Vale ancora celebrar l’amore?

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Vale ancora celebrar,l’amore o con tanti cuoricini, frasi,frasette, social messaggini, rose, rosette che turbinano è un inutile ampolloso evocar l’amor? Malgrado le sdolcinature invasive e stucchevoli, celebrar l’amore vale sempre!

Se è veritiero, e non una fiammata di superficial possesso, ambizione, paura della solitudine, opportunismo, ossessione, almeno una giorno di concentrato richiamo amoroso vale viverlo. Perché? Perché l’amore, a volte nel linguaggio smerciato in modo lezioso e alquanto rituale in gesti e  forma da farle perdere identità e effettivo significato, prima di tutto è mistero inspiegabile. Sublime mistero che all’unisono fa battere i cuori e niente eguaglia in emozione! Certo non si sa mai quando arriva, da dove viene, non scatta a volontà dell’uno e dell’altro, tant’è che di volti di innamorati incorrisposti se ne incontrano parecchi, succede, rapisce, esiste, lega senza far capire se per un attimo, per sempre, per poco. Vale, perché, l‘amore, profondo e vero, non è di comando terreno, scatta a un count down cosmico che indipendente da pensiero, contesto, materia collega le energie vitali e unisce esseri, anime, pensieri a distanze illimitate. Anche se quello indissolubile è raro quando scatta avvince,  lega emozioni e fa vivere sensazioni irripetibili.

Ma come si fa a riconoscer un amor se è vero o finto se talvolta t’arriva, ti illude crea solo sofferenza, ti massacra l’anima e talaltra pur violenta e t’ammazza? Beh, tra i tanti modi misteriosi con cui l’amore approda nelle vite e si esprime a un altro essere, uno solo arriva all’altro e lo conquista per sempre: quello che è scritto negli occhi, perché nessuno può alterarlo. Chi può mistificare quello che è grafito nell’essenza incorporea? Nessuno!

Ebbene si,l’amore quello che combacia perfettamente due monadi, scritto negli occhi si può leggere, interpretare,presumere, ma falsificare proprio no. Quindi…si confonde il vero col falso solo quando si imbroglia se stessi, non fa comodo o non si vuole ammettere la realtà incisa negli occhi o la si guarda specchiando i propri occhi da non veder più quelli dell’altro.

Ma parlar dell’amore come fosse solo esclusiva linfa passionale per cuori e corpi di innamorati è riduttivo. È riduttivo perché l’amore non ha confini, è incondizionato a flirt, passional-affettivi ristretti a duetti di cuori, alla Romeo e Giulietta. L’amore oltrepassa il concetto di un canto d’amore a due cuori, due corpi, due vocisi distende nell’aria in infinite forme e sfaccettature, altrettanto vive, a volte anche più galvanizzanti e cariche di sentimento, passione, calore,  quasi mai coinvolgenti aspetti distorti da infatuazione tanto da brillar come diamanti.

Per esempio: l’amore di una madre per un figlio/a; ha un aspetto così radioso, profondo, inseparabile da sommergere qualsiasi altro sentimento di coppia. L’amore per il prossimo; ha note tanto acute d’arrivare a sommergere d’affetto una miriade di cuori ai confini della terra. L’amore a Dio; ha sfumature così sublimi da pigmentare una tela infinita. L’amore per un amico; ha così tante analogie simbiotiche da diventare la nostra fotocopia animica. L’amore per la musica, l’arte, la poesia han dentro tanta energia d’accendere quel sacro fuoco ardente a fiamma viva che avvince e trasmette così tanta armonia, attaccamento, passione da appaiar e far cantar tutte l’anime disperse dell’etere. E si potrebbe continuare…perché ogni amore ha quella magica alchimia che contagia e in qualunque forma e modo approda a mente e cuori, trasmette quel lirismo espressivo unico e meraviglioso di poetico eterno.

Vale ancora celebrar l’amore perché più d’ogni farmaco ancor guarisce i mali dell’animaVale ancor,anche quando è populistico perché nient’altro come l’amore fa superare pregiudizi e umani invalicabili limiti. Vale a san Valentino per la storia di come è nato e si è diffuso. Vale, perché in ogni amore, oggi, domani, sempre c’è un pizzico di coinvolgente delirio che manda in visibilio! 

bydif

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Caro papà

bimbo siriano

Carissimo papà,

Stamani, guardando la foto del papà siriano, con in valigia il suo bambino che dorme pacifico e tranquillo come fosse in una culla ovattata, nel mentre lascia la sua terra e tutto il vissuto a causa di violenza mi è venuto un groppone alla gola e uno sdegno da non dire verso taluni idioti riformatori di sacrali vincoli .

