Germinazione

germ

Canta il mio cuore

Nella solitudine

Dell’ignoto domani.

Canta

La gioia schiusa

Di palpiti frementi.

Canta

Euforico di germinare

Senza domande

al Foresto destino

Un seme vitale

Canta

l’Esaltante germoglio

guizzante in grembo

Prepotente e vivo

Canta

lo scorrere del tempo

il martellio di una vita fetale

la simbiosi di un cuoricino

Canta

Affascinato dal battito

sfrighettante

Come acqua di torrente alpino.

la gaiezza d’ un cinguettio

Vagito

Di sole infocato

Gemma

Di amore appassionato.

E’

Bello

Sentirlo cantare

alla nuova vita

cuore

e.r. 1971

A max: il mio cuore canta ancora felice di averti vicino!

Today, Umbria!

terra umbra

Today Umbria “cuore” verde dell’italico stivale che come scrisse il sommo D. Alighieri“Intra Tupino e l’acqua che discende del colle eletto dal beato Ubaldo, fertile costa d’alto monte pende, onde Perugia sente freddo e caldo da Porta Sole; e di rietro le piange per grave giogo Nocera con Gualdo. Di questa costa, là dov’ella frangepiù sua rattezza, nacque al mondo un sole, come fa questo talvolta di Gange. Però chi d’esso loco fa parole, non dica Ascesi, ché direbbe corto, ma Orïente, se proprio dir vuole. Paradiso: Canto XI

Today Umbria terra d’incanti genuini e soavità amene, d’antica storia risalente al paleolitico, carica di sinfonica armonia paciosa, ritmi indolenti, toni miti, profumi intensi. Terra dai mille colori, ricca di spiritualità, sapori succulenti, policromie cangianti, dolci pendii, colli pinzuti, sinuose montagne, flessuose valli. Terra di orgoglio discreto, ristoro silente, contemplazione mutante, passeggiate rilente. Terra invitante, ispiratrice d’ingegni e d’anime, stradine tortuose, alberi quietanti, borghi alteri, verdi abbondanti, sfumature gaudenti, acque sparte. Tu Umbria, primigenia nella storia di popoli italici, così meravigliosa e copiosa di esperienza di contese, per anni e anni negletta alle cronache e di scarsa considerazione a mass media e politiconi, fa male al cuore constatare che ti han ridotta a test elettorale.

Today Umbria gittata alla ribalta dal pre zibaldone cortigiano e circuita per settimane da fervori accaparratori  sei ben altro che una terra di disputa di “trionfi d’opportunismo e di falso blaterare. Tu sei terra di memoria pluriennale, l’unica di questo paese a stivale che  possiedi le sette tavole bronzee che come ha scritto Devoto ” …sono il più importante testo rituale di tutta l’antichità classica. Non possediamo nulla di simile nè in lingua latina nè greca: per trovare paralleli, bisogna ricorrere a letterature del vicino o lontano oriente”. Oggi, dopo lunghi oblii,  non scordare che sei terra testimone di ben tre “imperi”, testimone di cambiamento, di coraggio, di fede, di cultura di nobili  intenti.

Today Umbria, terra dei miei avi!

18-umbria-mappa-regione

Stasera saprò di che color ti tingerai…rosso, giallo verde turchino a me non importa, mi basta che Tu rimanga la terra di incanto dei miei pensieri.

Ottobre pitturaio

ottobre

Ottobre pitturaio ha un se di magico, di mistero catartico trainante che convoca i sensi al fruire uno spettacolo trascendente. Con la sua tavolozza intensa e vibrante di rossi, gialli, aranci, elabora infinite sfaccettature cromatiche che cambiano completamente l’impressione visiva al solito scenario. Mediante le sue pennellate campisce, borda, macchia, punteggia, delinea, accentua, sfuma. Apporta un tocco d’irresistibile attrazione ottica che pressa ad ammirare, a soffermarsi , a scoprire, forme, particolari, biodiversità, gradazioni, atmosfere, angolature di bagliori e penombre insolite. Trasporta occhio e animo in atmosfere affascinanti, dai respiri sinuosi, eccitanti e fantasmagorici, crea armonie concertistiche di toni e semitoni illimitati con brandelli concettuali imperiosi; focalizza immagini spaziali piane e poliedriche esaltanti; pigmenta intrecci di luce briosi e al contempo evanescenti nella dialettica interlocutoria della realtà contestuale. E’ il mese che costringe a incontrare a 360° la natura, a riflettere sullo specifico del suo insieme, a distinguere le sue meraviglie, a percepire le innumerevoli molteplicità, a relazionare con ogni singolarità e con l’oltre osservabile, soprattutto induce a riscontrare la potenza sopraffina del creato.

