Allibita. Irritata e anche disgustata.

ponte-morandi-il-giorno-dopo-690447.610x431Allibita dquegli applausi davanti alle bare allineate che proprio non dovevano esserci e stonavano più di un raglio d’asino irrompente nel quieto silenzio della notte in una valle montana. Da come la superficialità confonde i valori umani e rende inconsapevoli trasmettitori di sconsiderati e fuori luogo atti di elogio. Perché gli unici applausi di lode, e dovevano essere lunghi quasi da spellarsi le mani, dovevano essere in onore e saluto alle vittime, ai feriti, ai miracolati, a tutti gli uomini e le donne in divisa e non che hanno e continuano a scavare in quell’orribile, inguardabile cumulo di macerie del cedimento di una parte del viadotto Morandi di Genova.

Irritata poiché ancora non riesco a cogliere il senso della claque massifica di certi miei connazionali tributata ai due ministri-vice premier del nuovo governo, Salvini e di Maio, intervenuti ai funerali di stato dei morti nel drammatico cedimento del ponte a Genova. Che ci azzeccava? Era una ovazione di riconoscimento al nuovo politicame che avanza o una imbecillità incontrollata di sfogo collettivo a una tragedia inimmaginabile ancor non elaborata e smaltita? Per i fischi e le frasi di insulto scagliate verso i “vecchi” politicami l’applauso sconsiderato mi è parso più attinente alla prima ipotesi che a una reazione emotiva del tragico accaduto! Perchè non riesco a togliermi dalle orecchie quel momento di rintrono di battimani inopportuno e parecchio disdicevole alla circostanza dolorosa. Nonché di umiliazione a parenti e amici in lacrime davanti alle bare dei loro  morti nel crollo e ancor annichiliti dalla tragica, improvvisa, perdita degli amati in un modo psicologicamente inaccettabile da chiunque abbia un minimo di razionalità di come dovrebbero andare le cose a chi percorre una autostrada per recarsi al lavoro, in vacanza o va a fare consegne e invece vanno al contrario. Eppoi  per come non riesco a liberarmi da fischi e  urla di disprezzo, verso persone che erano li per aderire a un cordoglio nazionale,  esprimere in veste di liberi cittadini la loro vicinanza a defunti e familiari, a motivo di essere ideologicamente legati al precedente governo.

Disgustata perché quell’applauso ai due ministri- vice premier innanzitutto è stato un segno balordo al contesto e alla ragione per cui si era e si doveva essere li. Una sberla a una città, a tutto un paese in lutto, sconvolto da un accaduto surreale, ai limiti credibili da un sano intelletto, che partecipava con animo di considerazione effettiva verso il valore umano di ogni essere, in  specie spento fra lamiere e polvere. Poi, ha defraudato a una città l’importanza primaria di una presenza reverente a una funzione di commiato a vite umane, sparite in un baleno per cause intollerabili. Ha inquinato uno spazio di partecipazione amara, commossa,  rendendolo un flautolento exploit di compiacimento a personaggi, difficile da recepire a livello razionale in quanto non era un arena a consacrazione o rigetto di idee e sistemi political-governativi. Era uno ambiente pubblico allestito per una cerimonia di onore e rispetto a esistenze inghiottite da una voragine; un luogo di dimostrazione di umano amore verso il prossimo orribilmente perito in un crollo autostradale che giammai doveva ferificarsi. Un incontro di civile pietà verso donne bambini uomini gretolati fra calcinazzi, distrutti al futuro, ai sogni, alle speranze alla vita a causa di chissà quale incuria, di chissà quale sottovalutazione, di chissà quale balorderia di pareri, intrecci e interessi conformi a garantire la sicurezza di transito in un viadotto. Era un voler dire a ognuno di quei corpi serrati nelle bare che aveva una grande importanza e la sua tragica fine sarebbe rimasta una presenza tangibile nella memoria di tutti. 

Soprattutto annichilita, irritata e disgustata perché non era un momento del governo per esaltare il nuovo e disprezzare il vecchio, come se il novellino abbia merito di esencolpe e il vissuto l’incarni tutte. Era un momento di contingenza triste, di unione di cuori e anime di tutto il paese per acclarare rispetto ai morti e semmai per urlare il diritto di garanzie in ogni ambito, di sicurezza alla vita, che se pur difficile e fragile non può essere rubata. E quando lo è, o quando finisce polverizzata, di certo non è esencolpe ne stato ne privato. Bene han fatto i parenti che si son sottratti a un commiato di stato, seppur nello strazio, almeno recepivano che gli applausi erano solo di ossequio alle vite distrutte, lacrime e urla di empatica condivisione del dolore alla perdita cara.

C‘è anche da dire che questo è uno strano paese in cui si proclama una giornata di lutto e poi per qualche interesse vabbè anche se non si rispetta. Quindi un battimano, per quanto irritante… lo potevo assorbire.

genova_funerali

Con un pensiero di vicinanza alle anime volate in cielo, di cordiale sentimento al dolore di parenti e amici, di affettuoso auspicio di presto ristabilimento ai feriti, confido in Dio che mai più simile tragedia debba piombare il respiro di nessuno.  

By dif

….Le immagini le ho scaricate dal Web

Allibita. Irritata e anche disgustata.ultima modifica: 2018-08-19T18:45:08+02:00da difda4
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