Resurrezione

pasqua

Suono di campane,
voce che trasvola sul mondo,
canto che piove dal cielo sulla terra,
nella città sorda e irrequieta,
e nel silenzio dei colli
ove, nel pallore argenteo,
le bacche d’olivo maturano il dono di pace.
Suono che viene a te,
quale alleluia pasquale,
a offrirti la gioia di ogni primavera,
a chiamarti alla rinascita;
a dirti che la terra rifiorisce
se il tuo cuore si aprirà come un boccio,
che ripete un gesto d’amore e di speranza,
levando il mite ramoscello
in questa chiara alba di Risurrezione!

Gabriele D’Annunzio

fiore di pesco

bydif

Domenica delle Palme nell’arte poetica.

1 Giotto_di_Bondone_-_No._26_Scenes_from_the_Life_of_Christ_-_10._Entry_into_Jerusalem_-cappella scrovegni

Rami d’Olivo

Quanti rami d’olivo! Avanti! Avanti!

Son bell’e benedetti: o chi ne vuole?

Li ho colti stamattina, e tutti quanti

coi primi raggi li ha baciati il sole.

Sull’uscio, alla finestra, a capo al letto

metteteci l’Olivo benedetto;

come la luce e le stelle serene

un po’ di luce, al cor, fa tanto bene…

M. Giarrè Billi

par giotto

L’olivo benedetto

Lo sai, che su tutti gli altari,

oggi benedicon l’olivo?…

Domenica dell’olivo:

domenica di pace!

Andiamo, vecchio: entriamo.

La chiesa è pe’ tuoi pari;

che lì, se non altro, si tace…

Chiedine un piccolo ramo,

di quell’olivo di pace:

portalo a casa con te.

È ancora umido e vivo

come una fronda novella;

pieghevole come un giunco;

fresco così che le foglie

odorano a troncarle;

odorano più che alle nari,

d’amarognolo, al palato,

come l’olio appena torchiato.

Chi sa da quale adunco

pennato fu còlto stamani!

Chi sa da quali mani,

leggère alle cose leggère

e alle pesanti dure,

fu posto in quel paniere

medesimo, dove si bruca

la nera bacca!… Era di primo giorno

forse; e perciò, vedi?, conserva ancora

su di sé quel pallore

d’alba – allorché la luna mattutina

vanisce nel cielo di perla

come una festuca

incenerita, e ogni stella

si spegne in un pianto di brina…

Portalo teco, sul cuore;

portalo con sereno ciglio.

Danne una ciocca a tua moglie

e una ciocca a tuo figlio.

Fa come un tempo la madre

tua, benedetta!, faceva con te.

Pietro Mastri

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La domenica delle Palme
Chinar la testa che vale?
E che val nova fermezza?
Io sento in me la stanchezza
del giorno domenicale,

mentre la madre mia buona
entra con passo furtivo
nella mia stanza e mi dona
un ramoscello d’ulivo…

E se ne va. Tutto quello
ch’ella vuol dirmi lo dice
a questo suo ramoscello
che adornerà una cornice:
adornerà la cornice
dorata a capo del letto
l’ulivo ch’è benedetto,
l’ulivo che benedice;

porterà pace e abbondanza
nelle casette più sole,
rallegrerà un po’ la stanza
dell’infermo, senza sole,

ricorderà poi con tanta
fede l’ingresso solenne
di Cristo a Gerusalemme
nella domenica santa!…

Ulivo, e a me che dirai?
Le stesse cose anche tu?
se una parola: giammai,
se due parole: mai più?

