Ferragosto è anche altro

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E si, ferragosto è anche altro. Per esempio  il giorno in cui “lo Spirito Santo discese sopra gli apostoli in una nube, discese pure Cristo con una moltitudine di Angeli e accolse l’anima della sua diletta madre. E fu tanto lo splendore di luce e il soave profumo mentre gli angeli cantavano il cantico dei cantici al punto in cui il Signore dice: “come un giglio tra le spine, tale è la mia amata fra le fanciulle” – che tutti quelli che erano là presenti caddero sulle loro facce. Poi la luce si allontanò e insieme con essa fu Assunta in cielo l’anima della beata Vergine Maria in un coro di salmi, inni e cantici”

Ferragosto è anche il giorno della donna vestita di sole, la vergine prediletta mediatrice tra cielo e terra, la madre  di tutte le madri  l’“ Assunta alla gloria celeste”. Quanti lo rammentano? Un tempo tanti! L’Assunta era una festa rituale di grande gioia. Preparare e prepararsi ai festeggiamenti per Maria l’Assunta, era la festa dentro la festa! Per l’Assunta il lavoro si accantonava e per andare a Messa ci si vestiva più che per andare a un ballo con l’innamorato. Si imbandivano tavolate, con amici, parenti e talvolta vicini. Insieme si scherzava, si rideva, si facevano fuochi si cantava, ma tutto era svolto e fatto in onore dell’Assunta. 

Oggi… a giudicare …uhm… è tutt’altro.. Eppure per i cristiani dovrebbe essere un giorno da passare in armonia con se stessi e gli altri in quanto esprime l’ultimo dono di Cristo alla Madre, per ringraziarla della sua massima disponibilità a collaborare con Lui all’opera della glorificazione di Dio, alla Misericordia e Redenzione del genere umano. E, se è vero che quello dell’Assunzione è un privilegio concesso a Maria di anticipata glorificazione integrale del suo essere, anima e corpo, a somiglianza di suo Figlio. È altrettanto vero che Maria è il privilegio anticipato concesso da Dio. al genere umano! Perchè Maria, la donna del Magnificat, il capolavoro di Dio è la porta del cielo.  Quindi per un credente il 15 Agosto  non può essere solo un giorno di bisboccia profana per ricaricare le batterie e scrollar di dosso le angustie. deve essere anche, soprattutto altro. Magari un giorno di serenità, letizia, dolce compagnia senza scordarsi di Maria. Magari per ricordarsi che non siamo fatti solo di materia e passare un giorno simbiotico per dire grazie a Maria, l’Assunta  madre che in ogni umano frangente c’è sempre e sempre ci sarà per ogni suo figlio terreno in necessità.

 Con un caloroso augurio a tutti di lieta giornata e a chi lavora  doppio!

bydif

M’assomiglia assai la luna!

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M’assomiglia assai la luna.

È capricciosa quanto basta

per farsi desiderare

e mai ingabbiare.

È sognante e romantica nell’amare

con dolcezza e fantasia per non

rimanere indigesta e stantia.

È imprevedibile e incostante

come una passione fulminea e bruciante.

Si fa piena e vuota come il borsellino

nello shopping al grande magazzino.

Eccita l’ immaginazione quanto una stella

ma se s’alza storta fa impallidir cielo e terra.

Cresce come l’entusiasmo per un look fantastico

cala appena da mettersi ha il solito straccio.

Zuccherina tonda, più frittata gialla che palla

incipriata rosata o bluette maculata

se non le garba eclissa o a falce taglia.

Star vanesia sol di notte si esibisce

all’alba non sai mai se resta o sparisce.

M’assomiglia assai la luna.

Lattea come vergine madonna

o rossa come dama in collera

non è astro non è pianeta

se vuoi ammirarla devi stare col naso all’aria

o passeggiar sul tetto da sonnambula.

È strana e inafferrabile quanto un illusione

volubile e bugiarda quanto una canaglia

lusinga quanto una torta alla panna. 

M’assomiglia assai la luna.

Si specchia e si fa bella attrae e giocherella

brilla affascina conquista poeti cuori e vista

poi t’ammolla in soda caustica.

M’assomiglia assai la luna.

La mia poco ha di diverso.

