World’s Teacher Day

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Il World’s Teacher Day, istituito dall’UNESCO nel 1994. è il giorno dedicato a chi si occupa di istruzione e crescita formativa dei ragazzi con l’obiettivo fondamentale dei diritti e le responsabilità dei docenti su scala mondiale, nonchè suscitare riflessioni sulle sfide didattico-pedagociche che quotidianamente affrontano. Sfide veramente ostiche a cui, oggi come oggi, per vincerle ai docenti non basta passione, metodo e ottima preparazione nella materia di competenza, esigono tutto un complesso organizzativo e di conoscenze accessorie e talvolta, doti di abnegazione stoica. Ebbene si. Perchè se insegnare non è mai stato un “mestiere” facile, attualmente, per svariati motivi, è complicatissimo e, per non capitolare e condurre in porto il progetto formativo ed ottenere i risultati prefissi al singolo e al collettivo, ogni insegnante deve munirsi di una determinazione ferrea e una resistenza certosina. Quindi, ben venga una giornata celebrativa che accentra l’attenzione di studenti, genitori e società civile sugli insegnanti purchè non resti sterile come tante altre ma serva a sottolineare il delicato ruolo professionale che svolgono, l’importanza che rivestono sulla crescita dei giovani e il futuro generazionale di tutta la comunità. Il meno che nel World’s Teacher Day, si possa auspicare per questi operatori che sia un giorno efficace a farli ritornare protagonisti dei saperi e dell’educazione. Soprattutto a far comprendere che per agire al meglio in ambito educativo necessitano di solidarietà, stima, interazione, dialogo strutture e risorse adeguate ai fini e ai tempi, eliminare la precarietà e gli ammassi che non permettono una attenzione personalizzata ai discenti. Nondimeno di dignità. Ne hanno una necesssità vitale. Troppe viene oltraggiata in aula e fuori, troppe volte debbono subire attacchi assurdi e ricorrere al coraggio e al senso della responsabilità per continuare a svolgere la “missione di capitani” formativi della futura società.

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Un grandissimo augurio di malleabilità umana, sensibilità didattica e

veloce adattamento ai cambiamenti sociali a tutti gli insegnanti!

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scuola

per la cronaca:
La Festa delle insegnanti in Italia , Azerbaigian, Bulgaria, Camerun, Germania, Lituania, Paesi Bassi, Russia, Romania, Serbia e Regno Unito si festeggia il 5 ottobre.
Negli altri paesi ?
In Polonia il 14 ottobre. Brasile il 15 ottobre. L’Australia l’ultimo giovedì di ottobre. In Cina il 10 settembre a Taiwan il 28 settembre per commemorare la nascita di Confucio. In Argentina l’11 settembre, giorno della morte del grande propugnatore dell’istruzione pubblica Domingo Faustino Sarmiento. In India il 5 settembre, giorno di nascita di Sarvepalli Radhakrishnan. Repubblica Ceca e Slovacchia il 28 marzo, giorno della nascita di Jan Ámos Komenský , o Comenio considerato il padre dell’educazione moderna. Colombia, Corea del Sud e Messico il 15 maggio . Spagna il 29 gennaio. l’Albania il 7 marzo perché il 7 del 1887 nacque la prima scuola.

Natività della Piena di grazia

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In tutto il mondo l’8 Settembre e in particolare a Gerusalemme, si celebra la venuta al mondo della  Bambina piena di ogni grazia. Chi é? È Maria la santissima Vergine senza macchia originale, destinata a portare in grembo Gesù, il figlio di Dio oltreché personificare la donna del riscatto che  schiaccerà il capo al serpente, promessa all’umanità all’inizio dei tempi. Ovvio dire che la Sua venuta nella scena dell’uman viaggio terreno segna l’ istante in cui prende forma il grembo dell’incarnazione del Verbo, di Colui che da crocifisso delinea la “via nuova” della storia degli uomini, e, in sincrono vagisce la donna “ vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle“.

