Sarà perché è Ottobre?

ottobre

Sarà perché è Ottobre, l’inequivocabile mese ambasciatore della cognizione consapevole della dinamicità transitoria che riesco a sopportar tutta la cagnara divulgativa sulla covid pandemia.

Sarà perché è Ottobre che eleva l intelletto ad afferrar la sinfonica musicalità del variegar degli elementi naturali che riesco a deacusticare la artificiosa cacofonia sonora covid politica.

Sarà perché è Ottobre, mese di radiazione di luce positiva che declina a contemplar l’effluvio di taciturna bellezza che riesco a non sbottar a tutto l’olezzo prolisso dei balordi vociferi social-movida.

Sarà perché è Ottobre mese che ispira i sensi a goder la mitezza lineare del multicolore che riesco a non esplodere alla variopinta contorta pandem-virologa informazione.

Sarà perché è Ottobre, che declina l opulenza policroma del creato allo incanto della azione sequenziale al tempo che riesco a svicolare la ampollosa insipiente pochezza delle cape al governo.

Sarà perché è Ottobre, mese che ancora spirito e mente all equilibrio di Dio nell’autorevolezza dell’ assetto universale complesso che riesco facilmente a sgabbiare l’onnipotente  arroganza uni-covid- normo-imperativa che disordina la gente.

Sarà perché è Ottobre che tempra il fisico ad adattarsi con pacatezza ai rigori sincroni alla variabile momentanea che riesco con filosofia a pacificare le tre C giornaliere – cretinismo- caos-confusione, senza sprofondare nel pandem-covid-terrore.

Chissà!…

bosco

 Forse l’essenza del trascendente in questo Ottobre inebria di poliedriche viste, odori e sapori anti panico che evita di subire le dinamiche covid-informative seppur legittimate da oggettiva virus trasmissibilità social relazionale.

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bydif

Er compagno scompagno

gatti amici

Un Gatto, che faceva er socialista

solo a lo scopo d’arivà in un posto,

se stava lavoranno un pollo arosto

ne la cucina d’un capitalista.

Quanno da un finestrino su per aria

s’affacciò un antro Gatto: – Amico mio,

pensa – je disse – che ce sò pur’io

ch’appartengo a la classe proletaria!

Io che conosco bene l’idee tue

sò certo che quer pollo che te magni,

se vengo giù, sarà diviso in due:

mezzo a te, mezzo a me… Semo compagni!

– No, no: – rispose er Gatto senza core

io nun divido gnente cò nessuno:

fo er socialista quanno sto a diggiuno,

ma quanno magno sò conservatore!

Trilussa

gatto

Eh eh…Quando se tratta de spartì…nun c’è ciccia pe’ gatti!

bydif

Un caldo pomeriggio pellegrino

100_2930 grotta nazareth

Di fronte alla Tua casa Maria non oso proferir parola

tanto è lo straordinario che riversa sul fervore

che mi rapisce l’animo e zitta ogni emozione.

In profondo silenzio d’animo e d’intelletto

per ore resto a contemplare il luogo

che giovin Vergine ti videro sussultare di stupore

all’annuncio angelico d’esser donna eletta,

l’Ave piena di grazia libera dall’eden peccato

degna di portare in grembo quel profetico

figlio Salvatore d’oblio da eterno fuoco inferino

promesso dal padreterno.

In questo mistico silenzio quel che stupisce Maria

è che non s’avverte obiezione all’offerta del messagger celestino..

neppure si nota un lampo per chiedere spiegazioni

d’un perché tocca a Te portare in grembo il volere del Padre,

il Gesù messianico dumano riscatto

All’istante tutto Hai accettato.

e per cognizione di quanto per opera dello spirito avveniva

il tuo volto di Vergine nell’ attimo da genitrice si è illuminato.

Qualcuno dice perché non Eri acculturata .

Beh…Maria, da madre Virginale sai bene anche Tu

solo l’ ottuso pensare

fa dire che un po’ di sapere umano

serve ad afferrare una volontà soprannaturale!

Quel che ha me sovviene Maria…

forse sul momento sorpresa dal messaggio Divino

tutto l’ immenso valore non Hai decifrato

e di fiducia Ti sei rimessa al volere dell’ Onnipotente,

al perché del compito difficile che ti Era affidato.

D’altronde …dar vita a un Figlio da Immacolata….

A Quale altra donna sulla terra capita o era mai capitato?

a nessuna!

Tu l’unica dal tempo infinito eri l’eletta Madre destinata

e …nella soave armonia che si respira in questo luogo ieratico

si vive Maria l’essenza casta del privilegio accordato

e che a nessun’altra donna avverrà mai di grazia.

