Veder cader le foglie

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Veder cadere le foglie mi lacera dentro

soprattutto le foglie dei viali

Soprattutto se sono ippocastani

soprattutto se passano dei bimbi

soprattutto se il cielo è sereno

soprattutto se ho avuto, quel giorno,

una buona notizia

soprattutto se il cuore, quel giorno,

non mi fa male

soprattutto se credo, quel giorno,

che quella che amo mi ami

soprattutto se quel giorno

mi sento d’accordo

con gli uomini e con me stesso.

Veder cadere le foglie mi lacera dentro

soprattutto le foglie dei viali

dei viali d’ippocastani.

NAZIM HIKMET

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Non so bene il perché al primo cader delle foglie degli ippocastani del vialone paesano, in specie la mattina quando le vedo mulinar davanti a me questa poesia mi sorge alla mente. Probabilmente perché tra le tante bellissime poesie elaborate sull’autunno è quella che rispecchia in pieno i miei sentimenti riflessivi su questa stagione, transitoria, di una bellezza calda, smagliante di profumi e colori ma che giorno dopo giorno nelle nebbie padane si consuma.

ByDif

……………per la cronaca:

Nazim Hikmet Ran, nato il15 gennaio 1902  a Salonicco. Considerato un “rivoluzionario romantico”, è uno dei più importanti poeti, scrittori e drammaturghi turchi dell’epoca moderna.

Naturalizzato polacco morì il 3 giugno 1963 Mosca. 

Vele

vele

bianche trasparenze

veleggiano amiche

silenzi perduti

procellan vissuti

dissolti tempi

il vento mulina

fantasmi informi

l’acque antiche

rancori rivolta

squarciate vele

in torte mangrovie

l’anima arena

e.r.

Quella sera

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Danzava il mare quella sera. Non so se un tango, samba o valzer. So che si muoveva a ritmo scatenato e tutto l’intorno fissava quel suo danzare ammaliato. Nulla si muoveva ma tutto avvolgeva. Tutto dilavata i sensi tanto da farli vibrare all’unisono col silenzio. Non un silenzio muto. Una corale sinfonia di lemmi. Un sincrono di inespressi liberatati da quel mare sbrigliato. La musica fluiva, scendeva, roteava, inglobava, risaliva leggera, si perdeva nel luccichio dorato d’un sole rosso aggrovigliato sulle immobili conchiglie bianche il cui biancore affiorava tra quella spuma scatenata e l’una dopo l’altra a ritmo trascinava sulla rena ancor arroventata e restavan li aggraziate da sembrare luccicanti perle in attesa d’esser raccolte e aggregate.

Danzava il mare quella sera. Danzava mosso da quelle note che misteriosamente scivolavano dall’etere, penetravano gli abissi, risalivano e onda su onda in un luccichio policromo come sirene incantatrici libravan sull’acque un sincronizzato di magica armonia, talmente avvincente da eclissar in quei movimenti qualunque pensiero d’ira e melancolia. In un trionfo di luce, colori, sonorità e movimenti travolgenti quella sera il mare danzava e tutto dal profondo liberava. La mia anima sedotta e affascinata da quella atmosfera assecondava quei suoi movimenti ora lenti ora frenetici con un eccitazione da aver l’impressione d’esser catapultata in un universo di ribellione alla staticità animica per assorbire un energia stupefacente da tuffarsi gioiosa in nuove sfrenate emozioni.

Poi il vento si fermò, la luna prese a lampeggiare, la melodia a scemar, le nubi a costellar l’orizzonte, le acque a contorcersi in riflessi rosso-violacei, la sabbia come una dama schiva di nero si velò, il silenzio come un mantra di piombò calò e la magia di quella atmosfera corale sparì.

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Danzava il mare quella sera o forse a distanza d’anni lo sciabordio dell’oceano in quella spiaggia deserta con te accanto a me pareva.

ByDif

 

