meglio ridere che piangere!

BUON POMERIGGIO CARISSIMI AMICI E PASSANTI

Qui un bel sole mette allegria e voglia di dare un colossale calcio a tutto ciò che ingrippia e a tutti QUELLI che massacrano presente e futuro di giovani e vecchi. E’ tanta la sua carica energetica che fa scappare da ridere anche su ciò che ci sarebbe da piangere. Siccome piangere mi rovinerebbe il trucco e provocherebbe un tale diluvio imprevisto che farebbe pure scomparire i monti (magari!! solo uno, quello di troppo…) è meglio che rido. Con un po’ d’ironia ci riesco meglio. Anche se non mi cambierà lo stato di fatto mi eviterà di vedere i “neri mostriciattoli” che da destra a manca stanno facendo di tutto meno quello che dovrebbero fare.

Con un bacione solare e qualche svignettata vi auguro una lieta serata

dif

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MULINELLA E IL VIRUS

Stamani sono uscita per comprare altre luci per l’abete del cortile, altrimenti poverino sembra un fioco lanternino. Non ho fatto in tempo a scendere dalla mia geppa che eccoti li la Mulinella, la stonata del paese. Paonazza, con i capelli che sbucavano dal cappellino come spini, mentre mangiava le unghie mi ha guardato di traverso bofonchiando: “non ci sto, no, no, a seguire il nuovo caporione che ciancia di spazzare il paesello per togliere la sozzura altrimenti i crucchi finiranno al lazzaretto. Quello spilungone, è solo uno che vuol mettermi paura, farmi abboccare all’amo per friggermi in padella insieme ai pesci gatti che tiene nelle sue bisacce. Quelli si che mandano un fetore che appesta, dovrebbe buttarli nella fossa e ricoprirli di terra al più presto! Non ci penso proprio a ramazzare il paese per un opportunista che vuol passare da nobile ripulitore di sporcizia infetta del paese. Ho sempre fatto la raccolta differenziata io, in terra non ho gettato neanche una bricioletta. Se il paese è sporco è tutta colpa dei tre tizi mandati da lui. Cosa crede quello là che son cieca! Li ho visti arrivare di notte quatti, quatti, confabulare e poi scaricare sacchi pieni di lordure. Da quando il bianchino mi ha tradito, ci vedo meglio d’una gufa. Stralunata guardavo la Mulinella senza riuscire a dirle che avevo una fretta boia. Furiosa e rossa in volto come una mela nurka, continuava nei suoi deliqui senza lasciarmi spazio: “eh cara mia, lo spilungone sta spargendo il terrore fra i paesani, dice che c’è un virus cavalieros dovuto alla spazzatura e lui è l’unico che ha un vaccino, un certo eticus moralis, che può salvare dal contagio. Ci ricatta dicendo che se non ripuliamo “la piazza” entro il 14, lui si incavola ben bene e chiama altri tre o quattro tizi che da un po’ stanno aspettando il segnale di via per invadere il paese. Quelli mica son buoni come me, dice lui, quelli hanno il pelo lungo sullo stomaco, perdono facilmente la bussola e allora saranno cavoli neri per tutti fino a natale. Anche la Celestina, la più informata del borghetto, ha detto che è meglio ubbidire. E’ un perfido, mentre ti sorride pensa a come ribaltarti per scaraventarti sulla graticola e arrostirti come un salsicciotto. Al borghetto ha mandato tre scagnozzi dai nomi strani, brigo, intruglio, inciucio, nessuno è riuscito a capire dove li abbia assoldati. Pare giù, giù, e per non dare nell’occhio, li ha fatti arrivare con un barcone mascherato da yacht. Li fa anche parlare in un dialetto che nessuno capisce, api fli ucs udc ppp xyz Tutto il giorno si divertono a tirare palline a chi passa e poi ridono a crepapelle. Se li guardi male, ti bombardano con palline motose che non basta una settimana per ripulirsi, si appiccicano come pece nera, chissà dove lo trovano poi un fango simile, la gente è così spaventata che nessuno fiata”. Era così incacchiata la Mulinella che non ho osato chiedergli a chi si riferiva, io non vedevo la spazzatura e nessuno nei paraggi. Nervosa mi girava intorno continuando i suoi blateramenti: “in paese non c’è più pace neanche di domenica da quando è comparso l’agnello antivirus cavalieros. Lui però è un lupastro di specie insolita, quello che ti mangia sazio. Si, ti inghiotte dopo che si è ingrassato mangiando quanto più poteva dall’abbondante e succoso piatto che tu le hai offerto pensando fosse un innocuo cagnoletto dagli occhioni dolci e ingenui bisognoso di amore.” Mi guardava inviperita la Mulinella, come fossi io la causa del suo vagheggiamento, poi mi è venuta sotto il naso con il dito alzato bofonchiando: “credevi fosse una povera bestiolina smarrita che gli hai fatto il bagnetto nella tua grande vasca coi sali profumati, lo hai ripulito dai pelazzi folti e neri con ceretta antidolore, messo la cremina antiscrepolature e antirughine, il borotalco felce azzurra, l’hai fatto ben bene accomodare con il sederino profumato nella poltroncina sul cuscino di piume rosse ? Solo perché ti ha guardato con i suoi grandi occhioni dolci e ingenui da bambinello riconoscente, ringraziato con una leccatina l’hai trattato come un reuccio? Fessa. Mentre tranquilla sei andata a letto sai che ha fatto? E’ uscito, ha ululato al branco in attesa gli ha detto che il piatto era scarso per loro non c‘era nulla a meno che…a meno che, mentre tu facevi sogni d’oro, venivano ad aiutarlo a ripulirti la dispensa. I tre più sfacciati son accorsi, han gozzovigliato, si sono ingrassati e ora vogliono pure che io ramazzi il lordume che hanno buttato dalla tua finestra. Fossi pazza, fallo tu bella mia che ti sei lasciata incantare da due occhioni blu.” Spaventata che gli venisse un colpo apoplettico ho cercato di calmarla, farla ragionare per spiegargli che io ero li a comprare solo delle luci per abbellire l’albero, non sapevo nulla degli scagnozzi, del lupo, delle palline, del virus. Niente da fare. Non sono riuscita neanche a dirle che è stato il burlone del paese a spargere certe voci, semmai doveva prendersela con lui, perché era stato lui a raccogliere il cagnetto, a ripulirlo, a farlo sedere comodo nella poltroncina, perfino a farlo dormire nella camera grande, dove non fa entrare nessuno senza consultarsi prima col parroco. Lo ha così viziato che ora si crede il re dei lupi tanto che a volte invece che abbaiare ulula spaventando tutti i cagnetti del paese, solo tre o quattro bastardini di passaggio invece che spaventarsi e fuggire ronzano intorno alla sua cuccia, per raccogliere l’osso appena lui lo molla. Per fortuna è arrivato il postino a liberarmi dalle cicalate della stonata, ho comprato le mie luci e son tornata a razzo a casa. Mentre abbellivo il mio abete mi è scappata una gran risata. Dovrei andare più spesso in piazza, la Mulinella è tanto stonata che prende i fischi per fiaschi ma i suoi deliqui sono un vero infuso di buonumore.