Non orbita da satellite

tragitta indipendente.

Non è musa di fatata poesia

benché suscita qualche fantasia.

Non s’ammanta di nubi per gelosia

piuttosto si vela per ritrosia.

La mia luna non è eccezionale

addormenta e non fa sognare.

Tuttavia da sincera pazzerella

chiara o adombra che sia

spadella sempre l’altra faccia

e in magiche orbite allunaggia.

Eh si.

M’assomiglia assai la luna!

e.r.

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La luna, astrologicamente parlando è l’ astro dominante del mio segno. Sembra che in un modo o nell’altro nella personalità ho riflesse le sue caratteristiche. Non so se è per questo che la luna mi affascina. Se la scruto nei suoi vari momenti di fasi lunari, la guardo incantata specchiarsi nel mare, rotolar a palla verso la valle in montagna, giocare a nascondino o farsi strada tra le nuvole,  a volte mi par assomigli assai al mio  modo di essere. Mi sembra di guardar con poche differenze me stessa e questo mi sconvolge.

Buona domenica.

bydif

Il mio magico Luglio

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Il primo mese della seconda parte dell’anno, il secondo dell’estate nell’emisfero boreale, dell’inverno in quello australe, ai tempi di Romolo si chiamava Quintile mutato in Iulius, Luglio, in onore di Cesare che vi era nato forse il 13. Nel calendario gregoriano luglio è l’anonimo settimo mese dell’anno di 31 giorni, mentre per lo scrittore di fantascienza Frederick Pohl ne ha 32 uno in più. e per gli Squallor, un gruppo musicale demenziale degli anni 70, ne ha almeno 38. Beh, 31 , 32, 38 che sian i giorni, fantascientifico, fresco o torrido, il mio pensiero non varia, luglio è il “mio magico luglio” e non può essere altrimenti. Perché? Perché è il mese nel quale mi sento pienamente a mio agio, anche se nell’afa delle valli padane a dire il vero in certi giorni boccheggio e mi sento lessa come una soglioletta è in questo mese che posso ritrovare il mio contatto ancestrale, ricaricarmi di quelle energie cosmiche che la vita quotidiana mi ha inghiottito e posso ripulire il mio ego buttando alle ortiche le “infrastrutture” inutili suggerite dai desideri umani. Legittime per questa dimensione ma lontane anni luce da quella in cui vibra la mia entità migliore, quella nella quale lo spirito trova nutrimento essenziale, senza subire pressioni voluttuarie temporali. In un certo senso nel “mio luglio ” mi sembra che magicamente posso riplasmarmi esteriormente. Attingere dall’incorporeo per verticalizzare le aspirazioni del tangibile! Di solito a inizio mese profitto d’ogni occasione per riunire quelle parti di me che nel tran tran dei mesi precedenti si sono un po’ “scollate” Come un bravo artigiano restauratore appiccico i pezzi pendenti del mio involucro esteriore poi li lustro perbenino in modo da sentirmi fresca e rimessa a nuovo, pronta a sostenere le sfide esistenziali che ripartono dal giorno che son scesa su questo pianeta. Rielaborata materialmente dedico più tempo alla parte asceta. Rispolvero quei libri essenziali a farmi riflettere sul trascendente. Mi soffermo in solitudine a considerare quali progressi ho fatto per avvicinarmi alle vette nelle quali dimora l’essere divino, quello a cui devo l’esistenza in questa e nell’altra realtà. Cerco di riallineare lo spirito al mio ideale di perfezione metafisica, di entrare in comunione con l’assoluto che mi conforta e sprona in ogni situazione, consiglia quando ho una perplessità umana, ridona entusiasmo integrale per districarmi nelle vicissitudini. In ultimo mi prendo una bella vacanza, possibilmente al mare in luoghi pochi affollati, ancora incontaminati o in montagna dove ci sono cascate e torrenti, comunque dove posso passeggiare e stare a contatto con la natura e il mio elemento naturale: l’acqua. In realtà, sentire il suo rumore, vederla scorrere, giocarci mi rinvigorisce come niente altro è in grado di fare, soprattutto quieta i miei bollenti spiriti di donna un po’ guerriera e determinata un po’ tenera e bizzarra.

