Un po’ per burla un po’ sul serio

Scattografico di governopoli contrattopoli gialloverde del cambiamento!

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Per la filosofia cosmica, una vita che nasce riflette una corrispondenza sincrona con le qualità di quello istante che guideranno la sua intera esistenza. In coerenza, il simbolo “registratore” del momento della vita è una sorta di traslato scattografico della realtà interiore dell’individuo, connesso a potenzialità e scabrosità dell’ attimo stesso che ha luce. Di logicada tale “identikit” della coscienza intrinseca dell’individuo,  emerge la specifica delle prerogative motivazionali primarie che determinano la linea di criterio nella progettualità personale e accessoriamente in quella pubblica. Secondariamente è relatore delle caratteristiche di moto e metodo di azione del concretare. Per cui l’immagine archetipica, talvolta metaforicadel “segno” di nascita rimanda a un insieme di informazioni, di contenuto; cioè a un significato referente. In altre parole, indica il peculiare di base del campo quantico che al momento della nascita plasma la personalità. Di effetto, è dalle immagini, simbolo di riferimento di nascita, che si decifra la vera sostanza  che esprime in forma materiale ognuno, nonchè i perché che muovono la sua sensibilità psico-istintuale a procedere in una o in un altra direzione e specifica la conclusione sul chi è e cosa concretamente c’è da Lui o Lei aspettarsi.

Detto ciò… in analogia al pensiero cosmico orientale, la governopoli gialloverdina, nell’identikit  in alto, ha le singolarità di: 1 capretta, 1 lepre,  2 bufalotti, 2 draghi,  2 scimmiette  3 tigri,  3 topolini, 3 cavallini,  3 maialini …

governopoli 4

nel mentre… in analogia al pensiero  cosmico d’occidente… la governopoli contrattopoli gialloverde del cambiamento  ha quelle di:1 pesce,1scorpione, 1sagittario, 2 bilance, 2 capricorni, 2 arieti, 2 tori, 3 tigri, 3 granchi, 3 gemellini…

woow…che bel mescolio! meno insolito di quel che dicono…

però..sta governopoli giallo verde del mutamento scattografata “quanticamente plasmata” una domanda la suscita:  rimarrà un bel connubbio  elettorale extra…o…o …

Beh…

A livello  individuale, sia nell’uno che nell’altro caso  molte “teste” indicano potenzialità di forza, scaltrezza e diplomazia che fanno ben sperare…invece…in azione collettivo… umm… peculiarità che cozzano  fanno assai dubitare  su continuità pacifica e  compattezza idealistica.

Sarebbe?

Sarebbe che in caso di forti divergenze, le diverse nature aggressive, focose, o scalpitanti  degli “animaletti” si manifestano e prevalgono sulle docili, concilianti o accorte, l’intesa si altera,  l’accordo gialloverdino vacilla,  contrattopoli si rompe.  Di sicuro … una bella lotta !

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per chiarire le corrispondenze:le “teste” gialloverdine abituali:

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opperò…a confrontarle con quelle “celesti” …vien spontaneo  chiedersi…

Conte…primeggierà sputacchiando fuoco  o sferzando  la coda leonina a vuoto …

Giorgetti…punterà le staffe o  mirerà al bersaglio e  centrerà il traguardo…  

Salvini … nuoterà da elegante delfino o  annasperà  da bufalotto pesantino

Di Maio…manovrerà da tigrotto aggressivo  o da bel granchio   riflessivo… 

Bonafede …volerà da  drago  focosetto o ripiegherà da granchietto 

Tria…un bel sornione  svicolatore  o un abile  diplomatico assestatore

 la Bongiorno…trotterà da cavallo di razza o pasturerà  su montagne di carta…

Trenta …si esibirà da  capretta belante o le sparerà da scaltra lungimirante…

Erika….grugnirà nei campi di grano o  si diletterà ad ammucchiare  granchi 

la Grillo…una leprotta agile o una stazionaria umanoide  sfuggevole  …

Fontana…salterà  curiosetto di ramo in ramo o si scornerà nell’arcobaleno

Centinaio …pungerà velenoso o grufolerà tranquillo di aia in aia

Bussetti…aggredirà  chi non sa o pacificamente istriurà le capoccie dure

la Lezzi…scorrazzerà da  lesta topolina o si impunterà da  cocciuta torella

Toninelli…da tigrotto e leoncino la penserà sempre  in modo aggressivo

Bonisoli…un bue lento o un capricorno arrampicatore scattante 

Costa…si scontrerà a cornate   o ripiegherà saltellando nei prati…

 Moavero…uno scalpitante puledro o un pigro leone al sole straniero…

Fraccaro…bazzicherà astuto di frasca in frasca o  si rifugierà sui picchi invitti

Savona… un veloce scansa insidie  o  un fine giocoliere di casse piene…

 Comunque si comporteranno… le “stelle” non mentono mai…!

Notteeee .

governiepoli

Bellini neh i gialloverdini !!!

by dif

Notteeee .

 

 

Come fosse una “vecchia” signora di 99 anni

4 nov giornata forze armate italiane

La Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate, appena passata, mi è parsa come fosse  una “vecchia” signora di 99 anni, alla quale, nel giorno dell’anniversario, sembrava d’ obbligo farle recapitare fiori, auguri e messaggi tanto per farle intendere che è viva e vegeta e rimanere tale è di indiscussa importanza per tutti.

