È il 1 Maggio

Oggi è il 1 Maggio festa del lavoro e dei lavoratori. In tanti hanno scritto inni e poetato su questo giorno di festa e riposo meritato da passare in allegra compagnia perché come scrisse il grande cantautore G. Gaber il 1 maggio, non è un qualunque giorno, ma è :“il nostro giorno

1 m

Un giorno per chi lotta con coraggio

è il nostro giorno è il primo maggio.

Un garofano è spuntato d’un sol colpo fra le dita

ma sicuro che sbadato oggi è maggio che ci invita

ad unirci fino a sera per la nostra primavera

forza amici in allegria questa nostra festa sia.

Un giorno per chi vive nel lavoro

un giorno per chi spera nel futuro

un giorno per chi lotta con coraggio

è il nostro giorno è il primo maggio.

Un giorno per chi lotta con coraggio

è il nostro giorno è il primo maggio.

Via di corsa tutti in piazza tutti fuori ad applaudire

c’è persin la mia ragazza sotto il sol dell’avvenire

Le officine oggi son vuote dorme il tram nel capannone

rosso maggio le tue note della strada son padrone.

Un giorno per chi vive nel lavoro

un giorno per chi spera nel futuro

un giorno per chi lotta con coraggio

è il nostro giorno è il primo maggio

Un giorno per chi lotta con coraggio

è il nostro giorno è il primo maggio.

Questo giorno è tutti i giorni tutto l’anno vi è racchiuso

primo maggio tu ritorni a dar forza a chi è deluso.

Questa festa è una gran festa non ce l’hanno regalata

su leviamo alta la testa noi l’abbiamo conquistata.

Un giorno per chi vive nel lavoro

un giorno per chi spera nel futuro

un giorno per chi lotta con coraggio

è il nostro giorno è il primo maggio

Un giorno per chi lotta ……..

….è il nostro giorno è il primo maggio.

G. Gaber

Quando Gaber scrisse “il nostro giorno” era il 1965. Da allora molte cose son cambiate in tema di lavoro e lavoratori. Alcune in meglio certe altre in peggio. Quel che trovo stupefacente nel leggere i suoi versi è l’attualità. Vero che era un geniale poeta e come tutti i poeti elargitore di emozioni senza scadenza ma in questa composizione è un cantautore  lungimirante!

il nostro giorno

In questi giorni ovunque locandine di invito  a incontri, raduni,  concertoni per festeggiare il 1 maggio come emblema di conquista, di stato sociale, diritti, lavoro e lavoratori ma…Ma da quando questa festa è stata istituita in Italia, 1891, è passato più di un secolo, purtroppo non sembra passato un giorno se quel che qualcuno poetava in “stornelli d’esilio”per tanti “giovani cervelli” o tante giovani braccia e gambe che non si rassegnano all’ozio vale ancor oggi:

O profughi d’Italia a la ventura

Si va senza rimpianti né paura

Nostra patria è il mondo intero

Nostra legge è la libertà

Ed un pensiero

Ribelle in cor ci sta

Dei miseri le turbe sollevando

Fummo d’ogni, nazione messi al bando,

Nostra patria è il mondo intero

Nostra legge è la libertà

Ed un pensiero

Ribelle in cor ci sta…

Dovunque uno sfruttato si ribelli

Noi troveremo schiere di fratelli.

Nostra patria è il mondo intero…

Nostra legge è la libertà

Ed un pensiero

Ribelle in cor ci sta

Raminghi per le terre e per i mari

Per un’idea lasciammo i nostri cari.

Nostra patria è il mondo intero…

Nostra legge è la libertà

Ed un pensiero

Ribelle in cor ci sta

Passiam di plebi varie fra i dolor

De la nazione umana precursori.

Nostra patria è il mondo intero…

Nostra legge è la libertà

Ed un pensiero

Ribelle in cor ci sta

Ma torneranno, o Italia, i tuoi proscritti

Ad agitar la face dei diritti,

Nostra patria è il mondo intero…

Nostra legge è la libertà

Ed un pensiero

Ribelle in cor ci sta.

Vale ancor perché… quei giovani di ieri  “andati senza rimpianti ne paura” lontano, obbligati a lasciare casa, amici e cari per dignità. Dignità di un lavoro, dignità di guadagnarsi da vivere, avere un autonomia economica, avere la possibilità di sfruttare capacità, competenze professionali, estro, manualità. Sono come quelli di oggi che non si sono adattati a stare a “morire” di inedia nel recinto del paesanello. Giovani che han guardato più in la, e han visto nel globo opportunità se non un destino migliore almeno di poter lavorar. Oggi, se quei giovani nel festeggiar in altro suolo la lor fatica hanno in “cor un pensiero ribelle “ come quelli di ieri ci sta. Eccome se ci sta.

