Ascesa di Gesù al cielo

ascension

L’Ascesa di Gesù al cielo, o,  per comune dire, L’Ascensione, si riferisce al momento in cui il figlio di Dio, Gesù di Nazareth, quaranta giorni dopo la Sua Risurrezione si eleva dalla terra, sale in cielo e si asside alla destra del Padre.

Come si sa?  E’ narrato:

” alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato verso il cielo. Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.” 

“Egli  si mostrò ad essi  vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio” …” Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n’andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: “Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo”

“Stefano, pieno di Spirito Santo, fissando gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla sua destra e disse: “Ecco, io contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio” atti 7,55

Dunque? Dunque l’Ascensione è un avvenimento storico-trascendente che rappresenta il compimento definitivo della missione umana di Gesù, in quanto di fatto Egli si congeda dai discepoli e dal mondo per tornare al padre e ritornare alla fine dei tempi.

Ma…ma come ha ben detto l’emerito papa J. R. l’ascesa al cielo di Gesù è qualcosa in più di una conclusione di vita terrena:

“L’Ascensione conclude il periodo delle apparizioni di Gesù dopo la risurrezione. Nel vangelo di Luca, Gesù si stacca dai suoi discepoli mentre li benedice: il gesto significa che Egli, andandosene, apre il mondo a Dio. Nell’occasione, Gesù non compie fisicamente un viaggio verso una zona lontana del cosmo, ma entra nella piena comunione con Dio. Anche se non è più fisicamente visibile, Gesù rimane comunque presente nel mondo in modo nuovo, grazie al potere di Dio che supera le limitazioni della spazialità; i discepoli ne sono consapevoli ed è per questo che non si rattristano, ma sono pieni di gioia”

Quindi la “salita” al cielo di Gesù che oggi si celebra con grande solennità è una festività di glorificazione e riconoscimento del Divino sull’umano,  ma anche un momento di  riflessione di fede e speranza  da vivere con immensa gioia.

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Felice giornata di “ascesa” di viaggio spirituale a tutti!

Bydif

 

Vola pensiero, vola …

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Vola pensiero.

Vola.

La,

Dove finisce il cielo

e

Ribollente spirito

magnetico

del tutto e del niente

esuberante feconda

albori inconsueti

armonia dinamica

la vita attrae

materna tenerezza

etereo disserra

setose braccia

invariato sentimento

rifugia.

Vola pensiero.

Vola.

La,

dove il cielo

l’amore eterna.

e..r.

Imm

Auguri a tutti le mamme

bydif

L’amico che dorme

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Che diremo stanotte all’amico che dorme?
La parola più tenue ci sale alle labbra
dalla pena più atroce. Guarderemo l’amico,
le sue inutili labbra che non dicono nulla,
parleremo sommesso.
La notte avrà il volto
dell’antico dolore che riemerge ogni sera
impassibile e vivo. Il remoto silenzio
soffrirà come un’anima, muto, nel buio.
Parleremo alla notte che fiata sommessa.
Udiremo gli istanti stillare nel buio
al di là delle cose, nell’ansia dell’alba,
che verrà d’improvviso incidendo le cose
contro il morto silenzio. L’inutile luce
svelerà il volto assorto del giorno. Gli istanti
taceranno. E le cose parleranno sommesso.

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Che diremo, non a  uno ma purtroppo ai 103432 amici che a tutt’oggi a causa del covid  dormono? Come C. Pavese  diremo:

“La notte avrà il volto
dell’antico dolore che riemerge ogni sera
impassibile e vivo.  “

Bydif

L’albero dell’amore

abero amore

L’albero dell’amore radica ovunque c’è
un eco, una rima, un idea, un fiore,
un cuore grande capace di accogliere
uno sguardo. un sorriso, un gesto, una parola
Cresce ovunque c’è
tenerezza, sincerità, fede e passione
Prospera ovunque c’è
entusiasmo, armonia, rispetto, comprensione
Fruttifica ovunque c’è
dialogo disponibilità, costanza, educazione
si conserva ovunque c’è
altruismo, consonanza, umanità, inclusione.
Inaridisce dove c’è
intolleranza, pigrizia, rabbia, gelosia
Muore dove c’è indifferenza, omertà, odio, rancore.