Eh si la bambina di cui la chiesa cattolica e quella ortodossa oggi celebrano la venuta al mondo è la madre del Cristo salvifico nonché la donna dell’apocalisse. Dunque La Maria della stirpe di Davide, nata per volere dell’Onnipotente dall’anziana e sterile Anna e dal devoto Gioacchino per realizzare il progetto di Dio e che pura e sacrale, fin dal primo istante di vita, corrispose con candida dedizione a tutti i benefici ultraterreni ed usò con umiltà le qualità che le erano state elargite. Perché Maria è nata pura e sacrale? Beh, era basilare alla dignità eccelsa a cui Dio l’aveva destinata! Quindi, a ben ragione che Dio, per assurgerLa ad astro nascente dell’infinità procellosa del mondo, preservasse la sua integrità, l’adornasse di virtù preziose e doti superiori a quelle delle altre creature. Tanto più che Maria, in quanto madre dell’Unigenito Figlio, oltre che essere la riparatrice dell’umanità prescelta ed eletta dal Padre era anche la designata avvocata di tutte le grazie elargite al mondo e la mediatrice di pace tra gli uomini e Dio.

Perché Dio scelse Maria, come madre di Suo figlio e donna del riscatto? Beh..il perché è e rimarrà sempre un mistero!

In conclusione la bambina di cui già dal IV sec. in specie in oriente, oggi si rammenta la nascita è anche l’immagine della nuova umanità che segue la Via del suo Figlio Divino in cui verità, amore, fede, e perdono sono pietre miliari del cammino. Ma …Ma come si sa ogni umano è libero di scegliere… in conseguenza infiniti sono i sentieri da imbroccare e facile per ognun smarrir la Via cardine .

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Per la cronaca:

La festa liturgica della nascita della Beata Vergine Maria, ufficialmente fu introdotta dal papa Sergio I.

Insieme a Gesù e Giovanni battista è l’unica di cui si celebra nascita e morte.

Non sono i Vangeli canonici ma è il Protovangelo di Giacomo che racconta la nascita di Maria.

L’infiorata

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L’ infiorata, è una visione magica di solarità, bellezza, estro e splendore di infinite sfumature policromiche che te la porti dentro tutta la vita. Te la porti dentro perché è la gioia creativa conviviale e multicolore che sparge, riempe e tappezza strade e piazze di petali di rose, giglio, lillà, papaveri, fiordalisi ginestra, sambuco, margherite, calendula, orchidea selvatica, e di qualsiasi elemento naturale reperibile nel circostante che ispira e stuzzica la fantasia decorativa di improvvisati artisti o serve a provetti maestri dell’arte infiorante a dare un tocco di raffinata originalità alle composizioni o a sottolineare la propria capacità immaginativa. Perché è un insieme stupefacente di sacrale glorificazione popolare, di rito animico collettivo che con fiori del territorio, foglie, cortecce, terre, semi aromatiche e quant’altro suggerisce l’ispirazione crea “quadri” compone storie, raffigura, esprime, narra, trasmette. Perché è condivisione di ideali, testimonianza di fede, partecipazione, convinzione dai gesti semplici, variopinti e dai profumi intensi che ti penetrano fin nell’animo e non ti lasciano più. E si, l’infiorata è una visione sorprendente di capolavori floreali che non ti lascia e non ti abbandona e ogni anno, in questo periodo, si rinnova con tutta la sua forza . Si rinnova e ritporta in mente ogni dettaglio, ogni emozione vissuta prima partecipando al tappezio infiorante di strade e vicoletti del tuo paese, poi girando per piazze, strade e stradine dei paesi infiorati per ammirare l’inventiva policroma, scoprire tradizioni, gustare la festosità, lasciarsi invadere dal fascino espressivo di una comunità.

Perché si rinnova? Perché di solito nella prima metà di giugno cade la celebrazione del Santissimo Sacramento, o festa del Corpus Domini.