Nulla tu doni al mio cuore
che lo consoli un istante,
ed il mio sguardo tremante
non vede in te che un colore:

il color triste di tutto
il mondo che non ha sole
e piange tacito e vuole
vestirsi di mezzo lutto;
il colore della noia
e dei fiori di bugia,
il colore della mia
giovinezza senza gioia;

il colore del passato
che ritorna ben vestito,
il color dell’infinito
e di ciò che non è stato;

il color triste dell’ore
così lente a venir giù
dai lor numeri, il colore
che non è colore più.

di Marino Moretti

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La Domenica dell’olivo

Hanno compiuto in questo dì, gli uccelli

il nido (oggi e la festa dell olivo)

di foglie secche, radiche, fuscelli;

quel sul cipresso, questo su l’alloro,

al bosco, lungo il chioccolo d’un rivo,

nell’ombra mossa d’un tremolio d’oro.

E covano sul musco e sul lichene

fissando muti il cielo cristallino,

con improvvisi palpiti, se viene

un ronzio d’ape, un vol di maggiolino.

Giovanni Pascoli

2 maesta_duccio-ingresso_a_gerusalemme

La Domenica delle Palme, come ricorda l’evangelista Matteo, è la Domenica  del giorno del trionfo di Gesù:

Ed essi menarono il puledro a Gesù, e gettarono sopra quello le lor vesti; ed egli montò sopra esso. E molti distendevano le lor vesti nella via, ed altri tagliavan de’ rami dagli alberi, e li distendevano nella via. E coloro che andavan davanti, e coloro che venivan dietro, gridavano, dicendo: Osanna! Benedetto sia colui che viene nel nome del Signore! Benedetto sia il regno di Davide, nostro padre, il quale viene nel nome del Signore. Osanna ne’ luoghi altissimi!”

A tale ricorrenza religiosa, decisamente un tempo assai sentita dal popolo cristiano, tanti poeti  hanno dedicato versi che vanno aldila della narrazione escatologica.Tra le tante opere del patrimonio culturale espressivo ve ne sono alcune a me care, come quelle sopra,  in quanto mi riportano la mente a sensazioni di letizia oltrechè a descrizioni vissute con grande partecipazione collettiva.

olivo

Buona domenica delle palme o dell’olivo amici e passanti!

bydif

 

 

L’amore è

L’amore è una bella cartolina che il cuore ammira.e.r.

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L’amore è poesia:

Sabbie Mobili
Demoni e meraviglie
Venti e maree
Lontano di gia’ si e’ ritirato il mare
E tu
Come alga dolcemente accarezzata dal vento
Nella sabbia del tuo letto ti agiti sognando
Demoni e meraviglie
Venti e maree
Lontano di gia’ si e’ ritirato il mare
Ma nei tuoi occhi socchiusi
Due piccole onde son rimaste
Demoni e meraviglie
Venti e maree
Due piccole onde per annegarmi.
Jacques Prevert

san valentino

L’amore è vibrazione sonora:

Canto d’amore 

Come potrei trattenerla in me,

la mia anima, che la tua non sfiori;

come levarla oltre te, all’infinito?

Potessi nasconderla in un angolo

sperduto nelle tenebre;

un estraneo rifugio silenzioso

che non seguiti a vibrare

se vibra il tuo profondo.

Ma tutto quello che ci tocca, te

e me insieme

ci tende come un arco

che da due corde un suono solo rende

Su quale strumento siamo tesi,

e quale grande musicista ci tiene nella mano?

O dolce canto.

Rainer Maria Rilke

san valentino

L’amore è espressione  libera  di un pensiero:

Il vero amore è come l’apparizione degli spiriti: tutti ne parlano, quasi nessuno li ha visti. F. de la Rochefoucauld

Un mondo senz’amore, che sarebbe per il nostro cuore?

La stessa cosa che una lanterna magica senza luce. Goethe

Un matrimonio felice è una lunga conversazione che sembra sempre troppo breve. A.Maurois

L’amore è la poesia dei sensi. Honorè de Balzac

Il cuore sente la testa confronta. Chateaubriand

Il flirt è l’acquerello dell’amore. Bouerget

Prova a ragionar sull’amore e perderai la ragione. Proverbio francese

l’amore è il grande agguato che la natura ha teso agli uomini per propagarne la specie

nessuno si è mai sentito felice al presente a meno che non fosse ubriaco.