germ

Buona serata di San Valentino

bydif

Supplica a Maria

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Oh Maria

Mater alma

dell’uman cammino

per volere dell’Altissimo

del perdono del Figlio Trino

con fiducia ti invoco

di salvar il mondo

dal morbo furente

che sconcerta l’ anime

e si porta via tanta gente

Oh Maria

pietosa Madre

d’ogni figlio terrestre

infondi fede e coraggio

a non cedere al panico

ma pronti a combattere

solitudine e disperazione

l’impossibilità di lavorare

studiare, incontrare, curarsi,

Oh Maria

luce splendente

dell’armonia celeste

materno faro

del quotidiano soccorso

con fede t’imploro

porgi la mano alla scienza

ad applicar l’intelligenza

da liberarci dal mostro

che impedisce gli abbracci

la gioia di correre nei prati

tenersi per mano sorridere

Oh Maria

alma mediatrice

del progetto di Dio

accogli l’ umile supplica

di un cuore devoto

al Divino Tuo Figlio

aiuta questo umano mondo

a liberarsi dal dramma

che toglie il respiro.

Grazie

sorrisi

bydif

E’ nato!

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Esultate
gente d’ogni dove
Esultate
gente d’ogni colore
Esultate
dal profondo del cuore
E’ nato,
il divin bambino
luce
d’uman cammino
speranza
d’ogni rinascita
Esultate
gente d’ogni razza
E’ nato,
il verbo Salvatore
il Bambinello immolato
al mondo peccatore
Esultate
è arrivato
con la grande stella
a portare
amore su tutta la terra
effonder
perdono e salvezza
all’uomo meschino
Gioite
gente del creato
E’ nato,
lo sconfinato
è nato
Colui che fu
Che E’
Che sarà
Alleluia, alleluia, umanità
nella notte buia
è nato
Gesù
è venuto
a illuminar la vita
Esultate
gente d’ogni dove
e nel perdono amate

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Buon Santo Natale a tutti!

bydif

novembre 2020

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l’alba luccica

sulla foglia verde

rimasta

indugia la rugiada

dietro i vetri

il vuoto si riempe

di attese

friccica novembre

oltre l’immobile siepe

dorate foglie

oltrepassano leggere

l’ansia che tenaglia

scarnifica le barriere

la luce rimbalza

danza la farfalla

sulla rossa bacca

al giorno che avanza

la fede  rinfranca

e.r.

acquisizione3

all’era del covid

per distogliere la paura

a tutto ci si attacca

 bydif

Un caldo pomeriggio pellegrino

100_2930 grotta nazareth

Di fronte alla Tua casa Maria non oso proferir parola

tanto è lo straordinario che riversa sul fervore

che mi rapisce l’animo e zitta ogni emozione.

In profondo silenzio d’animo e d’intelletto

per ore resto a contemplare il luogo

che giovin Vergine ti videro sussultare di stupore

all’annuncio angelico d’esser donna eletta,

l’Ave piena di grazia libera dall’eden peccato

degna di portare in grembo quel profetico

figlio Salvatore d’oblio da eterno fuoco inferino

promesso dal padreterno.

In questo mistico silenzio quel che stupisce Maria

è che non s’avverte obiezione all’offerta del messagger celestino..

neppure si nota un lampo per chiedere spiegazioni

d’un perché tocca a Te portare in grembo il volere del Padre,

il Gesù messianico dumano riscatto

All’istante tutto Hai accettato.

e per cognizione di quanto per opera dello spirito avveniva

il tuo volto di Vergine nell’ attimo da genitrice si è illuminato.