In poche parole il “mio luglio magico ” in primis è  il mese che numera il tempo del percorrere esistenziale e stabilisce la ripartenza per una nuova avventura, e comunque è il tempo dell’anno che congiunge passato presente e futuro e prodigiosamente fa sparire “l’anticaglia” e apparire  la novità. Con la mia eccentricità fantasiosa e un po’ lunatica per caricarmi la mente di luce positiva lo ritengo  esclusivo. Tuttavia,  soprattutto  fatato. Si fatato come se  concede a tutti un giorno o più per scapricciarsi a piacere e perfino entrare oggettivamente nel suo habitat ideale per vivere un 32esimo giorno mitico e perché no anche un 38ettesimo un po’ “demenziale” per scollegare la logica da un trito maciullante pragmatismo che troppe volte tarpa le ali verticalizzanti dell’ essenza naturale e  spiaccica la freschezza interiore bambina giocosa.

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Delizioso mese di luce, calore e rigenerazione!

bydif

Pietro e Paolo, distinti e identici.

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Pietro il pescatore e paolo l’illuminato. Due uomini differenti uniti da una convinzione. Due apostoli con missione terrena diversa eppur divina identica. Due pietre miliari del cristianesimo e della comunità cristiana. Due santi che tutto il mondo il 29 giugno celebra il trionfo trascendentale con uguale onore e venerazione. Pietro e paolo, due carismatici simbolo di percorsi di vita e fede diversi nondimeno equivalenti nell’essenza estrema.

Simone di Cafarnao, poi ribattezzato da Gesù Pietro, l’umile pescatore, rozzo, dal carattere impetuoso, verace, a volte fragile ma che ispirato dallo spirito santo per primo riconosce la natura soprannaturale di Gesù.“io credo signore che tu sei il cristo, il figlio del Dio vivente”. Pietro, scelto a farsi pescatore di anime, ad assumersi il ruolo difficile di rappresentare Dio in terra, a reggere il primato della universalità della chiesa ” E io ti dico che sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa. Ti darò le chiavi del regno dei cieli e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto”.

Saulo di Tarso, poi Paolo, bello, raffinato, istruito, dal carattere determinato, inflessibile, ammirato e considerato oratore, feroce persecutore dei cristiani, “fulminato” sulla via di Damasco. Paolo, l’apostolo che da fanatico cacciatore soverchiatore di fede che cadendo da cavallo improvvisamente cambia completamente punto di vista e vita. Paolo, animato da una nuova certezza per me cristo è vivere” con la stessa determinazione, instancabilità del persecutore della fede in cristo, si fa apostolo evangelico universale di Cristo. Paolo, l’ apostolo delle genti.

Pietro e paolo, due uomini molto diversi con percorsi umani e spirituali altrettanto diversi ma al contempo convergenti in un unico punto, quello dell’amore certo e fedele a Cristo. Due uomini saldi e consapevoli di una via assegnata complessa e pur tuttavia ostinati a seguirne tutte le variabili per un fine: una chiesa plurale e unita.

La ricorrenza della solennità dei Santi Pietro e Paolo patroni di Roma nasce dalla tradizione che vuole i due giunti dalla Giudea a Roma nello stesso periodo e martirizzati lo stesso giorno, anche se in luoghi diversi.

Due santi distinti accomunati dal destino nel martirio, anche se alcuni storici ritengono che i due Santi non vennero martirizzati ne lo stesso giorno ne contemporaneamente e la scelta del 29 giugno si rifà all’antica festa divinatoria romana del Quirino celebrante i due gemelli Remo e Romolo.

Pietro arrestato, quale cristiano, portato sul colle vaticano condannato alla crocifissione, sentendosi indegno di morire come il suo amato Maestro chiese di essere crocifisso a testa in giù. Secondo una leggenda popolare il giorno del suo martirio i pescatori che escono in mare si imbattono nel diavolo che per rabbia scatena una tempesta terribile. Scaramanticamente il 29 giugno è difficile che un pescatore esca in mare. Tuttavia “ogni pescatore buono ha San Pietro per patrono”!

San Pietro è il santo patrono di muratori, ciabattini, orologiai, pescatori e per via delle chiavi dei portieri.