Numeri, oltre la quantità

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A volte nei sogni compaiono dei numeri, qualcuno li gioca, altri li scordano , quasi nessuno considera il perché li sogna nel mentre dovrebbero. Dovrebbero poiché sono espressione di un non so che di ben più profondo e diverso di una quantità, sono l’immagine grafica della proiezione di un avvertimento che può riguardare un prossimo frangente da fronteggiare o una temporanea necessità da praticare, corrispondente nella vita reale al significato traslato del numero. Di conseguenza non appaiono per caso ma per uno scopo preciso. Il più delle volte è per segnalare sinteticamente il focus temporale da gestire, determinante allo sviluppo ottimale delle vicende personali o interattive. Altre per rendere consapevole chi si è e come e dove si devono dirigere le energie per evolvere in modo ideale e proficuo nell’esistenza. Altre ancora per esplicitare una cognizione repressa , non chiara o sottovalutata a livello cosciente che ostacola la riuscita professionale o la serenità nei rapporti socio-relazionali. Insomma è come dire che la visione onirica di un numero, o più, ma vale anche se percepito in forma visiva o ricorre nella memoria, è un chiaro messaggio in codice essenziale sul piano pratico all’essere, la cui chiave interpretativa sta nella cifra, o cifre. Il perché? Beh, Il perché risiede nella funzione universale dei numeri che va ben oltre la quantità!. Cioè ? Cioè esplicitamente costituire la forza motrice di tutte le componenti del cosmo, da millenni ritenuta “energizzante e armonizzante il mondo e la materia vivente”. Per cui i numeri sono inscindibili a tutto ciò che esiste. Ma se ciò è veritiero, come comprendere razionalmente l’espresso in codice del numero , o numeri di una data, visti, sognati? Si comprende tramite l’equivalente metaforico attribuito universalmente al numero! Quindi? Quindi , per aver chiaro il senso oggettivo da afferrare, siccome ogni numero ha una identità propria che esprime un concetto allusivo standard, peraltro di antichissima origine , basta leggerlo. Nello specifico ? Nello specifico, il messaggio premonitore da cogliere nei numeri sognati o che ci tampinano attraverso apparizioni ricorrenti è quello accomunato ai numeri da 1 a 9 + lo zero, l’11 e il 22. Per qual motivo? Essenzialmente dacché sono quelli che esprimono il concetto basilare del messaggio da attingere, interpretare e utilizzare. A tal proposito, va detto che in una visione di più numeri, tradizionalmente il primo della sequenza è l’ambasciatore che espone la tematica degli accadimenti da governare o l’esigenza da interpretare e utilizzare, gli altri sono ulteriori indicazioni di integrazione che rafforzano il contenuto o chiariscono gli sviluppi in successione. Però, qualora il secondo numero è di stessa cifra del primo -es 1175- allora c’è un chiaro avviso di ostinazione a ignorare le problematiche collegate al significato, nel mentre se è lo zero – es 403- segnala che si sprecano energie e tempo in problemi inesistenti o immaginari, invece, se sono tutti uguali -es 333- che c’è un incoerenza oggettiva, ovviamente collegata al significato, che moltiplica gli avvenimenti in senso negativo , oppure inibisce l’agire per cui va risolta senza preamboli concentrandosi sul concetto espresso dal numero iniziale, in tale caso la necessità di un veloce cambio di direzione.
Detto ciò in sintesi il concetto allusivo segnalato dai numeri, indifferentemente se sognati o ricorrenti alla vista che avvisa gli avvenimenti temporanei in cui dovremo impegnarci , si debbono convergere le azioni per ottenere quanto più o meno incosciamente si desidera o altresì modificare i comportamenti pratici in difetto, è il seguente:
1 = ego= opportunismo + determinazione + autogestione + stima; in difetto convinzione e autorità.
2 = unione = alleanza + confronto + diplomazia + sensibilità ; in difetto sincerità e collaborazione
3 = svolta = viaggi + conoscenze + progresso + gratificazione+ ; in difetto comunicativa, integrazione.
4 = Stabilità = fatica + disciplina + pianificazione + calcolo ; in difetto calma e concretezza
5 =novità = imprevisti + libertà + entusiasmo + combattività; in difetto impulsività, prudenza.
6 = responsabilità= convenzioni + dovere + generosità + abbondanza + ; in difetto armonia, adattamento.
7= autocontrollo = virtù + abilità + ingegno + vittoria; in difetto valutazione , sintesi.
8 = denaro= vantaggio + lotta + materialismo + emancipazione; in difetto organizzazione, amministrazione.
9 = missione = comunità + esperienza + alternativa + espansione ; in difetto altruismo, conclusione.
0 = origini=mistero + manie+ fatalità + inerzia + caos + ; in difetto logica, riflessione.
11= genialità =metamorfosi +ispirazione + carisma +celebrità ; in difetto credulità, semplicità,
22= realizzazione =potere + ambizione + reputazione +ricchezza ; in difetto ostentazione, realismo.
A conclusione, i numeri non sono grafie passive, sono energie attive con qualità specifiche di potere e di influenza sugli accadimenti temporanei, collettivi e individuali, che annunciano, interagiscono, più o meno in modo percettibile chiaramente correlata alla sensibilità, e soprattutto definiscono . Per cui ci si può credere o no ma non sottovaluterei il sognare, essere tampinati visivamente da un numero o da una data- es quella del 2022 è molto eloquente – sia perchè attraverso la decodificazione del simbolismo rende anticipatamente consapevoli di quello che nella lotta giornaliera dell’esistenza si prossima e come uscirne vittoriosi o perlomeno accettarne la temporalità condizionante, sia perchè delucida qualche manchevolezza o il perchè di qualche sconfitta. Comunque non mi riferisco ad una magia divinatoria ma ad un dato di fatto, tant’è che in tutte le culture i numeri sono universali interpreti dei fenomeni e degli eventi dello spazio e del tempo.

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Sottolineando che per Sant’Agostino i numeri costituiscono l’ossatura della realtà poichè tutto “formas habent quia numeros habent; adime illis haec, nihil erunt” cioè “tutte le cose hanno forme perché hanno numeri; se togli loro queste cose, non saranno niente”; auguro a tutti di comprenderne  il loro essere messaggeri che va oltre il determinare una quantità. 