Invero non è così. Difatti la sua ” gloriosa” esistenza ha smesso di essere importante nel 1977 quando da ” signora” nazionale è stata “declassata” a “gentildonna ” mobile perdendo quel senso celebrativo di unità, di valore di riconoscenza di tutto il paese verso chi con con spirito di dedizione è sempre stata pronta a dare la propria vita in cambio di poco o niente.

Ovviamente qua e la, il 4 novembre, ancora Le si tributa onore e si celebra l’anniversario della sua “nascita” ma non con quel  sapore di rispetto, quel calore di considerazione di un merito da privilegiare con una festa che richiami l’attenzione delle sue origini e coinvolga una intera nazione a riflettere almeno sui contenuti del Suo perchè esiste. Eppure di meriti in questi 99 anni ne ha conquistati tanti e tutti a prezzi altissimi. Vite e vite che ha donato con enorme generosità per garantire pace e sicurezza in cielo, in mare, sui monti e sulle strade. E, se a volte qualche cosa non è risultata perfetta in un mondo di umani è normale e di certo non inficia assolutamente il riguardo che Le si deve.

Personalmente ritengo che La Giornata delle Forze Armate, non foss’altro in riconoscenza dei tanti “giovani figli” anonimi e no che ha dolorosamente pianto, e seguiterà, purtroppo, a piangere, doveva e dovrebbe essere veramente una celebrazione unitaria significativa, viva e partecipata.. Anche perchè, ridurla un ricordo sbiadito, quasi un fastidio di memoria da sbrigare in maniera spicciola oltre che un tantino oltraggioso è pure controproducente per tutti.

Comunque, almeno per me, il 4 novembre resta una giornata importante, sia per trasmettere un senso di appartenenza solidale di compattezza a chi con estrema serietà giura di mettersi al servizio degli altri a rischio della propria pelle, sia per insegnare quei valori garantisti di sicurezza e legalità che tanto si sentono invocare in ogni dove.
Un grazie sentito e di cuore per ieri, oggi e domani a tutti i Corpi dell’arma: Esercito , Marina, Aeronautica, Carabinieri, Guardia di Finanza, volontari della Croce Rossa, Cavalieri Italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta, Ordinariato militare. Uomini e donne in divisa e non che con tenacia silenziosa operano tutti i giorni nel territorio italiano e ci rappresentano con onore nel mondo in missioni di pace, soccorso, ricostruzione, difesa e tutela dei diritti umanitari.
Ma per non dimenticare…e per riflettere… a cent’anni dal 1° conflitto mondiale, un pensiero particolare lo rivolgo a quel milite ignoto, simbolo di tutte le madri che mai poterono, possono e potranno ribaciare vivo o morto il proprio figlio, fregiato con medaglia d’oro con questa precisazione:
Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz’altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della Patria”. 
bay dif

 stemmi forze armate integratestemmi forze armate

 

Nel giorno dei “morti” mi…

…mi piace pensare alla vita perchè come rima Nazim Hikmet ne “Alla vita”…

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La vita non è uno scherzo.

Prendila sul serio

come fa lo scoiattolo, ad esempio,

senza aspettarti nulla

dal di fuori o nell’aldilà.

Non avrai altro da fare che vivere.

La vita non è uno scherzo.

Prendila sul serio

ma sul serio a tal punto

che messo contro il muro, ad esempio, le mani legate

o dentro un laboratorio

col camice bianco e grandi occhiali,

tu muoia affinché vivano gli altri uomini

gli uomini di cui non conoscerai la faccia,

e morrai sapendo

che nulla è più bello, più povero della vita.

Prendila sul serio

ma sul serio a tal punto

che a settant’anni, ad esempio, pianterai degli ulivi

non perché restino ai tuoi figli

ma perché non crederai alla morte,

pur temendola,

e la vita peserà di più sulla bilancia.

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mi piace pensare alla vita perchè,  come scrive Cesare Pavese. tanto …

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

questa morte che ci accompagna

dal mattino alla sera, insonne,

sorda, come un vecchio rimorso

o un vizio assurdo. I tuoi occhi

saranno una vana parola,

un grido taciuto, un silenzio.

Così li vedi ogni mattina

quando su te sola ti pieghi

nello specchio. O cara speranza,

quel giorno sapremo anche noi

che sei la vita e sei il nulla.

Per tutti la morte ha uno sguardo.

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.

Sarà come smettere un vizio,

come vedere nello specchio

riemergere un viso morto,

come ascoltare un labbro chiuso.

Scenderemo nel gorgo muti.

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mi piace pensare alla vita perchè come poeta Alda Merini nello

elogio alla morte ” se…

Se la morte fosse un vivere quieto,

un bel lasciarsi andare,

un’acqua purissima e delicata

o deliberazione di un ventre,

io mi sarei già uccisa.

Ma poiché la morte è muraglia,

dolore, ostinazione violenta,

io magicamente resisto.

Che tu mi copra di insulti,

di pedate, di baci, di abbandoni,

che tu mi lasci e poi ritorni senza un perché

o senza variare di senso

nel largo delle mie ginocchia,

a me non importa perché tu mi fai vivere,

perché mi ripari da quel gorgo

di inaudita dolcezza,

da quel miele tumefatto e impreciso

che è la morte di ogni poeta.

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eppoi mi piace pensare alla vita perchè come dice Fernando Pessoa

” La morte è la curva della strada”

La morte è la curva della strada,

morire è solo non essere visto.