39 1maggio

1 maggio, un giorno emblematico di festa e di riposo ma…Ma per come è nata la festa del lavoro e per come vanno le cose in tema di lavoro sul suolo nazionale, con tanti precari, sottopagati, costretti a inadeguati o umilianti lavori, o a “esiliare”,  per avere una occupazione inerente la competenza, o permetta di essere economicamente autosufficienti, è lecito domandarsi : ha senso festeggiare ? Forse ha senso per non arrendersi, sperare che il lavoro a corrente alternata diventi a flusso continuo, l’ectoplasma si materializzi prima di morire da barbone sotto un ponte o tra le lamiere d’un capannone. Forse non ha senso se precipiti da un ponteggio abusivo, l’ autosufficienza è un sogno, la dignità un delirio, la libertà di costruire il futuro un opzione. Forse… festeggiare il diritto costituzionale al lavoro ha sempre senso però… se ogni giorno per mangiare il lavoro te lo devi inventare…forse il 1 maggio è fuori tempo! l

lavoro

A parte le considerazioni auguro a tutti di festeggiare il 1 maggio in letizia. Soprattutto auguro di avere sempre un lavoro. Se poi è adeguato alle competenze, capacità, aspettative e idealità è ancor meglio ma più di tutto auguro un occupazione che  permetta di vivere, soli o in compagnia, con dignità!

bydif

..

La Domenica dello “Olivo”

Due poesie diverse ma significative su la” Domenica de Passione Domine o delle Palme” 

palme

La canzone dell’ulivo

Non vuole

per crescere, che aria, che sole,

che tempo, l’ulivo!

Nei massi le barbe, e nel cielo

le piccole foglie d’argento!

Tra i massi s’avvinghia, e non cede

se i massi non cedono, al vento.

montale 

matisse

La Domenica dell’olivo

Hanno compiuto in questo dì, gli uccelli

il nido (oggi e la festa dell olivo)

di foglie secche, radiche, fuscelli;

quel sul cipresso, questo su l’alloro,

al bosco, lungo il chioccolo d’un rivo,

nell’ombra mossa d’un tremolio d’oro.

E covano sul musco e sul lichene

fissando muti il cielo cristallino,

con improvvisi palpiti, se viene

un ronzio d’ape, un vol di maggiolino.

G. Pascoli

colomba)

Con la Domenica delle Palme o Domenica de Passione Domine, inizia la Settimana Santa. Nella contraddizione umana, è una festività molto sentita e è raro che chi è credente ma, per mia diretta esperienza, pure chi è agnostico è raro che oggi non si rechi in chiesa o passi davanti a una chiesa per portarsi a casa un piccolo rametto di olivo benedetto, da tenere fra le pareti domestiche in segno scaramantico e augurio che vi regni pace e serenità. Perchè? Perchè nel cuore della gente anche quando per futili motivi fa la guerra c’è sempre una ricerca di pace e salvezza. Anche nei miei ricordi, questa festività occupa un posto importante, sia come devozione di fede legati alla vita di Gesù; sia come tradizioni dal sapore un po’ più laico ma che hanno un significato di profonda osservanza di gestualità partecipativa a usanze simboliche tese a esaltare il messaggio liturgico sacrale. Però, questa festività, mi fa sempre riflettere su come in un attimo tutti sian pronti a onorarti e portarti in trionfo e un attimo dopo gli stessi per dabbenaggine son pronti a spellarti!

Buona domenica di luce serena  e letizia di cuore a tutti!

bydif

….la seconda immagine è un dipinto di Matisse

Nel silenzio papà

Al mio e a tutti i papà del mondo nel …silenzio…

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nel silenzio del giorno

percepisco

la tua voce

nel silenzio della notte

percepisco

 il tuo respiro

nel silenzio del pensiero

percepisco

il tuo amore

nel silenzio degli occhi

percepisco

l’imparzialita’

 nel silenzio delle labbra

percepisco

 il richiamo severo

nel silenzio del mondo

ti vedo

 a fianco papà

nel silenzio del sole

 percepisco

l’indissolubile

bellezza

d’un amore filiale

la gioia

di trovarsi

oltre il silenzio

in verità

chiusa nel  silenzio

dei passi

in luce d’ aurora

papà

  ti  ritrovo sempre

nel silenzio  

quieto d’un monte

di un fiore

 nel vento

che mi sfiora

ogni volta

che ho urgenza

di te

  ti  ritrovo nel silenzio  

del cuore

papà

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bydif

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Nel giorno dei “morti” mi…

…mi piace pensare alla vita perchè come rima Nazim Hikmet ne “Alla vita”…

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La vita non è uno scherzo.