Maria, di fronte a questa grotta testimone di obbedienza

di accoglienza incondizionata di un progetto eccezionale,

in cui sfilano senza sosta pellegrini pieni di intimo trasporto

di fede, speranza, affidamento spirituale

s’aspira un che di soave, di garbata leggiadra,

di inarrivabile armonia da intenerir la pietra dura

eppure di così deciso a servir in toto il Padre Divino

che il pavimento scricchiola senza un motivo

da parer che tutta la basilica dell’Annuncio

s’inabissi nell’animo travagliato,

traslucidi il passato in un che di straordinario

in cui tutto il brusio pellegrino scompare

e in luce chiara a occhi e cuore

ogni pietra palesa il candore verginale,

d’immenso emozionale Maria

che a nuova spiritualità la volontà eleva.

Nell’inerzia mistica pellegrina per ore resto

a contemplare l’ antico luogo sacrale

del divin materno tuo mistero

e nel quieto considerare dell’animo mio

Maria assorbo la bellezza dell’infinito

la grandezza del tuo accettare il figlio

e afferro…oh che misera tapina son Maria

sempre a cercar un perché al terren cammino,

una risposta a tutto quanto col vento gira

mai mi adeguo ad accettare semplicemente

ciò che s’appressa confidando in Dio.

Un brusio scuote il silenzioso meditare.

Arriva un lieve è ora di rimarciare.

Oh no,

sto così bene che resto immobile. 

Un brusco muoviti mi strappa l’anima.

Con un sospiro m‘inchino a saluto d’addio

all’Ave piena di grazia, di corsa m’avvio.

Sulla porta m’arriva una folata profumata,

aspiro con tutta l’energia l’incanto.

Esco trafelata.

Fuori la luce è accecante.

Specchia candore ogni immagine sacra.

A sentore m’accodo al gruppo e per l’attesa ringrazio

Con in cuore l’amore luminoso di Maria

la mater d armonia che esorta al dialogo

a  40° Il pellegrino viaggio continua…

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…mentre mi allontano dal luogo santo in completa assuefazione dell’atmosfera mistica  e del rumoreggiare strabiliato del gruppo  sul luogo, le sensazioni, le conferme al proprio credere, la calura infocata del solleone, mi sovviene la differenza …comprendo l’enorme differenza… Maria  aveva completa  fiducia, credeva nel Padre in modo totale e nulla La spaventava…mentr’ io… io traballo sempre, credo con riserva,  non m’affido con spirito chiaro di fede, mi emoziono e dubito…Per questo son qui? …. bah…si vedrà ….intanto…intanto  è caldissimo e il pellegrinaggio continua…ma posso dire che  il caldo pomeriggio pellegrino passato in Basilica a contemplar la grotta dell’Annuncio è stato  così refrigerante da caricarmi d’energia da si  continuare il viaggio itinerante nei luoghi di Gesù e Maria senza avvertir  fatica e con tale leggerezza da farmi andar come una gazzella.

bydif

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….oggi… ci son 40° gradi, l’afa è pazzesca e d’allor  posso dire d’aver  vissuto un pomeriggio pellegrino caldo per il corpo e così rinfrescante lo spirito da non più  traballar in dubbi.

 

Bydif

 

 

Una sofferenza dover…

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A volte le persone non si conoscono direttamente ma si amano. Perderle turba profondamente l’animo. È successo in questi giorni. Una sofferenza dover dire ciao a Ennio Morricone. Sebbene mai Ha avuto la minima consapevolezza della mia esistenza il Suo “andarsene” mi ha profondamente scosso. Con Lui andava un “pezzo” di vita! Vero che non ho mai incontrato la persona ma ho incontrato la sua musica. E che musica! Unica e indimenticabile. Sempre immaginativa, “divinamente” vibrante, a volte con toni struggenti altri elettrizzanti, ha costellato di momenti di indimenticabile sensazione emotiva il mio vissuto, tanto da “amarlo” come e più di quelli di assidua relazione. Per omaggiarlo e porgergli l’ultimo saluto, siccome, data la notorietà mondiale, in tanti han magistralmente detto e scritto che altro potrei aggiungere? Credo poco se non ripetere il già stigmatizzato da altri. Per cui per onorare l’ artista cantore del suono, dell’arte, della bellezza, ringraziare il cesellatore di attimi musicali inimitabili, dir ciao all’ “amato amico di sensazioni d’ascolto” rasserenanti il mio inquieto circostanziale, riferire un po’ sull’ uomo, popolarissimo e stimato in tutto il mondo, giacché per “andarsene” ha preferito il silenzio al clamore, ho concluso che non v’era nulla di meglio che farlo attraverso alcuni Suoi dire…  