Arthur schopenhauer

san valentino

love is the ‘welcome guest in every heart.e.r.

eh si,l’amore è l’ ospite gradito a ogni cuore!

Spesso  il  suo soggiorno  è  troppo breve.

cuor

L’amore è un volo dell’anima nelle galassie  delle emozioni, a volte folle , a volte  fantastico, altro complicato ma sempre unico nel viverlo.

Felicissimo San Valentino

bydif

La palla San Remo ha tirato ma…

una vita in

La palla San Remo ha tirato ma.. purtroppo rotolando, rotolando nella marea votante, come ogni anno, non ha centrato il bersaglio da me desiderato. Vabbè, una delle tre canzoni che avrei voluto sul gradino più alto quasi ce l’ha piazzata e le due altre uno poco piuggiù. Un premietto comunque a ognuna l’ha riservato a una “Una vita in vacanza” dei 5 ragazzi dello stato sociale quello della sala stampa radio e tv web dedicato a Lucio Dalla, il che non è male considerato che son snob capiscioni e la giuria di qualità, sic sic qualità de che poi chissà, una bella affossata gli aveva dato. A “almeno pensami” un testo poetico del mai dimenticato L.Dalla, sussurrato dall’amico Ron gli ha fatto giungere il premio della critica dedicato a Mia Martini, invece a “la leggenda di Cristobalda e Pizzomunno” ugulata da max Gazzè quello assegnato dall’orchestra, in memoria di Giancarlo Bigazzi come migliore composizione musicale. Beh, coi tempi che corrono bisogna me contento, in fondo son premietti de peso assai perché chi li assegna non son popolani, che si sa, negli ambienti sofisti son considerati troppo piacioni de motivetti canterini e poco di quelli pregni de valore cultural-intellettuale, ma competenti e anche attenti a cogliere pregi e particolarità. D’altronde San Remo gira la su palla a luci accese e qualcuna è normale che talvolta l’abbaglia e sul podio ce scaglia na urla de lagna, non voglio dì che quella che ha vinto lo è perché non m’aggrada, è che me suona uno poco troppo sonata se il tema che tratta è na realtà inquadrata davvero spietata, dacché con la retorica urlata l’evincere nobile finisce banalizzato e in testa alla gente il senso dell’orrore si fa un niente. Comunque anche a riflettori spenti San Remo è sempre San Remo e i sui “fiori” più belli ogni anno li regala al giardino del tempo.
Sulle note della melodia da ognun preferita l’ augurio di una giornata felice.
bydif

la vecc

I testi delle mie tre preferite:

 UNA VITA IN VACANZA,   una riflessione irrompente, piena di ironia e per niente banale sul mondo del lavoro del non lavoro interpretata da i cinque ragazzi della  band bolognese LO STATO SOCIALE con tanto di “vecchia” acrobata eccezionale al secolo Paddy Jones. Il testo mi visualizza un dipinto del manifesto futurista ma al contrario, li l’irrompere sanciva il movimento dinamico quasi parossista qui mi figura uno stato irritante del valore del lavoro e del tempo distorto e solidificato dal parossismo del senso dinamico.

E fai il cameriere, l’assicuratore

Il campione del mondo, la baby pensione

Fai il ricco di famiglia, l’eroe nazionale

Il poliziotto di quartiere, il rottamatore

Perché lo fai?

E fai il candidato poi l’esodato

Qualche volta fai il ladro o fai il derubato

E fai opposizione e fai il duro e puro

E fai il figlio d’arte, la blogger di moda

Perché lo fai?

Perché non te ne vai?

Una vita in vacanza

Una vecchia che balla

Niente nuovo che avanza

Ma tutta la banda che suona e che canta

Per un mondo diverso

Libertà e tempo perso

E nessuno che rompe i coglioni

Nessuno che dice se sbagli sei fuori

E fai l’estetista e fai il laureato

E fai il caso umano, il pubblico in studio

Fai il cuoco stellato e fai l’influencer

E fai il cantautore ma fai soldi col poker

Perché lo fai?