Prendila sul serio

come fa lo scoiattolo, ad esempio,

senza aspettarti nulla

dal di fuori o nell’aldilà.

Non avrai altro da fare che vivere.

La vita non è uno scherzo.

Prendila sul serio

ma sul serio a tal punto

che messo contro il muro, ad esempio, le mani legate

o dentro un laboratorio

col camice bianco e grandi occhiali,

tu muoia affinché vivano gli altri uomini

gli uomini di cui non conoscerai la faccia,

e morrai sapendo

che nulla è più bello, più povero della vita.

Prendila sul serio

ma sul serio a tal punto

che a settant’anni, ad esempio, pianterai degli ulivi

non perché restino ai tuoi figli

ma perché non crederai alla morte,

pur temendola,

e la vita peserà di più sulla bilancia.

11-el-juego-lugubre-1929

mi piace pensare alla vita perchè,  come scrive Cesare Pavese. tanto …

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

questa morte che ci accompagna

dal mattino alla sera, insonne,

sorda, come un vecchio rimorso

o un vizio assurdo. I tuoi occhi

saranno una vana parola,

un grido taciuto, un silenzio.

Così li vedi ogni mattina

quando su te sola ti pieghi

nello specchio. O cara speranza,

quel giorno sapremo anche noi

che sei la vita e sei il nulla.

Per tutti la morte ha uno sguardo.

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.

Sarà come smettere un vizio,

come vedere nello specchio

riemergere un viso morto,

come ascoltare un labbro chiuso.

Scenderemo nel gorgo muti.

graig cow

mi piace pensare alla vita perchè come poeta Alda Merini nello

elogio alla morte ” se…

Se la morte fosse un vivere quieto,

un bel lasciarsi andare,

un’acqua purissima e delicata

o deliberazione di un ventre,

io mi sarei già uccisa.

Ma poiché la morte è muraglia,

dolore, ostinazione violenta,

io magicamente resisto.

Che tu mi copra di insulti,

di pedate, di baci, di abbandoni,

che tu mi lasci e poi ritorni senza un perché

o senza variare di senso

nel largo delle mie ginocchia,

a me non importa perché tu mi fai vivere,

perché mi ripari da quel gorgo

di inaudita dolcezza,

da quel miele tumefatto e impreciso

che è la morte di ogni poeta.

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eppoi mi piace pensare alla vita perchè come dice Fernando Pessoa

” La morte è la curva della strada”

La morte è la curva della strada,

morire è solo non essere visto.

Se ascolto, sento i tuoi passi

esistere come io esisto.

La terra è fatta di cielo.

Non ha nido la menzogna.

Mai nessuno s’è smarrito.

Tutto è verità e passaggio.

Nel giorno dei “morti” mi piace pensare alla vita perchè

credo che non finirà ma.. muterà aspetto

Buona vita a tutti!

bay dif

……..

….le immagini le ho scaricate dal web

..

Resurrezione

pasqua

Suono di campane,
voce che trasvola sul mondo,
canto che piove dal cielo sulla terra,
nella città sorda e irrequieta,
e nel silenzio dei colli
ove, nel pallore argenteo,
le bacche d’olivo maturano il dono di pace.
Suono che viene a te,
quale alleluia pasquale,
a offrirti la gioia di ogni primavera,
a chiamarti alla rinascita;
a dirti che la terra rifiorisce
se il tuo cuore si aprirà come un boccio,
che ripete un gesto d’amore e di speranza,
levando il mite ramoscello
in questa chiara alba di Risurrezione!

Gabriele D’Annunzio

fiore di pesco

bydif

Domenica delle Palme nell’arte poetica.

1 Giotto_di_Bondone_-_No._26_Scenes_from_the_Life_of_Christ_-_10._Entry_into_Jerusalem_-cappella scrovegni

Rami d’Olivo

Quanti rami d’olivo! Avanti! Avanti!

Son bell’e benedetti: o chi ne vuole?

Li ho colti stamattina, e tutti quanti

coi primi raggi li ha baciati il sole.