Se ascolto, sento i tuoi passi

esistere come io esisto.

La terra è fatta di cielo.

Non ha nido la menzogna.

Mai nessuno s’è smarrito.

Tutto è verità e passaggio.

Nel giorno dei “morti” mi piace pensare alla vita perchè

credo che non finirà ma.. muterà aspetto

Buona vita a tutti!

bay dif

……..

….le immagini le ho scaricate dal web

..

Pitocchi, Picari e …azzardo

Tra i giochi popolani di strada spicca quello dei Pitocchi e Picari. Cioè un gioco d’azzardo, astuto ma fondamentalmente non malvagio, escogitato da furbastri e destri “bricconi”, con scarsi mezzi finanziari, per incettare col trucco soldi. Il gioco è ben esemplificato da un quadro di ignoto caravaggesco che illustra due scaltri “figuri” mentre mostrano il gioco dei bussolotti.

...

Il gioco, noto come” gioco dei bussolotti” è millenario ed è il primo gioco a trucco e non di illusione di cui si ha traccia documentale. Risale all’antico Egitto e la si trova in una pittura murale all’interno di una tomba del 2500 a. C. , in cui si vedono raffigurati due uomini inginocchiati che con 4 recipienti, simili a ciotole, sono intenti ad eseguire il trucco dei bussolotti. Molto in voga nel ‘600/ ‘700, il gioco dei bussolotti o campanelle, in Europa bicchieri di rame impilabili, è ben conosciuto anche oggi. Infatti, Pitocchi e Picari, di solito muniti di tre bussolotti o campanelle, e una pallina che iscenano, per le strade e nelle aeree di sosta, una dimostrazione per alloccare i creduloni a scommettere bei soldoni, se ne incontrano in ogni parte del mondo. Ovviamente, a chi abbocca alla loro  lusinga  e convinto di fare un ” affare” redditizio scommette con loro, non sa che gli astuti picari, sposta qui, sposta la i bussolotti, con abilità pari a maghi o prestigiatori,   truccano il gioco,  si intascano i bei soldoni, e lasciano il malcapitato a mani vuote.

“IL NOVO ET PIACEVOLE GIOCO DI CARICA L ASINO “

Immagine - Copia

Spulciando fra i giochi d’azzardo v’è  il ” CARICA L ASINO “ Consiste, in un tabellone di caselle con al centro raffigurato un asino e due personaggi e la scritta io carico” ho scaricato “. L’asino rappresenta la “puglia” cioè il detentore dei sacchi pieni di quattrini. I due personaggi rappresentano gli azzardatori, ovvero i giocatori che, affidandosi al puro caso, scommettono di riuscire a portar via tutta la “puglia”, i denari  dell’asino. “Ciascuno metterà su quel tanto che gli parerà et a chi toccarà .. tirerà poi cercherà il punto/…/quel tale giongera quatrini/ …. /et le riffe di sopra tirano quel tanto che /… /leva tutti i denari…

Alla fine?  Beh… Par chiaro,  i due ” azzardatori ” tira qua, tira la, insistono e insistono e ” l’asino” è costretto a cedere  gli agognati  quattrini!

” PELA IL CHIÙ” 

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che … venuto in luce adesso / …./ Ti potrai tratener tal hor con esso / Ma non ti pensar che si consenta / Giocar per vitio che no(n) te concesso” . Illuminante neh!

“AL PELA IL CHIÙ ” è un gioco simile a “CARICA SCARICA L’ASINO”. Bensì, al centro, al posto dell’asino, presenta le figure di due civette incoronate, tra le quali, senza alcuna relazione con esse, è indicata la combinazione vincente: 6-6-6, ( umm, ummm, combinazione  piuttosto diavolesca ) che “tira honoranza (da) tutti”. “AL PELA IL CHIÙ è infatti  un gioco d’azzardo in cui si corrono rischi e pericoli con effetti finali assai poco onorevoli e alquanto rovinosi, ben spiegati “Con sei quattrini un pezzo alegramente / Poi stare, e tener un spasso d’eccelenza / Ma... perchè sappi il tutto intieramente / Del gioco ti dirò la continenza /…”Come hai trovato il po(n)to che fatt’hai / Guarda quella figura ch’ e li dritto / E second’essa ti governerai / Perche quel ch’ai a far troverai scritto / E s’ haverai da tirar, tu tirerai. / S’hai da giocar ancor starai al ditto / Chi . tira vuol dir.  paga o’gionta / E il numero di quelli poi si conta”;; “Quei che nel fine il ponto scontrarano / Come a farina tirano i denari / Con l’honoranza e quei che più farano / Giontano sin che al numero sien pari; / E la meta le riffe tireranno. / Del gioco sempre e acciò che siate chiari / La riffa de diciotto l’altri avanza / Tira ogni cosa et anco l’honoranza.”

Certo è che in questo gioco se il diavolo ci mette lo zampino…l’onore va a farsi friggere!

Altro gioco interessante ma assai pericoloso è “COGLIERE IL GUFO” in quanto non è un gioco di percorso, con un inizio e una meta finale ma si affida semplicemente all’azzardo :“chi fa raffa di disdoto vince il gioco et la honoranza se vi e il patto” a destra: “il punto ritrova la sua stanza et si (o)sserva quel che dice la letera”

Embè… quando si azzarda…. chi sa dir se alla fin  si può o no pentir!

