Quella sera

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Danzava il mare quella sera. Non so se un tango, samba o valzer. So che si muoveva a ritmo scatenato e tutto l’intorno fissava quel suo danzare ammaliato. Nulla si muoveva ma tutto avvolgeva. Tutto dilavata i sensi tanto da farli vibrare all’unisono col silenzio. Non un silenzio muto. Una corale sinfonia di lemmi. Un sincrono di inespressi liberatati da quel mare sbrigliato. La musica fluiva, scendeva, roteava, inglobava, risaliva leggera, si perdeva nel luccichio dorato d’un sole rosso aggrovigliato sulle immobili conchiglie bianche il cui biancore affiorava tra quella spuma scatenata e l’una dopo l’altra a ritmo trascinava sulla rena ancor arroventata e restavan li aggraziate da sembrare luccicanti perle in attesa d’esser raccolte e aggregate.

Danzava il mare quella sera. Danzava mosso da quelle note che misteriosamente scivolavano dall’etere, penetravano gli abissi, risalivano e onda su onda in un luccichio policromo come sirene incantatrici libravan sull’acque un sincronizzato di magica armonia, talmente avvincente da eclissar in quei movimenti qualunque pensiero d’ira e melancolia. In un trionfo di luce, colori, sonorità e movimenti travolgenti quella sera il mare danzava e tutto dal profondo liberava. La mia anima sedotta e affascinata da quella atmosfera assecondava quei suoi movimenti ora lenti ora frenetici con un eccitazione da aver l’impressione d’esser catapultata in un universo di ribellione alla staticità animica per assorbire un energia stupefacente da tuffarsi gioiosa in nuove sfrenate emozioni.

Poi il vento si fermò, la luna prese a lampeggiare, la melodia a scemar, le nubi a costellar l’orizzonte, le acque a contorcersi in riflessi rosso-violacei, la sabbia come una dama schiva di nero si velò, il silenzio come un mantra di piombò calò e la magia di quella atmosfera corale sparì.

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Danzava il mare quella sera o forse a distanza d’anni lo sciabordio dell’oceano in quella spiaggia deserta con te accanto a me pareva.

ByDif

 

Grazie mamma

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Grazie mamma per avermi dato la vita. Grazie per avermi cullato con tenerezza, aver guidato i miei primi passi con calore e affetto. Grazie per avermi cresciuto con dolce fermezza, educato con generoso buonsenso, insegnato l’importanza della dignità in ogni circostanza dell’esistenza.

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Grazie mamma per i momenti di leggerezza che mi hai regalato e anche per quelli in cui mi hai rimproverato, asciugato le lacrime, stretto forte al tuo cuore, condiviso la gioia di un momento importante di giovane donna. Grazie per tutti i sacrifici per farmi studiare e garantirmi un futuro professionale. Grazie per avermi insegnato a lottare, a sorridere, a guardare all’essenziale da affrontare le difficoltà quotidiane con animo chiaro, accettare le sconfitte e sentirmi grata per le battaglie vinte.Grazie infinite mamma per avermi sorretto nei momenti cruciali della vita e donato un enorme patrimonio di fede e coraggio, sentimenti e speranza, socialità e riservatezza.

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Grazie per avermi aiutato a comprendere il valore dell’altruismo, della solidarietà, del rispetto, dell’autonomia e della libertà espressiva.

Soprattutto mamma grazie per l’immenso amore, la disponibilità, la radiosità, gli abbracci, le carezze, la delicatezza con cui in ogni istante della tua vita mi hai circondato. Grazie per tutte le attenzioni, i consigli, l’aiuto materiale e spirituale, le tenerissime gentilezze che con spontanea sincerità di donna entusiasta e mamma premurosa mi hai ricolmato e grazie perché anche da lassù continui a darmi e riempire di luce abbagliante ogni mia giornata.

Grazie mamma di esserci sempre con quella freschezza materna incondizionata.

 

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BYDIF

Per la cronaca:

Contrariamente a quel che si pensa le origini di questa festa delle mamme non è un usanza moderna legata al consumismo o alla legittimazione del ruolo di madre nella famiglia e la società, risalgono al periodo greco-romano allorquando si celebravano le divinità femminili simbolo di fertilità. Misconosciuta fino al medioevo, riprese a fiorire ma legata alla maternità della vergine Maria, di cui il popolo cristiano, già devotissimo, in un certo senso la considerava madre del Signore e di riflesso madre di tutti gli esseri umani.