Non v’è che dire, Ottobre  è l’artista pitturaio che accende di bellezza ogni angolo. Con i rosa tinge le albe , con l’arancio fantastica il giorno, coi rossi e gialli riempe boschi e valli, con l’ocra e il porpora spennella i rami dei maestosi alberi. Di verdi intensi lacca le siepi ginepraie, coi violacei contorna il groviglio dell’ esule fogliame. Coi bruni acciglia le campagne, con l’azzurro profila gli orizzonti sinuosi, coi lapislazzuli ombreggia le chiome dei faggi. Con il porpora macchia l’oscura selva, con l’amaranto ghirigora i crepuscoli. Infaticabile decoratore con ariosi toni compone celestiali melodie visive, con sinfonie cromatiche espande l’humus nelle fantasie e accorpa i neri nelle solitarie vie. Ovunque pennella lascia l’impronta del suo estro comunicativo bizzarro e a volte anche un tantino ambiguo.

Se marzo è il leggiadro messaggero della rifioritura che frizza e risveglia la vitalità con policromie dai toni freschi e morbidi e al contempo carichi di premesse prepotenti. Ottobre il cui nome deriva dal latino October, -ottavo mese del calendario romano che iniziava con Marzo, decimo in quello attuale gregoriano, – è un mese che ha una radiazione di luce positiva che non passa inosservato. E’ l’inequivocabile mese ambasciatore della cognizione consapevole della dinamicità transitoria che declina la ricchezza nell’animo mite e al contempo eleva l’ardore intuitivo ad aprirsi al variegar degli elementi profani. Nel suo finir poi, concentra la sua policromia sui blu, violetti e indaco da emanar un effluvio di radiazioni da congiungere spirito e materia a una stagione di taciturna meditazione.

In conclusione, non so il perché ma da sempre in Ottobre pitturaio trovo quel qualcosa di profondo e stimolante per sensi e pensiero che mi energizza più della sfavillante estate. Le immagini istintive che immagazzino, guardando l’orizzonte in cui vivo, son di esuberante linguaggio espressivo che fuga la tristezza. Non so se il recepire è per affinità interiore, perché nella gamma di colori che girandola mi par di capir che anche una rugginosa foglia cadendo a terra sa che la sua storia non finisce lì.

Comunque sia ciò che mi trasmette questo mese è una magia sofisticata di sensazioni che conciliano le giornate e emotivamente trasportano il sentire riflessivo oltre l’ordinario.

 

policromie ottobrine

Certo, quel che sopra intendo dir , meglio di me lo sa significar Ada Negri:

Trasparente luce

d’ottobre, al cui tepor nulla matura

perché già tutto maturò: chiarezza

che della terra fa cosa di cielo.”

foglie g. con piuma

E guardando la luce dorata del mattino che inonda il mio giardino, auguro a tutti colorate giornate di questo finir ottobrino.

By dif

Ferragosto è anche altro

reni

E si, ferragosto è anche altro. Per esempio  il giorno in cui “lo Spirito Santo discese sopra gli apostoli in una nube, discese pure Cristo con una moltitudine di Angeli e accolse l’anima della sua diletta madre. E fu tanto lo splendore di luce e il soave profumo mentre gli angeli cantavano il cantico dei cantici al punto in cui il Signore dice: “come un giglio tra le spine, tale è la mia amata fra le fanciulle” – che tutti quelli che erano là presenti caddero sulle loro facce. Poi la luce si allontanò e insieme con essa fu Assunta in cielo l’anima della beata Vergine Maria in un coro di salmi, inni e cantici”