Qualcuno dice perché non Eri acculturata .

Beh…Maria, da madre Virginale sai bene anche Tu

solo l’ ottuso pensare

fa dire che un po’ di sapere umano

serve ad afferrare una volontà soprannaturale!

Quel che ha me sovviene Maria…

forse sul momento sorpresa dal messaggio Divino

tutto l’ immenso valore non Hai decifrato

e di fiducia Ti sei rimessa al volere dell’ Onnipotente,

al perché del compito difficile che ti Era affidato.

D’altronde …dar vita a un Figlio da Immacolata….

A Quale altra donna sulla terra capita o era mai capitato?

a nessuna!

Tu l’unica dal tempo infinito eri l’eletta Madre destinata

e …nella soave armonia che si respira in questo luogo ieratico

si vive Maria l’essenza casta del privilegio accordato

e che a nessun’altra donna avverrà mai di grazia.

Maria, di fronte a questa grotta testimone di obbedienza

di accoglienza incondizionata di un progetto eccezionale,

in cui sfilano senza sosta pellegrini pieni di intimo trasporto

di fede, speranza, affidamento spirituale

s’aspira un che di soave, di garbata leggiadra,

di inarrivabile armonia da intenerir la pietra dura

eppure di così deciso a servir in toto il Padre Divino

che il pavimento scricchiola senza un motivo

da parer che tutta la basilica dell’Annuncio

s’inabissi nell’animo travagliato,

traslucidi il passato in un che di straordinario

in cui tutto il brusio pellegrino scompare

e in luce chiara a occhi e cuore

ogni pietra palesa il candore verginale,

d’immenso emozionale Maria

che a nuova spiritualità la volontà eleva.

Nell’inerzia mistica pellegrina per ore resto

a contemplare l’ antico luogo sacrale

del divin materno tuo mistero

e nel quieto considerare dell’animo mio

Maria assorbo la bellezza dell’infinito

la grandezza del tuo accettare il figlio

e afferro…oh che misera tapina son Maria

sempre a cercar un perché al terren cammino,

una risposta a tutto quanto col vento gira

mai mi adeguo ad accettare semplicemente

ciò che s’appressa confidando in Dio.

Un brusio scuote il silenzioso meditare.

Arriva un lieve è ora di rimarciare.

Oh no,

sto così bene che resto immobile. 

Un brusco muoviti mi strappa l’anima.

Con un sospiro m‘inchino a saluto d’addio

all’Ave piena di grazia, di corsa m’avvio.

Sulla porta m’arriva una folata profumata,

aspiro con tutta l’energia l’incanto.

Esco trafelata.

Fuori la luce è accecante.

Specchia candore ogni immagine sacra.

A sentore m’accodo al gruppo e per l’attesa ringrazio

Con in cuore l’amore luminoso di Maria

la mater d armonia che esorta al dialogo

a  40° Il pellegrino viaggio continua…

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…mentre mi allontano dal luogo santo in completa assuefazione dell’atmosfera mistica  e del rumoreggiare strabiliato del gruppo  sul luogo, le sensazioni, le conferme al proprio credere, la calura infocata del solleone, mi sovviene la differenza …comprendo l’enorme differenza… Maria  aveva completa  fiducia, credeva nel Padre in modo totale e nulla La spaventava…mentr’ io… io traballo sempre, credo con riserva,  non m’affido con spirito chiaro di fede, mi emoziono e dubito…Per questo son qui? …. bah…si vedrà ….intanto…intanto  è caldissimo e il pellegrinaggio continua…ma posso dire che  il caldo pomeriggio pellegrino passato in Basilica a contemplar la grotta dell’Annuncio è stato  così refrigerante da caricarmi d’energia da si  continuare il viaggio itinerante nei luoghi di Gesù e Maria senza avvertir  fatica e con tale leggerezza da farmi andar come una gazzella.

bydif

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….oggi… ci son 40° gradi, l’afa è pazzesca e d’allor  posso dire d’aver  vissuto un pomeriggio pellegrino caldo per il corpo e così rinfrescante lo spirito da non più  traballar in dubbi.