E fai l’analista di calciomercato

Il bioagricoltore, il toyboy, il santone

Il motivatore, il demotivato

La risorsa umana, il disoccupato

Perché lo fai?

Perché non te vai?

Vivere per lavorare

O lavorare per vivere

Fare soldi per non pensare

Parlare sempre e non ascoltare

Ridere per fare male

Fare pace per bombardare

Partire per poi ritornare

*********

ALMENO PENSAMI, interprete RON, che dire se non che il testo del grande Lucio Dalla è una lirica che trasporta con semplicità nell’immaginario mondo della creatività originale e magica del  desiderio  candido dell’amore,  non scivola mai nel banale ma focalizza una tenerezza di sentimento  quasi mistica per l’essere agognato lontano, forse irrangiungibile nella realtà ma tangibile sul piano sognante che a me memorizza l’arte poetica della pittura surreale. 

Ah fossi un piccione

Che dai tetti vola giù fino al suo cuore

Almeno fossi in quel bicchiere

Che quando beve le andrei giù fino a un suo piede

Fossi morto tornerei

Per rivederla ogni mattina quando esce

Avessi il mare in una mano

Ce ne andremo via fino al punto più lontano

Almeno pensami

Senza pensarci pensami

Se vai lontano scrivimi

Anche senza mani scrivimi

Se è troppo buio chiamami

Prendi il telefono parlami

Io e la notte siamo qua

Ma come si fa

A tenere un cuore

Se ho le mani sempre sporche di carbone

Son già passati mille anni

Tanto è il tempo che ti guardo e non mi parli

Senza lei io morirei

Ma chiudo gli occhi e so sempre dove sei

Sempre più lontano

O dentro questa goccia che mi è caduta sulla mano

Almeno pensami

Senza pensarci pensami

Se vai lontano scrivimi

Anche senza mani scrivimi…

Se è troppo buio chiamami

Prendi il telefono, parlami

Io e la notte siamo qua

Ma come si fa

Almeno pensami

Senza pensarci pensami

Se vai lontano scrivimi

Anche senza mani scrivimi…

Se è troppo buio chiamami

Prendi il telefono, parlami

Io e la notte siamo qua…

Se è troppo buio svegliati

Se stai dormendo sognami

Se mi sogni io sono lì

Dentro di te

Sempre più lontano

O dentro questa goccia che mi è caduta sulla mano

*******

LA LEGGENDA DI CRISTALDA E PIZZOMUNNO, un testo originale e coraggioso interpretato da MAX GAZZE’ che  narra la leggenda pugliese del marinaio tanto  innamorato della sua  Cristalda da resistere alle lusinghe delle sirene e da queste per vendetta  trasformato in pietra a Pizzomunno, sulla spiaggia di Vieste. Nella fragilità di oggi una favola di amore eterno non può che suscitare un emozione viva e anche un po’ di voglia di viverla.

tu che ora

Non temi,

Ignorane

Il canto…

Quel coro ammaliante

Che irrompe alla mente

E per quanto

Mulini

Le braccia oramai

Non potrai

Far più niente.

Ma se ti rilassi

E abbandoni

Il tuo viso

A un lunghissimo

Sonno,

O mio Pizzomunno,

Tu guarda

Quell’onda

Beffarda

Che affonda

Il tuo amore indifeso.

Io ti resterò

Per la vita fedele

E se fossero

Pochi, anche altri cent’anni!

Così addolcirai gli inganni

Delle tue sirene…

Cristalda era bella

E lui da lontano

Poteva vederla

Ancora così

Con la mano

Protesa

E forse una lacrima scesa

Nel vento.

Fu solo un momento,

Poi lui sparì

Al largo

E lei in casa cantando…

Neppure il sospetto

Che intanto

Da sotto

La loro vendetta

Ed il loro lamento!

Perché poveretta

Già avevano in cuore

I muscoli tesi

Del bel pescatore,

E all’ennesimo

Suo rifiuto

Un giorno fu punito!