Ferragosto è anche il giorno della donna vestita di sole, la vergine prediletta mediatrice tra cielo e terra, la madre  di tutte le madri  l’“ Assunta alla gloria celeste”. Quanti lo rammentano? Un tempo tanti! L’Assunta era una festa rituale di grande gioia. Preparare e prepararsi ai festeggiamenti per Maria l’Assunta, era la festa dentro la festa! Per l’Assunta il lavoro si accantonava e per andare a Messa ci si vestiva più che per andare a un ballo con l’innamorato. Si imbandivano tavolate, con amici, parenti e talvolta vicini. Insieme si scherzava, si rideva, si facevano fuochi si cantava, ma tutto era svolto e fatto in onore dell’Assunta. 

Oggi… a giudicare …uhm… è tutt’altro.. Eppure per i cristiani dovrebbe essere un giorno da passare in armonia con se stessi e gli altri in quanto esprime l’ultimo dono di Cristo alla Madre, per ringraziarla della sua massima disponibilità a collaborare con Lui all’opera della glorificazione di Dio, alla Misericordia e Redenzione del genere umano. E, se è vero che quello dell’Assunzione è un privilegio concesso a Maria di anticipata glorificazione integrale del suo essere, anima e corpo, a somiglianza di suo Figlio. È altrettanto vero che Maria è il privilegio anticipato concesso da Dio. al genere umano! Perchè Maria, la donna del Magnificat, il capolavoro di Dio è la porta del cielo.  Quindi per un credente il 15 Agosto  non può essere solo un giorno di bisboccia profana per ricaricare le batterie e scrollar di dosso le angustie. deve essere anche, soprattutto altro. Magari un giorno di serenità, letizia, dolce compagnia senza scordarsi di Maria. Magari per ricordarsi che non siamo fatti solo di materia e passare un giorno simbiotico per dire grazie a Maria, l’Assunta  madre che in ogni umano frangente c’è sempre e sempre ci sarà per ogni suo figlio terreno in necessità.

 Con un caloroso augurio a tutti di lieta giornata e a chi lavora  doppio!

bydif

M’assomiglia assai la luna!

20190617_233805

M’assomiglia assai la luna.

È capricciosa quanto basta

per farsi desiderare

e mai ingabbiare.

È sognante e romantica nell’amare

con dolcezza e fantasia per non

rimanere indigesta e stantia.

È imprevedibile e incostante

come una passione fulminea e bruciante.

Si fa piena e vuota come il borsellino

nello shopping al grande magazzino.

Eccita l’ immaginazione quanto una stella

ma se s’alza storta fa impallidir cielo e terra.

Cresce come l’entusiasmo per un look fantastico

cala appena da mettersi ha il solito straccio.

Zuccherina tonda, più frittata gialla che palla

incipriata rosata o bluette maculata

se non le garba eclissa o a falce taglia.

Star vanesia sol di notte si esibisce

all’alba non sai mai se resta o sparisce.

M’assomiglia assai la luna.

Lattea come vergine madonna

o rossa come dama in collera

non è astro non è pianeta

se vuoi ammirarla devi stare col naso all’aria

o passeggiar sul tetto da sonnambula.

È strana e inafferrabile quanto un illusione

volubile e bugiarda quanto una canaglia

lusinga quanto una torta alla panna. 

M’assomiglia assai la luna.

Si specchia e si fa bella attrae e giocherella

brilla affascina conquista poeti cuori e vista

poi t’ammolla in soda caustica.

M’assomiglia assai la luna.

La mia poco ha di diverso.

Non orbita da satellite

tragitta indipendente.

Non è musa di fatata poesia

benché suscita qualche fantasia.

Non s’ammanta di nubi per gelosia

piuttosto si vela per ritrosia.

La mia luna non è eccezionale

addormenta e non fa sognare.

Tuttavia da sincera pazzerella

chiara o adombra che sia

spadella sempre l’altra faccia

e in magiche orbite allunaggia.

Eh si.