 

Bydif

 

 

Rita da Cascia: santa dell’impossibile

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Se Maggio è il mese di Maria è anche il mese di Rita da Cascia. La Santa dell’amore e del perdono, invocata e venerata in moltissime parti del mondo per le sue qualità taumaturgiche, le indiscutibili doti di avvocata paciera delle cause ultradifficili dell’uman andare. Tant’è che è detta la “santa degli impossibili” e popolarmente è diffusa opinione che fin dal giorno della sua salita al cielo Rita si è schierata dalla parte dei più bisognosi, per soccorrerli e realizzare per loro quei miracoli prodigiosi considerati dalla logica comune irrealizzabili.

Nel firmamento dei santi e delle sante della Chiesa, Rita è certamente una stella di prima grandezza. Ma quale è il messaggio che questa santa ci ha lasciato? Beh, come disse durante il Giubileo del 2000, davanti ad una grande folla di devoti della santa in Piazza San Pietro, Giovanni Paolo II “È un messaggio che emerge dalla sua vita: umiltà e obbedienza sono state la via sulla quale Rita ha camminato verso un’assimilazione sempre più perfetta al Crocefisso. La stigmate che brilla sulla sua fronte è l’autenticazione della sua maturità cristiana. Sulla Croce con Gesù, ella si è in un certo senso laureata in quell’amore, che aveva già conosciuto ed espresso in modo eroico tra le mura di casa e nella partecipazione alle vicende della sua città”cioè cercando di portare pace fra le varie fazioni contrapposte e in lotta fra loro”

Sebbene il tempo logora tutto come mai non ha logorato il ricordo di questa santa italiana, vissuta ben sei secoli fa e ancora oggi è ricordata, invocata, pregata nei casi più disperati da migliaia di devoti in tutto il mondo? Per Giovanni Paolo II poichè: “La santa di Cascia appartiene alla grande schiera delle donne cristiane che “hanno avuto significativa incidenza sulla vita della Chiesa, come anche su quella della società”. Rita ha bene interpretato il “genio femminile”: l’ha vissuto intensamente sia nella maternità fisica che in quella spirituale”. Per la gente comune invece perchè Rita è la santa capace di capire e interpretare le necessità e l’ ama invoca perchè la sente simile, viva e vicina in ogni difficoltà della vita. Come dire che per ciascuno Rita è soprattutto il segno d’amore vivifico che nelle crisi della vita può dare coraggio e forza per ricominciare, ed oggi come ieri è l’esempio per ciascuno della sollecitudine al perdono pacificante e al rigetto incondizionato della violenza sanguinaria che non porta mai a nessuno nulla di proficuo.

Tante le leggende, i racconti, le meraviglie prodigiose fiorite intorno alla Santa come il diffondersi di un profumo intenso di rose nelle vie del paese e in quelli confinanti e lo scampanio improvviso e spontaneo di tutte le campane del circondario nella notte del 22 Maggio al momento della sua salita al cielo, o della vite morta che fruttificò e ancora oggi è presente all’interno del monastero, della rosa fiorita in pieno inverno sotto la neve e due fichi maturi chiesti e trovati dalla cugina nell’orto della casa paterna e interpretati come la salvezza ed il candore dell’anima di suo marito e dei suoi figli.

Come mai Rita, santa, più amata, dopo san Francesco e sant’Antonio, sia per la quantità di miracoli attribuitole, sia per la sua storia umana è conosciuta anche come: Santa delle Api”;Santa della Rosa” ; “Santa della Spina”.?