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Il mistero dei misteri

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In questi giorni, girare in certe stradine di borghi e paesini arroccati su colline screziate di verdi rossi e gialli, o sparsi nelle valli mirabilmente arricchite da pennellate violette, azzurri, vermiglie, aranci, cremisi sparse o in fila indiana in una marea di verdi, inondate da petali e petali di fiori, sparpagliati o composti in immagini più o meno ieratiche, per onorare e magnificare il passaggio processionale del Corpus Christi, è fare un pieno di aromatica bellezza, fede e tradizione dinamica che risveglia tutti i sensi a collegarsi al Divino. Eh, si, in ogni vicoletto, stradina o piazzetta quel flusso di profumi, colori e chiacchierii di grandi e piccoli contestuali all’evento devozionale, ti pervade e rivitalizza da incredibilmente distaccare ogni fibra dal sentire consueto e accedere a quella dimensione in cui palpiti e respiri tutta l’essenza mistica della realtà trascendente. D’altronde non può essere altrimenti. Tutto l’insieme è un “ode” che congiunge terra e cielo. Non perché l’allestimento è suggestivo, gioioso e avvincente da farti vagare con la fantasia, ma perché è un vero canto d’amore e di grande calore e riverenza popolare a Colui che si fece uomo per amore, per amore s’offrì in sacrificio, per amore concretizzò la promessa di farsi “pane “ di vita “, cioè sostentamento vivo in carne e sangue. In breve, perché crea quell’atmosfera collettiva e individuale che mette in intima relazione con il festeggiamento specifico di gloriare Cristo presente in carne e sangue nell’Eucaristia. Come dire il mistero dei misteri. Innegabilmente la celebrazione liturgica del Santissimo Sacramento o del Corpus Domini, tra i tanti enigmi legati alla fede, è quella più ermetica alla mente umana e in un modo o nell’altro non lascia e non può lasciare indifferenti. Va di per se sul come è possibile che un ostia seppur sacralizzata, sia realmente carne e sangue di Cristo non ha una logica che si assorbe, stimola mille domande interrogative e mette anche a dura prova la convinzione. Tant’è che il mistero eucaristico, del pane e vino che dopo la consacrazione, in un modo inspiegabile, diventano Cristo stesso, da sempre ha suscitato numerosi dubbi in credenti semplici, officianti e ovviamente nella scienza. Tuttavia, nel corso del tempo numerosissimi sono i fatti prodigiosi a testimonianza d’indiscutibile certezza, di Cristo presente in carne e sangue, avvenuti nell’atto di consacrare , spezzare l’ostia o nel momento della comunione, ma anche in casi relativi a sfregi, profanazioni, trafugamenti di ostie, atti di malvagità umana dell’ostensorio. Fra i tanti episodi miracolosi a conferma delle parole di Gesù: Prendete e mangiate: questo è il mio Corpo! Prendete e bevete: questo è il mio Sangue! Fate questo in memoria di me!il più noto è senz’altro quello avvenuto nell’estate del 1264 nella chiesa di Santa Cristina a Bolsena, allorquando, un sacerdote boemo, pellegrino, ufficiando la messa, interiormente dubitativo sulla reale presenza sotto le Specie del pane e del vino di Gesù vide stillare dall’ostia che consacrava delle gocce di sangue che caddero bagnando il corporale, i lini sacri e i marmi. Ma tantissimi altri fenomeni, simili e non, sono avvenuti in ogni parte del mondo, a volte in modo pubblico, altre meno, comunque sempre visibili e testimoniabili da più persone. Naturalmente a fatti così sorprendenti e oggettivamente distanti al comprendere dell’intelligenza umana, non potevano mancare gli oppositori, le disquisizioni di scettici e scienziati sulla inattuabilità effettiva, comanche i paladini della razionalità e gli abbondanti criticoni a chi forte della sua fede credeva.

Vero è che se l’intelletto umano fatica assai ad afferrare il mistero dei misteri, credere pienamente che il pane e il vino si possano trasformare in vera Carne e vero Sangue di Cristo, beh, altrettanto vero lo è che Egli non si arrende e sino alla fine tenta l’impossibile per catturare se non la convinzione almeno la sincerità dei cuori.

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In ogni caso ciò che si recepisce girando per borghi e paesini oltre un invito corale a partecipare con animo lieto alla festa in onore del Santissimo Sacramento, un esortazione a soffermarsi e gustare la meraviglia di quei tappeti multicolori e profumati allestiti con grande fierezza anche perizia creativa di artisti per il Suo passaggio e un richiamo fortissimo a oltrepassare il folkloristico per avventurarsi con leggerezza in quello della “grazia” .

By Dif

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per la cronaca:

La notizia del miracolo di Bolsena corse veloce fino a arrivare all’orecchio di papa Urbano IV che risiedeva a Orvieto. Per celebrare questo evento, il Papa promulgò la bolla “Transitrurus de hoc mundo”: si istituiva e si estendeva, così, a tutto il mondo cattolico la Festa del Corpus Domini,

Sulla lapide, posta a ricordo del prodigio sta scritto: “Improvvisamente quell’Ostia apparve, in modo visibile, vera carne e aspersa di rosso sangue, eccetto quella particella tenuta dalle dita dì lui…..” nella cappella di Santa Cristina si possono ancora ammirare i marmi tinti di sangue. Per tradizione il “miracolo ” di Bolsena si festeggia in grande stile devozionale e di spettacolare ricostruzione storica ad Orvieto. 