Che centra? Centra perché l’infiorata è il suggestivo scenario realizzato per fede popolare laudativa al passaggio dell’Ostensorio, contenente il Corpo di Cristo, nelle strade del paese. Cioè è un tappeto floreale di accoglienza e popolare glorificazione di Cristo, lungo quanto il percorso della processione. Per meglio dire,  simbolicamente è  un atto di fede festosa in onore di Cristo,  a “quel Cristo “eroe” che da divino si è fatto uomo e ha sconfitto la morte e che  cammina” per le strade della vita degli uomini” e come un eroe vincitore tutto il paese  onora il passaggio con sventolio di drappi ricamati e infiorando strade, finestre balconi.

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Purtroppo, negli ultimi due anni non ho potuto godere dal vivo di questo meraviglioso evento, spero nell’anno prossimo…intanto lo rivivo con la forza impressa  in occhi e cuore  dal tempo.

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Per la cronaca:

L’usanza di creare quadri per mezzo di fiori si pensa risalgono al il 29 giugno 1625 allorquando il responsabile della Floreria vaticana Benedetto Drei e suo figlio Pietro pensarono di usare fiori frondati e minuzzati per creare un opera simile ai mosaici per la festa dei santi patroni di Roma. Ma alcuni raccontano che durante il trasporto delle reliquie di Pietro da Praga da Bolsena a Orvieto, gli abitanti dei paesi in cui passava la processione gettassero petali di fiori sulle strade in segno di omaggio e da li l’usanza di infiorare le vie del paese in cui passava la processione del Corpus Domini. Per altri invece la tradizione dell’infiorata sembra derivi dagli abitanti di Genzano allorchè nel 1782 coprirono, a mo di tappeto, la via in cui passava la processione dell’ostensorio con quadri floreali . Tuttavia l’ infiorata di Spello, uno dei tanti bellissimi borghi collinari dell’umbria , è testimoniata fin dal 1602. Detto ciò, un dato certo della tradizione dell’infiorata è che col passare dei secoli, la gente dei paesi, non si è limitata a cospargere il tragitto della processione di petali e corolle, l’ha trasformata in una carrellata tappezzante ogni angolo, via, piazza, borgo o paese di quadri colorati a tematica variegata, religiosa e non, sempre più artisticamente pregevoli, sempre più originali e raffinati nell’esecuzione ma imperiosamente utilizzando sostanze naturali da renderli un tripudio di luce, colori e calore attrattivo indimenticabile.

A conclusione, l’infiorata famosissima in tutto il mondo, non è altro che una forma di inclusiva devozione popolare, dai profumi inebrianti, i colori avvolgenti, fortemente  intrisa di folclore e infinite sfumature iconiche, organizzata da centinaia di anni soprattutto nelle regioni dell’italia centrale. 

…..sopra Particolare di una scena dell’infiorata di Spello

Ascesa di Gesù al cielo

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L’Ascesa di Gesù al cielo, o,  per comune dire, L’Ascensione, si riferisce al momento in cui il figlio di Dio, Gesù di Nazareth, quaranta giorni dopo la Sua Risurrezione si eleva dalla terra, sale in cielo e si asside alla destra del Padre.

Come si sa?  E’ narrato:

” alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato verso il cielo. Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.” 

“Egli  si mostrò ad essi  vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio” …” Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n’andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: “Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo”

“Stefano, pieno di Spirito Santo, fissando gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla sua destra e disse: “Ecco, io contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio” atti 7,55

Dunque? Dunque l’Ascensione è un avvenimento storico-trascendente che rappresenta il compimento definitivo della missione umana di Gesù, in quanto di fatto Egli si congeda dai discepoli e dal mondo per tornare al padre e ritornare alla fine dei tempi.