Sull’uscio, alla finestra, a capo al letto

metteteci l’Olivo benedetto;

come la luce e le stelle serene

un po’ di luce, al cor, fa tanto bene…

M. Giarrè Billi

par giotto

L’olivo benedetto

Lo sai, che su tutti gli altari,

oggi benedicon l’olivo?…

Domenica dell’olivo:

domenica di pace!

Andiamo, vecchio: entriamo.

La chiesa è pe’ tuoi pari;

che lì, se non altro, si tace…

Chiedine un piccolo ramo,

di quell’olivo di pace:

portalo a casa con te.

È ancora umido e vivo

come una fronda novella;

pieghevole come un giunco;

fresco così che le foglie

odorano a troncarle;

odorano più che alle nari,

d’amarognolo, al palato,

come l’olio appena torchiato.

Chi sa da quale adunco

pennato fu còlto stamani!

Chi sa da quali mani,

leggère alle cose leggère

e alle pesanti dure,

fu posto in quel paniere

medesimo, dove si bruca

la nera bacca!… Era di primo giorno

forse; e perciò, vedi?, conserva ancora

su di sé quel pallore

d’alba – allorché la luna mattutina

vanisce nel cielo di perla

come una festuca

incenerita, e ogni stella

si spegne in un pianto di brina…

Portalo teco, sul cuore;

portalo con sereno ciglio.

Danne una ciocca a tua moglie

e una ciocca a tuo figlio.

Fa come un tempo la madre

tua, benedetta!, faceva con te.

Pietro Mastri

IMG_6698-ter-Assisi-Basilica-di-S.-Francesco-Chiesa-Inferiore-Lorenzetti-ingresso-a-Gerusalemme

La domenica delle Palme
Chinar la testa che vale?
E che val nova fermezza?
Io sento in me la stanchezza
del giorno domenicale,

mentre la madre mia buona
entra con passo furtivo
nella mia stanza e mi dona
un ramoscello d’ulivo…

E se ne va. Tutto quello
ch’ella vuol dirmi lo dice
a questo suo ramoscello
che adornerà una cornice:
adornerà la cornice
dorata a capo del letto
l’ulivo ch’è benedetto,
l’ulivo che benedice;

porterà pace e abbondanza
nelle casette più sole,
rallegrerà un po’ la stanza
dell’infermo, senza sole,

ricorderà poi con tanta
fede l’ingresso solenne
di Cristo a Gerusalemme
nella domenica santa!…

Ulivo, e a me che dirai?
Le stesse cose anche tu?
se una parola: giammai,
se due parole: mai più?

Nulla tu doni al mio cuore
che lo consoli un istante,
ed il mio sguardo tremante
non vede in te che un colore:

il color triste di tutto
il mondo che non ha sole
e piange tacito e vuole
vestirsi di mezzo lutto;
il colore della noia
e dei fiori di bugia,
il colore della mia
giovinezza senza gioia;

il colore del passato
che ritorna ben vestito,
il color dell’infinito
e di ciò che non è stato;

il color triste dell’ore
così lente a venir giù
dai lor numeri, il colore
che non è colore più.

di Marino Moretti

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La Domenica dell’olivo

Hanno compiuto in questo dì, gli uccelli

il nido (oggi e la festa dell olivo)

di foglie secche, radiche, fuscelli;

quel sul cipresso, questo su l’alloro,

al bosco, lungo il chioccolo d’un rivo,

nell’ombra mossa d’un tremolio d’oro.

E covano sul musco e sul lichene

fissando muti il cielo cristallino,

con improvvisi palpiti, se viene

un ronzio d’ape, un vol di maggiolino.

Giovanni Pascoli

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La Domenica delle Palme, come ricorda l’evangelista Matteo, è la Domenica  del giorno del trionfo di Gesù:

Ed essi menarono il puledro a Gesù, e gettarono sopra quello le lor vesti; ed egli montò sopra esso. E molti distendevano le lor vesti nella via, ed altri tagliavan de’ rami dagli alberi, e li distendevano nella via. E coloro che andavan davanti, e coloro che venivan dietro, gridavano, dicendo: Osanna! Benedetto sia colui che viene nel nome del Signore! Benedetto sia il regno di Davide, nostro padre, il quale viene nel nome del Signore. Osanna ne’ luoghi altissimi!”

