LENTO PROGRESSO

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Quando ho aperto il blog la mia intenzione era quella di liberarmi di conoscenze scomode, soprattutto trovare il coraggio di superare le barriere psicologiche che mi hanno sempre  impedito di raccontare le cose insolite che ogni tanto si intrufolano  nella mia vita imbarazzandomi ed a volte lasciandomi perplessa sul perché le percepisco, le vedo o le intercetto nonostante la mia volontà avversa. A dire il vero,  il cammino ad “aprirmi agli altri” senza il timore di essere derisa o peggio passare per una conta frottole si è rivelato molto lento e tortuoso. Le mie resistenze a valicare i recinti convenzionali  sono ancora  forti, tuttavia sento che non devo arrendermi,  prima di tutto perché è ora che io accetto quella parte di me che esula dal razionale se non voglio continuare a sentire un disagio intimo che mi turba e mi consuma energie nell’ostinarmi a ignorarla. Ulteriormente  perché spero che prima o poi qualcuno attraverso il blog sappia rispondere ai miei interrogativi o quantomeno riesca a spiegarmi se esistono sensibilità che vanno aldilà della normalità riuscendo a vivere frammenti di realtà alternative contemporaneamente, senza perdere conoscenza e senza praticare alcunché di irregolare o spiritico. Quello che mi inquieta  non è il fatto di avvertire cose strane, credo che a tutti capiti di avere qualche percezione sensoriale premonitoria e singolare specie legata a persone care,  quanto il vedere, in momenti assolutamente lontani da precondizioni emotive che possono favorirli, esseri  diversi da quelli che ogni giorno incontro, le cui forme  non corrispondono  alle mie conoscenze  documentali, sentire  materialmente il contatto di nature diverse in momenti nei quali pensieri e gesti esulano da qualsiasi aggancio a questioni inconsuete, sono esclusivamente  appartenenti al discernimento della vita umana corrente. Per esempio, perché mentre sono allegramente impegnata a cucinare, a sbrigare di fretta mansioni prettamente concrete per assurdo tipo zappare o rasare il prato chiacchierando con il vicino di cose terra terra, all’improvviso nella mia mente si apre uno squarcio di tutt’altro genere,  sento una voce che mi racconta cose private di se o di altri che a me non interessano minimamente né in quel momento né in generale? Oppure, perché mentre sono in vacanza e mi godo relax, compagnia, luoghi e quanto c’è di bello e straordinario  intorno a me all’improvviso vedo esseri dissimili  che interagiscono nel contesto ma si muovono come se tempo e spazio fosse diverso? Cosa centrano e da dove provengono? O invece mentre conduco le mie aspre battaglie  con bollette, spese e conti   qualcuno si intromette con prepotenza nel filo dei miei pensieri comunicandomi accadimenti presunti?

 Tanti i fatti inquietanti che s’insinuano  nel vissuto, non  comprendo, non so dargli una risposta  plausibile.  Desidero circostanziare  che  conduco una vita semplice, quanto mai connessa ad una realtà dura, di lotta e rozza fatica, quindi assolutamente lontana da immaginazioni fantastiche, trasporti utopistici devianti l’oggettività, legata a mistiche e filosofie astratte.

Non fosse altro per avere, da sola, sul groppone la responsabilità morale e materiale di quattro figli è infattibile ch’io mi trastulli dietro concetti aleatori o evado dalle cose tangibili.  Vero che ogni tanto ho necessità di mantenermi a stretto contatto con il suolo e devo camminare in casa scalza, o andare a trascorrere qualche fine settimana dove posso sdraiarmi e sentire l’humus che si sprigiona dal terreno del luogo ma sono le uniche stravaganze che mi concedo e mi servono a scaricare l’aggressività che accumulo durante le battaglie quotidiane.  Quando posso  leggo  molto, però le tematiche  che scelgo non sono mai  di tipo fantascientifico, legate a spettri o robe simili, anzi ho un rigetto anche per i film che trattano argomenti del genere. Tanto per chiarire,  per ben tre volte sono andata spontaneamente a farmi analizzare da uno psichiatra per sapere se le rotelle erano  a posto,  sono andata fino a Ginevra da un grosso luminare del settore,  ma ogni consulto specialistico ha decretato che non ho  niente fuori posto, nessuna anomalia, neanche sono influenzabile, depressa,  emotivamente impressionabile,  ho patologie ossessive o soffro di sdoppiamenti della personalità. Ognuno ha concluso che  sono banale, un essere umano senza particolari problematiche che richiedono approfondimenti o somministrazione di qualche pilloletta dall’effetto placebo. Al massimo:“Una donna sofferente per  dispiaceri dovuti a problemi familiari”. Bella scoperta, in quel momento il padre dei miei figli era scomparso all’improvviso.  Più che sofferente ero stravolta  e allibita considerando le responsabilità che ereditavo!  Certo quando sono andata a farmi analizzare non ho minimamente accennato a queste mie stranezze intercettatrici perché lo scopo era quello di stabilire se ero sana di mente ho se invece ero uscita di senno.  Se  avessi accennato a questi “trasbordi visivi” ai contatti mnemonici e corporali  il loro parere sarebbe stato uguale? A volte il pensiero mi infastidisce, poi penso che uomini di  scienza siano in grado di leggere nel profondo, oltre ciò che una persona manifesta e dice. Quindi non è il mio cervello ad andare in tilt ma una parte di me. Forse, ogni tanto, un pezzo di me si trasforma in radar capace di raccogliere vibrazioni emesse da estranei, capta trasmissioni di pensiero provenienti da persone lontane  o forse riesce a sognare da sveglia. Perché? Principalmente,  perché succede ad una che non le cerca,  non le vuole, le rifiuta e le considera avveniristiche forme d’isterismo visionario di persone grulle,  crede in Dio ma senza particolare slancio mistico, si vergogna al solo pensiero di raccontarle anche in forma anonima?  Di fatto a nessuno ho  detto del  blog. Ho pensato che  mi sarei sentita libera e facilitata a trovare il coraggio necessario ad esporre fatti, per così dire enigmatici a interlocutori virtuali, poi non raccontando queste cose strampalate a persone che mi stavano davanti in carne e ossa credevo di superare il pudore, le paure e le  diffidenze che generalmente mi impediscono di farlo. Invece, tranne timidi accenni sporadici, ai quali auto violentando la mia naturale avversione non ho potuto sottrarmi, come il “ messaggio di Eluana “ ancora non  sono riuscita spezzare i recinti d’un qualcosa che mi sembra una condanna e non una predisposizione naturale, un valore sensorio aggiunto. Comunque non demordo, Più mi  ostino a respingere l’insolito e più quello s’intrufola nella mia vita, perciò la miglior strategia per allontanarlo ho dedotto deve essere  quella di esorcizzarlo svelandolo. Certo preferirei raccontare i fatterelli straordinari a viso aperto, in forma diretta come uso agire nella vita, ma ho  timore di imbarazzare i miei figli o di esporli a rischi di ritrovarsi  una madre lontana dal modello che loro conoscono seppure   scherzando dicono: una madre come te se non ci fosse dovremmo inventarcela!

In conclusione il progresso è lento, debbo superare le resistenze autodifensive e  le prevenzioni educative verso fenomeni non propriamente comuni ma ormai la volontà è inarrestabile, un po’ alla volta metterò nero su bianco le scomodità segrete.

                                                                                                                                                                                                                                                

 

LENTO PROGRESSOultima modifica: 2009-07-02T11:49:00+02:00da difda4
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