L’uomo: “non voglio disturbare”
le abitudini: “Mi alzo prestissimo, intorno alle 4.30, faccio ginnastica, leggo i giornali e alle 8.30 sono già al lavoro”.
Lo spirito: “Io prego un’ ora al giorno, ma anche di più. La prima cosa che faccio. Anche durante la giornata, per caso”.
Ia filosofia: “ Ama gli altri come ami te stesso; ecco, questo per me è un modo normale di essere”.”Identifica una persona onesta, altruista, rispettosa di Dio e del prossimo. Amare gli altri, anche se la parola amare può sembrare forte; però è così. Questo è importante. Io penso veramente al bene degli altri, che il prossimo non abbia il male dal mio modo di fare. Mi è perfettamente normale che debba fare una cosa per rispetto della persona che incontro”.
La riflessione: “La musica mi ha salvato da fame e guerra. Ma l’arte è puro talento, la sofferenza non c’entra”.
L’orgoglio, “A chi mi chiede di parlare di “western all’italiana” rispondo che parleremo un’altra volta. Odio quel termine: lo trovo riduttivo, superficiale, provinciale.”
la responsabilità: “Non facevo concerti quando i miei figli erano piccoli.”
la coerenza :“Ho sposato una siciliana, il che mi ha permesso di conoscere da vicino la sicilianità. Ma grazie all’arte di Tornatore ho avuto la conferma delle mie sensazioni su questa terra che è bella anche per le sue contraddizioni oltre che per la sua umanità”.
la fermezza:“I film di Sergio Leone sono dei capolavori. E basta”.
il ringraziamento: “quello di aver ricevuto la grazia del talento e di aver avuto la fortuna di studiare musica”.
l’artista: “Non scrivo per il successo. Scrivo per me”
L’ispirazione; “Essere originali diventa sempre più difficile”
L’etica: “Nei casi di plagio la malafede salta subito agli occhi. Cioè: alle orecchie”.
il mestro: “La musica esige che prima si guardi dentro se stessi, poi che si esprima quanto elaborato nella partitura e nell’esecuzione”.
La magia : “la musica è sicuramente vicina a Dio. Nello stesso tempo la musica è proiettata nell’ anima e nel cervello dell’ uomo. Gli permette di meditare. Il discanto, il falso bordone provengono dai primi trattamenti polifonici del canto gregoriano. Da lì è nata la musica occidentale. La musica è l’ unica vera arte che ci avvicina veramente al Padre eterno, e all’ eternità. Lo dico a me stesso, e qualche volta a mia moglie, che la musica già esisteva, tutta! La musica che è stata scritta e sarà scritta. È il compositore che l’ ha presa, e la prenderà! Secondo la propria epoca, secondo il momento in cui egli scrive e secondo la civiltà e lo stato della ricerca musicale del suo tempo. La musica è già esistente anche se non c’ è”.
Il compositore: “Quando scrivo nessuno mi può aiutare, perché chi scrive ha qualcosa di personale da dire”
la considerazione:“La musica poi è intangibile, non ha sembianze, è come un sogno: esiste solo se viene eseguita, prende corpo nella mente di chi ascolta. Non è come la poesia, che non necessita di interpretazione perché le parole hanno un loro significato”.
la convinzione: “un regista non deve essere esperto di musica deve fidarsi della musica
il realismo: “Dagli anni del mio esordio a oggi si è passati attraverso l’alta fedeltà, la riproduzione sempre più perfetta del suono, l’arricchimento tramite messaggi video. Tutto è diventato più accurato. E il mio modo di scrivere testimonia sempre l’esigenza di andare avanti lungo un percorso creativo”.
la confidenza: La più grande soddisfazione? “aver scritto la colonna sonora della vita delle persone”
la sensibilità: “ Il co-produttore del film, Fernando Ghia, mi portò a Londra a vedere il film. Di fronte al finale, ero piangente; a quella strage di indios e di gesuiti per mano portoghese e spagnola. Avevo davanti a me il regista e i due produttori e dissi, “No, io non lo faccio, è bellissimo così”. Credo di essere rimasto mezz’ ora a piangere. E loro insistevano. Finché cedetti: “Faccio la musica”. Non volevo farla perché se la sbagliavo avrei potuto rovinare il film. Lavorando su tre elementi distinti che non potevo ignorare, l’ oboe del gesuita padre Gabriel, la musica corale e quella etnica degli indios, credo sia stato un miracolo l’ esser riuscito a comporre una musica in cui tre combinazioni indipendenti di suoni funzionavano anche contemporaneamente”.
il creativo: “Ho usato suoni realistici in un modo psicologico. Con ‘Il buono, il brutto e il cattivo’ ho usato suoni di animali, come il coyote, così il suono animale è divenuto il tema musicale principale del film”.
Il misticismo: “non mi sono mai considerato un compositore mistico-sacrale. La mia carriera è iniziata con Il federale di Luciano Salce regista di commedie, che mi ha voluto per altre sue pellicole, ma un giorno mi chiamò e mi disse, “Devo lasciarti”. “Perché?”. “Perché io faccio film comici e tu fai una musica spirituale, sacrale. Devo lasciarti per forza”. Da allora siamo rimasti amici ma non abbiamo lavorato più insieme”. Questo episodio mi ha segnato molto. Grazie a lui ho cominciato a ragionarci su. Probabilmente a volte esprimo sacralità anche quando non la cerco o non ci penso. Non parlo nemmeno di ispirazione, che non esiste. Parlo di idee. Sono forse su un binario che porta verso questi esiti”. “ho toccato il massimo della sacralità quando ho raccontato l’anima dell’uomo, nei film per la tv su Giovanni XXIII e su Giovanni Paolo II, ma anche nelle pellicole di Sergio Leone dove oltre alla violenza c’è una speranza. Speranza che ho sempre messo implicitamente in tutte le mie partiture”.
la chiarezza:” la musica orazione? Certo! ma al di la della musica ci vogliono parole, intenzioni, concentrazione“…
I concerti: “Ho sempre diretto le mie musiche, ma solo in studio di registrazione. Poi mi hanno chiesto di dirigerle in concerto” .“Dirigere in teatro le mie musiche mi ha fatto uno strano effetto: abituato a sentire le note in cuffia, dal vivo mi sono trovato ad ascoltarle insieme al pubblico che respirava dietro di me in uno scambio di emozioni continuo”. “Ogni volta che sono salito sul podio non ho potuto non mettere sul leggio una suite delle musiche per i film di Sergio Leone e la colonna sonora di Mission”.
la percezione: “Posso avere anche centomila persone, alle spalle: non me ne accorgo. Sono troppo concentrato, sono solo. Solo fino agli applausi conclusivi. Allora tutto si scioglie. Il miracolo s’è ripetuto un’altra volta. E posso passare anch’io dalla parte del pubblico”.
ll bilancio: “Di Soddisfazioni professionali ne ho avute molte, ma a iniziare dall’Oscar non ho mai avuto il tempo di godermele perché ho sempre lavorato guardando avanti. Ho avuto anche momenti di profonda crisi superati grazie alla fiducia nelle potenzialità e nel talento che mi sono stati dati”.