Ma io ti aspetterò…

Io ti aspetterò,

Fosse anche per cent’anni aspetterò…

Fosse anche per cent’anni!

E allora dal mare

Salirono insieme

Alle spiagge

Di Vieste

Malvage

Sirene…

Qualcuno le ha viste

Portare

Nel fondo

Cristalda in catene.

E quando

Le urla

Raggiunsero il cielo,

Lui impazzì davvero

Provando

A salvarla,

Perché più non c’era…

E quell’ira

Accecante

Lo fermò per sempre.

E così la gente

Lo ammira

Da allora,

Gigante

Di bianco calcare

Che aspetta tuttora

Il suo amore

Rapito

E mai più tornato!

Ma io ti aspetterò…

Fosse anche per cent’anni aspetterò…

Fosse anche per cent’anni aspetterò…

Fosse anche per cent’anni!

Io ti aspetterò

Fosse anche per cent’anni!

Si dice che adesso,

E non sia leggenda,

In un’alba

D’agosto

La bella Cristalda

Risalga

Dall’onda

A vivere ancora

Una storia

Stupenda.

*******

 

 

 

Amica mia

africa 2

VORREI

AMICA MIA

NON PARTIRE

VORREI

AVVINGHIARMI ALLA TUA MALIA

UBRIACARMI DEL CALORE CHE T’AVVAMPA

SPOGLIARMI

SVOLAZZARE SINUOSA

RAMPICARE LA CORRENTE RITROSA

VORREI

TUFFARMI

NELL’ACQUE SPIROSE

AVVOLGERMI

NEL VENTO SALIENTE DALLE CAVITA’ VITROSE

ALEGGIATO

IN VERDI SCIACQUII

DA UN OCEANO INDIANO FATATO

VORREI

NON SPRECARE ATTIMI PREZIOSI

EMPIRE L’ANIMA MIA DI SUONI IMPETUOSI

SOPORIRE

I VAPORI VOLUTTUOSI DELL’ ATALANTINO

IN CIMA ALLO SPERONE PALADINO

GRIDARE ALL’ECO

TRASLOCA IL MULINO

DEL CUORE

NEL REGNO FORASTIO DEL DESIO

VORREI

ROTANDO LO SGUARDO

ABBRACCIARE LA FORESTA LUSSURIOSA

VALICARE

I CANCELLI DELL’ORDINARIO

INEBRIARMI

DÌ VITA ANTICA MISTERIOSA

PELLE FUMIGATA DA SOLI COCENTI

SUDORI ARDENTI SPALMATI IN DIAMANTI

PIOGGE VELIERE

SERRATE TRA ROSACEE SCOGLIERE

VORREI

ESPLORARE LE VISCERE VULCANE

INCONTRARE L’IGNOTO UMANDIO

LASCIARTI SENZA ADDIO

VORREI

CIRCUNNAVIGARE IL MARE CHE T’ABBIGLIA

CARPIRE L ’ENERGIA DI TERRA AMICA

CHIUSA

IN SUOLO OCARINO DÌ FATICA

SFERZATA DA RUGGITO D’ONORATO CRINIERO

BARRITO TONANTE MORZO D’ AVVENTURIERO

SFIORATA

DA PETALI DI FRONDE NERE

BAMBINI BALZELLANTI SU GRANI STRANIERI

SCROSCIATI DA INSODATI SENTIERI

QUAL FIORI SINGOLARI D’ABBAGLI SENSUALI

GIUNTI DA PARADISI ANCESTRALI

VORREI AMICA MIA

ANDARE LONTANO SENZA MALINCONIA

CAVALCANDO I TRAMONTI INFERINI

ARCHETIPI FUOCHI USURPATI A DEI ALATI

INFIAMMATI DA CIELI SCATENATI

VORREI

IN TUA COMPAGNIA

SALTARE NEI PRATI SCONFINATI

SAZIARE I DESERTI DESOLATI

PIANTARE UN FIORE NUOVO D’ARMONIA

LASCIARE UN PIZZICO D’ANIMA MIA

VORREI

PORTAR CON ME LA TUA MAGIA

CULLARLA OGNI MATTINA

DESTARLA

SUL PETTO ANSANTE D’AMORE E MERAVIGLIA

BLOCCARLA NEL PUGNO

SCOLPIRLA NELL’OCCHIO

RITROVARLA

NEI CASSETTI DELLA MEMORIA FRESCA DÌ SAPORE