Ma…ma come ha ben detto l’emerito papa J. R. l’ascesa al cielo di Gesù è qualcosa in più di una conclusione di vita terrena:

“L’Ascensione conclude il periodo delle apparizioni di Gesù dopo la risurrezione. Nel vangelo di Luca, Gesù si stacca dai suoi discepoli mentre li benedice: il gesto significa che Egli, andandosene, apre il mondo a Dio. Nell’occasione, Gesù non compie fisicamente un viaggio verso una zona lontana del cosmo, ma entra nella piena comunione con Dio. Anche se non è più fisicamente visibile, Gesù rimane comunque presente nel mondo in modo nuovo, grazie al potere di Dio che supera le limitazioni della spazialità; i discepoli ne sono consapevoli ed è per questo che non si rattristano, ma sono pieni di gioia”

Quindi la “salita” al cielo di Gesù che oggi si celebra con grande solennità è una festività di glorificazione e riconoscimento del Divino sull’umano,  ma anche un momento di  riflessione di fede e speranza  da vivere con immensa gioia.

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Felice giornata di “ascesa” di viaggio spirituale a tutti!

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La Domenica Santa

Giorno conclusivo della storia Salvifica di Cristo: La Resurrezione

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 La Domenica Santa dell’annuncio, della buona notizia: 

“Ho visto il Signore!”

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Gesù è risorto.

E’ il Giorno della vita, del riscatto, della gioia

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È il giorno della Vittoria del  Signore,  definitiva, sul peccato e sulla morte.

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Malgrado le difficoltà, dovute all’attuale situazione un augurio di cuore a tutti per una SANTA PASQUA in luce di sereno spirito di festa.

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 Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra.

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Il Trudio Santo

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Cos’è il truido Santo? lI triduo Santo o triduo Sacro è l’essenza della fede, il cuore del cammino cristiano in quanto fa memoria degli eventi del Mistero pasquale di Cristo. Cioè, la liturgia centocristica rievoca gli ultimi giorni di Gesù in terra e in attinenza celebra l’istituzione dell’eucaristia, del sacerdozio ministeriale, del comandamento dell’amore fraterno, la passione, la morte, la discesa “agli inferi” e la resurrezione di Cristo.

Ufficialmente i riti del Triduo Santo iniziano con la Messa in Coena Domini del Giovedì Santo e terminano la domenica della Santa Pasqua. Tuttavia, al mattino del giovedì Santo , per sottolineare che la sorgente salvifica di ogni sacramento scaturisce dal mistero pasquale di Cristo, i vescovi celebrano la Messa crismale in cui benedicono l’olio, ovvero il sacro crisma che durante l’anno si utilizza proprio al momento di impartire i sacramenti di battesimo, confermazione e ordinazione sacerdotale nonché per l’unzione degli infermi.

Tradizionalmente questo primo giorno di triduo si considera giorno del dono, dell’umiltà, della scelta: Del dono. Se stesso a salvezza dell’umanità. Dell’umiltà.   Gesù lava i piedi dei suoi apostoli. Della scelta. Fare la volontà del Padre.

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Come su accennato, i riti del Triduo iniziano con la Messa vespertina del giovedì santo il cui cerimoniale liturgico ricorda l’ultima cena del Signore” con i suoi discepoli :

Quando fu l’ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse: “Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, poiché vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio”. E preso un calice, rese grazie e disse: “Prendetelo e distribuitelo tra voi, poiché vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non venga il regno di Dio”. Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me”. Allo stesso modo dopo aver cenato, prese il calice dicendo: “Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi”.

I Giudei si misero a discutere fra loro: “Come può costui darci la sua carne da mangiare?”

Gesù disse loro: “In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno” Gv 6,52-58.

e il suggestivo rito della “lavanda dei piedi“.

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Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: “Signore, tu lavi i piedi a me?”. Rispose Gesù: “Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo”. Gli disse Pietro: “Tu non mi laverai i piedi in eterno!.”

Gli rispose Gesù: “Se non ti laverò, non avrai parte con me”. Gli disse Simon Pietro: “Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!”. Soggiunse Gesù: “Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti”. Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: “Non tutti siete puri”.Quando ebbe lavato loro ipiedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: “Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi”. Gv 13, 1-15

Dopo aver detto queste cose, Gesù uscì con i suoi discepoli al di là del torrente Cedron, dove c’era un giardino, nel quale entrò con i suoi discepoli. Anche Giuda, il traditore, conosceva quel luogo, perché Gesù spesso si era trovato là con i suoi discepoli. “Anche i discepoli lo seguirono.