Non so se dal tuo mondo etereo dell’immenso azzurro si vede quanto succede in questo carnale piccolo recinto terrestre e nemmeno se è possibile scorrere con gli occhi o ascoltare criteri logici o idiozie circolanti. Se puoi, sai già che quella foto è emblematica e contiene le tante le ragioni che offrono uno spettacolo ne bello da guardare ne piacevole da udire e tantomeno da propalare se si ha un minimo di cognizione dell’essenza del creato. Ci sono guerre orrende che si consumano nell’indifferenza con persecuzioni celate, traffici umani obbrobriosi, fiumi di popoli sconvolti e confusi e fiumi di denaro che entrano in poche tasche e fiumi di parole senza coscienza che corrono più veloci del lampo che sgomentano e fissano concezioni di mutamento fallosi in equità sociali e ancor più in significati di valori e di patrimonio del genere umano. Se puoi papà, ben sai che fra tutto il guazzabuglio liquido intellettuale che scivola vogliono farti sparire. Vogliono che ti rinneghi per abbracciare una filosofia di vita collettiva in cui non esisti come entità genetica distinta che mi ha dato la vita. Vogliono dissolvere dalla mente di figlia il concetto di padre in “bontà” di una beota presunta ghettizzazione di certuni procreati in non so quali modi. Vogliono che dalla mia bocca non esca papà, ma un multiuso produttore di embrione per adeguarlo a un sistema d’insieme collettivo di entità fisiche mutabili, scambiabili e senza una natura di ruoli chiari percepibili. Mi è triste papà riscontrare una tale assurdità! Ancor più il non comprendere il fine di eliminare il termine papà, la pietra miliare generativa di ogni essere umano, bello, buono, brutto o cattivo che cammina in questo recinto terrestre sospeso nello sconfinato galattico. Come faccio papà a scacciare da mente e cuore una paroletta che al solo pronunciarla mi figura il tuo volto, il sorriso, le mani, le parole, i gesti. Mi dispiega una quotidianità che mi ha sorretto, consolato, consigliato accompagnato nella crescita con tanto amore e dolcezza. Mi narra tutto un vissuto passato insieme nella gioia e nella sofferenza, nel magro materiale e nel lusso spirituale, nel trovarsi e perdersi per necessità estemporanee, nel camminare fianco a fianco in silenzio e nel discutere animatamente su argomenti di vita, di pensiero, di principi e di decisioni esistenziali che tanto mi è servito a formarmi come donna, come madre come cittadina di un globo che gira? Come faccio papà a considerarti una sorta di caso che ci accomuna e non un uomo preciso che mi ha concepito condividendo emozioni, amore, intenzioni con la donna scelta per costruire insieme l’avvenire, una famiglia, spartire un destino nella privacy e in comunità ? Spiegamelo tu papà che sei nel luogo di verità come capire e accettare una siffatta illogica. Io mi arrovello ma proprio non ci riesco a recepire un sistema vivendi che mi demolisce i fondamenti padre-figlia, mi toglie la parola patrimonio di un fisionomia, un profumo, un insegnamento, un legame indissolubile al tempo e alle scelleratezze umane di pretesto, più discriminatorie dei discrimini che vuol eludere. Capisco che in confronto alla drammaticità che emerge e denuncia la foto di padre con figlioletto in valigia non è la cosa peggiore che può capitare nel corso dell’esistenza rinunciare a chiamare papà mio e non Carlo o tizio e sempronio. Sarò tarda e fuori moda ma non riesco ad abdicare a babbo, papà, paparino che tanto mi evoca nella mente e tanto mi colma di benessere mistico e morale.

In verità Papà, come mi hai insegnato, a essere intellettualmente onesta com me stessa, non voglio accettarlo. Proprio non ci sto a sopprimere una paroletta che nessuno insegna ma tutti a pochi mesi dell’esistenza articolano guardando un volto, ascoltando un respiro, afferrando una mano ruvida e calda.