SCORRAZZARLA IN OGNI DOVE

FIN QUANDO

EVAPORANDO IN STELLA

RICADRO’

LUCCICANDO SU LINFA DI FOGLIA

SDEBITANDO’ IL FAVORE CON VIRTU’ DI CIGLIA

AD AMICA PRODIGA CHE M’EMPI’ DI GIOIA

e.r

africa

Grazie Lucy!

dif

Immacolato passaggio

m

Evanescenti immagini

mi riporta il pensiero

d’occhi da bambina rivolti al cielo

per veder

tra le stelle lattee

il TUO miracoloso passaggio

In quella via aperta al cuore

dal candore fanciullesco

anche nella notte più offusca

trovavo

il TUO manto sospeso

pieno di tenerezza l’angelico sorriso

Nello sfiorar del vento

 l’immacolato alito intenso

Allora

mi sembrava un canto immenso

a balsamo d’animo pulito d’ogni scontento

e

fioriti cieli sereni germogliavano futuri

Nell’occhio trepido la tua venuta correva

alberi carichi d’amore di luce inondava

nell’incanto immaginario ogni dubbio si perdeva

….A quella ammasso di stelle

mi riporta il pensiero stasera….

Libera da fanciullo inganno fra le stelle guardo

incredula

 ancor vedo il TUO immacolato passaggio!

Quel biancor dolcissimo

rassicura il mio animo stanco

e.r.

….0ggi è l’Immacolata concezione. L’unica donna nata senza la macchia del peccato originale. Un dogma cristiano del 1854, proclamato dopo le apparizioni a Bernadette da Soubirous, da papa Pio IX, e  dopo plurisecolari diatribe e storia di fede.

Perchè Immacolata? Perchè prescelta a esser madre del Dio salvifico e madre di tutti i popoli. Destinata a rimaner pura. L’ Incontaminata Vergine, in spirito e corpo,  Madre del Figlio che  si metterà sotto i piedi la serpe malefica che nuoce all’umanità intera.

Un tempo, tutti si aspettava con ansia di festeggiare L’immacolata e, dall’8 al 10 dicembre grandi e piccoli alla sera eravamo con il naso all’insù per vedere il passaggio della Madonna con gli angeli. Oggi non ricordo ciò che vedevamo ma non ha importanta dentro mi è rimasto il ricordo di una sacralità intensa, colorita da voci e volti di devozione della comunità in cui vivevo e della famiglia

L’immacolata  si festeggia ancora  ma non più come allora. Oggi è sbandierata assai ma….ma  come “ponte per vacanze e shopping” Si è quasi dimenticato che l’Immacolata è Ponte,  ma   Ponte universale  di  amore. Come ha detto Papa francesco:

“Il mistero di questa ragazza di Nazareth, che è nel cuore di Dio, non ci è estraneo. Non è lei là e noi qui. No, siamo collegati. Infatti Dio posa il suo sguardo d’amore su ogni uomo e ogni donna! Con nome e cognome. Il suo sguardo di amore è su ognuno di noi.”

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Lieta giornata a tutti

by dif

l’immagine della Vergine in basso l’ho scattata a Nazareth,, nel piazzale della Basilica dell’Annunciazione.

