A TE

 

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A te

mio sole di risveglio

sorriso dolce al profumo di caffè

A te

mia stella di sogni

Carezza che fuga ombre e notte

A te

mio faro

speranza d’ogni approdo

A te

mio fiore d’amore

complice d’ogni ardente passione

A te

mio pilota

maestro nelle corse sfrenate della vita

A te

mio amico

Trasformatore di pianto in sorriso

A te

mio compagno

geniale fantasia d’ogni ardimento

A te

mio ispiratore

Critico acuto in ogni azione

A te

mio angelo

consolatore d’ogni affanno

nelle lotte e nell’inganno

ogni lacrima asciughi

ogni tempesta rimuovi

ogni salita spiani

A te

che sei tutto per me

Si

proprio a te

Dico

come fai

a non stancarti di me?

.

dif

a chi mi sopporta….

.

A TUTTI UNA DOMENICA FELICE E UNA SETTIMANA SERENA

 

UN BACIO A TUTTE LE MAMME

  Domenica 9 maggio è la festa della mamma 
 Dedico a tutte le mamme le parole che mi ha scritto, su una rudimentale tavoletta, il mio bimbo più piccolo in terza elementare e che conservo come un tesoro prezioso:
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Io non avrei saputo scrivere di meglio per definire l’amore che ogni figlio maschio o femmina ha verso il suo bene più profondo, soprattutto come la mamma risulta sempre bellissima agli occhi di ogni bambino poichè la vede attraverso quelli del cuore. 
*
   UN BACIO A TUTTE LE MAMME
*
 Un abbraccio caloroso a quelle che per vari motivi sono sole, a quelle che soffrono o sono in apprensione per la salute, il lavoro, la felicità e il futuro dei loro figli.
*
BUON WEEK END DI FESTA
e
non dimentichiamo
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di regalare una bella azalea.
*

AMO LE TUE MANI

 

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SONO DURE LE TUE MANI

QUANDO

SFIORANO LE MIE

SONO RABBIOSE LE TUE MANI

QUANDO

STRINGONO IL MIO CORPO

SONO IRREQIUETE LE TUE MANI

QUANDO

VAGABONDANO SULLA MIA PELLE

VUOI DIRMI

CHE SEI  FORTE

O CHE..

SEI POTENTE

O..FORSE

VUOI INTIMORIRMI

FARMI ASSORBIRE

CHE

CON UNA STRETTA

PUOI

SBRICIOLARMI

O

CREDI CHE

 STRITOLANDO IL MIO CORPO

TI LIBERI

PER SEMPRE

DI ME?

 

AMO LE TUE MANI

DURE

RBBIOSE

QUANDO VAGABONDANO

 IN ME

 

 

E.P.F 1976 

 

 

 

QUANDO L’AMORE E’ FOLLE

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Almeno una volta nella vita capita a tutti di innamorarsi pazzamente e di vivere un periodo stranito, di dolce follia sentimentale che valica i confini del buon senso e travisa la realtà. L’amato diventa il nostro romantico, passionale e perfetto eroe. La passione ci esalta e coinvolge in ogni cellula che un solo istante passato lontano da lui sembra un’eternità di buio, un periodo di vuoto incolmabile, di inerzia totale. Tutto e tutti scompaiono dalla nostra vista e dalle nostre eccitazioni. Il nostro cuore batte solo accanto al semidio vivifico e salvifico, ogni azione è fulcro del suo piacere e benessere, ogni desiderio un’intesa di frivolezze, ogni un’emozione una stupenda sequela di languori, ogni gesto uno strabiliante paniere di amore. Poi passata la buriana infuocata riprendiamo il controllo dei sentimenti e delle azioni e il nostro amato, comune mortale con pregi e difetti, o scompare e diventa un bellissimo ricordo, o diventa il nostro compagno di vita con il quale spartire vicissitudini esistenziali ed emozioni passionali senza distorsioni e prevaricazioni.

 

Ma la passione troppo invasiva può diventare un capestro. Il sentimento trasforma la dolce follia in attaccamento folle. E…..