Come:

Santa della RosaTradizionalmente la rosa piccola e rossa è simbolo per eccellenza, di questa esile ed umile donna diventata santa super venerata. Ancora oggi si dice che ogni qualvolta Rita interceda per un miracolo il suo corpo, conservato all’interno della basilica emana un intenso profumo di rose e le rose benedette ogni 22 maggio, per la sua festa, oltre che essere fonte di protezione per la famiglia per mali e pericoli conservano tutta la fragranza di una rosa fresca.

Santa della Spina” – Unica santa nella storia cristiana a ricevere in fronte la stigma spina che le produsse una profonda piaga purulenta e fetida che la costrinse alla segregazione. Si narra che durante la vita clustrale, Rita alternava ore di preghiera, contemplazione, dedizione totale a Gesù con ore di visite a malati, lebbrosi e spesso per pacificare le fazioni che si combattevano nella cittadina umbra. Sempre umile e obbediente alle regole mai scansò fatiche o prove vessatorie, tuttavia nel suo cuore la giornata era un intensa meditazione della Passione di Cristo tanto che un giorno del 1432, mentre era in estasi davanti al Crocefisso, una spina si staccò dalla corona del Cristo e si conficcò nella sua fronte. La stimmata accentuò ancor più l’adesione animica di Rita alla croce di cristo e l’amore per gesù e fatta eccezione per trasferimento a Roma per la canonizzazione di san Nicola da Tolentino in cui la ferita si rimarginò per riapparire al suo ritorno a cascia, visse gli ultimi 15 anni di vita in una totale immedesimazione della passione di Cristo. Per questo, forse la migliore definizione della santità di Rita da Cascia la troviamo nella iscrizione che è stata posta sull’urna contenente i suoi resti mortali: “Tucta allui se diete”. “Si diede tutta a Lui” cioè a Cristo, anche nel momento della crocifissione, che è la cosa umana più difficile.

Santa delle Api”- Si racconta che già a 5 giorni operò il suo primo miracolo, conosciuto come delle Api Bianche guarendo un contadino, feritosi gravemente con la falce a una mano. Questi, passandole vicino, per andare a medicarsi, nel vedere delle api che ronzavano sul suo volto cercò di scacciarle proprio con la mano ferita che guarì immediatamente. Mentre il giorno della morte venne avvistato uno sciame di api nere, dette murarie, che ancora oggi hanno dei nidi nel convento.

Inoltre “santa della misericordia e del soccorso” in molti paesi è venerata anche come santa della misericordia e del soccorso per il racconto della donna di Spoleto che fuggita per maltrattamenti dal marito, derubata e aggredita curò, rivestì, e tranquillizzò assicurandole che tornata dal marito questi convertito non avrebbe più abusato di lei con violenze e ingiustizie, inoltre per essere stimata come migliore avvocata e confidente delle donne in difficoltà.

Tante le leggende, i racconti, le meraviglie prodigiose fiorite intorno alla Santa come il diffondersi di un profumo intenso di rose nelle vie del paese e in quelli confinanti e lo scampanio improvviso e spontaneo di tutte le campane del circondario nella notte del 22 Maggio al momento della sua salita al cielo, o della vite morta che fruttificò e ancora oggi è presente all’interno del monastero; della rosa fiorita in pieno inverno sotto la neve e due fichi maturi chiesti e trovati dalla cugina nell’orto della casa paterna e interpretati come la salvezza ed il candore dell’anima di suo marito e dei suoi figli. O come il primo miracolo della santa, quello al falegname Cicco Barbari. Da poco diventato invalido alle mani e non potendo più lavorare vedendo la salma di Rita, esclamò:“Oh, se non fossi ‘struppiato’, la farei io questa cassa!” inspiegabilmente guarì immediatamente, e le suore lo incaricarono della costruzione dell’umile cassa.

La venerazione di Rita iniziò subito dopo la morte, e fu caratterizzata dall’alto numero e qualità degli eventi prodigiosi, dovuti alla sua intercessione. Tuttavia fu proclamata beata 180 anni dopo la sua morte, nel 1627 sotto il pontificato di Urbano VII, e venne canonizzata da Leone XIII durante il Giubileo del 1900.