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Il mio albero ora è proprio bello, illuminato spande una luce pre natalizia festosa come piace a me

*
FELICE WEEK END A TUTTI
DIF

CHE LIBERATA MI SON DATA!

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  Oggi è una giornata speciale

l’aria tiepida velluta le mie pupille

lo sguardo si è aperto su un mondo nuovo

tutte le cose mi sembrano diverse

Anche quelle di sempre, mi appaiono vaporose e leggere

senza grigiore e affanno non turbano lo spirito

la mente riposa, pensieri e idee non hanno fretta

non vanno veloci con il solito turbo jet

scorrono lentamente, come un ruscelletto in agosto

nelle verdi vallate alpine

Oggi, niente è importante come ieri

nulla mi assilla e mi greve

è proprio una giornata meravigliosa

La brezzolina mi rinfresca la pelle

la rugiada disseta l’animo tormentato

la luce turchina mi offre un cielo sgombro di nubi

Mentre aspetto cali la sera

dolce sarà questa giornata d’inizio dicembre

spalando la neve caduta abbondante

tirerò, tante ma tante pallo-badilate

ammucchierò le pallo-fantocce che ogni giorno

dicono e disfano appesantendo le mie giornate

farò un bel pupazzolotto di parole-palla

gli tirerò tante ma tante badil-pedate

finchè non sarà una bella poltiglia nera

che non guasta più le mie giornate

ma una vaporosa primavera che velluta le mie pupille

…….Ho fatto una gran sudata

 ma che liberata amici mi son data!

Mica potevo restare in casa, con la neve ammucchiata

chi  apriva il cancello

la pallo fata ?

***


FELICE DICEMBRE A TUTTI!!!


dif

 

 

 oh, la foto è vera, sono io che spalo!

 

S’MARCHIONNATA

 

Il metal s ‘marchionnato

con il camice sfilato

il maglione cash integrato

senza un euro nel taschino

gironzola sconsolato

nel parchetto di torino

poveretto poverino

s’è perso un lingottino

s’marchionnando ogni mattino 

pomigliano e cassino

li tiene nel taschino

da operaio amministrino

il canolo siciliano

l’ha girato e cassamangiato

con tre sorelle smaritate

poveretto poverino

senza un euro nel buchino

lo s’marchionno cannibalino

a melfi s’è scosciolato

un accordo ha firmato

spappolando il sindacato

poveretto poverino

disperato e sgrassatino

salario e produzioni

ha fermato a mirafiori

invocando una colletta

ha s’mobilitato l’italietta

per comprarsi una carretta

poveretto poverino

il metal s’canadino

senza un euro nel taschino

s’marcionando il vizietto

del metal furbetto

è approdato da fazietto

per vedere la littizzetto

ma s’è mal posizionato

sul mercato globalizzato

una s’marcionnata ha sparato

poveretto poverino

in arretrato di quattrino

ha perso il bussolino

sfilato il  maglioncino

del meccanico perbenino

con la faccia da mastino

ha sputato nel cestino l’italietta

del fazietto temporino

annichilito il populino

senza il becco di un quattrino

s ‘FIATtato e indebitato

s’è proprio s’marccionnato

del metal blu smemorato

poveretto poverino

sul palchetto di torino

col culetto scuterato

l’ha pesato e s’marcchionnato

sul piatto c’ha svotato

 

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 facciamoci una risata e  in barba a una s’marcchionnata

 godiamoci questa ultima settimana ottobrina

dif