Ti guardo papà. La foto è un po’ scolorita ma il tuo sorriso no. Quello è vivo, carico di infiniti momenti navigati insieme che hanno fatto e fanno la nostra storia di papà e figlia. Oggi, in dimensioni diverse proseguono e sono altrettanto belli, pieni di affetto, riconoscenza, significati di radici inestirpabili. Guardarti, papà mi trasmette una gioia immensa. Parlare con te ogni giorno mi riempe di fiducia e sicurezza. Ma è nel suono di papà che recepisco la consapevolezza dell’indistuttibile, l’essenza della vita, l’intensità di una attenzione infinita, l’armonia di un meraviglioso collegamento animico sinfonico che oltrepassa i confini della materia e riempe di letizia.

Anche se nell’attuale profano tutto si evolve così in fretta quasi da toglierti il respiro e tutto marcia in tale velocità e in così tante direzioni sbalestrate da non lasciar spazio e modo a riflessioni di salvaguardia ne di significati profondi ne di rispetto sacrale della vita nel creato, per mia fortuna, davanti alla tua foto papà tutto si ferma e rientra in una dimensione di valori solidi e concetti chiari di continuità di una stirpe, una cultura, un coraggio saggio di discendenza di sangue identificabile che mi permettono senza doverti “scartare o ribattezzare la genesi” di affrontare la realtà liquida dell’oggi. In fondo al cuore ho ben nitida la certezza che mi sei accanto e guidi i passi come fossero i primi e posso fregarmene di essere obsoleta agli occhi cecati di modernisti negativi.

Grazie papà di avermi dato la vita e di esserci sempre.

Però, prima di lasciarti con un bacio e augurarti ultraterrene delizie mi viene da chiederti: a me risulta che per essere presente sulla terra tutti, pure i robot hanno un “papi”che li ha concepiti, ma tu da lassù sai se quaggiù c’è qualcuno venuto alla luce senza il seme di un papà? In un modo o in un altro come sempre avrò da te risposta papà!

Un abbraccione in spirito di eco amorevole.

Dif

0padre e figlio

Caro Papà

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Caro papà, un tempo oggi era la tua festa,

e noi figlie correvamo a te con un pensierino

fatto con le nostre mani, insieme alla maestra.

A noi bambini non importava quanto fosse bello

perfetto e originale, importava farlo giocando

e pasticciando in allegria con i nostri compagni

per poterti dire:

ecco papà, noi ci siamo e ti amiamo.

Con tutto il cuore ti ringraziamo

di essere il nostro papà

premuroso, affettuoso, sincero.

Sempre presente al nostro occorrere,

sempre attento alla nostra educazione,

sempre equilibrato nel rimproverare sghiribizzi e capricci,

regalare con entusiasmo  approvazione.

Con un bigliettino, un disegno, o un gingillo

correvamo a te con il viso raggiante di  amore e orgoglio

per abbracciarti e farti sentire il nostro calore di figlie.

Era bello papà

vederti sorridere con negli occhi la sorpresa

e un tantino d’imbarazzo dovuto alla tua riservatezza.

Era bello guardarti con quanta attenzione leggevi

i pensierini, rimiravi i nostri imperfetti oggettini,

e poi ridere insieme come fossimo tutti bambini

sentire la tua carezza sfiorarci il viso,

annusare il profumo di mani indurite dal lavoro.

Era bello fare festa papà allora!

Oggi ho una grande confusione in testa.

Dicono papà che non dovremmo festeggiarti,

crea discriminazione, io non capisco

a chi papà

festeggiandoti per ringraziarti di esserci

e di averci dato la vita

facciamo un torto o produciamo una divisione.

Tutti abbiamo un papà

o qualcuno non ce l’ha?

Mi gira la testa papà mentre mi arrovello a pensà:

come han fatto a nascere i bambini che sento vociare nel vicolo 

se non c’è un seme di papà?

Spiegamelo tu papà  che sei nel luogo di verità!

Fammi questo favore, per togliermi dalla confusione.

Sarò diventata tarda di mente con l’adulta età o

son finita sul pianeta dell’assurdo ma io

non comprendo papà, i negazionisti educatori

di una festa tanto amena per un figlio e una figlia.

Per favore fammi capire perché vogliono togliermi il nome papà

dal mio cuore,

farti diventare un indistinguo individuo genitore.

Lo so da sempre che sei mio genitore e

insieme alla mamma formiamo una famiglia

se sia colorata o neutra non lo so e non mi domando

perché

non cambia quello che so.