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Ciao Ennio, uomo dall’animo e dal talento di potenza elevata sempre connesso a cielo e terra! Mistico e realista, raffinato e istintuale, innovativo e tradizionale, sarcastico e rispettoso, epico e futurista, popolare e esclusivo, intenso e narrativo, ardito e conservatore, originale e creativo, aristocratico e proletario, classico e avanguardista, melodico o pop  sempre sublime .

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morricone

 

Per la storia: romano di nascita, artista per vocazione, colto per inclinazione, musicista per genialità, compositore per talento , direttore per eclettismo, concertista per ispirazione, arrangiatore per occasione, poeta per sensibilità, avanguardista per generosità, maestro per espressione, protagonista per abilità, giramondo per notorietà, ironico per intelligenza, verace per formazione, idealista per amore, creativo per italianità, trascendente per sentimento instancabile per predisposizione, riservato per riflessione, comunicativo per educazione, materialista per realismo, romanista per passione, star per ammirazione. Insomma,  un artista eccezionale , geniale compositore, innovativo e, con l’uso della voce umana, suoni della natura, oltre di strumenti mai utilizzati per le colonne sonore, inconfondibile, prestigioso direttore, sensoriale musicista , concertista di grande fama in tutto il mondo. Con oltre 400 film, collaborazioni con registi di calibro indiscusso, Leone d’ oro e Oscar alla carriera , Oscar per la colonna sonora The Hateful Eight, 27 Dischi d’ oro, 7 Dischi di platino, 7 David di Donatello, 3 Golden Globe, 1 Grammy Award, numerosissimi premi e riconoscimenti Ennio Morricone è e rimane “ mestro” immortale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Notte magica