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Giunto sul luogo, disse loro: “Pregate, per non entrare in tentazione”. Poi si allontanò da loro quasi un tiro di sasso e, inginocchiatosi, pregava: “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà” GV 18, 1,2; Lc 22,39,40.

Gli apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo. In preda all’angoscia, pregava più intensamente; e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra.

Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza. E disse loro: “Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione”.Lc 22,39-46

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Caratteristica delle celebrazioni del Triduo è  l’organizzazione, come un’unica liturgia, tant’è che la Messa in Coena Domini non termina con l’ite missa est ”la Messa è finita”, bensì si conclude col silenzio, in  adorazione eucaristica. Un momento di raccoglimento spirituale di grande significato e rispetto che vivifica l’agonia di Gesù in preghiera col Padre nell’orto dei Getsemani.
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In questo giorno del triduo pasquale, come ha detto papa Benedetto XVI: “GESÙ, SOLO E TRISTE, SOFFRE E GOCCE DEL SUO SANGUE BAGNANO LA TERRA. “

BYDIF continua ….

Il Venerdì Santo, secondo giorno del triduo è il giorno della via dolorosa. Il giorno della via crucis in cui ogni “azione liturgica” è volta a rievocare la Passione e morte di Gesù. Scandisce il dramma umano che va dal tradimento,

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alle accuse, le sofferenze corporali e morali, le umiliazioni,

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la condanna, la salita al golgota, la crocefissione,

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trapasso e deposizione.

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Cristo crocifisso e le sue sofferenze sono il fulcro del memoriale del mistero salvifico e per consuetudine Il venerdì Santo, non si celebra l’Eucaristia e si “mutano” le campane. Cioè dal Gloria della messa del Giovedì non si suonano, devono stare in liturgico silenzio; rintoccheranno festose al momento della resurrezione ; anticamente il Venerdì e il Sabato Santo anche gli strumenti musicali dovevano tacere. Da sempre èanche giorno di penitenza, digiuno e astinenza.

Tradizionalmente definito il Giorno del sacrificio, della misericordia, del perdono.

Sacrificio:

se voi amate soltanto quelli che vi amano, che merito avete? Anche i malvagi si comportano così!” Mt 5,46.

Misericordia:

Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto”. Gv 19,37.

perdono:

Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno” Lc 23,34.

A concludere il giorno del sacrificio, della vita per amore sconfinato il silenzio, la veglia, l’adorazione spirituale.er 124

Il Sabato Santo, memora il giorno della sepoltura di Gesù. Il giorno in cui Gesù scende agli inferi per liberare le anime dei giusti e degli avi.

Per tradizione è a-liturgico, cioè privo di liturgie. Non si compie nessuna celebrazione:

Oggi sulla terra c’è grande silenzio, gran silenzio e solitudine “.

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Questo terzo giorno del triduo in cui tutto si è compiuto secondo la “parola” è il giorno dell’assoluto,  del mistero, della riflessione. Ma è anche il sabato di Maria, la madre divina addolorata, in lacrime che vive l’attesa con forza d’animo e sorregge la speranza dei “figli” disorientati della promessa  divina che riporta la vita.

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A sera,  “la madre di tutte le Veglie“. La grande veglia della attesa carica di speranza del giorno più sacro, quello del “Resurrexit et adhuc tecum sum”

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Le celebrazioni del triduo sono la radice dei misteri della fede in Gesù Cristo, morto e risorto per la salvezza dell’umanità. Auguro a tutti di viverlo con serena fede che a questo triste momento di sicuro c’è “resurrezione”!