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In conclusione: rischio e azzardo fan parte della vita. Pitocchi e picari che furbescamente lusingano con miraggi di mirabolanti promesse di “vantaggi” ci son sempre. Giocarci non è un male. L’importante è aver ben chiaro che nell’azzardo ogni calcolo di risultato è assai precario e scommettere con un Picaro, se va bene ci si rimette soldi, se va male…. ci si rimette la faccia!

Buon gioco a tutti!

 Bydif

………..

qui sotto le immagini originali  che ho prese a “prestito” dal web per i fotomontaggi. grazie.

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Più che l’arte abolirei …il ministro.

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Sarà stata anche una battuta ironica, dovuta alla stanchezza, come dice Lui, ma un ministro ai beni culturali che durante una riunione con i sovrintendenti si lascia scappare che vuol abolire la storia dell’arte nei licei… embè fa dubitare di essere adatto a quel ministero. Vero che la competenza non è cifra distintiva per un incarico da ministro, basta dare una scorsa alle riforme dell’istruzione per avere una gamma di “stoltezze” da spiattellarti come una sogliola, tuttavia la facezia, sotto sotto, mette in forse che il ministro ha ben chiaro quale valore hanno, nella nostra storia identitaria, evolutiva, economica, i beni artistico- culturali. Di conseguenza non tranquillizza se è o non è  in grado di promuovere politiche efficienti alla conservazione, tutela, valorizzazione e fruizione di tale patrimonio. Tantomeno di saper selezionare e reclutare dirigenti museali idonei a difendere, migliorare, richiamare e incassare. Fa sospettare non tanto perché al liceo l’ora di storia dell’arte, Gli era una pena e non una beatutidine e volentieri, forse, avrebbe eliminato materia e insegnante. Altri liceali lo avrebbero fatto altrettanto , che so, con la matematica, la chimica, la filosofia. È cosa comune a ogni studente avere antipatia, trovare insopportabile o inutile una disciplina. In specie quando le lezioni sono impartite da una tipologia di insegnante funzionario-trasmettitore-nozionistico in attesa di stipendio per fare altro nella vita, senza passione, noioso, didatticamente disincentivante ogni forma di comprensione dell’esistere di tale materia come studio di utile conoscenza contributiva all’istruzione globale. Quindi, sul piano del rimembro personale la battuta, ironica o no, può anche essere accettabile. Invece non lo è nel contesto in cui Gli è scappata.

Il dubbio lo solleva il tempo: cosa è cambiato da allora ad oggi nel Suo considerare l’arte? È rimasta una tortura indelebile o è diventata un apprendere vantaggioso, se non per amarla, almeno per stimarla un valore da diffondere e custodire ? Dall’espressione verbale che gli è uscita, in una riunione con tutti i soprintendenti italiani dei beni e delle attività culturali umm… Freud direbbe poco o niente!

Pertanto, in quanto la conoscenza è la base indispensabile alla difesa e tutela, può il ministro garantire:

-di onorare i principi fondamentali della costituzione di offrire a tutti la possibilità di fruire in modo consapevole del patrimonio culturale archeologico, artistico, paesaggistico.?

-Attuare politiche efficaci a salvaguardia dei beni considerato l’enorme valore che rivestono nell’ambito dell’evoluzione di pensiero, linguaggio, scienza, civiltà, identità, costume di popoli e società?

-Creare condizioni idonee a proteggere il patrimonio artistico dall’usura del tempo, dall’indifferenza al rispetto e conservazione, dalla depredazione senza scrupoli, dallo scempio incivile?

Forse che si, forse che no!

In conclusione, in un paese come il nostro, ricchissimo di opere d’arte che tutto il mondo ci invidia, per bellezza, ingegno, quantità, tecnica; viene a studiare, vedere, copiare, il solo affiorare di un idea di abolire la storia dell’arte dalla formazione scolastico-istruttiva è un paradosso. Oltre che contraddirne alcuni principi che si propone di realizzare , cioè “la consapevolezza della formazione del mondo moderno e dell’identità occidentale, nel rapporto di continuità-alterità tra oggi e il passato”. Rinnega millenni di conquiste, di sperimentazioni di scoperte e progresso umano. Nega l’acquisizione di contenuti tecnico-artistici adeguati a una corretta e sensibile fruizione del linguaggio creativo, nonché l’ educazione a una sensibilità, basilare a un comportamento individuale e collettivo di difesa e rispetto. Poi non scandalizziamoci dei saccheggi, delle deturpazioni e nemmeno delle bruttezze osannate!

L‘arte è nel DNA dell’uomo. Lo testimonia la storia. Si può non amarla o comprenderla ma negarla è “uccidere” il genio espressivo-evolutivo universale umano.

Certo, si campa anche senza sapere chi era Giotto, Michelangelo, Leonardo, Pollock o una mazza di Gotico, Barocco, Impressionismo, Istallazioni ecc, ma… siccome il vivere di per se è un arte… forse…ministro Bonisoli..  a conoscerla un po’…se ne può fare un capolavoro! 