M’assomiglia assai la luna!

e.r.

images

La luna, astrologicamente parlando è l’ astro dominante del mio segno. Sembra che in un modo o nell’altro nella personalità ho riflesse le sue caratteristiche. Non so se è per questo che la luna mi affascina. Se la scruto nei suoi vari momenti di fasi lunari, la guardo incantata specchiarsi nel mare, rotolar a palla verso la valle in montagna, giocare a nascondino o farsi strada tra le nuvole,  a volte mi par assomigli assai al mio  modo di essere. Mi sembra di guardar con poche differenze me stessa e questo mi sconvolge.

Buona domenica.

bydif

Il mio magico Luglio

20180706_113201

Il primo mese della seconda parte dell’anno, il secondo dell’estate nell’emisfero boreale, dell’inverno in quello australe, ai tempi di Romolo si chiamava Quintile mutato in Iulius, Luglio, in onore di Cesare che vi era nato forse il 13. Nel calendario gregoriano luglio è l’anonimo settimo mese dell’anno di 31 giorni, mentre per lo scrittore di fantascienza Frederick Pohl ne ha 32 uno in più. e per gli Squallor, un gruppo musicale demenziale degli anni 70, ne ha almeno 38. Beh, 31 , 32, 38 che sian i giorni, fantascientifico, fresco o torrido, il mio pensiero non varia, luglio è il “mio magico luglio” e non può essere altrimenti. Perché? Perché è il mese nel quale mi sento pienamente a mio agio, anche se nell’afa delle valli padane a dire il vero in certi giorni boccheggio e mi sento lessa come una soglioletta è in questo mese che posso ritrovare il mio contatto ancestrale, ricaricarmi di quelle energie cosmiche che la vita quotidiana mi ha inghiottito e posso ripulire il mio ego buttando alle ortiche le “infrastrutture” inutili suggerite dai desideri umani. Legittime per questa dimensione ma lontane anni luce da quella in cui vibra la mia entità migliore, quella nella quale lo spirito trova nutrimento essenziale, senza subire pressioni voluttuarie temporali. In un certo senso nel “mio luglio ” mi sembra che magicamente posso riplasmarmi esteriormente. Attingere dall’incorporeo per verticalizzare le aspirazioni del tangibile! Di solito a inizio mese profitto d’ogni occasione per riunire quelle parti di me che nel tran tran dei mesi precedenti si sono un po’ “scollate” Come un bravo artigiano restauratore appiccico i pezzi pendenti del mio involucro esteriore poi li lustro perbenino in modo da sentirmi fresca e rimessa a nuovo, pronta a sostenere le sfide esistenziali che ripartono dal giorno che son scesa su questo pianeta. Rielaborata materialmente dedico più tempo alla parte asceta. Rispolvero quei libri essenziali a farmi riflettere sul trascendente. Mi soffermo in solitudine a considerare quali progressi ho fatto per avvicinarmi alle vette nelle quali dimora l’essere divino, quello a cui devo l’esistenza in questa e nell’altra realtà. Cerco di riallineare lo spirito al mio ideale di perfezione metafisica, di entrare in comunione con l’assoluto che mi conforta e sprona in ogni situazione, consiglia quando ho una perplessità umana, ridona entusiasmo integrale per districarmi nelle vicissitudini. In ultimo mi prendo una bella vacanza, possibilmente al mare in luoghi pochi affollati, ancora incontaminati o in montagna dove ci sono cascate e torrenti, comunque dove posso passeggiare e stare a contatto con la natura e il mio elemento naturale: l’acqua. In realtà, sentire il suo rumore, vederla scorrere, giocarci mi rinvigorisce come niente altro è in grado di fare, soprattutto quieta i miei bollenti spiriti di donna un po’ guerriera e determinata un po’ tenera e bizzarra.