A tale ricorrenza religiosa, decisamente un tempo assai sentita dal popolo cristiano, tanti poeti  hanno dedicato versi che vanno aldila della narrazione escatologica.Tra le tante opere del patrimonio culturale espressivo ve ne sono alcune a me care, come quelle sopra,  in quanto mi riportano la mente a sensazioni di letizia oltrechè a descrizioni vissute con grande partecipazione collettiva.

olivo

Buona domenica delle palme o dell’olivo amici e passanti!

bydif

 

 

L’amore è

L’amore è una bella cartolina che il cuore ammira.e.r.

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L’amore è poesia:

Sabbie Mobili
Demoni e meraviglie
Venti e maree
Lontano di gia’ si e’ ritirato il mare
E tu
Come alga dolcemente accarezzata dal vento
Nella sabbia del tuo letto ti agiti sognando
Demoni e meraviglie
Venti e maree
Lontano di gia’ si e’ ritirato il mare
Ma nei tuoi occhi socchiusi
Due piccole onde son rimaste
Demoni e meraviglie
Venti e maree
Due piccole onde per annegarmi.
Jacques Prevert

san valentino

L’amore è vibrazione sonora:

Canto d’amore 

Come potrei trattenerla in me,

la mia anima, che la tua non sfiori;

come levarla oltre te, all’infinito?

Potessi nasconderla in un angolo

sperduto nelle tenebre;

un estraneo rifugio silenzioso

che non seguiti a vibrare

se vibra il tuo profondo.

Ma tutto quello che ci tocca, te

e me insieme

ci tende come un arco

che da due corde un suono solo rende

Su quale strumento siamo tesi,

e quale grande musicista ci tiene nella mano?

O dolce canto.

Rainer Maria Rilke

san valentino

L’amore è espressione  libera  di un pensiero:

Il vero amore è come l’apparizione degli spiriti: tutti ne parlano, quasi nessuno li ha visti. F. de la Rochefoucauld

Un mondo senz’amore, che sarebbe per il nostro cuore?

La stessa cosa che una lanterna magica senza luce. Goethe

Un matrimonio felice è una lunga conversazione che sembra sempre troppo breve. A.Maurois

L’amore è la poesia dei sensi. Honorè de Balzac

Il cuore sente la testa confronta. Chateaubriand

Il flirt è l’acquerello dell’amore. Bouerget

Prova a ragionar sull’amore e perderai la ragione. Proverbio francese

l’amore è il grande agguato che la natura ha teso agli uomini per propagarne la specie

nessuno si è mai sentito felice al presente a meno che non fosse ubriaco.

Arthur schopenhauer

san valentino

love is the ‘welcome guest in every heart.e.r.

eh si,l’amore è l’ ospite gradito a ogni cuore!

Spesso  il  suo soggiorno  è  troppo breve.

cuor

L’amore è un volo dell’anima nelle galassie  delle emozioni, a volte folle , a volte  fantastico, altro complicato ma sempre unico nel viverlo.

Felicissimo San Valentino

bydif

La palla San Remo ha tirato ma…

una vita in

La palla San Remo ha tirato ma.. purtroppo rotolando, rotolando nella marea votante, come ogni anno, non ha centrato il bersaglio da me desiderato. Vabbè, una delle tre canzoni che avrei voluto sul gradino più alto quasi ce l’ha piazzata e le due altre uno poco piuggiù. Un premietto comunque a ognuna l’ha riservato a una “Una vita in vacanza” dei 5 ragazzi dello stato sociale quello della sala stampa radio e tv web dedicato a Lucio Dalla, il che non è male considerato che son snob capiscioni e la giuria di qualità, sic sic qualità de che poi chissà, una bella affossata gli aveva dato. A “almeno pensami” un testo poetico del mai dimenticato L.Dalla, sussurrato dall’amico Ron gli ha fatto giungere il premio della critica dedicato a Mia Martini, invece a “la leggenda di Cristobalda e Pizzomunno” ugulata da max Gazzè quello assegnato dall’orchestra, in memoria di Giancarlo Bigazzi come migliore composizione musicale. Beh, coi tempi che corrono bisogna me contento, in fondo son premietti de peso assai perché chi li assegna non son popolani, che si sa, negli ambienti sofisti son considerati troppo piacioni de motivetti canterini e poco di quelli pregni de valore cultural-intellettuale, ma competenti e anche attenti a cogliere pregi e particolarità. D’altronde San Remo gira la su palla a luci accese e qualcuna è normale che talvolta l’abbaglia e sul podio ce scaglia na urla de lagna, non voglio dì che quella che ha vinto lo è perché non m’aggrada, è che me suona uno poco troppo sonata se il tema che tratta è na realtà inquadrata davvero spietata, dacché con la retorica urlata l’evincere nobile finisce banalizzato e in testa alla gente il senso dell’orrore si fa un niente. Comunque anche a riflettori spenti San Remo è sempre San Remo e i sui “fiori” più belli ogni anno li regala al giardino del tempo.
Sulle note della melodia da ognun preferita l’ augurio di una giornata felice.
bydif

la vecc

I testi delle mie tre preferite:

 UNA VITA IN VACANZA,   una riflessione irrompente, piena di ironia e per niente banale sul mondo del lavoro del non lavoro interpretata da i cinque ragazzi della  band bolognese LO STATO SOCIALE con tanto di “vecchia” acrobata eccezionale al secolo Paddy Jones. Il testo mi visualizza un dipinto del manifesto futurista ma al contrario, li l’irrompere sanciva il movimento dinamico quasi parossista qui mi figura uno stato irritante del valore del lavoro e del tempo distorto e solidificato dal parossismo del senso dinamico.

E fai il cameriere, l’assicuratore

Il campione del mondo, la baby pensione

Fai il ricco di famiglia, l’eroe nazionale

Il poliziotto di quartiere, il rottamatore

Perché lo fai?

E fai il candidato poi l’esodato

Qualche volta fai il ladro o fai il derubato

E fai opposizione e fai il duro e puro

E fai il figlio d’arte, la blogger di moda

Perché lo fai?

Perché non te ne vai?

Una vita in vacanza

Una vecchia che balla

Niente nuovo che avanza

Ma tutta la banda che suona e che canta

Per un mondo diverso

Libertà e tempo perso

E nessuno che rompe i coglioni

Nessuno che dice se sbagli sei fuori

E fai l’estetista e fai il laureato

E fai il caso umano, il pubblico in studio

Fai il cuoco stellato e fai l’influencer

E fai il cantautore ma fai soldi col poker

Perché lo fai?

E fai l’analista di calciomercato

Il bioagricoltore, il toyboy, il santone

Il motivatore, il demotivato

La risorsa umana, il disoccupato

Perché lo fai?

Perché non te vai?

Vivere per lavorare

O lavorare per vivere

Fare soldi per non pensare

Parlare sempre e non ascoltare

Ridere per fare male

Fare pace per bombardare

Partire per poi ritornare

*********

ALMENO PENSAMI, interprete RON, che dire se non che il testo del grande Lucio Dalla è una lirica che trasporta con semplicità nell’immaginario mondo della creatività originale e magica del  desiderio  candido dell’amore,  non scivola mai nel banale ma focalizza una tenerezza di sentimento  quasi mistica per l’essere agognato lontano, forse irrangiungibile nella realtà ma tangibile sul piano sognante che a me memorizza l’arte poetica della pittura surreale. 

Ah fossi un piccione

Che dai tetti vola giù fino al suo cuore

Almeno fossi in quel bicchiere

Che quando beve le andrei giù fino a un suo piede

Fossi morto tornerei

Per rivederla ogni mattina quando esce

Avessi il mare in una mano

Ce ne andremo via fino al punto più lontano

Almeno pensami

Senza pensarci pensami

Se vai lontano scrivimi

Anche senza mani scrivimi

Se è troppo buio chiamami

Prendi il telefono parlami

Io e la notte siamo qua

Ma come si fa

A tenere un cuore

Se ho le mani sempre sporche di carbone

Son già passati mille anni

Tanto è il tempo che ti guardo e non mi parli

Senza lei io morirei

Ma chiudo gli occhi e so sempre dove sei

Sempre più lontano

O dentro questa goccia che mi è caduta sulla mano

Almeno pensami

Senza pensarci pensami

Se vai lontano scrivimi

Anche senza mani scrivimi…

Se è troppo buio chiamami

Prendi il telefono, parlami

Io e la notte siamo qua

Ma come si fa

Almeno pensami

Senza pensarci pensami

Se vai lontano scrivimi

Anche senza mani scrivimi…

Se è troppo buio chiamami

Prendi il telefono, parlami

Io e la notte siamo qua…

Se è troppo buio svegliati

Se stai dormendo sognami

Se mi sogni io sono lì

Dentro di te

Sempre più lontano

O dentro questa goccia che mi è caduta sulla mano

*******

LA LEGGENDA DI CRISTALDA E PIZZOMUNNO, un testo originale e coraggioso interpretato da MAX GAZZE’ che  narra la leggenda pugliese del marinaio tanto  innamorato della sua  Cristalda da resistere alle lusinghe delle sirene e da queste per vendetta  trasformato in pietra a Pizzomunno, sulla spiaggia di Vieste. Nella fragilità di oggi una favola di amore eterno non può che suscitare un emozione viva e anche un po’ di voglia di viverla.

tu che ora

Non temi,

Ignorane

Il canto…

Quel coro ammaliante

Che irrompe alla mente

E per quanto

Mulini

Le braccia oramai

Non potrai

Far più niente.