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By dif

 

La via dell”alzati”

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In questi tempi,  assai volatili, intrigati,  incerti, carenti di valori affratellanti e copiosi di quelli egotici, piuttosto provocatori di  paura, sparpagliamento ideale, chiusura e ripiegamento sepolcrino, guardare al futuro con fiducia e serenità è impresa difficile anche per i più temerari ottimisti. Seppoi si è oppressi da certi frangenti vicissitudinali intimi, relati ai propri cari il cimento è pressochè impraticabile. Ma come ha detto Papa Francesco: ” di fronte ai grandi sconcerti del mondo e della vita abbiamo due vie: stare a guardare malinconicamente gli infossi di ieri e di oggi, o seguire la via di Gesù, dell’alzati, vieni fuori”. Mi par desumere che starsene passivi nell’ingorgo pessimista della costernazione senza speranza, è scegliere la via vigliacca dell’autoseppellersi. Mentre la via dell’alzati è il togliersi le bende della paura, sciogliere i lacci delle debolezze e inquetudini che ostacolano il cammino, rinculano e coartano l’esistenza a una atmosfera mortaccina, l’uscir con fede e coraggio dall’antro cupo, nutrirsi di luce, rifiorire e vivere.

Assiomatico che per papa Francesco accogliere l’esortazione di Gesù all’incredulità di Lazzaro, reagire a uno status di panico che sconcerta e imprigiona anima psiche e vitalità è più proficuo dello stare inerte sulla via dell’ angustia cinerina!

Altresì è innegabile per chiunque che cedere alla logica inutile e inconcludente della paura, al ripetere rassegnato che va tutto male e niente è più come una volta, lasciarsi imprigionare dalla tentazione di rimanere soli e sfiduciati a piagnucolare addosso per quello che succede e gli succede è assai rovinoso !

Al dunque, anche se tutto contribuisce a rimanere in disparte a rimuginare sui disagi di una società astrusa nei modi e nei fatti, bloccato nell’antro buio delle proprie difficoltà e insoddisfazoni, la soluzione, difficile ma vitale, è togliere il pietrone abulico. Per quanto pesante sia, per papa Francesco con la spinta delvieni fuori” si p rimuovere, imbroccare la via di Gesù che significa la vita e trovare una nuova stabilità.

Per questo, stamani, forse perché c’è un bellissimo sole che invita a godere del suo splendore; forse perché ho voglia di ribellarmi a una indolenza accettazione di un mondo caotico in valori e aspettative che t’atterra e sbataccia la volontà; forse perché desidero risvegliarmi da un incubo o semplicemente perchè accolgo un nuovo input, ho deciso: rotolo la pietra che ho in cuore, sgombero l’ingresso dagli assilli mentali, ripulisco l’atmosfera  sepolcrina dei turbamenti pratici-emotivi. Apro le porte, spalanco le finestre, arieggio il tran tran ordinario, dò spazio a  luce, colore, gaiezza. Insomma lascio  a Lui che dice ” venite a me, voi che siete stanchi e oppressi, e vi darò ristoro” rientri nella mia vita. Son certa di non sbagliare a seguire l’impulso animico. Perché? Beh, con Lui la gioia abita in cuore, la speranza rinasce, il dolore si trasforma in pace, il timore in fiducia e si rimanda al diavolo ogni sorta di parolaio che incute paura, camuffa la realtà e ti recinta l’esistenza!

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Felice settimana di gioiosa vita alla luce del sole.

By dif

 

 

 

C’è un italia vincente che …

...page gilli trini fantin morlacchi...xenia ghiretti bocciardo morelli

C’è un Italia bella, bellissima, entusiasmante. Un Italia che emoziona e commuove per come sa essere e non per come appare. Un Italia capace di andare oltre il fato, superare i propri e altrui recinti, sognare, eccellere. È quell’Italia che ogni giorno si misura con la dura legge esistenziale bensì non si ripiega su se stessa, non piagnucola o si nasconde dietro le “siepi” limitanti ma con forza di volontà le scavalca, va allo scoperto si “tuffa” nelle acque procellose dell’esistere pubblico. Un Italia di ragazze e ragazzi che sfonda le barriere del coraggio, si mette in gioco, fa sventolare il tricolore, infiammare i cuori a tutti e all’inno di Mameli battere le mani all’unisono. È quell’ Italia vincente che conquista medaglie, si ritaglia un posticino nella storia e ci onora nel mondo ma che quasi nessuno se la ga..ops considera.

Eh si, nessuno o quasi se li fila 28 ragazzi e ragazze italiani che travalicando ogni tipo di ostacolo a colpi di coraggio superano se stessi, si guadagnano 74 medaglie: 29 d’oro, 23 di argento, 22 di bronzo. Bisogna riconoscerlo. In pochi hanno udito o letto di questi meravigliosi ragazze e ragazzi che non si arrendono ai se e ai ma, che malgrado lo svantaggio, la mancanza di infrastutture, le palestre, gli spazi adeguati, la sottocultura sportiva con sacrificio proprio e dei familiari si allenano, conquistano record e portano gloria azzurra nel mondo. Chi sono? Sono l’Italia più forte, l’Italia più nobile,sono i volti plurimedagliati di: Carlotta Gigli, Federico Morlacchi, Antonio Fantin, Arjola Trimi, Simone Baarlam, Stefano Raimondi, Francesco Bocciardo, Vincenzo Boni, Efrem Morelli , Xenia Palazzo , Alessia Berra, Marco Dolfin , Giulia Ghiretti, Monica Boggioni, Federico Bicelli, Cecilia Camellini, Salvatore Urso , Riccardo Menciotti, Francesco Bettella, Gioele Ciampricotti, Martina Rabbolini, Alessia scortechini, Talamona Arianna, Cordini Chiara, Massussi Andrea, Palazzo Misha, Sottile Fabrizio, Bassani Federico. 24 su 28 a medaglia!