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La notte che precede la festa di san Giovanni Battista, la più lunga dell’anno, per antica tradizione è considerata magica, di straordinaria potenza sprigionata dalle radiazioni astrali nel solstizio di giugno . E’ credenza che tale notte chiude la porta sacra e spirituale degli dei, e apre la porta profana e materiale dell’uomo,  per cui è la notte in cui all’uomo è permesso catturare energie positive per purificarsi e rinnovarsi, entrare in sintonia con gli elementi della natura per preservarsi da malanni, inganni, e sortilegi, scaricare al suolo le energie negative. Ovvero candeggiare corpo e anima per affrontare le fatiche dell’esistenza. Popolarmente si ritiene  che esporsi alla sua luce notturna toglie le negatività accumulate per gli incerti della vita, purifica lo spirito e ridona all’aurea personale la sua luce naturale offuscata o alterata da percezioni emotive catastrofiste, aggressività compresse, sentimenti astiosi con effetti comportamentali contrari all’indole. Inoltre è la notte in cui i raggi lunari impregnano ogni cosa di luce protettiva, erbe, fiori, acque, liquidi, pietre, cristalli, persone ecc.acquistano virtù straordinarie. Ogni cosa  illuminata dal satellite terrestre si carica di energie naturali benefiche,  sacrali e dal potere magico che  preservano tutto l’anno da fastidi e malanni. A parte ciò, è comunque risaputo che la vigilia della anniversario della nascita di S. Giovanni Battista, qualsiasi liquido, pietra, cristallo esposto ai raggi della luce lunare  assorbe magiche virtù e può diventare una vera fonte di benessere per ricaricare il fisico stressato o sotto tono psicologico, togliere impurità, sanare e levigare la pelle, ridare splendore agli occhi, ecc ecc. E’  anche  noto che è la notte propizia a  riti per attirare la buona sorte nel lavoro e nell’amore, esaudire desideri, soddisfare bisogni temporali ma pure dove bene e male si contrappongono.  Infatti nell’immaginario collettivo questa notte è legata tanto ai riti scaramantici-purificatori come falò, bagni di guazza, in acque limpide, fontane, mare, lavaggi con acque alle erbe e fiori, quanto a quelli rituali sabbatici-satanici come raduni di streghe, satiri , maghi, cultori dell’occulto diabolico, intrisi di musiche particolarmente eccitanti, danze sfrenate evocative di sacrifici, patti, magia nera e rossa.

Ma il vero prodigio di questa notte  è che funziona come un capodanno cosmico in cui dopo un capovolgimento caotico il cosmo si rinnova e ricrea attraverso gli elementi primordialil di luce e calore.  La “ magia”   sta racchiusa nei  simboli di purificazione e rigenerazione per eccellenza, cioè acqua e fuoco. Per cui a livello pratico iI difficile   sta  nell’incrociare le virtù benefiche di guazza e falò! 

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Felice guazza di san Giovanni e che  in ognuno di voi asperga la sua benefica magia.

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Festa Sacro Cuore

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Con la Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, oggi si festeggia l’amore misericordioso del Salvatore, simboleggiato nel suo Cuore.

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La devozione al S.Cuore di Gesù, celebrata per la prima volta in Francia, probabilmente nel 1685 ma devotamente già praticata nel Medioevo,  ebbe un grande impulso attraverso Santa Margherita Maria Alacoques allorchè ebbe rivelazioni private da parte di Cristo , che IndicandoLe il suo cuore  le chiese di propagare la devozione e di far istituire la relativa festa al Suo  Sacro Cuore. Da ciò, successivamente, Papa Clemente XIII diede alla Solennità del Sacro Cuore di Gesù un orientamento: nuovo, cioè espresse che il giorno di festa devota non doveva più essere soltanto un’amorosa contemplazione e adorazione del tanto amato Cuore di Cristo , bensì anche un momento di riparazione per offese e ingratitudini ricevute oltrechè di riflessione profonda sulla misericordia amorevole verso gli altri. Invece,  l’universalità della festa del Sacro Cuore si deve a Papa Pio IX in quanto nel 1856 l’introdusse con data fissa  al terzo venerdì dopo Pentecostene nel Calendario liturgico della Chiesa Latina. In seguito  della riconosciuta universalità devozionale  sorsero un po’ ovunque  molte cappelle, oratori, chiese, basiliche e santuari dedicati al Sacro Cuore di Gesù. Inoltre tutta una serie prolifera di immagini più o meno artistiche raffiguranti il Sacro Cuore fiammeggiante, quasi sempre posto sul petto di Gesù che lo indica agli uomini. Sulla spinta dei fedeli di tutto il mondo  iniziò anche  la pia pratica del 1° venerdì del mese con la supplica di intercessione misericordiosa al Cuore,  vennero composte le Litanie del Sacro Cuore, tutto il mese di giugno fu dedicato al suo culto. 

Ma qual è il significato di questa festa?