Il primo Miracolo Eucaristico avvenne nel 700 d.C a Lanciano, nella piccola chiesa di San Legonziano, per il dubbio di un monaco Basiliano sulla presenza reale di Gesù nell’Eucaristia.I frati Minori Conventuali dal 1252, per volere del vescovo di Chieti, Landulfo, e con Bolla pontificia custodiscono l’Ostia di ” carne” in una teca e il sangue in una ampolla di cristallo, Dal 1902 il “Miracolo” così lo definiscono i Lancianesi per loro volere è custodito nel secondo tabernacolo dell’altare monumentale. Alle varie ricognizioni ecclesiastiche, condotte fin dal 1574, seguìte da  , quelle scientifiche e documentate da una serie di fotografie al microscopio, hanno dato questi risultati: La Carne è vera Carne. Il Sanue è vero Sangue. La Carne e il Sangue appartengono alla specie umana. La Carne è un “CUORE” completo nella sua struttura essenziale. Nella Carne sono presenti, in sezione, il miocardio, l’endocardio, il nervo vago e, per il rilevante spessore del miocardio, il ventricolo cardiaco sinistro. La Carne e il Sangue hanno lostesso gruppo sanguigno: AB.

Lo stesso risultato si è avuto da altri casi sottoposti a vaglio scientifico. Ovviamente sono tantissimi  per riportarli tutti dovutamente.

L’ultimo prodigio eucaristico che mi risulta si è verificato il 25 dicembre 2013 a Legnica.

Perchè e come  avvengono? Avvengono per intervento soprannaturale  onde confermare la reale presenza del corpo e sangue di Cristo nell’Eucarestia. 

La solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, nota come Corpus Domini, si celebra la settimana successiva a quella della Santissimà Trinità

Detto ciò, alcuni fedeli, sia dichiarati santi dalla Chiesa cattolica, come la beata Alexandrina Maria da Costa o è  in corso una causa di beatificazione, si afferma siano vissuti per alcuni o molti anni nutrendosi esclusivamente della Comunione quotidiana, senza assumere alcun altro cibo o bevanda.

 

La Santissima Trinità.

ImmagineLa festività solenne della Santissima Trinità, introdotta nel rituale cattolico nel 1334 da papa Giovanni XXI , è una di quelle celebrazioni liturgiche fondamentali della fede. Lo è in quanto gloria il mistero Trino, del Padre, figlio, Spirito Santo, cioè di Tre Essenze Divine distinte e Unica sostanza. Come asserire, Dio è Uno e al contempo è Tre. Al che vien da dire è impossibile, un essere è un essere e non può anche essere tre esseri ben differenti. Sembra più uno scioglilingua che una verità. Ma non lo è. E qui sta il sostanziale di questa festività per ogni credente cattolico. Perché? Perché chiaramente la celebrazione della S. S. Trinità è l’ermetico della fede, non facile da comprendere e nemmeno tanto agevole da recepire senza meditata fiducia nell’accettare senza riserve l’incomprensibile. Ma non lo è soprattutto in quanto  la SS;Trinità è parte integrante del mistero della salvezza voluta da Dio per mezzo del Figlio, Gesù, incarnato dallo Spirito Santo nel grembo di Maria per essere carne viva della Redenzione. Tant’è che simbolicamente la Trinità, Padre, Figlio, Spirito Santo, come da immagine sopra, è figurata con una mano, un agnello e una colomba. La mano, è il Padre, Dio creatore ed eterno. “Poiché la mano del Signore, suo Dio, era su di lui”, Esd. È quindi  metafora di azione divina. L’ agnello è Cristo, il figlio Gesù; Il giorno dopo, Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: “Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo! 30 Ecco colui del quale io dissi: Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me.”35 Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli 36 e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: “Ecco l’agnello di Dio!” vang di giov. É il traslato  del sacrificio per amore. La colomba è lo Spirito Santo; “Non appena Gesù fu battezzato, uscì fuori dall’acqua e in quel momento il cielo si aprì e vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire su di lui mentre una voce dal cielo diceva: “Questo è mio Figlio che amo; con lui mi sono compiaciuto Mt; Dio è Spirito e quelli che lo adorano bisogna l’adorino in Spirito e Verità” Giov. 4:24. Pertanto è  immagine  dell’ annuncio divino.

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Detto ciò, è chiaro come il sole, questa è una solennità ardua da afferrare e spiegare, tuttavia nel suo mistero offre un opportunità essenziale sia per cementare in se stessi la fede senza riserve sia per riaffermare nel gesto e nelle parole del segno della croce la vera essenza di Dio, non nell’unità ma nella triplicità, Padre, Figlio e Spirito Santo. Tre essenze, misericordia, sapienza e amore, una sola fonte. Meglio di me si è espresso in merito papa benedetto XVI in un angelus: “...”Tre Persone che sono un solo Dio perché il Padre è amore, il Figlio è amore, lo Spirito è amore. Dio è tutto e solo amore, amore purissimo, infinito ed eterno. Non vive in una splendida solitudine, ma è piuttosto fonte inesauribile di vita che incessantemente si dona e si comunica. Lo possiamo in qualche misura intuire osservando sia il macro-universo: la nostra terra, i pianeti, le stelle, le galassie; sia il micro-universo: le cellule, gli atomi, le particelle elementari. In tutto ciò che esiste è in un certo senso impresso il “nome” della Santissima Trinità, perché tutto l’essere, fino alle ultime particelle, è essere in relazione, e così traspare il Dio-relazione, traspare ultimamente l’Amore creatore. Tutto proviene dall’amore, tende all’amore, e si muove spinto dall’amore, naturalmente con gradi diversi di consapevolezza e di libertà. “ “…”