...page dolfin brenna boggioni boni..--cammellini raimondi menciotti bicelli

Sono le italiane e gli italiani che a Dublino, dal 13 al 19 agosto in Irlanda, hanno scritto una bellissima pagina di vita personale, di esempio ostinato a farcela, di storia sportiva. Come in Germania, dal 20 al 27 a Berlino, con 6 ori, 3 argento, 8 bronzo han scritto altrettanto Oney Tapia, Assunta Legnante, Martina Caironi, Giuseppe Campoccio, Monica Contraffatto, Riccardo Bagaini, Simone Manigrasso, Andrea Lanfri Adawe Hadafo Fahran, Raffaele di Maggio insieme agli altri compagni in lotta. Sono la nazionale paralimpica di nuoto e quella di atletica italiana.

italy

Sono sportivi a tutti gli effetti che non riempono le pagine dei giornali gossipari e raramente finiscono nel ribaltone del chiacchierio urlaticcio dei tolk o quant’altro fa share. È triste ammetterlo ma è realtà che semmai i loro volti e nomi compaiono è sui gazzettini locali. È una vergogna dei più ignorare questi coraggiosi italiani che a prezzo di loro fierezza e valore si fanno onore e ci onorano nel mondo! Lo è tanto più, nel constatare che in questa Italia, dove ogni giorno la parola vergogna rimbalza da mari e monti per qualsiasi bazzecola e a trombone e magliette rosse bomba considerazione per tutti comprese le zanzare infette, beh, per questa vergogna non c’è posto. Non c’è posto neanche per sussurrare vergogna di restare indifferenti o quasi a legittimare il loro successo come nazionale sportiva come invece avviene per altre. Tant’è che sui canali tv importanti eccetto qualche sporadico cenno nei trafiletti poco o nulla si è informato, meno sentito scandire i loro nomi e niente s’è visto in onda. Solo seguendo rai sport è stato sapere orari e dirette e seguire le gare, esultare per i loro successi, soffrire per le piccole delusioni, il che, senza nulla togliere alla nazionale e agli atleti che dal 3 al 12 agosto hanno disputato gli europei di nuoto a Glaskov con gran sbandieramento informativo, mi par significativo. O no? Sfido chiunque a dir sia accaduto il contrario. Nel mentre, in giustizia di significato agonistico almeno di espressione nazionale, nonchè di civile opportunità sportiva, gli uni e gli altri meritano stessa considerazione. Entrambi raggiungono i traguardi a duro prezzo di dedizione, rinunce, disciplina, orgoglio, determinazione, amore e passione per lo sport. E se mi permettete, gli atleti della nazionale paralimpica, ne meritano un pizzico un più in quanto le complessità da abbattere anche solo per arrivare a garreggiare sono tante, e quelle per emergere a livello internazionale direi iperboliche. Quasi, quasi mi vien da pensar male, come se la vergogna del disinteresse, del non dare informativa e risalto alle imprese sportive di questi atleti, sia un vergognarsi di loro, un volerli eclissare all’occhio della massa, a esser gentili per non imbarazzarla, a essere perfidi per non deconcentrarla dalla loro consolidata attitudine a bearsi di parole sperzonalizzanti, visioni fatue, cimenti irrealistici e quantomai privi di quel valore che fanno dell’essere umano un degno rappresentante del suo genere. D’altronde nel regno dell’appiattimento fanno share apparenza, intrighi, insinuazioni, storie macabre, corpi super tatuati, peripatetici personaggi e lacrimosi fancazzisti. Per ragazze e ragazzi che nonostante i limiti scelgono di sfidare destino e se stessi, non rinunciano ai sogni, alle aspirazioni a essere eccellenti studenti universitari, impiegati, medici, funzionari di banca e perfino fashion blogger in sedia a rotelle oltrechè valenti sportivi da distinguersi, salire sul gradino più alto e regalare lustro al loro paese, ovviamente non c’è spazio. Se fosse per me ribalterei un po’ i concetti socio-cultural-divulgativi di livellamento. Concetti oscurantisti di quella parte di Italia bella, bellissima, moralmente vincente, sensibile agli altri, all’appartenenza, tanto da condividere spontaneamente il lutto per Genova e le sue vittime senza indugio, laddove in altri ambiti neppure su stimolo..ma è consolidato, nel grande circo massmediatico il pallone conta più delle persone. Poiché anche se a Dublino, o in qualsiasi altra luogo garreggia, invece che 74 medaglie ne conquista zero, è quella parte di l’Italia, di ragazzi e ragazze italiani da podio, non fossaltro per la dignità che rispecchiano. Così tanta per quanto ne manca a certi social-autocelebrati. Come minimo tutti gli si deve rispetto e stima. E non per sensibilità al condizionamento, gli si deve per diritto acquisito in vasca, in pista, sul campo di competizione.

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Grazie ,  è stato un onore seguirvi!
bydif

 

Allibita. Irritata e anche disgustata.

ponte-morandi-il-giorno-dopo-690447.610x431Allibita dquegli applausi davanti alle bare allineate che proprio non dovevano esserci e stonavano più di un raglio d’asino irrompente nel quieto silenzio della notte in una valle montana. Da come la superficialità confonde i valori umani e rende inconsapevoli trasmettitori di sconsiderati e fuori luogo atti di elogio. Perché gli unici applausi di lode, e dovevano essere lunghi quasi da spellarsi le mani, dovevano essere in onore e saluto alle vittime, ai feriti, ai miracolati, a tutti gli uomini e le donne in divisa e non che hanno e continuano a scavare in quell’orribile, inguardabile cumulo di macerie del cedimento di una parte del viadotto Morandi di Genova.