Ma se ti rilassi

E abbandoni

Il tuo viso

A un lunghissimo

Sonno,

O mio Pizzomunno,

Tu guarda

Quell’onda

Beffarda

Che affonda

Il tuo amore indifeso.

Io ti resterò

Per la vita fedele

E se fossero

Pochi, anche altri cent’anni!

Così addolcirai gli inganni

Delle tue sirene…

Cristalda era bella

E lui da lontano

Poteva vederla

Ancora così

Con la mano

Protesa

E forse una lacrima scesa

Nel vento.

Fu solo un momento,

Poi lui sparì

Al largo

E lei in casa cantando…

Neppure il sospetto

Che intanto

Da sotto

La loro vendetta

Ed il loro lamento!

Perché poveretta

Già avevano in cuore

I muscoli tesi

Del bel pescatore,

E all’ennesimo

Suo rifiuto

Un giorno fu punito!

Ma io ti aspetterò…

Io ti aspetterò,

Fosse anche per cent’anni aspetterò…

Fosse anche per cent’anni!

E allora dal mare

Salirono insieme

Alle spiagge

Di Vieste

Malvage

Sirene…

Qualcuno le ha viste

Portare

Nel fondo

Cristalda in catene.

E quando

Le urla

Raggiunsero il cielo,

Lui impazzì davvero

Provando

A salvarla,

Perché più non c’era…

E quell’ira

Accecante

Lo fermò per sempre.

E così la gente

Lo ammira

Da allora,

Gigante

Di bianco calcare

Che aspetta tuttora

Il suo amore

Rapito

E mai più tornato!

Ma io ti aspetterò…

Fosse anche per cent’anni aspetterò…

Fosse anche per cent’anni aspetterò…

Fosse anche per cent’anni!

Io ti aspetterò

Fosse anche per cent’anni!

Si dice che adesso,

E non sia leggenda,

In un’alba

D’agosto

La bella Cristalda

Risalga

Dall’onda

A vivere ancora

Una storia

Stupenda.

*******

 

 

 