La festa della mamma, si può dire più legata all’espressione profana, prese avvio nell’ottocento quando una donna americana e sua figlia, al termine della guerra civile,  iniziarono a organizzare picnic e raduni per facilitare l’amicizia tra mamme nordiste e sudiste. In seguito la cosa si estese e diventò molto popolare organizzare eventi e raduni di mamme, tant’è che il presidente Wilson nel 1914 formalizzò la questione istituendo un giorno dedicato alle mamme e stabilì che questo fosse la seconda domenica di Maggio. Pian piano l’iniziativa americana si propagò e in quasi tutto il mondo si iniziò nella stessa data a festeggiare la mamma. In Italia la festa della mamma iniziò a diffondersi solo dopo la seconda guerra mondiale, tuttavia, fino al 1959, rimase localizzata,in Umbria come festa dedicata alla Madonna e in Liguria come festa dei fiori, solo successivamente come festività dedicata alle mamme.

 

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Mura

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Dividiamo lo stesso cielo

La terra su cui ormeggiamo

Vaghiamo col pensiero

Ci immaginiamo

Ma ..non ci vediamo

Percepiamo il respiro

L’energia esaltante

La passione ardente

Ma…non ci vediamo

Sentiamo il vento

I bisbigli dei fiori

I granelli di sabbia

L’arsura del deserto

Il bollore del cuore

Ma..non ci vediamo

Avvertiamo i passi

Il fruscio dei sogni

Lo sciacquio del mare

L’eco dei sospiri

I gemiti del pianto

Il cigolio dell’altalena

Ma…non ci vediamo

Cinto da mura è lo sguardo

Solo l’anima trasvola

e.r.

page occhi

 A volte capita anche senza senza volere di mettere delle barriere tra noi e gli altri da non riuscire a vederli neppure se ci sbattiamo violentemente contro.

Bydif

Sconquasso

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FUGGE VELOCE NEL PENSIERO

SCONQUASSO

FOLLIA LUSSURIOSA D’ UN ATTIMO

LUSINGA DI SCONFINATO AMORE

URLA

ALLA LUCE CON L’ENERGIA ASSIDERATA

SENZA SGUARDO VOLGERE

ALL’OMBRA CHE TRAVALCA I CONFINI

TALLONA IMPASSIBILE IL BALENIO

FOGNANTE

MODULATO IN SIMBIOSI AL DISEGNO

TRACCIATO

INTERCONNESSO A SEQUENZE FALLACI

SFUGGENTI

ALL’ORDINE TEMPORALE ESPLORATO

FIN QUANDO ALL’ORIZZONTE

COMPARE UN FANCIULLO SPENSIERATO

 IGNORA l’ ATTIMO VUOTO

C’OSCURA IL DISCO LUMINOSO

DEL TRANSITO PROVVISORIO

E GIOCA CON LA VITA

E:R:

rebus cromatico

bydif

Oggi non ho…

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Oggi non ho voglia di andare in piazza

non serve a salvarti la vita

a liberarti da botte, insulti, umiliazioni,

sopraffazioni psicologiche.

uscire dai tunnel lugubri

di una vita quotidiana infernale

nemmeno a cambiare e far cambiare

i concetti malati dell’uomo

che fissando i tuoi occhi

ha promesso di amarti e onorarti

tutti i giorni della sua vita

o quelli del compagno a cui l’essere tuo

hai spontaneamente affidato.

Oggi non ho voglia di coprire i lividi

con rose mimose e ciarle passeggere

Ho voglia di scacciare ogni discromia

che fa andare a zig zag per la via

ascoltare il rumore del mare,

nutrirmi di aria pungente

che morde il viso e muove le gambe

guardare le galassie, urlare a più non posso

correre, correre

con tutti i miei spiriti bollenti di ardore e passione

afferrare l’alito gentile che sfiora la mente

libera il cuore oppresso.

Oggi ho solo avidità di esserci.

Esser una universale femme, frau, zinka

girl, woman ribelle a suggestive evocazioni.

Una libera donna da qualunquiste distinzioni.

È impegnativo.

Si, è impegnativo essere donna ma…

meraviglioso!