ByDif continua…

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Passion Domine

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“Quando fu annunziato
che Gesù veniva a Gerusalemme,
il popolo uscì per andargli incontro;
agitava rami di palma e acclamava:
Osanna nell’alto dei cieli”

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Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, esultando, cominciò a lodare Dio a gran voce, per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo:
«Benedetto colui che viene,
il re, nel nome del Signore.
Pace in cielo
e gloria nel più alto dei cieli”

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Quando fu vicino, alla vista della città, pianse su di essa, dicendo: “Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace. Ma ormai è stata nascosta ai tuoi occhi. Giorni verranno per te in cui i tuoi nemici ti cingeranno di trincee, ti circonderanno e ti stringeranno da ogni parte; abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata”

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“Via via che egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada. “

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Quelli poi che andavano innanzi, e quelli che venivano dietro gridavano:
Osanna!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
Benedetto il regno che viene, del nostro padre Davide!
Osanna nel più alto dei cieli!

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Mentre egli entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: “Chi è costui?». E la folla rispondeva: “Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea”.

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.”Alcuni farisei tra la folla gli dissero: “Maestro, rimprovera i tuoi discepoli”. Ma egli rispose: “Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre”.

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Con la Passione Domine, o Domenica delle Palme, è iniziata l’ultima settimana del cammino umano di Gesù su questa terra che va dal trionfo alla sconfitta. Chiaramente una sconfitta apparente!

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per la cronaca:

-la Domenica delle Palme, ricorda l’entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme ed è riportata da tutti e 4 gli evangelisti Luca, Giovanni, Marco, Matteo.
-La parola “osanna”, in ebraico ” Hoshana”, significa “salva!”. Poichè era costume gridarla al passaggio del re per chiedere il suo aiuto in caso di necessità, il popolo usò tale espressione per acclamare Gesù di Nazaret, al suo ” ingresso” nella città di Gerusalemme. In seguito, osanna è diventato un modo collettivo di consenso entusiasta a Dio.

-La celebrazione delle palme viene fissata in base alla prima luna piena successiva all’equinozio di primavera.

-L’episodio evangelico delle “palme” rimanda sia alla celebrazione ebraica di Sukkot, ovvero la “festa delle Capanne”, in occasione della quale numerosi fedeli arrivavano in pellegrinaggio a Gerusalemme per rievocare la liberazione dall’Egitto e i quarant’anni vissuti in capanne e tende, dopo il passaggio del mar Rosso, sia al Messia atteso che secondo la tradizione si sarebbe manifestato proprio durante questa festività

-In tale festa ciascuno fedele portava in mano e sventolava il lulav, un piccolo mazzetto composto dai rami di tre alberi : la palma, simbolo della fede, il mirto, simbolo della preghiera che s’innalza al cielo, il salice, quale riferimento ai fedeli, in silenzio di fronte a Dio. Legati insieme con un filo d’erba, quasi sempre al centro veniva posto l’etrog, una specie di cedro a mo’ di buon frutto di Israele per il mondo.

-La data della Pasqua ovvero il giorno della resurrezione di Cristo per i cattolici oscilla tra il 22 marzo e il 25 aprile.
-Per gli ortodossi invece tra il 4 aprile e l’8 maggio, in quanto utilizzano il calendario giuliano e non quello gregoriano come i protestanti e i cattolici .

Arriva il bufalotto!

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Eh, si, con la luna nuova di stasera 11 febbraio, arriva il bufalotto, ovvero l’animaletto celeste che per credenza legata a Budda, in Cina e vari paesi orientali, incarna l’anno 2021 e in conseguenza fino al 31 gennaio 2022 governa e determina la sorte terra a terra.

Che anno auspica?

Beh, come gli altri 11 animaletti dello zodiaco cinese che ogni anno si avvicendano a guida della sorte, vaticina secondo le peculiarità di cui è dotato!

Sarebbe? Sarebbe che gli avvenimenti annuali saranno espressione della natura, categoria ed elemento del bufalotto. Vale a dire?

Vale a dire che…

in base alla natura: raziocinio, lavoro, metodo, praticità, concretezza, conservazione e tradizione saranno la cifra distintiva di qualsiasi attività o evento in terra.

per categoria, yin, femminile, lunare, ricettiva, di forza emotiva passiva: sentimenti, fecondità, armonia, introspezione, mutevolezza, discrezione saranno pulsioni e fulcro di fatti collegati. .

per elemento connesso al metallo, talune qualità come magnetismo, indipendenza, ambizione, tenacia, inflessibilità, fermezza avranno un ruolo di imput per azioni e reazioni di sviluppo e evoluzione.