Amica mia

africa 2

VORREI

AMICA MIA

NON PARTIRE

VORREI

AVVINGHIARMI ALLA TUA MALIA

UBRIACARMI DEL CALORE CHE T’AVVAMPA

SPOGLIARMI

SVOLAZZARE SINUOSA

RAMPICARE LA CORRENTE RITROSA

VORREI

TUFFARMI

NELL’ACQUE SPIROSE

AVVOLGERMI

NEL VENTO SALIENTE DALLE CAVITA’ VITROSE

ALEGGIATO

IN VERDI SCIACQUII

DA UN OCEANO INDIANO FATATO

VORREI

NON SPRECARE ATTIMI PREZIOSI

EMPIRE L’ANIMA MIA DI SUONI IMPETUOSI

SOPORIRE

I VAPORI VOLUTTUOSI DELL’ ATALANTINO

IN CIMA ALLO SPERONE PALADINO

GRIDARE ALL’ECO

TRASLOCA IL MULINO

DEL CUORE

NEL REGNO FORASTIO DEL DESIO

VORREI

ROTANDO LO SGUARDO

ABBRACCIARE LA FORESTA LUSSURIOSA

VALICARE

I CANCELLI DELL’ORDINARIO

INEBRIARMI

DÌ VITA ANTICA MISTERIOSA

PELLE FUMIGATA DA SOLI COCENTI

SUDORI ARDENTI SPALMATI IN DIAMANTI

PIOGGE VELIERE

SERRATE TRA ROSACEE SCOGLIERE

VORREI

ESPLORARE LE VISCERE VULCANE

INCONTRARE L’IGNOTO UMANDIO

LASCIARTI SENZA ADDIO

VORREI

CIRCUNNAVIGARE IL MARE CHE T’ABBIGLIA

CARPIRE L ’ENERGIA DI TERRA AMICA

CHIUSA

IN SUOLO OCARINO DÌ FATICA

SFERZATA DA RUGGITO D’ONORATO CRINIERO

BARRITO TONANTE MORZO D’ AVVENTURIERO

SFIORATA

DA PETALI DI FRONDE NERE

BAMBINI BALZELLANTI SU GRANI STRANIERI

SCROSCIATI DA INSODATI SENTIERI

QUAL FIORI SINGOLARI D’ABBAGLI SENSUALI

GIUNTI DA PARADISI ANCESTRALI

VORREI AMICA MIA

ANDARE LONTANO SENZA MALINCONIA

CAVALCANDO I TRAMONTI INFERINI

ARCHETIPI FUOCHI USURPATI A DEI ALATI

INFIAMMATI DA CIELI SCATENATI

VORREI

IN TUA COMPAGNIA

SALTARE NEI PRATI SCONFINATI

SAZIARE I DESERTI DESOLATI

PIANTARE UN FIORE NUOVO D’ARMONIA

LASCIARE UN PIZZICO D’ANIMA MIA

VORREI

PORTAR CON ME LA TUA MAGIA

CULLARLA OGNI MATTINA

DESTARLA

SUL PETTO ANSANTE D’AMORE E MERAVIGLIA

BLOCCARLA NEL PUGNO

SCOLPIRLA NELL’OCCHIO

RITROVARLA

NEI CASSETTI DELLA MEMORIA FRESCA DÌ SAPORE

SCORRAZZARLA IN OGNI DOVE

FIN QUANDO

EVAPORANDO IN STELLA

RICADRO’

LUCCICANDO SU LINFA DI FOGLIA

SDEBITANDO’ IL FAVORE CON VIRTU’ DI CIGLIA

AD AMICA PRODIGA CHE M’EMPI’ DI GIOIA

e.r

africa

Grazie Lucy!

dif

Immacolato passaggio

m

Evanescenti immagini

mi riporta il pensiero

d’occhi da bambina rivolti al cielo

per veder

tra le stelle lattee

il TUO miracoloso passaggio

In quella via aperta al cuore

dal candore fanciullesco

anche nella notte più offusca

trovavo

il TUO manto sospeso

pieno di tenerezza l’angelico sorriso

Nello sfiorar del vento

 l’immacolato alito intenso

Allora

mi sembrava un canto immenso

a balsamo d’animo pulito d’ogni scontento

e

fioriti cieli sereni germogliavano futuri

Nell’occhio trepido la tua venuta correva

alberi carichi d’amore di luce inondava

nell’incanto immaginario ogni dubbio si perdeva

….A quella ammasso di stelle

mi riporta il pensiero stasera….

Libera da fanciullo inganno fra le stelle guardo

incredula

 ancor vedo il TUO immacolato passaggio!

Quel biancor dolcissimo

rassicura il mio animo stanco

e.r.

….0ggi è l’Immacolata concezione. L’unica donna nata senza la macchia del peccato originale. Un dogma cristiano del 1854, proclamato dopo le apparizioni a Bernadette da Soubirous, da papa Pio IX, e  dopo plurisecolari diatribe e storia di fede.

Perchè Immacolata? Perchè prescelta a esser madre del Dio salvifico e madre di tutti i popoli. Destinata a rimaner pura. L’ Incontaminata Vergine, in spirito e corpo,  Madre del Figlio che  si metterà sotto i piedi la serpe malefica che nuoce all’umanità intera.

Un tempo, tutti si aspettava con ansia di festeggiare L’immacolata e, dall’8 al 10 dicembre grandi e piccoli alla sera eravamo con il naso all’insù per vedere il passaggio della Madonna con gli angeli. Oggi non ricordo ciò che vedevamo ma non ha importanta dentro mi è rimasto il ricordo di una sacralità intensa, colorita da voci e volti di devozione della comunità in cui vivevo e della famiglia

L’immacolata  si festeggia ancora  ma non più come allora. Oggi è sbandierata assai ma….ma  come “ponte per vacanze e shopping” Si è quasi dimenticato che l’Immacolata è Ponte,  ma   Ponte universale  di  amore. Come ha detto Papa francesco:

“Il mistero di questa ragazza di Nazareth, che è nel cuore di Dio, non ci è estraneo. Non è lei là e noi qui. No, siamo collegati. Infatti Dio posa il suo sguardo d’amore su ogni uomo e ogni donna! Con nome e cognome. Il suo sguardo di amore è su ognuno di noi.”

P7010044

Lieta giornata a tutti

by dif

l’immagine della Vergine in basso l’ho scattata a Nazareth,, nel piazzale della Basilica dell’Annunciazione.