È onorare cristo e il suo cuore colmo di grazia, dolcezza e comprensione all’umano.

Come?

Concentrando lo sguardo sul Cuore di Cristo perenne fornace ardente d’amore capace di bruciare il male e infiammare la fede del bene verso la Santa volontà del Padre con vera convinzione. Come dire essere con Cristo in tutti i momenti difficili dell’esistenza terrena e in quelli più tremendi e sgradevoli ancor più, per dire fiduciosamente come Gesù sulla croce :Padre, non come voglio io, ma come vuoi tu”.

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Sono molto devota al SS.Cuore di Gesù e fin da ragazzina mi rivolgo a Lui con fiducia per trarre forza quando la speranza o la fede  vacilla. Spesso mi vien spontaneo ripetere: “Sacro Cuore di Gesù non farmi mai mancare l’energia  per reagire alle avversità e fa che io ti onori e “t’ami sempre più”

bydif

Pane di vita

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“Io sono il pane vivo disceso dal cielo.”

La solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, meglio nota  come Corpus Domini,  celebra il grandissimo mistero dell’Eucaristia ” il pane vivo”  promesso da Gesù a Cafarnao :“Io sono il pane vivo disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno;e il pane che io darò è la mia carne, per la vita del mondo!” e da come si legge in Gv  tanto sconcertò  seguaci e giudei. “Come può costui darci la sua carne da mangiare?”ma a cui Gesù allora ribadì con: “In verità, in verità vi dico:se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, ha la vita eterna ed io lo risusciterò nell’ultimo giorno, poiché la mia carne è un vero cibo ed il mio sangue è una vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me ed io in lui!” . Poi,  ciò che aveva annunciato a Cafarnao, cioè la promessa del “pane vivo” Gesù non solo la riconferma nell’ultima cena : “ prese un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo:“Prendete e mangiate: questo è il mio Corpo! Prendete e bevete: questo è il mio Sangue! “mantiene anche la promessa ” sarò con voi sempre, fino alla fine dei tempi” e   istituisce il Sacramento dell’eucarestia fate questo in memoria di me. 

Come detto  la solennità del Corpus Domini celebra il mistero dell’Eucarestia.  Il più grande dei misteri . La presenza di Cristo nel santissimo sacramento? Difficile da comprendere con la razionalità! Soltanto l’intelletto che accetta la parola di Dio con fede accetta il  Cristo presente nell’eucarestia. Un Cristo presente sia in corpo che spirito una presenza reale fonte  di unione profonda, di intima relazione  del suo esistere in comunione con ognuno di qualunque generazione.  Vale a dire, Egli in ognuno e ognuno  in Lui.  Non è mica  facile contemplare il Santissimo  e  diventare una cosa sola  con Gesù! . Già, ma   neanche è  facile percepire la complessità del l’incarnazione. Quindi anche se non è facile comprendere che pane e vino diventano Cristo stesso  l’importante che ” l’ostia ” , che si adora o si riceve,  sia rispettata in tutta l’interezza. di fede nel   suo mistero di “pane vivo disceso dal cielo”

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Una festa del Corpus Domini a tutti!

Bydif

 

 