Mater Maria

Tiziano l'assunta

Violetti Frizzi

Lievi Vanno

Consumati Sacrifici

Mater Maria

In Occhi Lontani

Si Perdono

Luci Serafiche

Porte Segrete

Aprono

Aliante Bellezza

Carnale

Nella Via Del Cielo

Sole Di Fuoco

Cenera

Nell’oltremare Nero

Risveglia

Sacrale Purezza

Assurge

Magnificat Gloria

Figlio

Umano Eterna

e. r.

l'assunta scultura lignea abbazia cistercense rivalta

Secondo la tradizione cristiana oggi è il giorno in cui la Vergine, madre del figlio di Dio, Maria fu “ assunta alla gloria celeste”. Un tempo era la festa regina di tutte le feste. Per Maria Assunta a gloria, in corpo e anima, ci si agghindava più che per andare a un ballo, più che a un incontro con l’innamorato. Il 15 di agosto ci si trovava, si facevano fuochi, si cantava, si allestivano tavolate, si rideva, si mangiava la cocomera e a volte scherzando ci si imbrattava e si chiudeva la giornata con in cuore la leggerezza di aver passato una giornata spensierata  onorando Maria. Oggi si fa festa, si mangia, ci si trova, si ride ma non più come allora. Lo spirito è diverso. Piuttosto pagano. Sembra quasi d’esser tornati alle ferie augustee. E i 2000 anni di storia cristiana? Quelli andati spersi nei rivoli del godimento profano!  Quanti si ricordano che è l’Assunta? A giudicare dalle feste qui e le feste la…uhm… Eppure per i cristiani, almeno che dicono d’esserlo,  dovrebbe essere un giorno di letizia e compagnia senza scordarsi di Maria. Perché? Perché Maria è la porta del cielo. l’icona Madre mediatrice tra terra e cielo tra fisico e metafisico. Solennizzare la sua assunzione non può essere altro che un modo per dire grazie al capolavoro di Dio.

Ricordando ciò a tutti auguro una lieta serata, perchì è costretto a lavorare l’augurio è doppio

bydif 

 l’immagine in alto  è un particolare dell’ Assunzione ad opera del Tziano; quella in basso è di una scultura lignea dell’abbazia cistercense di Rivalta.

 

Voglio dire grazie a …

“giornata della donna”.

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“giornata internazionale  della donna”.

Non starò a dissertare con mie opinioni su questa “giornata” dedicata alla donna. Tanto, nella realtà, all’indomani della giornata-festa, alla donna, purtroppo resterà solo il profumo delle mimose e qualche stucchevole “chiacchiera” celebrativa. Infatti, in più di un secolo, poco ha fruttato alla donna in termini di riconoscimenti, dignità umana e pari condizioni di diritti, in nessuna società. Nemmeno in quella che si definisce, evoluta, democratica e civile. Anzi, in certi casi, le ha pure peggiorate. Piuttosto voglio dire grazie tutte quei milioni di donne senza rinomanza che in silenzio, senza chiedere nulla in cambio, in ogni angolo, anche il più sperduto e sconosciuto  si prodigano, si sacrificano e donano indiscriminatamente intelligenza, braccia e cuore per rendere migliore la permanenza agli esseri  di questo variegato pianeta umano. Voglio dire grazie a tutte quei milioni di donne che non mollano mai la speranza, il sorriso, la gentilezza, l’entusiasmo. Voglio dire grazie a tutte quei milioni di donne che sanno ascoltare con tolleranza, dialogare con giustizia, donare tempo e esperienza con gioia, battersi contro ricatti, ipocrisie e soprusi con estrema coscienza, essere stoiche nel pericolo, perdonare senza condannare, essere libere senza perdere rispettabilità, obiettività, essenza femminile. Grazie, milioni di donne amiche, colleghe, sorelle in sangue e spirito del vostro invisibile sostegno morale. È attraverso il vostro altruismo, ingegno e coraggioso impegno quotidiano che il vivere, su questo pianeta da donna, mi appare un miracolo. A tutte voi  dedico questo sonetto di W. Shakespeare:

Dovrò paragonarti ad una giornata estiva?

Tu sei incantevole e mite:

cari bocci scossi da vento eversivo

e il nolo estivo presto è consumato.