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Per concludere, il dogma trinitario, mistero principale della religione cristiana,  è quell’arcano divino inaccessibile alla logica umana che solo una fede profonda connette alla realtà divina.

Bydif

Per la cronaca: La solennità della Santissima Trinità si celebra sempre una settimana dopo quella della Pentecoste.

La sua più esplicita manifestazione Trina si ha nel battesimo di Gesù., dove, come da narrazione evangelica, la mano rappresenta la voce di Dio  al di sopra della colomba che figura lo spirito santo che scende su Gesù, il figlio.

Il termine Trinità deriva da : Tri =3 +Unita = Trinità.

La mano di Dio è uno dei segni più frequenti  nella narrativa biblica ebraica.

Nell’arte cristiana  la mano di Dio   fino al medio evo sostituiva la fisicità del Padreterno,   in quanto ne era vietata,la rappresentazione corporea.

Il frasario m’accappona la pelle?

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Semplice, m’accappona la pelle perché è profetico, altro che stop war, evvai a oltranza con la war e guai su guai. Mica guai piccoli, enormi e tragici per tutti. Sono allarmista? Magari lo fossi. Eppoi dopo due anni orripilanti e angosciosi di pandemia sarei proprio perversa. Malauguratamente sta scritto, prima l’enfasi parolaia unidirezionale dei big affastellati dal panico e poi … poi mi vengono i brividi al solo accennarlo, calamità su calamità e tutti nell’abisso. Un abisso in cui, il meno che aspetta all’umanità è una crisi economico-alimentare mondiale, il che vuol dire fame, fame, fame; lacrime, sofferenza; violenza, violenza violenza; morte e obbrobri irripetibili dai quali potrà scampare solo pregando, pregando e implorando l’intercessione mediatrice della Madonna. Non è una mia utopia fobica. Il pericolo di un attrito mondiale con una escalation terrificante, senza precedenti esiste e si evince dai tanti avvertimenti della Madonna in tempi e luoghi diversi, nonché da numerose altre profezie tra le quali quelle di papa Giovanni Roncalli e il monaco Basilio. A leggerle…brrr…gelano il sangue. Il motivo fatidico del disastro globale? Il motivo, come più e più volte ribadito dalla vergine Maria, peraltro indicando in modo forte e chiaro anche la via per evitarlo, sta nelle decisioni sbagliate in specie dei potenti. Ossia, del dire e fare di tutti i“capoccia” planetari. Perché? Come da Lei esplicitato: ” se solo gli uomini ascoltassero…ma non lo faranno”…” Il mondo subirà catastrofi su catastrofi…”…

Difatti, come se la Madonna fosse una da comparsate umanoidi, i più  considerano i Suoi avvertimenti di Fatima, Medjugorje, Olanda una robetta da fanatici, o una baracconata per intrisi di fantasticherie soprannaturali. Anzi, quelli al potere preferiscono dar esclusivo credito solo a un proprio simile. Magari a un narratore  volutamente mistificatore della verità che sparge emotività per suo uso e consumo, assurdamente inghirlandano di ovazioni  mentre pilota la loro ottusa imbecillità a un escalation incontrollabile di scelleratezza globale. 

Beh,  per come si snocciolano i fatti attuali, m’accappona la pelle ma un  patatrac che condanna a finire in un infernale vortice di fame, morte, violenza e altre pestilenze è profetica certezza. Lo è poichè   le conclusioni tra l’isterico e l’avventato anziché a una conciliazione, esortata in tutti i modi dalla Vergine  anche con moniti precisi a stati e continenti,  avallano l’allarme fatale di guai terrificanti.  

Per qualche strano motivo che no sto qui a esprimere purtroppo so che è certo,  tutti gli appelli della Madonna ai cosiddetti potenti di imbroccare il rettilineo della prudenza e prodigarsi a ricomporre i rapporti alterati della coesistenza cadranno nel vuoto. L’unica incognita, siccome i tempi del cielo non sono quelli della terra, è il quando, per cui il patratrac può essere vicinissimo o più in là.

Per non dilungarmi e per non contraddire all’ordine che c’è un tempo dato per rivelare ciò che direttamente si sa, accenno solo quale sorte incombe sulle teste di tutti se il modus operandi dei big non cambierà: 

“Guerra economica, boicottaggio, crisi monetarie…”..”i grandi saranno in disaccordo”…..Il mondo sarà come diviso in due parti…”Oriente contro occidente..”..cercano la pace ma non si può trovarla”..”disastri su disastri”……da Nord a Sud, da Sud a Ovest e da Ovest a Est”….“Gli uomini, così come gli animali, saranno colpiti da varie infermità e da morte improvvisa: ci sarà una pestilenza inenarrabile; ci sarà una carestia sorprendente e crudele che sarà così grande e di tale portata in tutto l’universo, e soprattutto nelle regioni dell’Occidente, che dall’inizio del mondo non se ne sono mai sentite di simili”..