 

Quando l’amore è folle

 

 

    …violenti la tua ragione per adattarti alla sua

……sorridi sempre e non riesci più a piangere

……. Ti specchi e vedi solo difetti da correggere

……cambi pettinatura e abito per sentirti viva

……rispondi si per non offendere la sua sensibilità

…….spelli l’anima per essere stimata

……ti mascheri con occhialoni per celare gli occhi

……implori attenzione e ricevi un ceffone

…… lui è sempre paziente e tu sei nevrotica

……ti degradi a restare per paura di ritorsioni

……rinunci ai sogni perché sono superflui

……ti senti colpevole senza aver commesso sbaglio

…… perdi gli amici perché non hai tempo da sprecare

……ti scaraventa nel burrone e dici sono scivolata

……un pugno lo scambi per carezza voluttuosa

……un insulto per un modo di dire carino

……ti inganna perché ti adora e non vuole ferirti

……i piedi non ti portano dove vuoi ma dove va 

……tradirti è un suo diritto tacere un tuo dovere

……la luce è buio e il buio sole che splende

……una violenza è un’esplosione d’affetto

……domani sarà diverso e lui cambierà

 

L’amore è folle quando lui è l’eroe e tu una merda

……ti pieghi al suo volere senza replicare

……sai e…. non ammetti  che hai perso la ragione.

                                                                   

                     ^^^               

 

Dedicata ad una persona cara che ha ritrovato ragione ed equilibrio con dura sofferenza.  E’ stata la vita ha darle una sberla tremenda per scuoterla e salvata dall’opacità di un amore non amore.

La foto è del”principe” Gè-Gè 

 

 

 

…..

VETRINA

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Ultimamente, con la scusa che avevamo bisogno di un break , io e mia sorella  ci siamo concesse  un breve viaggetto, mentre giravamo per una delle  vie principali della città, già sfolgorante di luci e di invitanti acquisti prenatalizi, più che soffermarci sulle bellezze architettoniche  ci siamo sbizzarrite ad osservare il via vai della gente. Si recepiva che il loro andare era voglia di vedere le  novità, di scovare qualcosa di allettante  da acquistare.

Infatti, quasi tutti dopo aver sostato qualche po’ a guardare gli articoli esposti nelle vetrine, sbirciando i prezzi, peraltro impresa difficilissima,  entravano nei negozi e ne  uscivano  con colorati e griffati sacchetti di carta con l’aria felice e soddisfatta. Guardando qua e la ci siamo accorte che  davanti ad un negozio c’era la fila, pensando che fosse dovuto ai prezzi vantaggiosi abbiam convenuto d’approfittare. Arrivate davanti alla vetrina con qualche sbracciata, era tanto invitante che abbiam cercato i prezzi,oh, non c’era un prezzo visibile, se non con la lente d’ingrandimento. Perplesse siamo entrate, guarda qua, vedi la, palpa e controlla, mia sorella poi abituata a stare tra vetrini e microscopi è una pignola terribile,  sbalordite ci siamo rese conto che erano tutti “tarocchi”si,  griffe famose taroccate, vendute  a più non posso, il bello è che la gente “straniera” come noi sapeva, c’era venuta di proposito. Non ci siamo comprate nulla, nessuna delle due avrebbe avuto il coraggio di indossare o regalare un oggetto  falso.  Uscite dal negozio ridendo abbiam continuato a scrutare per vedere se c’era l’ombra di qualche negozietto dove trovare almeno un oggetto tipico da riportare come trofeo, neanche l’ombra, l’unica cosa tipica, in quella strada, erano solo i luoghi di ristoro.

Nel tornare a casa ci è venuto spontaneo fare qualche considerazione sociologica, qualche parallelo costrittivo imposto dalla vita,  tipo: un lavoro che  obbliga alla visibilità esterna ci rende merce. Di conseguenza ci costringe a vestirci, lustrarci, impacchettarci per farci apprezzare, a infilarci  dentro una bella lattina con tanto di etichettatura distinguibile da lontano se vogliamo che qualcuno  ci considera. Dobbiamo scotolarci e confezionarci secondo le tendenze. Si, dobbiamo essere “ trend “ nel gestire, nel sorridere e nel comunicare per essere ascoltate, non essere scavalcate, messe nel retrobottega. Dobbiamo  renderci involucri esteriori perfetti e appetibili per esistere. Non importa se siamo un cliché, un barattolo vuoto, una scatola senza contenuto, un pacchetto  di cartaccia, ciò che conta è essere commercialmente ratificate, approvate, riconosciute  degne di stare sullo scaffale della vetrina, spiaccicate  in mezzo a tanta altra merce che regola  il sistema.

Basta apparire un contenitore convincente per convincere che il contenuto vale.!!! 