In poche parole il “mio luglio magico ” in primis è  il mese che numera il tempo del percorrere esistenziale e stabilisce la ripartenza per una nuova avventura, e comunque è il tempo dell’anno che congiunge passato presente e futuro e prodigiosamente fa sparire “l’anticaglia” e apparire  la novità. Con la mia eccentricità fantasiosa e un po’ lunatica per caricarmi la mente di luce positiva lo ritengo  esclusivo. Tuttavia,  soprattutto  fatato. Si fatato come se  concede a tutti un giorno o più per scapricciarsi a piacere e perfino entrare oggettivamente nel suo habitat ideale per vivere un 32esimo giorno mitico e perché no anche un 38ettesimo un po’ “demenziale” per scollegare la logica da un trito maciullante pragmatismo che troppe volte tarpa le ali verticalizzanti dell’ essenza naturale e  spiaccica la freschezza interiore bambina giocosa.

20180704_095400

Delizioso mese di luce, calore e rigenerazione!

bydif

Pietro e Paolo, distinti e identici.

images (1)

Pietro il pescatore e paolo l’illuminato. Due uomini differenti uniti da una convinzione. Due apostoli con missione terrena diversa eppur divina identica. Due pietre miliari del cristianesimo e della comunità cristiana. Due santi che tutto il mondo il 29 giugno celebra il trionfo trascendentale con uguale onore e venerazione. Pietro e paolo, due carismatici simbolo di percorsi di vita e fede diversi nondimeno equivalenti nell’essenza estrema.

Simone di Cafarnao, poi ribattezzato da Gesù Pietro, l’umile pescatore, rozzo, dal carattere impetuoso, verace, a volte fragile ma che ispirato dallo spirito santo per primo riconosce la natura soprannaturale di Gesù.“io credo signore che tu sei il cristo, il figlio del Dio vivente”. Pietro, scelto a farsi pescatore di anime, ad assumersi il ruolo difficile di rappresentare Dio in terra, a reggere il primato della universalità della chiesa ” E io ti dico che sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa. Ti darò le chiavi del regno dei cieli e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto”.

Saulo di Tarso, poi Paolo, bello, raffinato, istruito, dal carattere determinato, inflessibile, ammirato e considerato oratore, feroce persecutore dei cristiani, “fulminato” sulla via di Damasco. Paolo, l’apostolo che da fanatico cacciatore soverchiatore di fede che cadendo da cavallo improvvisamente cambia completamente punto di vista e vita. Paolo, animato da una nuova certezza per me cristo è vivere” con la stessa determinazione, instancabilità del persecutore della fede in cristo, si fa apostolo evangelico universale di Cristo. Paolo, l’ apostolo delle genti.

Pietro e paolo, due uomini molto diversi con percorsi umani e spirituali altrettanto diversi ma al contempo convergenti in un unico punto, quello dell’amore certo e fedele a Cristo. Due uomini saldi e consapevoli di una via assegnata complessa e pur tuttavia ostinati a seguirne tutte le variabili per un fine: una chiesa plurale e unita.

La ricorrenza della solennità dei Santi Pietro e Paolo patroni di Roma nasce dalla tradizione che vuole i due giunti dalla Giudea a Roma nello stesso periodo e martirizzati lo stesso giorno, anche se in luoghi diversi.

Due santi distinti accomunati dal destino nel martirio, anche se alcuni storici ritengono che i due Santi non vennero martirizzati ne lo stesso giorno ne contemporaneamente e la scelta del 29 giugno si rifà all’antica festa divinatoria romana del Quirino celebrante i due gemelli Remo e Romolo.

Pietro arrestato, quale cristiano, portato sul colle vaticano condannato alla crocifissione, sentendosi indegno di morire come il suo amato Maestro chiese di essere crocifisso a testa in giù. Secondo una leggenda popolare il giorno del suo martirio i pescatori che escono in mare si imbattono nel diavolo che per rabbia scatena una tempesta terribile. Scaramanticamente il 29 giugno è difficile che un pescatore esca in mare. Tuttavia “ogni pescatore buono ha San Pietro per patrono”!

San Pietro è il santo patrono di muratori, ciabattini, orologiai, pescatori e per via delle chiavi dei portieri.

Paolo arrestato e condannato a morte, in quanto cittadino romano ebbe, si fa per dire, l’onore della spada, cioè essere decapitato nei pressi delle “acque salvie”. Si narra che la sua testa mozzata ruzzolando fece tre rimbalzi da cui scaturirono tre fontane.