L’occhio del cielo è spesso troppo caldo

e la sua faccia sovente s’oscura,

e il Bello al Bello non è sempre saldo,

per caso o per corso della natura.

Ma la tua eterna Estate mai svanirà,

nè perderai la bellezza ch’ora hai,

né la Morte di averti si vanterà

quando in questi versi eterni crescerai.

Finché uomo respira o occhio vedrà,

fin lì vive Poesia che vita a te dà.

.

Credo che in questi versi di Shakespeare c’è quel qualcosa di singolarità che va oltre le solite melense ossequiose da riservare alle donne!

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Felicissimo 8 marzo a tutte le mie simili e pure ai miei contrari perchè  spero sappiamo cogliere quello che noi donne ci aspettiamo , cioè egualitari diritti senza favoritismi.

Bydif

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..Per la cronaca: i sonetti furono pubblicati nel 1609, in tutto sono 154. è un enigma a chi furono dedicati. In molti dicono che 116 a un amico i restanti all’amata. Io ho scelto il 18 simo, perché credo che la poetica di Shakespeare esprime ben aldilà di quanto uno vi ravvisa. Poichè la traduzione potrebbe discostarsi un tantino metto anche il testo del sonetto in inglese:

Shall I compare thee to a summer’s day? Thou art more lovely and more temperate: Rough winds do shake the darling buds of May, And summer’s lease hath all too short a date:Sometime too hot the eye of heaven shines,And often is his gold complexion dimm’d; And every fair from fair sometime declines, By chance or nature’s changing course untrimm’d; But thy eternal summer shall not fade Nor lose possession of that fair thou owest; Nor shall Death brag thou wander’st in his shade,When in eternal lines to time thou growest: So long as men can breathe or eyes can see,So long lives this and this gives life to thee. W. S.

 

 

 

 

il nostro presepe è…

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Il nostro presepe è piccolino
Grande è l’amore nel cuoricino
Trepido attende
la venuta del Divin Bambino
Annunciata da angelo e cherubino
stella cometa col codino
ai re d’ogni cantuccino
a tutto il mondo poverino

Il nostro presepe è piccolino
Immenso l’amore al Bambino
Verrà a riscaldar
il gelo d’ogni miserino
d’ogni uomo
a illuminar il cammino
Piantando un seme nuovo
di letizia e mitezza
strappando via l’odio
solidale fraternità
in ogni luogo accrescerà

Il nostro presepe è piccolino
Dentro c’è la tenerezza d’un bambino
con l’aureola e il mantellino
la dolcezza di Maria e il pastorino
la bellezza che adora il Divino

Il nostro presepe è piccolino
Grande la via dell’amore
che brilla in cuor in ogni dove

30

aspettando…felice attesa

bydif

 

Dove abiti

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Sono anni che cammino per trovarti.

Dove abiti?

Non riesco a trovarti.

Dimmi dove sei

e verrò a cercarti.

Fossanche in cima al vulcano

o nel mare più lontano

Nel deserto desolato

o nel fiume infocato

ti raggiungerò.

Ragazza mia

la tua domanda mi sconcerta!

Non devi traversare l’oceano e il mare

scalare montagne e vulcani

viaggiare …camminare …penare

Io, abito

oltre la siepe che limita il tuo vedere

Oltre il muro che ostruisce il tuo ascoltare

Oltre l’orgoglio che t’impedisce di perdonare

Oltre le pietre incollate al tuo piede

Io abito

ovunque il tuo sguardo si posa::

negli occhi di un bimbo

Nel cuore di un fratello

Nella stanchezza di una donna

Nel dolore e nella gioia

Non hai capito?

Io

Sono colomba e falco

Sole e buio

Vento e quiete

Abito

sul viottolo di casa tua

Mi trovi

oltre il recinto che frena il tuo cuore.

 magritte

Un grandissimo augurio di letizia a tutti

byDif

l’immagine in alto è un affresco di Giotto::resurrezione di Cristo

l’immagine in basso è un dipinto di Magritte