Tutto questo sforzo, ovviamente costa sofferenza, fatica ed energie, grava spirito, mente e corpo,  accumula tanta rabbia repressa che può triturare e ingoiare mentre ci si adatta. Ci trasforma nello stereotipo efficiente privo di ariosa giocosità e libertà al pari degli oggetti taroccati,  in mostra dietro  lustri cristalli. Ormai  si apprezza la  vetrina, che sia rappresentata da uno stupido trono, una casa artificiosa, un siparietto domenicale dove qualunque baggianata dici diventi eroe, ti strapagano per mezz’ora di mutismo, fai quattro salti in “padella”  e voilà sei un mito, un immagine sacra da portare in processione da una rivista ad un’altra, da una discoteca a un calendario. E il resto? Il resto non conta…..

Ogni tanto qualcuno scoppia, non resiste più e allora grida:

Vita, vita, vita

dove m’hai sbalzata?

In vetrina

mi sento schiacciata

Apri

maledetta

la porta barrata

Fammi uscire

nel reame incantato

Dove

io possa giocare

beata

Abbandonarmi

all’abbraccio assolato

Altalenar

sulla falce  lunata

Vagabondar

fra grattacieli e piedi

Dormire

vinghiata  al marciapiede

Destarmi

ammaccata da pedata

Vita, vita, vita

sii generosa

Spalanca la porta

vetrosa

Lascia ch’io vada

leggera

Danzi e volteggi

rotoli sudata

tra i fili

ingarbugliati della strada

Vita, vita, vita

in  vetrina  mi sento stretta

Rompi i vetri

maledetta!

by dif

 

OMBRA

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Nel bagliore d’un sole

Un incontro casuale

Accende la fantasia

L’anima vibra

S’infiamma…  protende

Mistero e sogno

Frangon la via

Sapori e fulgori

Intreccian  sussurri

Chi sei tu?

Una scia

Chi son io?

Un ombra

 

 

LE RAGIONI DEL CUORE

So bene che non devo illudermi e che le cose belle possono svanire più in fretta di come sono arrivate. So bene che l’oggi andrebbe vissuto senza domandarsi del domani. So bene che ogni attimo di felicità deve essere ripagato con lunghe ore di sofferenza. So bene, o almeno dovrei sapere, che non si può essere egoisti e neppure pensare che quello che per te è gioia immensa lo sia per altri. So bene che non vi sono certezze ma solo ipotesi. Ma a cosa mi serve sapere tante cose se mi costringe a tacere, a nascondere quello che vorrei urlare prima che svanisca? A niente. Solo a rendermi schiava, immiserita dalla mia esperienza, impossibilitata a manifestare spontaneamente le ragioni del cuore perchè la paura ingigantisce le ansie, sembra che il tempo scorre troppo veloce, non basta per dire in mille e più modi quello che si agita nelle tue viscere. Il mondo appare ostile, ingiusto, l”uomo con le sue leggi un carnefice pronto a sacrificarti senza nemmeno un attimo di esitazione! Io, piccolissima parte di un ordine precostituito ho osato abbandonarmi ai sentimenti invece che soggiacere alla ragione. ….Già, la ragione. Quella ragione senza la quale non sarei diversa da un “animale”, anche se lui è libero,  agisce con l’istinto decondizionato dalle leggi e dall’intelligenza dell’uomo. Infatti l’uomo può incatenarlo, metterlo in gabbia, seviziarlo, ammaestrarlo e servirsene, dentro resterà uguale, un essere capace di muoversi, agire, riprodursi seguendo gli impulsi di millenaria memoria. So bene che senza ragione un sentimento assomiglia a un impulso animalesco, è svuotato di tutto, inconsciamente privo di guida si trasforma in furia cieca, in uragano travolgente, in follia aggressiva. So bene che la ragione è necessaria per comprendere, per non lasciarsi andare alla violenza degli istinti. MA un sentimento se non è libero di esprimersi, se deve rimanere nel suo “recinto” appassisce, diventa come una foglia smorta e ingiallita che cerca di resistere, di non staccarsi dal ramo perchè sa che una volta che si stacca,volteggia e cade a terra, calpestata diventa un mucchietto grigio e insulso. So bene che il mio sentimento se mantiene intatto l’ardore vive e non può diventare ragionevolezza. Allora? Allora so bene che devo gridare, dirgli vai, libra, aggrappati, volteggia, abbandonati alle ragioni del cuore prima che svanisca. Abbatti gli steccati della logica. Cambia, fino ad oggi il sapere della ragione ti ha svitalizzato, tolto il nutrimento, ridotto l’ardore, sfocato la limpidezza, reso schiava di mille ragioni, tenuto prigioniera. Prima che si dilegua vai, spazia, non voltarti, dietro non c’è niente che valga la pena di essere raccattato. Non ti fermare.

E come potrei, so bene che nessuna ragione arresta il cammino dì un grande sentimento. Lussuria? Solo verità.