Al dunque che anno prospetta?

Sinteticamente il bufalotto indica un anno di fertile prosperità e riscatto, bensì frutto di costante onesto lavoro, riflessione intelligente, quieta praticità e senso di ostinata sopportazione dei momenti difficili. Un anno di supporto al risanamento psico/fisico, di favore a svolte, personali e professionali, positive. A livello globale, emblematico di saggezza, armonia ed equilibrio, effonderà sentimenti più di calma e distensione che di belligeranza armata, da così spegnere sul nascere sfide belliche o comunque render difficile intenzioni di perseguire strade improntate alla violenza, all’attacco aggressivo, la lotta armata.

In particolare?

Beh, non è un animaletto che ama stravolgimenti, voli pindarici, bizzarrie, innovazioni, predilige il ragionare quieto e ponderato, i progetti concreti a breve o medio termine, l’azione costante, la riuscita meritata. Quindi dal bufalotto non v’è da aspettarsi facilitazioni, fortuna o comunque qualcosa che all’improvviso cade dal cielo e toglie le castagne dal fuoco. Anzi contare o affidarsi alla buona sorte come risorsa risolutrice alle contingenze che assillano, pubblico e privato, può rivelarsi un atteggiamento attendista pericoloso. Di fatto presagia un anno in cui ogni risultato ambito, individuale o collettivo, lo si consegue attraverso un paziente e consapevole sforzo fisico e mentale. Per meglio dire, un anno i cui risultati di progetti e mire, in ogni settore, possono essere concretamente notevoli ma raggiunti solo attraverso l’impegno serio e costante, e a volte pure silente e non confortato da immediate gratificazioni riconoscenti. Chiaramente il secondo animaletto del “cielo” cinese, messaggia che nel 2021 in qualunque ambito il successo arride laddove responsabilità, disciplina, iniziativa, onesta applicazione, rispetto a tutto ciò che è tradizione e spirito di conservazione è principio e fondamento di dialogo, collaborazione, azione pratica. Per cui, di norma è premiante, puntare i piedi in terra, concentrarsi sullalla realtà presente e dove si intravede la possibilità di vincere, o ottenere il massimo desiderato, lottare estenuamente per ottenerlo. Viceversa è regola antifallimento abbandonare illusioni di facile riuscita, sperare in scorciatoie, crogiolarsi in pigrizie.

Specificatamente quello del bufalotto è un anno di attiva energia fisica e mentale, stimolante l’abilità operativa accentrata al conseguimento concreto di obiettivi e progetti personali ambiziosi, nonché di vantaggio economico. Pertanto promozionale al convinto valore individuale nelle scelte lavorative programmatiche, utili al progressivo sviluppo dello status quo con garanzia di conquista dell’autonomia finanziaria. Contestualmente, in tutte le professioni, siano pubbliche o private, aumenta la consapevole responsabilità, la costante applicazione, la fermezza nel proporre le idee personali e il battersi con eloquenza brillante per affermare i propri punti di vista, a volte anche in toni accesi e qualora vi sia convincimento di ostacoli pregiudiziali pure con modi violenti. Ovviamente essendo un animaletto improntato a privilegiare la concretezza, incrementare input di attiva fattività pratica, in campo socio-sentimentale non promette strabilianti emozioni o fulminie attrazioni per tematiche o persone che possono coinvolgere e stravolgere la vita.Tuttavia, in particolari circostanze, data la sensibilità emotiva in incontri di singoli o gruppi può intercettare esigenze affettive e delineare considerazioni da produrre cambiamenti d’interazione sostanziali, nei soggetti maschili in senso protettivo, in quelli femminili di intimo attaccamento. Comunque, essenzialmente, orienta a migliorare il confronto interpersonale, agevola la ristrutturazione delle situazioni socio-familiari complicate. Inoltre, favorisce l’amicizia per affinità spirituale, l’intesa fra partner, mantiene in buona armonia i rapporti solidi, aiuta a trovare soluzioni concilianti per stabilizzare quelli precari. Nondimeno, in soggetti particolarmente vulnerabili, ricettivi al sodalizio, può sollevare diffidenze e accese discussioni, indurre reazioni contrarie a calma e logica con affrettate conclusioni di reciproci isolamenti. Nel complesso il bufalotto presagia un anno di allontanamento da gravi crisi e spettri di default finanziari, di lenta e progressiva ripresa di introiti per quasi tutti. Sicuramente un anno migliore, del precedente retto dal Topo che purtroppo, tra le tante buone prerogative da mettere a sorte ha scelto quella più nefasta.