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Che si creda o no ai messaggi di Fatima, Olanda, Medjugorje della Madonna o alle profezie,   almeno  su: “cercano la pace ma non si può trovarla” c’è da meditare o…  O no?

By dif

La Pentecoste

La Pentecoste è una solennità che nel 50° g. dopo Pasqua celebra la discesa dello Spirito Santo su Maria e gli apostoli riuniti insieme nel Cenacolo.

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La Pentecoste non è un giorno di festa cristiana qualunque. È il giorno in cui lo Lo Spirito Santo con la sua discesa sugli Apostoli e Maria completa l’opera dell’Incarnazione di Dio.

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Cioè dimorare nel Suo corpo virgineo come  Chiesa. Chiesa come universalità del Risorto in cui gli Apostoli sono rivestiti di Spirito Santo per annunciare al mondo quel Verbo eterno, crocifisso e risorto.

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di conseguenza rendere  gli apostoli idonei a svolgere la missione cristologica “lingue come di fuoco, si si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi“

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Ma cos’è lo spirito Santo?

44 sacro E’ il generatore della vita spirituale. L’ardore che infiamma il cuore, la potente  luce dell’intelletto missionario, la guida del cammino nell’amore in Cristo. Il carisma della verità. 
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È lo Spirito consolatore,il paraclito promesso da Gesù: “Io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro Paraclito, un altro Consolatore, che rimarrà eternamente con voi “

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E’ l’inesauribile elargitore di doni. Secondo il profeta Isaia i più preziosi sono sette: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timore di Dio. Sono i sette doni dati con la grazia del Battesimo e riconfermati dal sacramento della Cresima o Confermazione.

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E’ un giorno di luce divina che illumina i cuori, donata Dal Dio Uno e Trino -Padre, Figlio, Spirito,  a ogni uomo del mondo per renderlo migliore!

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Nell’augurare a tutti una vita gioiosa in buon spirito di luce di “fuoco” e verità, prego lo Spirito Santo che scenda su noi e ci doni ciò che ci serve , bensì soprattutto che arrivi a tutta in certe zucche piuttosto prive di verità, di luce  e d’intelletto che ci stanno massacrando l’oggi e se continuano così.. se continuano così ci tolgono il futuro!

bydif

Per la cronaca:   

Inizialmente lo scopo primitivo della festa di Pentecoste era agricolo. Una lieta festa chiamata “festa della mietitura”o “dei primi frutti”. Si celebrava il cinquantesimo giorno dopo la Pasqua in ringraziamento a Dio per i frutti della terra. In altri passi era nota come “festa dello Shavuot, cioè delle Settimane poiché cadeva sette settimane dopo la Pasqua. Presso gli ebrei indicava anche l’inizio della mietitura del grano. Ma, a poco a poco , gli Ebrei le diedero un significato nuovo tant’è che la Pentecoste divenne “il giorno del dono della Legge” e alla vigilia della festa a ogni israelita era fatto obbligo di passarlo a leggere la Legge. Tuttavia, la Pentecoste era una delle tre festività, dette Shalosh regalim, feste del pellegrinaggio a Gerusalemme di tutti gli uomini. Comportava l’astensione totale da qualsiasi lavoro, un pellegrinaggio a Gerusalemme di tutti gli uomini, un’adunanza sacra ‘asereth o ‘asartha e particolari sacrifici.

La Pentecoste cristiana viene celebrata già nel periodo apostolico .Tertulliano è il primo a parlarne, come di una festa ben definita, in onore dello Spirito Santo. Nell’iconografia descrittiva difficilmente Lo Spirito Santo è stato raffigurato sotto forma umana. Nell’Annunciazione e nel Battesimo di Gesù è presente sotto forma di colomba e nella Trasfigurazione come nube luminosa. Sebbene più volte preannunciato nei Vangeli da Gesù, è nel Nuovo Testamento che viene rivelata la personalità della divinità dello Spirito Santo.

 

Meglio non scordarlo

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Meglio non scordarlo che  oggi,  a Roma,  alla presenza del Presidente della Repubblica e delle alte cariche dello Stato, come  in tutti i capoluoghi di provincia nonché piccole città e pure paesini dove vivo si festeggia il 76° anniversario della Repubblica Italiana.  La celebrazione di questa ricorrenza tanto importante per la nazione in quanto con la scelta referendaria, per la prima volta in Italia a suffragio universale, cioè con accesso delle donne al voto,  rimarca: la fine di un periodo storico assai travagliato,  quello della monarchia e di sincrono  suggella l’inizio di un nuovo cammino storico-politico di vita comunitaria, importantissimo per l’Italia nondimeno per tutti noi ovviamente si svolge nella capitale. 