So che papà è una parola dolce, insostituibile

alla mia mente e al mio cuore.

Pronunciarla dona una certezza di tenerezza che viene dall’amore;

scriverla diffonde un profumo inesauribile che inonda le giornate di calore;

guardarla in viso riempe di un piacere rasserenante ineguagliabile.

Papà,

per me, ha un sapore buono di onesto lavoratore,

di insegnamento, di volontà, di sacrificio, di sofferenza,

di appartenenza, di legame indissolubile al tempo e alle scelleratezze umane.

Toglierlo dalla bocca di un bambino è estirpargli l’essenza della vita,

rimuoverlo dal cuore di un adulto è distruggetegli le origini identitarie.

Papà. Sei e resti papà. Nessuno ha il diritto di cancellarti.

Non sei tu che discrimini, dividi, confondi.

È la grande stupidità umana che in tutti i modi nega l’innegabile.

Ti usa e abusa per egoismo, per disconoscere i valori protettivi,

per spersonalizzare la società, riducendola un ammasso informe,

aspecifico di contenuti che armonizzano il creato.

Ti guardo papà. La foto è un po’ scolorita ma il tuo sorriso no.

Quello è vivo, carico di infiniti momenti navigati insieme,

che hanno fatto e fanno la nostra storia di papà e figlia,

oggi proseguono in dimensioni diverse ma sono altrettanto belli,

pieni di affetto, riconoscenza, significati di radici inestirpabili.

Guardarti, papà mi trasmette una gioia immensa.

Sento la tua mano stringere la mia con la stessa intensità di quand’ero bambina,

con lo sguardo darmi fiducia e sicurezza,

con la parola infondermi vicinanza spirituale in ogni frangente.

Nessuno ha il diritto di togliermi dalla bocca, dalla genesi, dalla mia storia

umana la paroletta papà.

É una violenza assurda, menzognera, culturalmente imbecille.

Gli “educatori” farciti di finta umanità antidiscriminatoria, di teorie ugualitarie,

pusillanimi e diseducativi violentatori delle origini della vita di un bambino

che vadano a farsi friggere nel crogiolo del qualunquismo creativo.

Vogliono abolire la festa del papà? e chissene frega.

Che “ammazzino” ripudino, cancellino il loro papà.

Io me lo tengo, lo coccolo, lo onoro

e se anche lo abbraccio con l’anima, oggi lo festeggio,

lo festeggio come continuità di una stirpe, di una cultura, di un valore saggio

di discendenza di sangue identificabile.

Nel bene e nel male, tu sei il mio papà e resti papà.

Io e mia sorella, siamo e restiamo per sempre tue figlie.

Un grazie amorevole papà e

tantissimi auguri di celestiali delizie.

Tua figlia generata, alla quale hai dato un volto, un nome,

un grandissimo enorme affetto

dedicato tempo, fatica intelletto.

trasmesso rispetto, sacralità della vita,

consolato in avverse occasioni esistenziali,

insegnato a difendere diritti e valori comunitari

e

fossanche non ti avessi mai potuto vederti e corporeamente conoscerti

a mai  rinnegare il nome papà

per un ideale fasullo di umano progresso.

festa

Dif

il volto dell’amore.

cuo

A parte il solito business invasivo di cuori cioccatolosi, rose rosse, piumette, biscottini afrodisiaci, eccitanti mangerini, frasi e frasette da sussurrare, messaggiare, social dedicare, il giorno di San Valentino, per la storia di come è nato e si è diffuso, resta pur sempre un giorno ambasciatore d’amore. Un giorno araldo per far sapere a chi si ha nel cuore che la passione è profonda, la fiamma viva, i sentimenti intensi,il desiderio sincero. E si potrebbe continuare con tante altre espressioni per far arrivare il nostro messaggio al cuore di chi ci rapisce, di chi vogliamo abbracciare, avere accanto a ogni risveglio. Tanti infatti sono i modi con cui si può dichiarare l’amore a un altro essere, bensì uno solo arriva all’altro e lo conquista per sempre: quello che è scritto negli occhi, perché nessuno può alterarlo. D’altronde, chi può mistificare quello che è grafito nell’essenza incorporea? Nessuno! Ebbene si,l’amore scritto negli occhi si può leggere, interpretare,presumere, ma falsificare proprio no. Perché? Perché l’amore così tanto celebrato, a volte in modo assai sdolcinato nel linguaggio e alquanto rituale nei gesti da farle perdere identità e effettivo significato, prima di tutto è mistero inspiegabile. Nasce da un count down cosmico che indipendentemente da pensiero, contesto, materia collega due esseri. Non è mai la volontà a far scattare all’unisono i battiti dei cuori. Tant’è che volti di innamorati incorrisposti se ne incontrano parecchi. Naturalmente se parliamo dell’amore che combacia perfettamente due monadi. Altrimenti conversiamo su tutt’altro, tipo l’attrazione,l’ambizione, la paura della solitudine, l’opportunismo ecc. Spesso si sente dire che l’amore ha più volti, vero. Per esempio l’amore di una madre per un figlio ha un volto così radioso, profondo, inseparabile da sommergere qualsiasi altro sentimento. L’amore per il prossimo ha note tanto acute d’arrivare ai confini della terra. L’amore a dio ha sfumature così sublimi da pigmentare una tela infinita. L’amore per un amico ha così tante analogie da diventare la nostra fotocopia. In qualunque modo l’amore esprime e trasmette a un altro essere tenerezza, calore, emozione, passione ha un volto meraviglioso, unico, da vivere, in tutta la sua magica alchimia, fossanche per un attimo.