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Lieto woman day!

bydif

é Natale

32 E' natale...

In questo Santo giorno della Cristianità dal profondo del cuore

Auguro a tutti di andare oltre i loro “recinti” e di passare un Natale  di eguaglianza, perdono e fratellanza

di oltrepassare paure insofferenza e pregiudizi

avere in cuore coraggio fede e comprensione umana

soprattutto  a ogni giovane e non auspico che sia un Natale di risveglio e di inizio a un cammino esistenziale  nella luce di verità !

by dif

Chi sa dove sta

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Chi sa dove sta giacché…

In tutto il baglior d’ allettar gaudente tutto c’è, tutto trovi e…e se di poco ti contenti anche a prezzi buoni, bensì…

Bensì, se sei sofistico e vai cercando quel riscaldo d’animo che t’ avvolge di luce viva, traina nel sentir dell’immenso, sommerge d’ amor stellare rende lieve come piuma e beato come un bimbo cullato dalla sua dolce mamma… embè….

Embè ti poi incaponi a girà e rigirà, mirà e rimirà, spostarti nei mercatini d’ogni città e pure oltralpe sconfinà, non lo scovi.

Non lo scovi manco se vai a cercarlo sui monti ymalai, negli sprofondi degli oceani o su le dune a setaccià gli aggranelli delle secche terre.

E Manco lo scovi se oltrepassi le nuvolaie dei ghiacci, guizzi sui spazial razzi o vai a suonà i social campanelli uno per uno a domandà:

ditemi brava gente dove sta o dove si può’ trovà quel sentir che penetra giù giù, rimesta e rimesta, tira il calore su su e inonda di gioioso divino benessere mente e cuore ?

Uno gentile dirà, mi spiace non sta qua!

Lo capiscione di mode e facile guadagno : è merce che non va, non è trend e manco influencer!

Il perfido:vattene dalla mia proprietà!

Lo scettico : non esiste!

L’ avveduto: ce l’hai il green pass per girà senza infettà !

Un altro rabbioso : ehi tu, non sta a scoccià, senza lavoro ho altro a cui pensà!

Talaltro deciso: non scommetto un carlino che riesci a trovà quello che stai a domandà!

Il venale: urca, se lo trovi torna qua! Mi hai illuminà sul guadagno che ci potrei fa, tanto da arricchì una città e sguazzà a vita senza smortammi a lavorar!

Un facilone: guarda negli scaffali del supermarket!

Quell’altro cafone: è morto di covid!

Allorquando, girando invano afferri che nessuno sa dove il riscaldo d’animo sta, da una finestra qualcuno d’impreciso mormora:  se vuoi trovà quello che tanto ti scora a ramingà spettrati nel tuo profondo, però mica per poco, fino a quando non senti piccà e piccà da pensar al tuo preciso contrario e..e può darsi nell’infiammo dell’animo ti riesca di materializzarlo; abbensì sofistico non garantisco che corrisponda a quel vivo sentir che avvolge di calore e inebria lo spirito d’immenso amor stellare e come piuma nell’etere divino fa planare!

Caspita, se sta lì,  è difficile  riuscir,  misà…

Misà che anche per quest’anno è meglio che mi contento di un poco di bagliore scintillante e smetto di ramingà per trovà la fiamma dell’ immenso amore che riscalda animo e core!

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Solennità della ” Tutta Bella”

Preghiera di Papa Francesco alIa ” Tutta Bella”, Maria,  l’Immacolata Vergine:

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Vergine Santa e Immacolata,
a Te, che sei l’onore del nostro popolo
e la custode premurosa della nostra città,
ci rivolgiamo con confidenza e amore.

Tu sei la Tutta Bella, o Maria!
Il peccato non è in Te.
Suscita in tutti noi un rinnovato desiderio di santità:
nella nostra parola rifulga lo splendore della verità,
nelle nostre opere risuoni il canto della carità,
nel nostro corpo e nel nostro cuore abitino purezza e castità,
nella nostra vita si renda presente tutta la bellezza del Vangelo.

Tu sei la Tutta Bella, o Maria!
La Parola di Dio in Te si è fatta carne.

Aiutaci a rimanere in ascolto attento della voce del Signore:
il grido dei poveri non ci lasci mai indifferenti,
la sofferenza dei malati e di chi è nel bisogno non ci trovi distratti,
la solitudine degli anziani e la fragilità dei bambini ci commuovano,
ogni vita umana sia da tutti noi sempre amata e venerata.

Tu sei la Tutta Bella, o Maria!
In Te è la gioia piena della vita beata con Dio.