Paolo arrestato e condannato a morte, in quanto cittadino romano ebbe, si fa per dire, l’onore della spada, cioè essere decapitato nei pressi delle “acque salvie”. Si narra che la sua testa mozzata ruzzolando fece tre rimbalzi da cui scaturirono tre fontane.

San Paolo  è patrono dei cordai, teologi, panierai, cestai, di chi si occupa di stampa, viene invocato per allontanare le tempeste, a salvaguardia di pericoli dei morsi di animali velenosi. San Paolo ha anche fama di “esorcista” o guaritore dei tarantolati.

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Due santi da cui trarre una grande ispirazione di vita quotidiana, san Pietro per  tutte le sue fragilità che comunque non gli hanno impedito di riconoscere la debolezza e
“saper far marcia indietro. ” Quo vadis, Domine?” “Torno a Roma per essere crocifisso di nuovo! San Paolo perchè anche inciampando si può scoprire che nulla vieta aprire gli occhi e cambiare stile di vita.

Felice serata!

bydif

 

Al sole

al sole

Al sole mattutino
il cuor dilata
alla sorpresa
gli occhi empi
di bellezza
sull’ali magnetiche
del sogno
splendono adamantini
gioia e emozione
coccolano fantasia
nel pensiero
reminiscenza vestale
guizza energia
lo sguardo amabile
carezza respira
al nostro appuntamento
agognato
violenta passione
sprofonda negli abissi
al sole mattutino
redento singhiozzo
oscura da distanza
la vista fino a sera
e.r.

A mamma che…

festa mamma

A mamma che lustri or sono, giovanissima donna, sentì il mio primo vagito, con quella semplice gioia che sgorga da un cuore protettivo subito mi fasciò con tenerezza, mi allattò con generosa amorevolezza, mi cullò con dolcezza e come una bimba che mai ebbe una bambola da stringere, carezzare, abbigliare, dedicare tempo, sbizzarrire fantasia e sogni, nel giorno della mamma vorrei tanto, ma proprio tanto farle arrivare un immenso mazzo di papaveri, margherite e fiordalisi. Un mazzo di quei fiori spontanei, dai profumi intensi e delicati dai colori allegri e al tempo stesso invitanti a una giocosità meditativa di candore, passione, celeste visione, tanto difficili da reperire da un fioraio quanto semplice trovar disseminati nei nostri prati, sulle colline, nei campi di grano, ai bordi delle strade e che tanto, in questo mese di maggio, a mamma che mi strinse forte a se Le piaceva raccogliere per abbellire la tavola e adornare la sua “adorata madonnina”, per dirle: grazie mamma. Un grazie mamma che non ho mai saputo esprimere con quella intensità, quella affettuosità profonda da lacerar le viscere, quel sentimento caloroso che penetra l’essenziale, abbraccia anima e cuore e trasmette amore e riconoscimento a anni e anni di dedizione, comprensione, soprattutto duri sacrifici, morali e materiali vissuti e fatti vivere con tantissima leggerezza di spirito da non inibire nel cammino della vita personale desideri, prospettive, scelte e convinzioni. Un grazie di fragranze genuine, come il suo animo rimasto sempre gentile un po’ bambino, gaio, aperto alla meraviglia, alla freschezza entusiastica, saporoso di coraggio, altruismo e un tantino di riserbo riflessivo. Un grazie mamma radioso come il suo amore incondizionato, abbagliante come il suo sorriso affascinante, prezioso come il suo abbraccio rasserenante.

Vorrei tanto, oggi, festa della mamma, riempire di fiori di campo l’infinito per esprimere alla mia che i suoi “fiori” d’amore, sbocciati tanti lustri fa, nel suo cuore, giammai sfioriscono e ogni giorno sempre più riempono  e profumano il mio.

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Grazie mamma!

Grazie a tutti i cuori di mamma che ti fanno compagnia! 

bydif tua figlia

La danza della vita

danza

Scatta

Nel trillo di un vagito

Lievita

Nell’atto e nel pensiero

Stravagante

Ruota e siesta

Nei gagli di un giglio

Sfreccia 

Ride e spuma

Nei battiti di un ciglio

Lussuriosa

Snoda e Volteggia

Nel sogno e nel sospiro

Fermenta 

 S’infoca e Frulla 

Esplode in un bisbiglio

Leggiadra

Si inarca e Vola

Con uno sbadiglio

Armoniosa

Si piega in una stella

bye.r.

danza vita

L’Ottavario e la “Divina misericordia”.