Romantica notte a chi l’amore l’ha, a chi lo sogna , a chi lo canta e

a chi lo sospira  nelle pagine di un libro.

bydif

4 marzo

A tanti il 4 marzo fa venire in mente il grande cantautore Lucio Dalla, a me il padre dei miei figli.  Apparsi in questa temporalità lo stesso giorno, emigrati da essa improvvisamente allo stesso modo,  magnificamente sintetizzato nei versi di Lucio:

“È l’ora dei miracoli che mi confonde

mi sembra di sentire il rumore di una nave sulle onde.

Si muove la città con le piazze e i giardini e la gente nei bar

galleggia e se ne va, anche senza corrente camminerà

ma questa sera vola, le sue vele sulle case sono mille lenzuola

Ci sono anche i delinquenti
non bisogna avere paura ma soltanto stare un poco attenti”

Lucio nell’ora dei miracoli partiva lasciando orfani sbalorditi milioni di fans frutto del suo talento musicale. Mio  marito lasciando inebetiti solo i fans frutto  del suo indiscutibile entusiasmo  per la vita e l’ amore.

Vero è che la ” gente” anche senza “corrente” camminerà e porterà avanti le ” due” storie in modo differente. La gente di Lucio attraverso le emozioni delle sue note e dei suoi versi, la gente di mio marito attraverso le emozioni della vita che si rinnova e si ripete nell’amore.

Due persone  speciali,  libere, anticonformiste, sensibili e originali sconosciute a se stesse ma non al rumore delle onde del mare. Oggi, per motivi diversi, nuotano nella mia memoria in um modo:

“che scioglie il sangue dint’e vene sai”

emozioni,sentimenti,ricordo,dalla

Un salutissimo a tutti

Dif

 

 

NOI DUE

OGGI,  NON SO IL PERCHE’, A  MIA SORELLA A CUI VOGLIO UNA MONTAGNA DI BENE

VOGLIO DIRLE ATTRAVERSO LE SEGUENTI PAROLE CHE MAI NULLA CI DIVIDERA’ O SARA’ TANTO

IMPORTANTE DA FARCI LITIGARE:

IO E TE SORELLA MIA

ABBIAM PERCORSO LA NOSTRA VIA

PIANA LA TUA TRAVERSA LA MIA

INTERVALLATA DA BRUSCHE STERZATE

E PROSPETTIVE BIFORCATE

TU FORMICA IO CICALA

TANTO DIVERSE

NELL’ASPETTO E NEL PENSIERO

QUANTO UNITE IN SPIRITO

DA FILOSOFIE

CHE TROVAN RAGIONE NEL CUOR

E SAGGEZZA IN FATICA

COSI’ LE SCARAMUCCE

SON VOLATE VIA

SVANITE COME BOLLE DI SAPONE

A SBUFFO DI SORRISO

NOI DUE

PUNTO FOCALE

SULL’ORIZZONTE SCONFINATO

LE NOSTRE RETTE ABBIAM TRACCIATO

ABBOZZANDO SULLA TELA DEGLI IDEALI

LE VARIABILI ESISTENZIALI.