Irritata poiché ancora non riesco a cogliere il senso della claque massifica di certi miei connazionali tributata ai due ministri-vice premier del nuovo governo, Salvini e di Maio, intervenuti ai funerali di stato dei morti nel drammatico cedimento del ponte a Genova. Che ci azzeccava? Era una ovazione di riconoscimento al nuovo politicame che avanza o una imbecillità incontrollata di sfogo collettivo a una tragedia inimmaginabile ancor non elaborata e smaltita? Per i fischi e le frasi di insulto scagliate verso i “vecchi” politicami l’applauso sconsiderato mi è parso più attinente alla prima ipotesi che a una reazione emotiva del tragico accaduto! Perchè non riesco a togliermi dalle orecchie quel momento di rintrono di battimani inopportuno e parecchio disdicevole alla circostanza dolorosa. Nonché di umiliazione a parenti e amici in lacrime davanti alle bare dei loro  morti nel crollo e ancor annichiliti dalla tragica, improvvisa, perdita degli amati in un modo psicologicamente inaccettabile da chiunque abbia un minimo di razionalità di come dovrebbero andare le cose a chi percorre una autostrada per recarsi al lavoro, in vacanza o va a fare consegne e invece vanno al contrario. Eppoi  per come non riesco a liberarmi da fischi e  urla di disprezzo, verso persone che erano li per aderire a un cordoglio nazionale,  esprimere in veste di liberi cittadini la loro vicinanza a defunti e familiari, a motivo di essere ideologicamente legati al precedente governo.

Disgustata perché quell’applauso ai due ministri- vice premier innanzitutto è stato un segno balordo al contesto e alla ragione per cui si era e si doveva essere li. Una sberla a una città, a tutto un paese in lutto, sconvolto da un accaduto surreale, ai limiti credibili da un sano intelletto, che partecipava con animo di considerazione effettiva verso il valore umano di ogni essere, in  specie spento fra lamiere e polvere. Poi, ha defraudato a una città l’importanza primaria di una presenza reverente a una funzione di commiato a vite umane, sparite in un baleno per cause intollerabili. Ha inquinato uno spazio di partecipazione amara, commossa,  rendendolo un flautolento exploit di compiacimento a personaggi, difficile da recepire a livello razionale in quanto non era un arena a consacrazione o rigetto di idee e sistemi political-governativi. Era uno ambiente pubblico allestito per una cerimonia di onore e rispetto a esistenze inghiottite da una voragine; un luogo di dimostrazione di umano amore verso il prossimo orribilmente perito in un crollo autostradale che giammai doveva ferificarsi. Un incontro di civile pietà verso donne bambini uomini gretolati fra calcinazzi, distrutti al futuro, ai sogni, alle speranze alla vita a causa di chissà quale incuria, di chissà quale sottovalutazione, di chissà quale balorderia di pareri, intrecci e interessi conformi a garantire la sicurezza di transito in un viadotto. Era un voler dire a ognuno di quei corpi serrati nelle bare che aveva una grande importanza e la sua tragica fine sarebbe rimasta una presenza tangibile nella memoria di tutti. 

Soprattutto annichilita, irritata e disgustata perché non era un momento del governo per esaltare il nuovo e disprezzare il vecchio, come se il novellino abbia merito di esencolpe e il vissuto l’incarni tutte. Era un momento di contingenza triste, di unione di cuori e anime di tutto il paese per acclarare rispetto ai morti e semmai per urlare il diritto di garanzie in ogni ambito, di sicurezza alla vita, che se pur difficile e fragile non può essere rubata. E quando lo è, o quando finisce polverizzata, di certo non è esencolpe ne stato ne privato. Bene han fatto i parenti che si son sottratti a un commiato di stato, seppur nello strazio, almeno recepivano che gli applausi erano solo di ossequio alle vite distrutte, lacrime e urla di empatica condivisione del dolore alla perdita cara.

C‘è anche da dire che questo è uno strano paese in cui si proclama una giornata di lutto e poi per qualche interesse vabbè anche se non si rispetta. Quindi un battimano, per quanto irritante… lo potevo assorbire.

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Con un pensiero di vicinanza alle anime volate in cielo, di cordiale sentimento al dolore di parenti e amici, di affettuoso auspicio di presto ristabilimento ai feriti, confido in Dio che mai più simile tragedia debba piombare il respiro di nessuno.  

By dif

….Le immagini le ho scaricate dal Web

L’ASSUNTA

 