Fa’ che non smarriamo il significato del nostro cammino terreno:
la luce gentile della fede illumini i nostri giorni,
la forza consolante della speranza orienti i nostri passi,
il calore contagioso dell’amore animi il nostro cuore,
gli occhi di noi tutti rimangano ben fissi là, in Dio, dove è la vera gioia.

Tu sei la Tutta Bella, o Maria!
Ascolta la nostra preghiera, esaudisci la nostra supplica:
sia in noi la bellezza dell’amore misericordioso di Dio in Gesù,
sia questa divina bellezza a salvare noi, la nostra città, il mondo intero.

Amen

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Un augurio di una giornata lieta in compagnia della luce Santa di Maria!

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….La  Solennità della “Tutta Bella”  celebra l’Immacolata  concezione di Maria,  unica donna  senza la macchia del peccato originale.

Mattino settembrino

autunno

In questo mattino di settembre l’aria tiepida velluta le mie pupille e un timido raggio di sole mi inanella di chiarore. Gustandomi un buon caffè, per caricarmi di energia positiva per affrontare una nuova giornata, guardo oltre la siepe d’alloro, per me punto di conferma alla ripartenza di un nuovo dì. Guardo ma stamattina ho la sensazione che in ciò che l’occhio raggiunge oltre quel rigoglio verde e profumato  c’è qualcosa di insolito. Mi par che non ritrovo la visione che ad ogni mattino mi attesta il dove sono. Mi stropiccio un po’ gli occhi ancor assonnati ma…ma più scruto e più ciò che vedo sembra sia differente. Possibile? Ho un attimo di sconcerto. Mi prendo un doppio caffè e riguardo oltre la siepe. Niente. Tutte le cose di sempre mi balzellano all’occhio mutate. Fiori , alberi, campi, case e quant’altro si trova oltre quel verde confine che recinta il giardino m’appaiano con un non so che  dissimile da ieri. E’ come se la notte o qualcuno o qualcosa abbia abbia mutato l’aspetto d’insieme arricchendolo di sfumature, linee e tinteggi particolari  che inviano all’occhio e alla mente una immagine inedita del circostante.   Diversa si bensì non ostile o contraddittoria del solito percepito visivo. Direi somigliante a un invito di immediato cambio volto a scompaginare la certezza  aggrappata alla visuale dell’intorno visivo.  Più un messaggio effervescente all’aprirsi all’inconsueto per cogliere dall’altra parte della siepe il respiro del tempo, l’incanto del mutabile, la magnanimità della molteplicità percettiva che incoraggia alla vita. Incoraggia a camminare e camminare sul sentiero che scorre sotto i piedi senza domande, senza rimugini scorticanti l’anima, senza ambigue illusioni, ad avanzare con la sicurezza di un combattente che marcia verso la conquista della libertà con spontanea fiducia in se e nell’infinito del tutto è possibile.

Non so perché in questo mattino settembrino tutte le cose oltre la siepe d’alloro le  percepisco dissimili tanto da scompigliare  la mia consueta e rassicurante evidenza. Quel che so che mi comunicano quella vaporosa leggerezza ammaliante che depenna  grigiore e affanno, elargisce brio vitale. Cosicchè pensieri e idee, come un ruscelletto in agosto nelle verdi vallate umbre, non corrono come un turbojet all’impazzata ingarbugliando la giornata ma scorrono lentamente. Scorrono con quella freschezza quieta in cui niente è più importante come ieri e nulla  può essere come ieri. Perchè? Perchè il guardare si è aperto al trasparente e lo spirito a cogliere la bellezza nel variegato!

In questo strano mattino settembrino in cui la natura è tutta un esplosione vibrante di luce e colori ho compreso che per trovare sicurezza è inutile fossilizzare lo sguardo alla solita apparenza e per iniziare una giornata ancor più deleterio ancorarsi nell’immutabile. Il bello  dell’esserci  sta nel cangiante, scandito dal tempo e il vivere con pienezza nella ricchezza delle sfumature che sono al di la dei propri confini. Beh, è ora che mi metto in moto…

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Policroma sarà questa giornata settembrina!

bydif

Afosa apatia

alba

nell’oblio afoso

inerte il vento

l’alba paralizza

anime gelide

vacuo scruta

l’occhio rovente

di là l’orizzonte

sognante luna

anelito avanza

purpurea aurora

al fiume canta

oltre le colline

passione lucente

respiro innalza

afosa apatia

il sole mantra.

e.r.