San Paolo  è patrono dei cordai, teologi, panierai, cestai, di chi si occupa di stampa, viene invocato per allontanare le tempeste, a salvaguardia di pericoli dei morsi di animali velenosi. San Paolo ha anche fama di “esorcista” o guaritore dei tarantolati.

images (2)

Due santi da cui trarre una grande ispirazione di vita quotidiana, san Pietro per  tutte le sue fragilità che comunque non gli hanno impedito di riconoscere la debolezza e
“saper far marcia indietro. ” Quo vadis, Domine?” “Torno a Roma per essere crocifisso di nuovo! San Paolo perchè anche inciampando si può scoprire che nulla vieta aprire gli occhi e cambiare stile di vita.

Felice serata!

bydif

 

Al sole

al sole

Al sole mattutino
il cuor dilata
alla sorpresa
gli occhi empi
di bellezza
sull’ali magnetiche
del sogno
splendono adamantini
gioia e emozione
coccolano fantasia
nel pensiero
reminiscenza vestale
guizza energia
lo sguardo amabile
carezza respira
al nostro appuntamento
agognato
violenta passione
sprofonda negli abissi
al sole mattutino
redento singhiozzo
oscura da distanza
la vista fino a sera
e.r.

A mamma che…

festa mamma

A mamma che lustri or sono, giovanissima donna, sentì il mio primo vagito, con quella semplice gioia che sgorga da un cuore protettivo subito mi fasciò con tenerezza, mi allattò con generosa amorevolezza, mi cullò con dolcezza e come una bimba che mai ebbe una bambola da stringere, carezzare, abbigliare, dedicare tempo, sbizzarrire fantasia e sogni, nel giorno della mamma vorrei tanto, ma proprio tanto farle arrivare un immenso mazzo di papaveri, margherite e fiordalisi. Un mazzo di quei fiori spontanei, dai profumi intensi e delicati dai colori allegri e al tempo stesso invitanti a una giocosità meditativa di candore, passione, celeste visione, tanto difficili da reperire da un fioraio quanto semplice trovar disseminati nei nostri prati, sulle colline, nei campi di grano, ai bordi delle strade e che tanto, in questo mese di maggio, a mamma che mi strinse forte a se Le piaceva raccogliere per abbellire la tavola e adornare la sua “adorata madonnina”, per dirle: grazie mamma. Un grazie mamma che non ho mai saputo esprimere con quella intensità, quella affettuosità profonda da lacerar le viscere, quel sentimento caloroso che penetra l’essenziale, abbraccia anima e cuore e trasmette amore e riconoscimento a anni e anni di dedizione, comprensione, soprattutto duri sacrifici, morali e materiali vissuti e fatti vivere con tantissima leggerezza di spirito da non inibire nel cammino della vita personale desideri, prospettive, scelte e convinzioni. Un grazie di fragranze genuine, come il suo animo rimasto sempre gentile un po’ bambino, gaio, aperto alla meraviglia, alla freschezza entusiastica, saporoso di coraggio, altruismo e un tantino di riserbo riflessivo. Un grazie mamma radioso come il suo amore incondizionato, abbagliante come il suo sorriso affascinante, prezioso come il suo abbraccio rasserenante.

Vorrei tanto, oggi, festa della mamma, riempire di fiori di campo l’infinito per esprimere alla mia che i suoi “fiori” d’amore, sbocciati tanti lustri fa, nel suo cuore, giammai sfioriscono e ogni giorno sempre più riempono  e profumano il mio.

695

Grazie mamma!

Grazie a tutti i cuori di mamma che ti fanno compagnia! 

bydif tua figlia

La danza della vita

danza

Scatta

Nel trillo di un vagito

Lievita

Nell’atto e nel pensiero

Stravagante

Ruota e siesta

Nei gagli di un giglio

Sfreccia 

Ride e spuma

Nei battiti di un ciglio

Lussuriosa

Snoda e Volteggia

Nel sogno e nel sospiro

Fermenta 

 S’infoca e Frulla 

Esplode in un bisbiglio

Leggiadra

Si inarca e Vola

Con uno sbadiglio

Armoniosa

Si piega in una stella

bye.r.

danza vita