Il cerimoniale della festa repubblicana a Roma, di solito prevede che il presidente della Repubblica, attualmente Mattarella, insieme alle cariche basilari dello stato, camera e senato, e altri importanti funzionali allo svolgimento e protezione delle istituzioni, scortato dai corazzieri, per prima cosa si rechi all’Altare della Patria e ad honorem simbolica del sacrificio eroico di tante giovani vite, deponga una corona d’alloro al Milite Ignoto. Un momento veramente incisivo. Ritmato da un tripudio tricolore nel cielo. Un omaggio al valoroso della pattuglia acrobatica che sfrecciando in quel mare blu sopra Roma esalta ancor più il significato del gesto celebrativo. Deposta la corona d’alloro, per presenziare al seguito del cerimoniale, il Presidente della Repubblica, sempre scortato dai corazzieri a cavallo con tutto il seguito degli altri importanti personaggi convenuti, lascia l’altare della patria e giunge ai Fori Imperiali allorché è li che vi si svolge la grande parata militare. Negli ultimi anni un po’ semplificata per abbassare i costi, ma alcuni sostengono che  non sfilano più i mezzi corazzati per le vibrazioni dannose al contesto. Comunque,  con tutte le Forze Armate, le Forze di Polizia della Repubblica, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e della Croce Rossa Italiana, delegazioni militari dell’ONU, della NATO, dell’Unione Europea, la sfilata è sempre imponente. Quest’anno poi, arricchita, a testimonianza di gratitudine dell’impegno e il sacrificio profuso durante il covid, da un “esercito “di sindaci, di Medici e Infermieri, e dai cieli di tutti gli elicotteri dell’elisoccorso a lo è ancor di più. Chiaramente a sottolineare l’importanza dei festeggiamenti oltre un breve inciso del Presidente della Repubblica, prima e dopo la parata in pompa magna, è immancabile il  risonar dell’Inno di Mameli. Altrettanto immancabile e attesissima dal pubblico presente e non, l’esibizione spettacolare delle frecce tricolori. Cioè i 10 aerei che compongo la pattuglia acrobatica che rombando con perizia e coraggio spericolato nei cieli della capitale per tutta la sfilata,  regalano a tutti un emozione avvincente che aggiunge fama eroica e popolarità a questa ricorrenza sostanziale alla nostra storia collettiva. 

Naturalmente i festeggiamenti del 2 giugno per l’anniversario della Repubblica nel resto del paese sono  diversi da quelli della capitale e da luogo a luogo, in alcuni pomposo in altri anche spicciolo e sotto tono, ad ogni modo l’ essenziale è non farli svanire come tanti altri tradizionalmente popolari soppressi per cretineria o rinnegati per riformismo cattedratico.

In un piccolo paese, ad esempio quello dove vivo, per fortuna o forse consapevolezza  non lo è. Infatti dai balconi e finestre sventolano i tricolori e tutti partecipano alla cerimonietta in piazza con grande entusiasmo ed anche con un pizzico di voglia di ritrovarsi, magari anche per poi unirsi in baldorie mangerecce nei ristori apparecchiati dai soliti compaesani attrezzati per sagre e ritrovi sociali simili. Abitualmente la festa si apre con un dispiegamento dei notabili del posto col sindaco, il quale, dal centro della piazza traboccante di bandiere, dopo l’inno suonato dalla banda dei carabinieri e cantato a squarciagola dai presenti, fa un bel discorso di memoria su questo giorno che nel 1947 cambiò il di là da venire agli italiani. Soprattutto di contenuto significativo. Nello specifico ribadisce l’importanza di uno stato repubblicano nella elaborazione di una società moderna, democratica, espansiva di cultura, indipendenza e civiltà, accentuando, con un richiamo al valore che ha, il mantenere nella comunità vivo il pensiero costituzionale in specie della libertà. Concettualmente condivido sempre quasi tutto, anche se so che poi molto sarà disatteso, non tanto dal primo cittadino del paese quanto dal resto che staziona in altri sgabelli o su seggiolette ancor più comode della sua. Malgrado ciò, è e rimane un giorno fondamentale per gli italiani. Anzi è un’occasione speciale per rimembrare, che la Repubblica fondata sulla Costituzione di cui beneficiamo di pregi e difetti, discende da una eroica resistenza ad un guerra abominevole. Quindi,  è proprio meglio non scordarlo. Oggi come oggi, direi  indispensabile inciderlo nella mente e trasmettere ai giovani. 

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Buona serata di festa repubblicana a tutti!

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Qualche curiosità:

Sulla scheda referendaria l’opzione repubblicana, se mantenere la monarchia dei Savoia o instaurare la Repubblica ed eleggere l’Assemblea costituente che poi doveva scrivere una nuova Costituzione, era rappresentata dall’Italia ‘turrita’, che non fu più utilizzata.

Le donne in Italia sono ammesse ad esprimere il proprio parere con un voto solo dal 2 giugno 1947.

Il primo festeggiamento della Repubblica fu il 2 giugno 1947.

La giornata del 2 giugno fu dichiarata Festa nazionale nel 1949

La prima parata ai Fori Imperiali avvenne nel 1948.

Ogni anno, la parata viene dedicata ad una tematica.

L’entrata in vigore della costituzione italiana, nata dal voto e scritta dai costituenti eletti, risale al 1 gennaio 1948.