Vola via, vola via…

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“vola via, vola via, dalla testa mia” è il ritornello che da qualche tempo ogni giorno mi fa compagnia !  Eh si, in questi tempi così scombussolati dal covid e da tutto un dire e contraddire, ammettere e smentire, dicere e rimbeccare, sminuire e impaurire , rintuzzare e stordire, senza volere ma probabilmente in associazione interpretativa non so se difensiva, auspicante o sbolognativa del bailamme, la memoria l’ha ripescato dai cassettini per utilizzaro a mo di scaccia incubo. Incubo. da che? Beh dalla fissa della pandemia e da tutto il contorno spettrale depressivo con notizie e contronotizie, indicazioni e controindicazioni! Non è poi così strano se la memoria ha ripescato questo ritornello che a rigor del vero fa parte di un bellissimo canto, scritto da Italo Calvino intorno agli anni sessanta, e ogni giorno se lo ripeteva come un mantra. Basta leggerlo per cogliere le molte simiglianze simboliche come la paura, i problemi legati alla realtà, al clima generale dall’erta pesante e confusionario. Unica differenza è il tipo di paura che il ritornello cerca di far “volare” lontano dal cervello per non rimanerne succube inerte. Ma … ma poco cambia la causa della paura che alimenta la “guerra” emotiva da affrontare ogni mattina. In entrambi i casi il martellamento sul cervello è aspro e il combattimento “ difensivo”, per non lasciarsi risucchiare dal vortice della paura, veramente duro in specie se subissato da una serie infinita di dicere contradditorio e spesso talmente utopico nel modo di informare, intervenire e rassicurare, da amplificare la percezione di insicurezza e sconforto da trasformare la paura in un incombente corvo affamato. Un corvaccio che svolacchia e svolacchia e il cui presagio divoratore espone a una guerra di nervi giornaliera assai stressante. Per non cedere al panico del corvo-paura incosciamente la mente s è trovata un rimedio esorcizzante, quello di ripetersi vola via, vola via …soprattutto vola via dalla testa mia. In fondo per crearsi il diversivo è bastato poco, sostituire una paroletta nella domanda, cioè invece di dire : “dove vola l’avvoltoio? “ Dove vola il covid? E poi …“vola via, vola via dalla terra mia, dalla testa mia! Non me ne voglia Calvino se mi son presa questa libertà, non è stato per stravolgere, per necessità adattativa al momento, in quanto ho considerato il suo canto un vero amico giornaliero che mi aiutava e ancora mi aiuta tantissimo a scacciare dall’orizzonte “l’avvoltoio” predatore di anima e corpo. D’altronde la similitudine delle cause dello svolacchiare nefasto dell’avvoltoio di ieri, e lo svolacchiare del corvo di oggi è consistente. Non è forse vero che la “bomba” covid è scoppiata con virulenza, scatenato in terra un deserto di tristezza e terrore oltre una lunga scia di anime morte chi in corpo e chi in spirito e levato in volo una infinità di avvoltoi ? Quindi…se c’è il nesso…ci sta pure il ripeter “vola via, vola via dalla testa mia” per combattere paura e incubo dell’invisibile mostriciattolo! Eppoi guerra fredda e guerra di nervi…sempre guerra è. Comunque sia, il ritornello del grande Calvino è stato e ancora è un modo efficace, almeno per me, sia per  scacciare con tutte le forze il “corvo” pandemico dalle mie giornate da viverle con meno ansia e maggiore serenità di testa e spirito, sia per allontanare gli “avvoltoi” che al solito si son messi subito in volo per profittare delle “carcasse” di paure e sconquasso.

avvoltoio

A questo punto mi par logico e doveroso postare di seguito il canto scritto da Italo Calvino a cui ho attinto il mio scacciapaure “Dove vola l’avvoltoio “ :

Un giorno nel mondo

finita fu l’ultima guerra,

il cupo cannone si tacque

e più non sparò,

e privo del t

Un giorno nel mondo

finita fu l’ultima guerra,

il cupo cannone si tacque

e più non sparò,

e privo del tristo suo cibo

dall’arida terra,

un branco di neri avvoltoi

si levò.

Dove vola l’avvoltoio?

avvoltoio vola via,

vola via dalla terra mia,

che è la terra dell’amor.

L’avvoltoio andò dal fiume

ed il fiume disse: “No,

avvoltoio vola via,

avvoltoio vola via.

Nella limpida corrente

ora scendon carpe e trote

non più i corpi dei soldati

che la fanno insanguinar”.

Dove vola l’avvoltoio?

avvoltoio vola via,

vola via dalla terra mia,

che è la terra dell’amor.

L’avvoltoio andò dal bosco

ed il bosco disse: No

avvoltoio vola via,

avvoltoio vola via.

Tra le foglie in mezzo ai rami

passan sol raggi di sole

gli scoiattoli e le rane

non più i colpi del fucil.

Dove vola l’avvoltoio?

l’avvoltoio vola via,

vola via dalla terra mia,

che è la terra dell’amor.

L’avvoltoio andò dall’eco

e anche l’eco disse No

avvoltoio vola via,

avvoltoio vola via.

Sono canti che io porto

sono i tonfi delle zappe,

girotondi e ninnenanne,

non più il rombo del cannon.

Dove vola l’avvoltoio?

avvoltoio vola via,

vola via dalla terra mia,

che è la terra dell’amor.

L’avvoltoio andò ai tedeschi

e i tedeschi disse: No

avvoltoio vola via,

avvoltoio vola via.

Non vogliam mangiar più fango,

odio e piombo nelle guerre,

pane e case in terra altrui

non vogliamo più rubar.

Dove vola l’avvoltoio?

avvoltoio vola via,

vola via dalla terra mia,

che è la terra dell’amor.

L’avvoltoio andò alla madre

e la madre disse: No

avvoltoio vola via,

avvoltoio vola via.

I miei figli li dò solo

a una bella fidanzata

che li porti nel suo letto

non li mando più a ammazzar.

Dove vola l’avvoltoio

avvoltoio vola via,

vola via dalla terra mia,

che è la terra dell’amor.

