezza:“I film di Sergio Leone sono dei capolavori. E basta”.
il ringraziamento: “quello di aver ricevuto la grazia del talento e di aver avuto la fortuna di studiare musica”.
l’artista: “Non scrivo per il successo. Scrivo per me”
L’ispirazione; “Essere originali diventa sempre più difficile”
L’etica: “Nei casi di plagio la malafede salta subito agli occhi. Cioè: alle orecchie”.
il mestro: “La musica esige che prima si guardi dentro se stessi, poi che si esprima quanto elaborato nella partitura e nell’esecuzione”.
La magia : “la musica è sicuramente vicina a Dio. Nello stesso tempo la musica è proiettata nell’ anima e nel cervello dell’ uomo. Gli permette di meditare. Il discanto, il falso bordone provengono dai primi trattamenti polifonici del canto gregoriano. Da lì è nata la musica occidentale. La musica è l’ unica vera arte che ci avvicina veramente al Padre eterno, e all’ eternità. Lo dico a me stesso, e qualche volta a mia moglie, che la musica già esisteva, tutta! La musica che è stata scritta e sarà scritta. È il compositore che l’ ha presa, e la prenderà! Secondo la propria epoca, secondo il momento in cui egli scrive e secondo la civiltà e lo stato della ricerca musicale del suo tempo. La musica è già esistente anche se non c’ è”.
Il compositore: “Quando scrivo nessuno mi può aiutare, perché chi scrive ha qualcosa di personale da dire”
la considerazione:“La musica poi è intangibile, non ha sembianze, è come un sogno: esiste solo se viene eseguita, prende corpo nella mente di chi ascolta. Non è come la poesia, che non necessita di interpretazione perché le parole hanno un loro significato”.
la convinzione: “un regista non deve essere esperto di musica deve fidarsi della musica
il realismo: “Dagli anni del mio esordio a oggi si è passati attraverso l’alta fedeltà, la riproduzione sempre più perfetta del suono, l’arricchimento tramite messaggi video. Tutto è diventato più accurato. E il mio modo di scrivere testimonia sempre l’esigenza di andare avanti lungo un percorso creativo”.
la confidenza: La più grande soddisfazione? “aver scritto la colonna sonora della vita delle persone”
la sensibilità: “ Il co-produttore del film, Fernando Ghia, mi portò a Londra a vedere il film. Di fronte al finale, ero piangente; a quella strage di indios e di gesuiti per mano portoghese e spagnola. Avevo davanti a me il regista e i due produttori e dissi, “No, io non lo faccio, è bellissimo così”. Credo di essere rimasto mezz’ ora a piangere. E loro insistevano. Finché cedetti: “Faccio la musica”. Non volevo farla perché se la sbagliavo avrei potuto rovinare il film. Lavorando su tre elementi distinti che non potevo ignorare, l’ oboe del gesuita padre Gabriel, la musica corale e quella etnica degli indios, credo sia stato un miracolo l’ esser riuscito a comporre una musica in cui tre combinazioni indipendenti di suoni funzionavano anche contemporaneamente”.
il creativo: “Ho usato suoni realistici in un modo psicologico. Con ‘Il buono, il brutto e il cattivo’ ho usato suoni di animali, come il coyote, così il suono animale è divenuto il tema musicale principale del film”.
Il misticismo: “non mi sono mai considerato un compositore mistico-sacrale. La mia carriera è iniziata con Il federale di Luciano Salce regista di commedie, che mi ha voluto per altre sue pellicole, ma un giorno mi chiamò e mi disse, “Devo lasciarti”. “Perché?”. “Perché io faccio film comici e tu fai una musica spirituale, sacrale. Devo lasciarti per forza”. Da allora siamo rimasti amici ma non abbiamo lavorato più insieme”. Questo episodio mi ha segnato molto. Grazie a lui ho cominciato a ragionarci su. Probabilmente a volte esprimo sacralità anche quando non la cerco o non ci penso. Non parlo nemmeno di ispirazione, che non esiste. Parlo di idee. Sono forse su un binario che porta verso questi esiti”. “ho toccato il massimo della sacralità quando ho raccontato l’anima dell’uomo, nei film per la tv su Giovanni XXIII e su Giovanni Paolo II, ma anche nelle pellicole di Sergio Leone dove oltre alla violenza c’è una speranza. Speranza che ho sempre messo implicitamente in tutte le mie partiture”.
la chiarezza:” la musica orazione? Certo! ma al di la della musica ci vogliono parole, intenzioni, concentrazione“…
I concerti: “Ho sempre diretto le mie musiche, ma solo in studio di registrazione. Poi mi hanno chiesto di dirigerle in concerto” .“Dirigere in teatro le mie musiche mi ha fatto uno strano effetto: abituato a sentire le note in cuffia, dal vivo mi sono trovato ad ascoltarle insieme al pubblico che respirava dietro di me in uno scambio di emozioni continuo”. “Ogni volta che sono salito sul podio non ho potuto non mettere sul leggio una suite delle musiche per i film di Sergio Leone e la colonna sonora di Mission”.
la percezione: “Posso avere anche centomila persone, alle spalle: non me ne accorgo. Sono troppo concentrato, sono solo. Solo fino agli applausi conclusivi. Allora tutto si scioglie. Il miracolo s’è ripetuto un’altra volta. E posso passare anch’io dalla parte del pubblico”.
ll bilancio: “Di Soddisfazioni professionali ne ho avute molte, ma a iniziare dall’Oscar non ho mai avuto il tempo di godermele perché ho sempre lavorato guardando avanti. Ho avuto anche momenti di profonda crisi superati grazie alla fiducia nelle potenzialità e nel talento che mi sono stati dati”.

ennio m

Ciao Ennio, uomo dall’animo e dal talento di potenza elevata sempre connesso a cielo e terra! Mistico e realista, raffinato e istintuale, innovativo e tradizionale, sarcastico e rispettoso, epico e futurista, popolare e esclusivo, intenso e narrativo, ardito e conservatore, originale e creativo, aristocratico e proletario, classico e avanguardista, melodico o pop  sempre sublime .

bydif
morricone

 

Per la storia: romano di nascita, artista per vocazione, colto per inclinazione, musicista per genialità, compositore per talento , direttore per eclettismo, concertista per ispirazione, arrangiatore per occasione, poeta per sensibilità, avanguardista per generosità, maestro per espressione, protagonista per abilità, giramondo per notorietà, ironico per intelligenza, verace per formazione, idealista per amore, creativo per italianità, trascendente per sentimento instancabile per predisposizione, riservato per riflessione, comunicativo per educazione, materialista per realismo, romanista per passione, star per ammirazione. Insomma,  un artista eccezionale , geniale compositore, innovativo e, con l’uso della voce umana, suoni della natura, oltre di strumenti mai utilizzati per le colonne sonore, inconfondibile, prestigioso direttore, sensoriale musicista , concertista di grande fama in tutto il mondo. Con oltre 400 film, collaborazioni con registi di calibro indiscusso, Leone d’ oro e Oscar alla carriera , Oscar per la colonna sonora The Hateful Eight, 27 Dischi d’ oro, 7 Dischi di platino, 7 David di Donatello, 3 Golden Globe, 1 Grammy Award, numerosissimi premi e riconoscimenti Ennio Morricone è e rimane “ mestro” immortale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una sofferenza dover…ultima modifica: 2020-07-15T11:43:55+02:00da difda4
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