Vabbè ma singolarmente che dice?

Dice che per tutti gli “animaletti” zodiacali, cioè topo, bue, tigre, coniglio o gatto, drago, serpente, cavallo, capra, scimmia, gallo, cane, cinghiale o maialetto, c’è un cambiamento positivo, in specie per quelli che hanno problemi di lavoro e soldi.

In dettaglio per gli animaletti? Nel prossimo post!

bufalo

Intanto col Bufalotto a tutti Happy New Year!

bydif

Cantastorie

cantastorie

stornellata de’ appolitica

L’appolitica l’è na cosa
che te canta una storia
e affà un’altra cosa
se ie te provi a contestà
te addice che nun se fa
addevi ammollà
e allascialla allavorà
se nun te avvoi dannà
se approvi a dì
che te attradì
te arrisponde nun è accosì
e attu volgo no poi accapì
l’appolitica nun è vangà
è na tattica de aggovernà
de anteragì co avversari
co frammischi e avvocaboli
e addecide pe i popolani
se avvoi accapì…
l’appolitica l’è n’arte
de aggorgheggià na storia
e pe potere affà un’altra cosa.

er politic 1

stornellata  de’ farlocchi

i appolitici farlocchi
se arriconoscono a vista d’occhi
accome fossero strangozzi
ammollati nello sugo
ca’ s’arruotano a fanfarozzo
e anvitano le ganasce
a magnà a sbrodalozzo
pe’ sollazzo de pataracchio
su a blusa accandidata
e straluno de lo popolo
che allovora allavora
e se strapinazza
pe appotè arriempi la panza
appoia ammiserello
ie attocca ammasticà
lo avanzo assudiciato
de appolitica farlocchia
addelegata da su allocco
udite udite
pe arriempì la su panza

er politic 2

Stornellata de cialtrone

lo appolitico cialtrone
ha li occhi a salvagente
la bocca a stornella
lu naso a ciambella
magna a ufo e ie strimpella
cheie assà assà
eie affa e affa
ammentre se trastulla
se gingilla se agghinda
e s’ arruota su assedia
come ie fosse na forcella
da acconcià la capitozza
a arresiste a li avventi
pe aggodesse lo briccone
lo fannullo su balcone
a scapitozzo de affatiche
de allacrime e de angustie
de no popolo secchione
gaglioffato da su esibizioni
co stornelli e appantomime
udite udite
cheio avrebbe assai assai
allavorato da affallo
arriposà su no soffice sofà.

cantastorie - Copia

bydif

E’ nato!

2

Esultate
gente d’ogni dove
Esultate
gente d’ogni colore
Esultate
dal profondo del cuore
E’ nato,
il divin bambino
luce
d’uman cammino
speranza
d’ogni rinascita
Esultate
gente d’ogni razza
E’ nato,
il verbo Salvatore
il Bambinello immolato
al mondo peccatore
Esultate
è arrivato
con la grande stella
a portare
amore su tutta la terra
effonder
perdono e salvezza
all’uomo meschino
Gioite
gente del creato
E’ nato,
lo sconfinato
è nato
Colui che fu
Che E’
Che sarà
Alleluia, alleluia, umanità
nella notte buia
è nato
Gesù
è venuto
a illuminar la vita
Esultate
gente d’ogni dove
e nel perdono amate

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Buon Santo Natale a tutti!

bydif