L’avvoltoio andò all’uranio

e l’uranio disse: No,

avvoltoio vola via,

avvoltoio vola via.

La mia forza nucleare

farà andare sulla luna,

non deflagrerà infuocata

distruggendo le città.

Dove vola l’avvoltoio?

avvoltoio vola via,

vola via dalla terra mia,

che è la terra dell’amor.

Ma chi delle guerre quel giorno

aveva il rimpianto

in un luogo deserto a complotto

si radunò

e vide nel cielo arrivare

girando quel branco

e scendere scendere finché

qualcuno gridò:

Dove vola l’avvoltoio

avvoltoio vola via,

vola via dalla testa mia…

ma il rapace li sbranò.

avvol

Oh, se poi il corvaccio volesse papparsi tutti gli avvoltoi diceri… sarebbe un

sullecchero, nonchè un grandissimo beneficio per l’eco-sistema dell’udito! 

bydif

Auguri Italia!

rep - Copia

Auguri Italia mia! Quest’anno Te ne servono tanti, tanti. per affrontare e superare il caotico momento causato da un invisibile  “nemico”. Tutti insieme festeggeremo il tuo 74° compleanno perchè ti amiamo tanto  ma come ha detto il Tuo Presidente:………..“Lo faremo in una atmosfera in cui proviamo nello stesso tempo sentimenti di incertezza e motivi di speranza” . Incertezza per il doloroso, difficile caotico momento causato da un invisibile  “nemico”; speranza perchè sei una Repubblica forte, creativa, coraggiosa, laboriosa mai si arrende. Speranza perchè hai tutte le qualità che servono a tenere un paese libero e unito  e speranza  perchè noi abitanti di questo meraviglioso Paese abbiamo ” la testa dura” e difficilmente ci lasciamo andare allo sconforto totale. Speranza , come ha affermato il Tuo saggio rappresentante, anche  perchè : “Noi italiani abbiamo le qualità e la forza d’animo per riuscire a superare anche questa prova. Così come abbiamo ricostruito il Paese settant’anni fa. Lo abbiamo visto nelle settimane che abbiamo alle spalle. Abbiamo ritrovato, nel momento più difficile, il vero volto della Repubblica”. Certo “la risalita” non sarà facile. Tutti ne abbiamo consapevolezza che ci aspetta tanto da fare, tanto da lottare, tanto da mantenere i nervi saldi per non lasciare che le difficoltà socio-economiche alimentino un clima favorevole ai profittatori. Tuttavia anche se “la risalita non sarà veloce, la ricostruzione sarà impegnativa, per qualche aspetto sofferta. Serviranno coraggio e prudenza” con amore, pazienza, solidarietà d’intenti  e intelligenza riusciremo a farcela. Dobbiamo farcela, sennò che Italiani saremmo? Saremmo quelli che ci descrivono chi ci invidia e ci umilia con stereotipate idiote considerazioni. Ma noi invece siamo quelli dell’elmo di Scipio, dell’Italia che si desta e con umiltà esce vittoriosa dalle insidie che la pericolano. Noi  siam quelli di “Ecco I’Italia”di R. Pezzani:

Se incontri una donna giovane,
forte, bella, con in braccio il suo
bambino e un pane nella mano,
quella è l’Italia.
Se vedi un contadino arare il
campo, mietere il grano, quello è
l’Italia.
Se vedi un marinaio sollevare
l’àncora dal mare e stendere la
vela, quello è l’Italia.
Se vedi un soldato ubbidire al
comando d’un superiore, quello è
l’Italia.
Se vedi un mutilato di guerra,
quello è l’Italia.
Se vedi una donna piangere
sulla tomba d’un Caduto, quella
è l’Italia.
Se senti una voce che dice:
– Coraggio! Nel lavoro e nella
concordia godremo la libertà e la
pace, – è l’Italia che parla
2 g

Quindi…Buon compleanno repubblica italiana! Goditi la giornata perchè Noi ce la faremo a risollevarci dalla tragedia. Ce la faremo  perchè siam cresciuti sotto il tricolore, respirato i tuoi valori  di lavoro, pace e libertà. Ce la faremo perchè ci hai educato al rispetto nostro e degli altri, alla dignità, al reagire con coraggio, a utilizzare l’inventiva, il cuore e l’anima, a rimboccarsi le maniche con orgoglio, a non arretrare alle sfide della vita a non oziare o aspettar al bar l’elemosina di qualche snob cialtrone che non ti conosce come noi tutti che ci viviamo e che ben sappiamo di che pasta sei fatta, chi Sei e come Sei veramente Italia. Ancora..Buon anniversario!

bydif