Giorno della memoria

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Oggi è il giorno della memoria. Il più tragico giorno della memoria per gli ebrei e l’umanità. Ma… 

Ma da quel che si constata un giorno di memoria corta, anzi cortissima!Perchè? Perchè l‘inumano esiste e persiste nella sua diabolica attitudine a sbarazzarsi barbaramente di chiunque e con qualunque pretesto. Ha cambiato modi posti e volti ma non ha cambiato l’idea d’ammazzare senza pietà per appartenenza a una razza, un credo, un modo di essere, un etnia, un ideale. L’agire disumano è imperante in tutte le latitudini, anche laddove si strillano i valori democratici, i diritti, la libertà di espressione, la salvaguardia di una cultura,di un gruppo, di un modo di esistere lo sterminio di innocenti bambini, donne, uomini è una costante che, a parte qualche ooh di orrore di rimbalzo sui social, non lascia traccia. Giorno per giorno migliaia di vite vengono distrutte dalla ferocia,dall’avidità, dall’egoismo, dalla scemenza umana e come ieri nessuno o quasi ci vede o ci vuol vedere un orrore. Ieri lo sterminio per tanti era una bufala, non è diventata realtà aberrante finchè non hanno fotografato i mucchi di cadaveri, visto i fantasmi di uomini, donne bambini nei campi di sterminio, aspirato l’odore acre della carne umana bruciata. Troppo tardi credere! La bufala si era bruciata più di 8 milioni di persone!E poi? Poi dopo una breve sosta l’inumano ha ripreso la sua folle corsa. Nessuna memoria l’ha fermato.E oggi? Oggi,è il contrario di ieri. Gli esseri umani perseguitati da idioti e idiozie li vanno a visitare nei campi profughi, li fotografano, ci fanno reportage, ci schiamazzano politicamente, si azzannano alle frontiere per difendere i loro piccoli territori di libagione, democraticamente alzano muri e mettono fili spinati, usano idranti, li ammassano in centri di raccolta, li bombardano, li scrutano con i droni,ci speculano e ci dissertano a non finire, ma nessuno considera l’orrore delle migliaia di crimini giornalieri una continuazione di quelli di 71 anni fa. Un proseguimento, di violazione dei fondamentali diritti umani a esistere e convivere nelle loro diversità, cui porre fine.Bisogna vederne milioni e milioni ammonticchiati come spazzatura per attivare la memoria? Ci sono già. Forse non sono degni di vivere per far cessare i massacri ? Non lo sono se tuttalpiù ci si limita a gridare al lupo al lupo ma poi si lascia il lupo a razziare indisturbato, magari per avere un filmato virale, una cosa da strabiliare e impaurire le pecore da farle o scappare o diventare fameliche iene. l‘umanità? Una puntata pietistica al casinò mondiale. Niet’altro che palline da rimbalzare, a volte da raccattare, altre da sensazionalizzare, altre da spedire, mai da considerare un valore irrinunciabile sotto ogni cielo.

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Per esseri che si autodefiniscono intelligenti se lo ieri non è servito a prevenire e impedire un ripetersi violento e criminale o hanno una memoria corta,cortissima,oppure,oppure scambiano i genocidi per fenomeni sociali.

bydif

Giorno della memoria

Oggi è il giorno della memoria e davanti a questa 

crocifissione bianca di marc chagall

crocifissione bianca” dipinta, nel 1938 nella brutale kristallnacht “notte dei cristalli”,da Marc Chagall in cui,non è raffigurata una scena reale, bensì un’evocazione della sofferenza attraverso l’uso di simboli ed immagini, inevitabilmente mi aggredisce un brivido di orrore che mi penetra nel profondo dell’animo porta la mia mente a riflessioni amarissime sulle ignominiose atrocità commesse, nei mesi e negli anni successivi dal Sonderkommandos nazista tedesco contro il popolo ebraico. Le scene di uomini increduli straziati da un invisibile boia, in fuga da distruzione, saccheggi, omicidi, espulsioni, incendi, disperazione e caoche ruotano attorno a un niveo Cristo, inchiodato a una gigantesca croce a forma di T, sono più eloquenti di qualsiasi parola. Con chiarezza esprimono e denunciano tutta la crudezza e la drammatica sofferenza persecutoria che scaturisce dall’odio. Tutto l‘accanimento di uomini verso altri uomini quando vengono considerati diversi, inferiori, inquinanti pericolosi di una razza, una religione, un territorio.Tutta la violenza e il dolore inflitto e fatto ingiustamente subire a uomini, donne, bambini per assurde discriminazioni e presunte superiorità. Attraverso i pennelli di Chagall, ebreo di origine russa, ogni figura, simbolo, oggetto si anima e sembra intonare una sorta di dolente gaddish, la preghiera ebraica per i defunti, che esce prepotente dalla tela in modo da imprimere indelebilmente nella memoria volti, nomi, futuri bruciati dalla vanagloriosa follia umana e per far scattare in chiunque un urlo di rifiuto a intollerabili eccedi: un mai più simili olocausti. Un mai più a genocidi, un mai più a sterminio di esseri umani indifesi, innocenti e senza scampo, un mai più a steccati, fili spinati, forni crematori, un mai piùa indescrivibili orrori. Purtroppo, le urla di condanna di siffatti crimini umani non mi sembra che hanno avuto quell’effetto di mai più sulle coscienze o hanno raggiunto la memoria di tutti se, per una infinità di motivi che definirli pazzeschi è un eufemismo, in ogni parte del mondo, seppure non in quel modo o in quella maniera massiccia di 8 milioni di vite rubate a un solo  popolo il cui unico torto era quello di essere ebreo, si continua a epurare, bruciare, sgozzare, torturare, respingere, discriminare esseri umani. Ricordare per non far ripetere atrocità del genere è un dovere collettivo al quale non ci si può esimere. Ma credere che basti è una speranza per esorcizzare il terrore

Recentemente papa Francesco ha dichiarato che la  ”crocifissione bianca”  è il suo quadro preferito. mi fa immenso piacere. testimonia quanto sia sensibile verso la discriminazione e attento  al valore culturale, umano e religioso. Credo che anche lui vi veda l’ispirata anticipazione della tragedia del popolo ebreo. Ma credo anche che quel Cristo dagli occhi socchiusi che sembra addormentato, al centro di un mondo in subbuglio e straziato da tanto orrore, gli susciti interrogativi e domande a cui non ci sono precise risposte.

 Dif

Gravestone_of_Marc_Chagall_and_his_wife_in_Saint-Paul_-_Alpes-Maritimes_-_france

La tela di M. Chagall è conservata al : THE ART ISTITUTE DI CHIGAGO