ASSUNZIONE

Oggi è in cielo è una gra festa. È il giorno in cui:
“lo Spirito Santo discese sopra gli apostoli in una nube, discese pure Cristo con una moltitudine di Angeli e accolse l’anima della sua diletta madre. E fu tanto lo splendore di luce e il soave profumo mentre gli angeli cantavano il cantico dei cantici al punto in cui il Signore dice: “come un giglio tra le spine, tale è la mia amata fra le fanciulle” – che tutti quelli che erano là presenti caddero sulle loro facce. Poi la luce si allontanò e insieme con essa fu Assunta in cielo l’anima della beata Vergine Maria in un coro di salmi, inni e cantici”
E in terra? Beh, anche in terra! Ma… è Ferragosto e per quel che circola è il giorno di “ferie” speciale da passare spaparanzati ovunque ci sia sole, distrazione, allegra brigata mangereccia o compagnia da sballo che tenga lontanissimo il pensiero da lavoro, stress e tran tran quotidiano. Dunque, un giorno di gran festa prosaica che rimembra i riti pagani delle feriae augusti ai tempi d’Ottaviano! Per cui, chi si rammenta che il 15 di agosto è il giorno dell’ Assunta? Ummm…! Eppure i cristiani dovrebbero…perché Maria l’Assunta è la porta del cielo. È Il capolavoro di Dio, l’icona dinamica mediatrice tra terra e cielo, tra fisico e metafisico. Difatto l’assunzione esprime si un privilegio, di anticipata glorificazione, in anima e corpo, concesso a Maria, ma anche il privilegio esteso da Dio al genere umano. Quindi festeggiare la Sua glorificazione, non è altro che un modo simbiotico per dire grazie.
Al dunque, passare il ferragosto in festa è ultra necessario per scrollar di dosso le angustie e ricaricar le batterie, ma anche, almeno per chi ha fede, fruttuoso immergersi nei festeggiamenti in armonia con se stessi e gli altri senza troppo scordarsi di Maria e che non siamo fatti solo di materia!

Comunque, a chi è in ferie, ovunque sia,  mare, monti, campagna, città auguro un giorno di sereno relax. A tutti quelli che non possono andare in ferie per garantire servizi ai cittadini auguro buon lavoro e un grazie di cuore. Mentre a chi .purtroppo  le ferie  le può solo sognare, allora auguro di volare, volare e magari chissà  il prossimo ferragosto ritrovarsi in terra a festeggiare un anno di lavoro ringraziando il “cielo” !

cuor

bydif

Un mese da gambero

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Nel mio carnet vitale Luglio è un mese particolare. Con giorni esclusivi come il 14 che ha dato inizio alla mia presenza mondana; il 26 che ha incamminato l’esistenza sulla via a due; altri giorni che hanno caratterizzato finali di tappe e svolte importanti o come l’8 che ha profondamente segnato l’anima. Quindi non sfila mai dal calendario in modo distaccato ma giorno dopo giorno scivola ravvivando sensibilità, coinvolgendo sentimenti, subbigliando la coscienza autobiografia. Cosicchè, ogni anno, in Luglio il mio pensiero corre lontano, e, in un giorno direi fatidico, tanto lontano da parermi una eternità. Forse lo è. Lo è per il tempo ritroso per ricollocarsi in un altro giorno di Luglio, lo è per il groviglio di strade e sentieri in cui deve districarsi per giungervi intatto. Già…intatto. Qui sta l’inghippo da parermi il correre e correre del pensiero all’indietro interminabile! Per gli anni temporali? Considerato il numero potrebbe… ma non lo è. Lo è per decontaminarlo dai tanti pasticci emotivi nonché accadimenti perigli confusi da impressioni controverse, a volte eque e motivate da veraci effetti, altre adultere da cagioni, deformate da esacerbazioni rabbiose di aneliti infranti o quantomeno impervi da tradurre in realtà. Perché decontaminarlo? Beh, senza questa “purificazione” non ritroverebbe il vero senso di quello che va a cercare. Sarebbe …nostalgia di riprovare stesse emozioni. Rivivere un momento magico. Ritrovare volti, luoghi, immagini? Si e no! Si per ritrovarsi fra volti cari, immagini festose, luoghi incantevoli, eccitazioni avvincenti e allettanti progetti di futuri. No per il punto di domanda introspettivo sospeso. Sarebbe… sarebbe il perché non sono scappata! Perché ero consapevole e ho scelto di fare l’eroina salvifica disubbidendo al sesto senso o era destino a cui non si sfugge ? Amletico dubbio che al sole di ogni Luglio implacabilmente erompe nel pensiero e mi trasforma in gambero.

Luglio sta per andarsene. Al solito mi son fatta gamberetta per tornare esattamente allo stesso posto e con lo stesso stato percettivo di un giorno per comprendere la radice che mi ha convinto a non darmela a gambe. L’andare ritroso ancor non ha sentenza. Se fossi Z. Bauman potrei metterla così, non mi è servito a scoprire se: “ …siamo noi a giocare o è con noi che si gioca? ”

Il sospeso intimo – libero arbitrio o fato – permane. Per fortuna coabita non in modo ossessivo, solo impercettibilmente e può darsi come dice la poetessa A. Merini perché “ogni alba ha i suoi dubbi” . Vero. Non può essere altrimenti. L’incognita di ciò che ci aspetta, di cui si confida l’esito o si caldeggia un mutamento non c’è sfera di cristallo che la mostra. In fondo è il lato scomodo bensì suggestivo della vita semprechè il dubbio mattiniero non paralizzi decisioni e azioni ma resti la molla giornaliera per captare altre verità, altre possibili sicurezze scardinando quelle di comodo, spesso più fantomatiche che reali.

In conclusione, al 31, Luglio passa la mano ad Agosto. Il mio mese da gambero finisce col solito epilogo introspettivo. D’altronde come potrebbe mutare se come dice Amleto: “Se non ricordi che Amore t’abbia mai fatto commettere la più piccola follia, allora non hai amato. “ ?  Già!

Ohi ohi..(???) Un mese da gambero mi basta e avanza. 

vortice

Buona giornata e buon  fine luglio

bydif