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L’ “Ottavario”, un tempo, per la gente comune era la “ festa  dell’ottavo giorno dalla Resurrezione di Gesù,  per la liturgia, a rimembro dei battezzati che potevano togliersi la veste bianca indossata la domenica precedente, come uso allora giorno battesimale, era la “domenica in Albis”. Dal 30 aprile del 2000 l’Ottavario, legato indissolubilmente al carisma di Santa Faustina Kowalska e a papa San Giovanni Paolo II, è la domenica della “Divina Misericordia”. Come mai? Beh, la scelta di Giovanni Paolo II,  fatta nel giorno della canonizzazione di suor Faustina, di dedicare l’Ottavario alla Divina Misericordia non fu fatta a caso ma per ragion d’essere delegate da Gesù alla carismatica suora. Secondo i diari di Suor Faustina fu Gesù stesso a esprimere il desiderio di istituire questa festa in ragione del suo sacrificio di redenzione : “Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione. Se non adoreranno la Mia misericordia, periranno per sempre”. Dagli stessi si sa che la suora fu anche la prima a celebrare la Divina Misericordia” nella prima domenica dopo Pasqua e nel santuario di Cracovia – Lagiewniki dal 1944 la partecipazione alle funzioni era tale che nel 1951 alla devozione fu accordata l’indulgenza plenaria. Per cui il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II disponendo che nel Messale Romano innanzi al titolo della II Domenica di Pasqua fosse aggiunta la dizione “o della Divina Misericordia” ha ratificato la volontà di Gesù espressa alla carismaticatuttavia prescrisse che nella liturgia Domenicale dell’ottavario si adoperassero sempre i testi che si trovano nel Messale o nel Cerimoniale delle Ore di Rito Romano. Come detto sopra, la festività della “Divina Misericordia” nasce da un desiderio di Cristo espresso per mezzo della Sua apostola: “Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l’immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia . Tale desiderio per la prima volta Gesù lo comunicò nel 1931, durante l’ apparizione. Successivamente, lo chiese ancora: “che il quadro della Misericordia sia quel giorno solennemente benedetto e pubblicamente, cioè liturgicamente, venerato; che i sacerdoti parlino alle anime di questa grande e insondabile misericordia Divina e in tal modo risveglino nei fedeli la fiducia”. Secondo i dati storici in ogni apparizione, ben 14, definendo con precisione il giorno della festa nel calendario liturgico della Chiesa, la causa e lo scopo della sua istituzione, “riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia misericordia ma anche benefici terreni, sia alle singole persone sia ad intere comunità”. Inoltre,  la venerazione della Divina Misericordia, come ha detto Gesù “in quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto“, (scarlatto sunto nel raggio rosso del dipinto su apparizione a suor Faustina) rende accessibili a tutti grazie e benefici, ben inteso se chiesti con sentimento e grande affidamento al Suo generoso mistero di redenzione. Affidamento in quella Divina Misericordia ben manifesta nella rappresentazione iconograficaChi confida nella Mia Misericordia non perirà, poiché tutti i suoi problemi sono Miei ed i nemici s’infrangeranno ai piedi del Mio sgabello”. Iconografia, eseguita in fedeltà alle visioni di suor Faustina, dove Gesù, vestito con una tunica bianca contornata da luce, su sfondo blu, ha la mano destra alzata e due raggi, avvolgenti, che escono dal cuore, uno bianco e uno rosso, rappresentanti rispettivamente l’acqua ed il sangue e, in basso, la frase “Jezu, ufam tobie” ovvero “Gesù, confido in te”. A proposito dell’immagine “Per mezzo di questa immagine concederò molte grazie alle anime, essa deve ricordare le esigenze della Mia Misericordia, poiché anche la fede più forte, non serve a nulla senza le opere” si racconta che all’artista lituano Eugenius Zkazimirowski richiese circa sei mesi di lavoro in quanto la mistica, sempre presente, era particolarmente esigente e continuamente si intrometteva con correzioni o aggiunte di dettagli, per ottenere un’immagine fedele alla visione. Dall’iconografia dell’immagine lo stretto legame tra il mistero pasquale della Redenzione e la festa della Misericordia è indubbio e già suor faustina lo recepì e scrisse “Ora vedo che l’opera della Redenzione è collegata con l’opera della Misericordia richiesta dal Signore” legame ulteriormente sottolineato dalla novena che Gesù chiese, nel 1935, alla santa polacca in preparazione alla celebrazione e che deve iniziare il Venerdì Santo. Come riportato nei diari, la novena consiste nella recita di una particolare forma di rosario-preghiera: la Coroncina della Divina Misericordia. Oh! che grandi grazie concederò alle anime che reciteranno questa coroncina: le viscere della Mia Misericordia s’inteneriscono per coloro che recitano la coroncina”. In breve, la disposizione data da Gesù sulla recita della coroncina  : ” dopo il segno di croce,  recita un padre, un ave e il credo nella versione del simbolo degli apostoli,  sui cinque grani maggiori del rosario recita: “Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l’Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e Signore Nostro, Gesù Cristo, in espiazione dei miei peccati e di quelli del mondo intero”. Sui cinquanta grani minori dì: “Per la Tua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero”. Al termine  pronuncia per tre volte: “Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero”.  Termina la preghiera con la seguente invocazione: “O Sangue ed Acqua che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in te!”;  infine fai nuovamente il segno di croce”. Gesù nel chiedere e disporre  regole  e parole per la novena della coroncina però non ha limitato la sua generosità, specificò  avrebbe concesso particolari grazie Per la recita di questa coroncina Mi piace concedere tutto ciò che Mi chiederanno”. A chi l’avrebbe recitata davanti alla sua immagine “La mia misericordia avvolgerà in vita e specialmente nell’ora della morte le anime che reciteranno questa coroncina” 