Rita da Cascia, santa “dell’impossibile”della terra umbra, a me cara , alla quale mi sono rivolta in ogni momento difficilissimo. Oggi con tutto il cuore prego di aiutare tutti a venir fuori da questa situazione pandemica tragica.

s rita

bydif
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per la cronaca:

Non è facile tracciare un profilo storico di santa Rita. Ci sono molti punti oscuri, e spesso le notizie di una certa attendibilità si mescolano alle leggende, che si formarono durante i secoli in diverse stratificazioni. Detto ciò, Rita, ovvero Margherita Lotti, nacque  a Roccaporena, una frazione dell’umbro comune di Cascia, in provincia di Perugia, presumibilmente nel 1381 da Antonio Lotti ed Amata Ferri, due anziani benestanti “pacieri di Cristo”, per meglio dire conciliatori nelle lotte tra guelfi e ghibellini, oggi si direbbe che svolgevano il ruolo di “mediatori civili”. Margherita, chiamata da tutti Rita, amatissima dai genitori crebbe nella campagna umbra in serenità e bellezza. Da ragazza mite, umile, ubbidiente e ben educata anche nel leggere e scrivere, fin da giovanissima assai credente e devota di San Giovanni Battista e San Nicola da Tolentino, si appassionò alla famiglia Agostiniana, da frequentare assiduamente il monastero Santa Maria Maddalena di Cascia tanto da manifestare il desiderio di voler prendere i voti. Ma come usanza dell’epoca, i genitori, a 13 anni la promisero sposa a Paolo di Ferdinando, della potente famiglia Mancini, uomo piuttosto irruente, dal carattere violento che sposò 3 anni dopo. Dal matrimonio nacquero Giangiacomo Antonio e Paolo Maria. L’unione, piuttosto burrascosa per le differenze caratteriali e spirituali, dopo 18 anni e proprio nel momento, che dopo tante sofferenze, preghiere e sopportazioni di Rita, con la conversione di Paolo a una vita di pace e fede, sembrava aver trovato una serenità di convivenza venne brutalmente interrotta dall’assassinio di Paolo da parte di ex compagni di odi, vendette, scontri e violenze partitiche. Come ovvio la famiglia Mancini voleva vendetta. Rita donna per eccellenza votata al perdono si rifiutò di rivelare i nomi degli assassini di Paolo alla sua famiglia. Supplicò anche i figli di non aderire al sentimento di odio e onorare la memoria del padre con il perdono e l’onestà e non con la spirale del sangue. Ma, Rita comprese che invano era il suo supplicare, i suoi 2 figli seguivano le orme dell’odio vendicativo. disperata e sofferente pregò e chiese a Dio di interrompere i loro scopi sanguinari. Come voce popolare riporta da lì a poco i due fratelli si ammalarono e morirono. Rita distrutta dal dolore come moglie e madre, rimasta sola, risentì forte il desiderio che giovanissima agognava di votarsi alla vita claustrale e chiese di entrare nel Monastero Agostiniano Santa Maria Maddalena di Cascia. Ma, per la sua condizione civile e poichè nel monastero c’era una suora parente della famiglia Mancini, offesa per la reticenza di Rita di non rivelare i colpevoli, per ben 3 volte venne rifiutata. Al che, secondo la leggenda, i suoi 3 santi protettori Sant’Agostino, San Giovanni Battista e San Nicola da Tolentino la portarono, dallo scoglio di Roccaporena dove Rita si recava per pregare, direttamente dentro al Coro del monastero imponendo alle suore incredule la sua accoglienza. In realtà sembra che dopo aver pacificato le due famiglie duellanti Rita nel 1407 ottiene di entrare nel Monastero in cui vi rimarrà per ben 40 anni, fino al 22 maggio del 1457, giorno del suo ritorno al padre.

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