ZIG ZAGANDO FRA I SEGMENTI

INTERSECANTI

MAI DEVIAMMO DAI PRINCIPI ISPIRATORI

DEI NOSTRI GENITORI

DI LOTTARE E MAI MOLLARE.

SPESSO

IO

HO CARAMBOLATO

E PER VOLERE DI DESTINO INGRATO

IN VORTICI FRENETICI GIRATO

MA IL NOSTRO AQUILONE

IN ALTO HA LIBRATO

COL FILO D’AMORE TRASVOLATO

LA REALTA’ INTERMINATA

OGGI

TENENDOCI AGGANCIATE

SENZA PRIVARCI DELLA LIBERTA’

BRAMATA

VAGHIAMO IN TERRE IGNOTE

PER OSSERVARE IL VARIARE

DEGLI ELEMENTI

DELLE GENTI E DEI SAPORI

NOI DUE

SEMPRE INSIEME

BAMBINE VOGLIOSE

MAI SAZIE DI SAPERE

LE VERITA’ RETROSTANTI

SOVERCHIATE DAGLI ANGOLI

*

io e lidia.JPG

dif

ti ricordi? quei due puntolini sullo sfondo siamo noi!

BUONGIORNO PAPA’

 

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buongiorno papà

se

 oggi

 ti va

fermati un momento

qua

giusto il tempo di poterti

abbracciare

sentire il tuo amore pulsare

riempire il mio cuore

di te

un attimo solo

papà

lasciami sfiorare il viso

carpire dagli occhi la luce

respirare la quiete

stringere la pace

se

 oggi

ti va

papà

mano nella mano

corriamo

vorrei sussurrarti piano

grazie

un istante per te

è sempre

*

dif

al mio papà e a tutti i papà

A TE

 

rose.jpg

A te

mio sole di risveglio

sorriso dolce al profumo di caffè

A te

mia stella di sogni

Carezza che fuga ombre e notte

A te

mio faro

speranza d’ogni approdo

A te

mio fiore d’amore

complice d’ogni ardente passione

A te

mio pilota

maestro nelle corse sfrenate della vita

A te

mio amico

Trasformatore di pianto in sorriso

A te

mio compagno

geniale fantasia d’ogni ardimento

A te

mio ispiratore

Critico acuto in ogni azione

A te

mio angelo

consolatore d’ogni affanno

nelle lotte e nell’inganno

ogni lacrima asciughi

ogni tempesta rimuovi

ogni salita spiani

A te

che sei tutto per me

Si

proprio a te

Dico

come fai

a non stancarti di me?

.

dif

a chi mi sopporta….

.

A TUTTI UNA DOMENICA FELICE E UNA SETTIMANA SERENA

 

UN BACIO A TUTTE LE MAMME

  Domenica 9 maggio è la festa della mamma 
 Dedico a tutte le mamme le parole che mi ha scritto, su una rudimentale tavoletta, il mio bimbo più piccolo in terza elementare e che conservo come un tesoro prezioso:
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Io non avrei saputo scrivere di meglio per definire l’amore che ogni figlio maschio o femmina ha verso il suo bene più profondo, soprattutto come la mamma risulta sempre bellissima agli occhi di ogni bambino poichè la vede attraverso quelli del cuore. 
*
   UN BACIO A TUTTE LE MAMME
*
 Un abbraccio caloroso a quelle che per vari motivi sono sole, a quelle che soffrono o sono in apprensione per la salute, il lavoro, la felicità e il futuro dei loro figli.
*
BUON WEEK END DI FESTA
e
non dimentichiamo
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di regalare una bella azalea.
*

AMO LE TUE MANI

 

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SONO DURE LE TUE MANI

QUANDO

SFIORANO LE MIE

SONO RABBIOSE LE TUE MANI

QUANDO

STRINGONO IL MIO CORPO

SONO IRREQIUETE LE TUE MANI

QUANDO

VAGABONDANO SULLA MIA PELLE

VUOI DIRMI

CHE SEI  FORTE

O CHE..

SEI POTENTE

O..FORSE

VUOI INTIMORIRMI

FARMI ASSORBIRE

CHE

CON UNA STRETTA

PUOI

SBRICIOLARMI

O

CREDI CHE

 STRITOLANDO IL MIO CORPO

TI LIBERI

PER SEMPRE

DI ME?

 

AMO LE TUE MANI

DURE

RBBIOSE

QUANDO VAGABONDANO

 IN ME

 

 

E.P.F 1976