Per concludere,  nell’ottavario o giorno della “divina misericordia” Gesù, a chi si affida ai raggi luminosi, ” bianco e rosso acqua e sangue” che fluiscono  dal  suo cuore, con convinzione,  riempie di amore : Desidero darMi alle anime e riempirle del Mio amore, ma sono poche le anime che vogliono accertare tutte le grazie che il Mio amore ha loro destinato. La Mia grazia non va perduta; se l’anima alla quale è destinata non l’accetta, la prende un’altra anima”. Sia alle singole persone sia ad intere comunità regala le grazie salvifiche, elargisce benefici terreni e protezione Divina: “ Le anime che diffondono il culto della Mia Misericordia, le proteggo per tutta la vita, come una tenera madre protegge il suo bimbo ancora lattante e nell’ora della morte non sarò per loro Giudice, ma Salvatore misericordioso”

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Con un saluto speciale e come ricorda papa Francesco I:

Pietà e tenerezza è il Signore, il quale per il grande amore con il quale ci ha amati, ci ha donato con indicibile bontà il suo unico Figlio, nostro Redentore, affinché attraverso la sua morte e risurrezione aprisse al genere umano le porte della vita eterna, e affinché, accogliendo la sua misericordia dentro il suo tempio, i figli dell’adozione esaltassero la sua gloria fino ai confini della terra”

auguro buona serata a tutti!

bydif

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Lunedì dell’Angelo

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Il lunedì dell’Angelo, più noto come la pasquetta tradizionalmente ormai è il giorno della gita fuori porta, del relax all’aria aperta del divertimento condiviso con picnic, grigliate, mangerini fatti in casa da gustare fuori dalle oppressive 4 mura . Un giorno da vivere con spensierata informalità oltre il solito proprio recinto, in uno scenario naturale più ampio, meno costrittivo, rifocillante corpo e umore e dai colori freschi e vivaci che solo la primavera regala, il profumo intenso della terra, dei boschi, del mare, il chiacchiericcio allegro di amici e parenti, le corse, le capriole, i giochi e pure i bisticci e gli accaloramenti di grandi e piccoli per questioni futili. Certo, oggi , visto il tempo,  per alcuni  pasquettari è stata dura godersi una giornata senza imprevisti di fuggi fuggi per scampare un acquazzone con forzata conclusiva del beneamato relax all’aria aperta in un mesto rinfuso raccogliticcio di cose e anticipato ritorno con probabile slalom infernale sotto un tettuccio di un abitacolo di lamiere motorizzate!