La giornata del 2 giugno fu dichiarata Festa nazionale nel 1949.

Proprio in quell’anno, nel rituale omaggio al milite ignoto, dopo la deposizione della corona dell’allora Presidente, le bandiere delle Forze Armate s’inchinarono al Capo dello Stato in quanto comandante supremo delle stesse, ripristinando nel cerimoniale una tradizione militare plurisecolare.

Nel 1976 la parata non ebbe luogo a causa del disastroso terremoto che colpì il Friuli.

Anche nel 2019-2020 la parata è stata sospesa.  Purtroppo stavolta  a causa della mondiale pandemia da covid.

Causa crisi economica e petrolifera che colpì l’Italia e tutta l’Europa dal 77 al 99, la festa della repubblica è stata mobile, cioè spostata alla prima domenica di giugno.

Purtroppo sospesa anche nel 2019-2020 causa la pandemia covid

Nel 2001, ritenendo la data fondamentale per l’Italia,  il 2 giugno è diventato nuovamente festivo, grazie al Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.

Il programma delle celebrazioni si articola su due giorni. Il 1° giugno, prevede al Palazzo del Quirinale, con un reparto di Corazzieri a cavallo il cambio solenne della Guardia, un concerto in onore del Corpo Diplomatico e il ricevimento serale nei Giardini del Quirinale. Il 2, al mattino l’omaggio al milite ignoto, la sfilata ai fori con la partecipazione delle autorità e del popolo, al pomeriggio i concerti delle bande militari  nei giardini del Quirinale.

Nell’anniversario della Repubblica Italiana, si può entrare gratuitamente nei musei e nei luoghi d’arte italiani.

Nel pomeriggio, della festa repubblicana i giardini del Quirinale,  animati dai concerti delle bande militari.sono aperti al pubblico. 

Nell’anniversario della Repubblica Italiana, si può entrare gratuitamente nei musei e nei luoghi d’arte italiani.

Grazie mamma

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Grazie mamma per avermi dato la vita. Grazie per avermi cullato con tenerezza, aver guidato i miei primi passi con calore e affetto. Grazie per avermi cresciuto con dolce fermezza, educato con generoso buonsenso, insegnato l’importanza della dignità in ogni circostanza dell’esistenza.

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Grazie mamma per i momenti di leggerezza che mi hai regalato e anche per quelli in cui mi hai rimproverato, asciugato le lacrime, stretto forte al tuo cuore, condiviso la gioia di un momento importante di giovane donna. Grazie per tutti i sacrifici per farmi studiare e garantirmi un futuro professionale. Grazie per avermi insegnato a lottare, a sorridere, a guardare all’essenziale da affrontare le difficoltà quotidiane con animo chiaro, accettare le sconfitte e sentirmi grata per le battaglie vinte.Grazie infinite mamma per avermi sorretto nei momenti cruciali della vita e donato un enorme patrimonio di fede e coraggio, sentimenti e speranza, socialità e riservatezza.

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Grazie per avermi aiutato a comprendere il valore dell’altruismo, della solidarietà, del rispetto, dell’autonomia e della libertà espressiva.

Soprattutto mamma grazie per l’immenso amore, la disponibilità, la radiosità, gli abbracci, le carezze, la delicatezza con cui in ogni istante della tua vita mi hai circondato. Grazie per tutte le attenzioni, i consigli, l’aiuto materiale e spirituale, le tenerissime gentilezze che con spontanea sincerità di donna entusiasta e mamma premurosa mi hai ricolmato e grazie perché anche da lassù continui a darmi e riempire di luce abbagliante ogni mia giornata.

Grazie mamma di esserci sempre con quella freschezza materna incondizionata.

 

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Per la cronaca:

Contrariamente a quel che si pensa le origini di questa festa delle mamme non è un usanza moderna legata al consumismo o alla legittimazione del ruolo di madre nella famiglia e la società, risalgono al periodo greco-romano allorquando si celebravano le divinità femminili simbolo di fertilità. Misconosciuta fino al medioevo, riprese a fiorire ma legata alla maternità della vergine Maria, di cui il popolo cristiano, già devotissimo, in un certo senso la considerava madre del Signore e di riflesso madre di tutti gli esseri umani.

La festa della mamma, si può dire più legata all’espressione profana, prese avvio nell’ottocento quando una donna americana e sua figlia, al termine della guerra civile,  iniziarono a organizzare picnic e raduni per facilitare l’amicizia tra mamme nordiste e sudiste. In seguito la cosa si estese e diventò molto popolare organizzare eventi e raduni di mamme, tant’è che il presidente Wilson nel 1914 formalizzò la questione istituendo un giorno dedicato alle mamme e stabilì che questo fosse la seconda domenica di Maggio. Pian piano l’iniziativa americana si propagò e in quasi tutto il mondo si iniziò nella stessa data a festeggiare la mamma. In Italia la festa della mamma iniziò a diffondersi solo dopo la seconda guerra mondiale, tuttavia, fino al 1959, rimase localizzata,in Umbria come festa dedicata alla Madonna e in Liguria come festa dei fiori, solo successivamente come festività dedicata alle mamme.

 

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