Ma… fatta salva la popolar usanza, che invero un fondamento evangelico dell’andare fuori porta ce lo ha, il lunedì dell’angelo, ha un significato collegato al mistero pasquale della morte e resurrezione di Cristo. Come narra Marco:

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“Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a imbalsamare Gesù.  Di buon mattino, il primo giorno dopo il sabato, vennero al sepolcro al levar del sole.  Esse dicevano tra loro: Chi ci rotolerà via il masso dall’ingresso del sepolcro?.  Ma, guardando, videro che il masso era già stato rotolato via, benché fosse molto grande.  Entrando nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura.  Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano deposto.  Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto.  Ed esse, uscite, fuggirono via dal sepolcro perché erano piene di timore e di spavento. E non dissero niente a nessuno, perché avevano paura.

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Risuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva cacciato sette demòni.  Questa andò ad annunziarlo ai suoi seguaci che erano in lutto e in pianto.  Ma essi, udito che era vivo ed era stato visto da lei, non vollero credere.

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Dopo ciò, apparve a due di loro sotto altro aspetto, mentre erano in cammino verso la campagna.  Anch’essi ritornarono ad annunziarlo agli altri; ma neanche a loro vollero credere.

Cena-in-Emmaus-Caravaggio-Londra-Alla fine apparve agli undici, mentre stavano a mensa, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato.

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Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato.

AscensioneE questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno. Il Signore Gesù dunque, dopo aver loro parlato, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. E quelli se ne andarono a predicare dappertutto e il Signore operava con loro confermando la Parola con i segni che l’accompagnavano.” Marco 16,1-11

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In conclusione, il lunedì successivo alla S. Pasqua per quanto riguarda l’Angelo, messaggia lo stretto rapporto  che c’è tra gli angeli e Dio. Infatti, sono il tramite tra cielo e terra e a loro Dio affida il ruolo di intermediari della Sua volontà.  L’angelo del sepolcro che appare alle Pie donne come anche quello che appare alla Vergine Maria sono i messaggeri mandati  ad “annunziare agli uomini i voleri e le promesse di Dio, come anche per interpretare le sue visioni (Dan., VIII, 16; Zac., I-III); i suoi disegni nel governo del mondo; o a perlustrare la terra per informarsi della condotta, soprattutto morale e religiosa, degli uomini (Gen., XVIII, 20-22; Giobbe, I, 7 . Quindi le loro apparizioni in un luogo o a delle persone hanno in se un adempimento ben preciso che può essere di palesare,  spiegare, avvertire  il volere Divino.

passeggiata familiare

Nel mentre per quanto concerne la pasquetta, beh.. il nesso popolare di una passeggiata o una scampagnata “fuori le mura” o “fuori porta” probabilmente c’è nel ricordare Gesù che appare a due discepoli in cammino verso Emmaus a pochi chilometri da Gerusalemme. Certo, oggi , visto il tempo, il fuori porta non era ideale e per alcuni  pasquettari è stata dura godersi una giornata senza imprevisti di fuggi fuggi per scampare un acquazzone. Per i più, il beneamato relax all’aria aperta si è concluso  in un mesto rinfuso raccogliticcio di cose  con anticipato ritorno alle 4 mura con  slalom infernale sotto un tettuccio di un abitacolo di lamiere motorizzate!

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buona serata in spirito angelico di pace, amore fraterno e letizia umana!

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Domenica Santa:

Sui passi di Gesù dalle palme alla Resurrezione:

Domenica Santa: Giorno della vita, del riscatto, della gioia

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nacque da Maria Vergine,
patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso,
mori e fu sepolto; discese agli inferi;
il terzo giorno risuscitò da morte;
salì al cielo, siede alla destra
di Dio Padre onnipotente:
di là verrà a giudicare i vivi e i morti.

pasqua

Seguendo i passi di Gesù nel mistero pasquale…

con la  morte  libera dal peccato

con la  Risurrezione  dà accesso ad una nuova vita

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Gesù è risorto. Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra

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FELICISSIMA SANTA PASQUA IN LUCE SPIRITO E GIOIA A TUTTI !

magritte

bydif